Tutte le sparatorie…in una app.

“Sparatoria, evitare l’area…”, “Un adolescente è stato ucciso da colpi di arma da fuoco a Nova Aurora, Belford Roxo”, “Un poliziotto è stato ucciso in seguito a un furto nella spiaggia da Bandeira”. La città in questione è Rio de Janeiro e le frasi riportate non sono breaking news di un canale locale, ma sequenze di tweet che aiutano gli abitanti delle comunidades a districarsi fra gli episodi di violenza. Da qualche tempo, la narrazione dei conflitti sociali brasiliani, ha smesso di essere mainstream, aprendosi a nuovi esempi di giornalismo partecipativo. Infatti è stata realizzata una app per segnalare le sparatorie in corso, si chiama Fogo Crusado, Fuoco incrociato, ed è una piattaforma partecipativa per segnalare in tempo reale le sparatorie in corso.
L’hanno creata alcune associazioni brasiliane per rendere visibile quante volte ogni giorno la popolazione dei quartieri più poveri si trovi in mezzo ad una sparatoria.L’app, scaricabile sul telefonino, permette a chiunque di pubblicare informazioni sugli scontri armati di cui sia testimone. Una mappa del territorio indicherà, con un punto rosso, la situazione di crisi e cliccando si potranno anche ottenere i dettagli.Cecilia Oliveira, informatica: “Le sparatorie sono quotidiane. Non passa un giorno senza che almeno una unità della polizia non debba registrare una aggressione con armi da fuoco o una sparatoria, a livello della nostra regione”.

L’applicazione viene utilizzata in forma sperimentale dall’inizio dell’anno in sette comunità locali.
In una seconda fase del progetto, dopo aver analizzato i risutati ottenuti nei primi sei mesi, verrà estesa anche ad altre regioni del Brasile.

Paula Napoliao lavora a Fogo Cruzado come analista di dati ed ha spiegato la loro missione sociale: “La nostra è una fonte primaria di informazioni. Prima non esistevano questi dati. Raccogliamo dati dagli utenti delle app, dalle fonti locali, dai media locali e da quelli nazionali. Facciamo una prima verifica per permettere al cittadino di evitare una determinata area in caso di spari, ma effettuiamo anche un lavoro a posteriori, incrociando le fonti nei giorni successivi per avere materiale a lungo termine. I residenti ci ringraziano sempre per il lavoro svolto. Non abbiamo nemmeno mai ricevuto minacce dal crimine locale”, spiega a nome del team di Fogo Cruzado, composto da 5 persone fisse: in 3 si occupano dell’analisi dei dati, una, cura il sistema informatico e un’altra del fundraising. E come si finanzia Fogo Cruzado? “Tramite istituti che hanno interesse a investire sulla città, ma hanno la necessità di conoscere la dimensione della violenza urbana”, precisa Paula.

Ultimamente, la favela di Rocinha, la più grande dell’America Latina, è caduta in una spirale di violenza in seguito a una lotta intestina per il controllo del narcotraffico. Una tendenza facilmente visibile dai dati di Fogo Cruzado di Settembre: nelle 10 aree con UPP (le celeberrime unità di polizia pacificatrice) con più sparatorie sono stati contati 573 confronti a fuoco. Una media di 19 al giorno, con 19 morti e 22 feriti. Solo alla Rocinha ci sono stati 18 sparatorie, 9 morti e 10 feriti. A Cidade de Deus, si sono registrati 12 confronti armati, 1 morto e 1 ferito.

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