Un successo annunciato per “Il mio regno non è…”.

Lunedì 16 Settembre, in un teatro Petrolini gremito è andato in scena l'atto unico scritto da Antonio Saccà, "Il mio Regno non è...", testo magistralmente scritto da Antonio Saccà.

“Il mio regno non è…” scritto dal Professor Antonio Saccà non è certo una rappresentazione agevole, facile…il tema stesso dell’atto unico non lo è: le ultime ore di Gesù Cristo prima della crocifissione viste da un’ottica molto terrena… un uomo, uno di noi, con tutta la paura di morire, di lasciare gli affetti e le gioie della vita! Altresí consapevole che quando si ama non si muore mai! Quindi un testo controverso, se vogliamo, “impervio” da leggere ed interpretare!

Antonio Saccà nel suo “Il mio regno non è…” vede in scena Gesù (Michele Limpido) come uomo che invoca l’amore reciproco come rimedio alla, talvolta misera, condizione umana. Un amore che pur conoscendo le differenze sociali, le diverse condizioni economiche, le diverse qualità degli individui, riconosce soprattutto la comune appartenenza al genere umano e il bisogno, appunto, di amore, per consolarci della morte e delle traversie dell’esistenza. Amore che non è soltanto tra gli esseri umani, ma per l’intera esistenza. Sfiduciato dalla inerzia degli uomini, dal poco amore che gli uomini rivolgono alla vita, Gesù li affida e si affida al Padre, considerando sè stesso inviato da Dio per sostenere il comando dell’amore per la vita e per il prossimo. E’ con questa convinzione che sostiene con veemenza l’amore che vince la morte, l’inerzia, dando senso e valore alla vita.

Un Cristo essenzialmente umano, quindi, che confida nell’amore qualora il mistero dell’essere non fosse risolto…

Nell’interpretazione di Saccà, la parabola di Gesù Cristo vuole insegnare all’uomo che, se amiamo la vita, la rendiamo eterna, giacché l’amore sostiene, in vita, la vita, mentre Giuda ne è l’antagonista: non crede l’amore per la vita, possa oltrepassare la vita stessa.

La rappresentazione teatrale, caratterizzata da fasi dialettiche e monologhi di grande espressività, ha visto in scena gli attori: Michele Limpido, Sabrina Tutone, Bruna Brecciaroli, Carmelo Valente, Giorgio Cerone.

Grazie a Michele Limpido per aver “sicilianizzato” il Gesù di Saccà, rendendolo ancora più “umano”, a Sabrina Tutone, che sempre mette anima e generosità in quello che si appresta a recitare o leggere, ed agli altri attori per averci reso partecipi di questo lavoro complesso.

Antonio Saccà, seppur poco incline alla Fede pura, incondizionata, ci dona un Gesù molto contemporaneo, uomo tra gli uomini, amorevole, generoso, passionale, pregno di ogni timore ancestrale che accompagna tutti noi in questo cammino dell’esistenza!

A fine spettacolo tutti a brindare, nel foyer del Petrolini, a questo successo, con un ottimo rinfresco organizzato da Loredana Paolesse Presidente dell’Associazione “Il cibo e l’arte”.

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