Udito Animale: perché cani e gatti sono infastiditi dalle case rumorose.

Anche se spesso non ci ascoltano, i nostri amici animali sentono benissimo.

A dirla tutta il nostro animale domestico sente molto meglio di noi. Vi siete mai chiesti perché sanno sempre prima di chiunque altro se sta arrivando un ospite a casa? La ragione è che a parità di intensità sonora possono percepire un rumore a una distanza quattro-sei volte quella umana.

La conformazione parabolica dell’orecchio di cane e gatto permette di amplificare il suono in modo considerevole. I circa venti muscoli dedicati alla loro rotazione e inclinazione garantiscono una mobilitazione pressoché completa, perfetta per concentrare l’attenzione su rumori provenienti da una singola direzione. I gatti, nello specifico, sono in grado di distinguere due suoni differenti anche di solo mezzo tono, distanti mezzo metro l’uno dall’altro, da una distanza di venti metri.
Quello in cui è meglio l’udito umano rispetto ai nostri amici a quattro zampe, è la discriminazione tra due suoni con intensità sonora differente e stessa frequenza, la differenza tra due suoni di frequenza diversa ma vicina tra loro e suoni di brevissima durata.
Un’altra grande differenza all’interno del regno animale è il range di frequenza percepibile che varia da specie a specie a seconda della conformazione delle strutture, sia interne che esterne, degli organi acustici:
● L’orecchio umano è in grado di percepire uno spettro di frequenza compreso tra i 20 Hz e i 20000 Hz, una caratteristica tra le tante che condividiamo in modo quasi identico con i primati e alcune scimmie;

● Il cane ha una capacità più che doppia della nostra: dai 50 Hz ai 46000 Hz. Il senso dell’udito del cane è secondo solo al suo senso dell’olfatto. A tutti sarà capitato di vedere un fischietto per cani: quando ci si soffia dentro sembra che non venga emesso alcun suono, ma il cane, ovunque esso si trovi, accorre. In realtà il nostro amico a quattro zame ha percepito degli ultrasuoni, frequenze a noi impercettibili.

● Anche il gatto sente queste frequenze e, anzi, il suo range di udibilità si estende fino ai 50000 Hz. Tenendo conto che la sua capacità uditiva è 1,5 volte quella del cane (4,5 volte la nostra) si può ipotizzare che se non risponde in modo affettuoso come un cane al richiamo del fischietto non è per incapacità ma più per spirito di indipendenza, pigrizia o altro ancora: sappiamo come sono i gatti. Quello per cui usano il loro udito è ben altro: percepire i suoni emessi da roditori e uccelli (che usano queste frequenze) e dar loro la caccia. Queste capacità sopra alla norma sono dovute alla presenza di due camere di risonanza presenti a livello dell’orecchio interno, assenti nell’uomo e di proporzioni molto più piccole nel cane, chiamate bolle timpaniche, una più piccola e una più grande. L’amplificazione dei suoni avviene nel passaggio tra le due e garantisce la percezione dei rumori anche più flebili. Purtroppo queste doti eccezionali non durano per sempre: dopo alcuni anni, generalmente cinque, l’udito del gatto si indebolisce e va deteriorando fino alla vecchiaia, periodo in cui diventa praticamente sordo.
La perdita dell’udito è un problema che affligge tutti gli animali: è più probabile che insorga con l’avanzare dell’età ed è dovuto a traumi, malattie infettive o neurologiche e, in alcuni casi, come quello dei gatti bianchi, alla genetica. Una perdita completa dell’udito che avviene in un breve periodo è una condizione traumatica e l’animale la vive sviluppando stress, paure e problemi comportamentali. Una sordità che si sviluppa nel corso di anni, invece, permette di abituarsi progressivamente e conviverci con minore disagio.
L’animale impara a concentrarsi su olfatto, vista e tatto, e in parte la perdita dell’udito viene compensata. Spesso nemmeno i proprietari se ne rendono conto.
È però importante sapere se il proprio animale ha problemi di udito, perché ha sicuramente bisogno di maggiore protezione e accortezze: all’aperto sarà più esposto ai pericoli (altri animali, traffico, ecc.) e, se toccato senza preavviso, può  spaventarsi (in questo caso è meglio approcciarlo frontalmente).

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