Un anno di chiusura.

Quanti ne uccide la tristezza della reclusione? E se lo stare in casa sminuisse la voglia di vivere e giovasse alla coltivazione del morbo, come se la nostra pianta umana restasse al buio e priva d'acqua? Pensate, un vecchio, un anziano in casa, mesi!

Antonio Saccà
Che immenso errore, in un anno, appena, la gente, in gran parte si è adattata, appoggiata all’inesistenza, quasi che la forza negativa della quiete, della voglia di svivere si sia rifatta sulla voglia di vivere. Esco? Non esco. Vado? Non vado. Perchè? Così. Hai paura? Mi sento più sicuro dentro casa. Del resto, fuori di casa, che trovi? Tutto quanto era spontaneo, certo, è impedito. E impedita la semplicità dell’esistenza.Vuoi conversare con il vicino di banco in un ritrovo? Non puoi. Vuoi cenare al ristorante? Non puoi. Vuoi recarti al teatro? Non puoi. Vuoi ascoltare musica eseguita da uomini in carne ed ossa? Non puoi.Vuoi seppellirti in casa? No.
Allora? Una feritoia ci deve essere in questa caverna. Luce, dov’è la luce? Il trionfo delle tenebre. E qualcuno le vorrebbe ancora più fitte. Mesi di cupitudine e poi il chiarore dell’alba essendo stati tutti inoculati di spirito santo vaccinale. Che poderosa trovata: mesi di chiusura,vaccinamenti, risorgere sanati e aprire. Quanti mesi durerà il letargo, e come ci sveglieremo?
Pazzi, morti di fame, cannibali, falliti? E se non esistesse un punto di sicurezza? Comunque, la strategia pare stabilita. Clausura, con la clausura la pandemia si attenua, nel mentre vaccianiamo, vaccinati siamo salutari, salutari possiamo rivivere. Certo, vi è il tragitto dalla chiusura al rinascimento, già, come passarlo? Quanti ne uccide la tristezza della reclusione? E se lo stare in casa sminuisse la voglia di vivere e giovasse alla coltivazione del morbo, come se la nostra pianta umana restasse al buio e priva d’acqua? Pensate, un vecchio, un anziano in casa, mesi! Al sicuro, per qualche tempo, ma a lungo? Penso che pensi soltanto alla morte. Per difendersi dalla morte pensa la morte. E che vita è mai, pensare la morte? Gli anziani, i vecchi… Che strana malattia, questo morbo. Uccide sopratutto anziani, vecchi. Si è vista mai una pandemia che preferisce le età in tale modo? Che intendo? Che questo morbo uccide…chi ha l’età per morire!
Ho fatto una portentosa scoperta senza voglia. Portentosa: giacchè se questo morbo uccide specialmente anziani, vecchi e già malati…non uccide. Come, non uccide? Non uccide, compie quel che è naturale compiere, la morte degli anziani, dei vecchi in gran parte già malati. Incredibile quel che dici. E’ la verità. Muoino anziani, vecchi, malati, e poveri disgraziati.
Come sempre? Come sempre! Ma ne muoiono di più, sembra. Forse, perchè invece di chiudere, aspettare il vaccino, rimbombare di clamori mortuari non abbiamo compiuto attività semplicissime: disinfiammare gli infiammati, inoculare anticorpi, modificare l’ambiente.
In attesa del VACCINO abbiamo suscitato il pandemonio. La pandemia? Il pandemonio pandemico…
Sei contro il vaccino, dillo chiaramente. Per nulla, sono contro la celebrazione del farmaco e non della volontà di vivere e dei miglioramenti sociali, economici ed ambientali. Non dobbiamo affidare la salute soltanto al farmaco ma al fare, sentire, vibrare, amare, gioire, soffrire, tendere, osare, compiere, su, di lato, dormire, sognare, cantare, cambiare la società, questa ossessiva ideazione che l’uomo è un meccanismo mosso dai farmaci strappa all’uomo la sua essenzialità: la volontà di vivere, egli, in sè, nelle sue forze originarie. Noi siamo gli anticorpi, noi siamo lo scudo, noi siamo i guerrieri.
Vengano pure i farmaci, ma quali contributi alla nostra volontà di vivere, osare, progettare. Questa follia che senza il farmaco non c’è vita, uccide la vita. Anche con il farmaco, se non hai volontà di vivere resterai a casa, sotto le coltri, la porta chiusa. Hanno intimorito la voglia di vivere. Imperdonabili! Chi? Lo so io. Trentaquattro milioni di persone moriranno per fame, lo sai? Che intendi? Che esistono tragedie immani di cui non ci occupiamo. Vuoi dire…? Voglio dire, voglio dire…

 

Scrivi un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*