“Un grande abbraccio” da Paolo Ruffini.

L'attore toscano ed i "suoi" ragazzi, hanno portato in scena, Martedi 14 Novembre, al Teatro della Luna di Assago(Mi), uno spettacolo unico.

Uno spettacolo comico e commovente che racconta delle relazioni umane. Interrompere le liturgie teatrali per aprire il sipario sulla rappresentazione più complessa: la vita stessa, interpretata da chi non la recita, ma la vive nella sua esclusiva e ferocissima bellezza. Questo è il filo conduttore dello spettacolo portato in scena da Paolo Ruffini insieme ai ragazzi della compagnia teatrale livornese Mayor Von Frinzius, diretta dal professor Lamberto Giannini. Sei attori davvero UP con la sindrome di Down. Uno spettacolo che ha portato in vita un’indagine diretta e poetica sulla società che non risparmia niente e nessuno: l’ironia e l’irriverenza hanno accompagnato gli spettatori in un viaggio che racconta la meraviglia di essere speciali, espressa attraverso le diversità di ognuno di noi.

Una rappresentazione dai connotati surreali e dagli sviluppi inaspettati, capace di guidare il pubblico verso la sana opportunità di abbandonarsi al piacere di ridere, riflettere e commuoversi su monologhi, inframezzi musicali e momenti di pura improvvisazione, collegati da un denominatore comune: la celebrazione della vita fatta da chi non la interpreta ma la vive nella sua autentica e feroce bellezza.

Queste le emozioni dei protagonisti:

Paolo, ti vediamo spesso in televisione e questa volta ti viviamo a teatro. Cos’è per te il teatro?

“Il teatro ha il grande privilegio di annullare le distanze e offrire una dimensione diversa dal cinema o dalla TV, perché in teatro gli attori diventano “veri”, e del pubblico si percepisce l’umore e la partecipazione.”

Cosa hai imparato tu dai ragazzi e loro da te?

“Non ho davvero avuto la presunzione di insegnare qualcosa a questi ragazzi, al contrario, invece, loro hanno insegnato a me qualcosa ogni giorno. Da loro ho imparato che bisogna saper accogliere la bellezza, approfittarne, celebrarla. Ho imparato che la felicità è possibile e che la vita può essere feroce a volte… ma può essere anche ferocemente divertente! È per questo che con il regista Lamberto Giannini, abbiamo costruito questo spettacolo comico che non risparmia niente e nessuno, che ci dimostra che se esiste una sindrome di “Down” esiste sicuramente anche una sindrome di “Up”, perché lavorare con loro, ed aver partecipato allo spettacolo, ci ha reso felici! Un pensiero? “Tante persone non sono abili alla felicità, all’ascolto, alla bellezza. Siamo tutti diversamente abili, diversamente normali e meravigliosamente diversi”.”

Ragazzi, come vi trovate a fare gli attori?

“William Shakespeare diceva di amare e di sognare e noi a fare gli attori, amiamo e sogniamo. Ci piace fare teatro, perchè ci divertiamo, anche con Ruffini (ridono N.d.r.).”

Fate teatro con il cuore?

“Si, giusto, fare teatro ci apre il cuore, lo facciamo con entusiasmo.”

Com’è stato lavorare con Paolo Ruffini?

“Lavorare con Ruffini è stato bellissimo. A volte sbaglia, si impappina….ci fa ridere (…e giù risate).”

Ragazzi, dite la verità…Ve la tirate a lavorare con Paolo?

“Non tanto…un pò (Ridono).”

Voi siete down?

“No, noi siamo guariti.”

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