Uccidere un leone.

Lo sterminio di qualsiasi tipo di specie animale in Africa, è condotta non solo da bracconieri e trafficanti, ma anche da insospettabili “turisti” all'interno delle riserve private: gente facoltosa, che vuole provare il brivido della caccia nella savana, senza apprezzarne invece il suo vero splendore.

Durante un mio viaggio in Africa ho realizzato questi due scatti, presso il villaggio Mababe, nel distretto nord-occidentale del Botswana, dove la popolazione, di circa 230 persone vive prevalentemente di allevamento di capre.

Il villaggio si trova all’interno di un sistema di parchi, habitat dei big five (leoni, bufali, leopardi, rinoceronti, elefanti). Durante la visita ho visto questo leone mentre lo stavano scuoiando per venderne le ossa e la pelle, utilizzate per differenti contesti, dalla stregoneria alla medicina tradizionale. 

Gli abitanti del villaggio mi hanno raccontato che durante la notte il leone, era entrato nel villaggio perché attratto dall’odore di carne cruda proveniente da un’abitazione, ed erano stati costretti a ucciderlo, benché, in Botswana, la caccia al leone sia vietata. In Africa, dove la sussistenza della maggior parte delle famiglie dipende dall’agricoltura, i predatori sono una risorsa importante perché mantengono basso il numero di erbivori nocivi per le colture, come i potamoceri, per esempio.

Oggi la convivenza uomo e predatore comincia a diventare problematica, certo non per la pericolosità dei predatori, ma per la carenza di spazi: in molte parti dell’Africa, i leoni faticano a trovare le loro prede perché l’habitat a loro disposizione viene ridotto per lasciar spazio a fattorie, villaggi e strade. Inoltre, spesso gli uomini uccidono e si nutrono degli stessi animali cacciati dai leoni. Privati delle loro prede, i leoni a loro volta attaccano il bestiame degli allevamenti.

La salvaguardia degli habitat, la localizzazione dei predatori e la conservazione delle prede selvatiche possono contribuire a una convivenza più sicura e pacifica.

I leoni inoltre rappresentano una ricca fonte di guadagno: ogni anno, milioni di turisti visitano l’Africa per vedere questi splendidi animali nel loro ambiente naturale. È stimato che nel corso della propria vita, un leone maschio fa guadagnare al suo paese 500.000 dollari: ogni anno, i  leoni del Kenya fruttano al turismo 30 milioni di dollari.

Ma non tutti i turisti si accontentano delle fotografie durante i safari game: vi ricordo il clamore provocato nel 2015 dall’uccisione di un leone protetto, chiamato Cecil. Il quotidiano inglese The Telegraph pubblicò la notizia, l’uccisione avvenuta, durante una battuta di caccia, per mano di un dentista americano, Walter James Palmer, la cui ambizione era quella di riportare negli Usa un trofeo!

Lo sterminio di qualsiasi tipo di specie animale in Africa, è condotta non solo da bracconieri e trafficanti, ma anche da insospettabili “turisti” all’interno delle riserve private: gente facoltosa, che vuole provare il brivido della caccia nella savana, senza apprezzarne invece il suo vero splendore. Il tutto avviene alla luce del sole: su internet si trovano le occasioni per costosi eventi di questo tipo.

I facoltosi cacciatori comunque non sono “leali” cacciatori, ammesso che si possa usare questo termine per definire un aspetto etico per la caccia: durante le battute non combattono alla pari, non solo perché armati di tutto punto, ma perché accompagnati da guide esperte, si muovono su mezzi blindati e il più delle volte sparano a obiettivi precedentemente storditi. Spesso si tratta di animali prima catturati e successivamente liberati appositamente per la caccia; in un habitat a loro sconosciuto, sono obiettivo fin troppo facile (magari mentre stanno abbeverandosi!). Con la cattura a seguito dell’abbattimento del felino, è possibile scattare foto ricordo oppure portarsi a casa lo stesso ricordo, in base a quanto si è disposti a pagare.

Quanto costa uccidere un animale? Si parte dagli uccelli: per sparare ad un volatile selvatico bastano poche decine di dollari. Salendo di taglia, si passa a piccoli mammiferi, come gatti selvatici e sciacalli; qui sono necessari dai mille ai tremila dollari. Se però si vuole provare l’emozione di sparare a un pericoloso predatore, il costo si impenna. Per uccidere un leopardo servono 16mila dollari, 12mila per un coccodrillo, fino al trofeo massimo: il leone, per il quale il prezzo raggiunge i 49mila dollari. Nel mezzo, antilopi, elefanti, zebre e giraffe.

La vendita delle armi alimenta questo business: durante un mio safari fotografico in Namibia, ho incontrato a cena nello stesso lodge dove soggiornavo, un cacciatore americano, felice di aver incontrato me, italiano, solo perché l’Italia “fabbrica ottime armi”.

Secondo le stime dell’IUCN (Unione Mondiale per la Conservazione della Natura) è probabile che in Africa sopravvivano meno di 20.000 leoni, in un territorio che copre solo l’ 8% del loro precedente habitat. Solo negli ultimi decenni i leoni si sono estinti in ben 12 paesi dell’Africa subsariana.

Il 10 Agosto di ogni anno si celebra il «World Lion Day», la Giornata mondiale del leone, evento lanciato nel 2013 dall’African Lion and Environmental Research Trust.  

Pensiamoci!!!

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