Tutti i soldi del mondo.

E' arrivato al cinema il nuovo film diretto da Ridley Scott che racconta il rapimento di John Paul Getty III nel 1973 e della corsa contro il tempo per salvarlo.

Dopo essere stato il film più chiacchierato dell’ultima parte del 2017 per via della sistituzione, a tempo di record, del ruolo originariamente interpretato da Kevin Spacey, l’atteso “Tutti i Soldi del Mondo” è finalmente uscito nelle sale, pronto a romanzare per il grande schermo uno dei fatti di cronaca più sconvolgenti degli anni ’70. Incapace di gettare la spugna o di accettare un probabile disastro commerciale, Scott ha scritturato il grande Christopher Plummer e, in solo nove giorni di riprese, ha girato una seconda versione di tutte le scene con Spacey, riuscendo allo stesso tempo a garantire l’uscita del film entro la fine dell’anno.

Roma, estate 1973. Il giovane John Paul Getty III (Charlie Plummer), 16 anni, mentre sta rientrando a casa viene rapito da esponenti della ‘Ndrangheta. Obiettivo dei malavitosi è chiedere al nonno, il magnate del petrolio Jean Paul Getty (Christopher Plummer) un ricco riscatto. In fondo è l’uomo più ricco del mondo. Ma la mafia calabrese non ha fatto i conti con l’avidità dell’uomo, restio a pagare nonostante Paul sia il suo nipote prediletto.

Sarà la madre Abigail Harris (Michelle Williams), con l’aiuto dell’uomo della sicurezza Fletcher Chace (Mark Wahlberg), a tentare l’impossibile per liberare il figlio. Una vera e propria corsa contro il tempo per riuscire a reperire la cifra per il rilascio del ragazzo. Un’incredibile storia vera che sconvolse l’Italia ed il mondo, mettendo a nudo quanto un uomo possa essere più attaccato ai soldi che alla sua famiglia.

L’attore Premio Oscar Christopher Plummer impersona meravigliosamente le due facce di Getty. Grande uomo d’affari, con un senso incredibile per le occasioni, sfrontato ed intelligente da una parte, fin troppo razionale, austero e avido di sentimenti dall’altro, che ha in qualche modo anticipato i tempi decidendo di non negoziare con i rapitori. Plummer si è preso il ruolo di Getty ed è riuscito a mostrarci perché tutti ricordano il suo personaggio come un miliardario dal cuore di ghiaccio. Non sapremo mai come se la sarebbe cavata Spacey, ma Plummer è riuscito a dare profondità al ruolo basandosi esclusivamente sulla sceneggiatura di David Scarpa.

Al suo fianco un cast di tutto rispetto, a partire da Michelle Williams. L’ex protagonista di “Dawson’s Creek” è incredibile nei panni di Abigail Harris, madre spaventata e preoccupata per il figlio ma così tenace e testarda da non arrendersi mai. Perfino quando il suo personaggio alza la cornetta del telefono, lo fa in maniera elegante e dignitosa, come farebbe qualsiasi madre, per cercare di infondere coraggio a sé stessa e, in qualche modo, al figlio rapito.

Buona anche l’interpretazione di Mark Wahlberg nelle vesti di un ex agente CIA trasformatosi in mediatore ed addetto alla sicurezza per Getty. Un uomo dal buon cuore, al contrario del suo datore di lavoro, che sa fare bene il suo mestiere, riuscendo a far smuovere una situazione che sembrava non avere soluzione.

Incredibile, convincente, trasformatosi con gli incredibili mezzi cinematografici, anche Romain Duris (“L’appartamento spagnolo”). L’attore francese interpreta Cinquanta, uno dei membri della ‘Ndrangheta, dando al malavitoso inaspettati carisma e cuore. Un criminale che, suo malgrado, si ritroverà emotivamente coinvolto più di quanto dovrebbe, ma che nonostante questo non tradirà. In fondo è un uomo d’onore.

I dettagli del rapimento sono raccontati con efficienza sistematica. Il gusto di Ridley Scott per lo spettacolo e la sua capacità di infondere tensione si palesa in ogni segmento del film, reso ancor più verosimile dalla prevalenza dei colori plumbei per gran parte delle scene. Particolarmente coinvolgente e pregna di pathos la scena finale girata tra i vicoli di un paese che porterà alla liberazione di John Paul Getty III.

 

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