“Una voce che ha emozionato il mondo.”

Gianni Mauro, leader dei Pandemonium, e da qualche tempo, finissimo scrittore, ha presentato il suo ultimo lavoro, la biografia del grandissimo tenore Bruno Venturini affiancato da ottimi e vivaci relatori quali Pippo Baudo e lo stesso Venturini.

Tre grandi artisti. La musica, lo spettacolo, la scrittura, ed il gioco è fatto. Se poi questa unione è il risultato di tre personalità come Pippo Baudo, Bruno Venturini e Gianni Mauro, non dobbiamo meravigliarci che quella, nata come la presentazione di un libro, si sia trasformata in un vero e proprio show…improvvisato, dinamico, brillante, esilarante, presso la Nuova Aula del Palazzo dei Gruppi Parlamentari a Roma.

Gianni Mauro, leader dei Pandemonium, e da qualche tempo, finissimo scrittore, ha presentato il suo ultimo lavoro, “Una voce che ha emozionato il mondo”, biografia del grandissimo tenore Bruno Venturini, eccellenza italiana tra le più rinomate all’estero. La passione di Venturini per la musica, le sue capacità canore, la bontà, tutte doti attraverso le quali è riuscito a vincere una serie di situazioni non facili, vengono raccontate da Gianni Mauro, con grande efficacia ed in maniera fluida. Chi conosce Gianni sa bene del suo talento musicale, allargatosi ora, anche a quello di scrittore, che grazie alla sua mano felice, merita applausi…sono certa che questo libro sicuramente porterà bene alla casa editrice “Il Papavero” che ha creduto in questa storia.

“Volevo ringraziare tutti i presenti perchè comunque senza di loro nulla sarebbe possibile”– ha dichiarato Donatella de Bartolomeis, Editrice de Il Papavero – “Quando ho avuto l’opportunità di abbracciare questo progetto ho accettato subito, a scatola chiusa. Il libro ancora non c’era. Sono stati due i motivi fondamentali che mi hanno spinta a fare questo passo, da un lato che i protagonisti, sono tutti artisti, e soprattutto, perchè era un dovere pubblicare questo libro, verso l’Italia e verso i lettori…mi spiego meglio, la penna di Gianni Mauro che racconta un artista come Bruno Venturini, è già un bel traguardo…ma quando mi è arrivata la notizia che la prefazione era di Pippo Baudo, mi è mancato talmente il respiro, che ho quasi dovuto fingere che non stesse capitando a me. L’emozione si è poi trasformata in pianto…L’Italia è uno dei paesi più ricchi di arte, di storia, di cultura, spesso ce ne dimentichiamo…Venturini ha avuto il merito, attraverso la canzone classica napoletana, portatrice di tutte queste ricchezze, di diffonderle all’estero. La sua musica ha la capacità di raggiungere le persone a livello epidermico ed emozionale. Michail Gorbačëv e Raissa, proprio sulle note di una di queste melodie cantate da Bruno Venturini, “Dicitencello vuje”, si sono dichiarati il loro amore eterno. Ovviamente, per approfondire questo ed altri episodi vi esorto a leggere il libro…”

Testimone concreto attraverso la sua vita, buon esempio per i giovani, la voglia di credere nelle proprie forze…Venturini ha vissuto un’infanzia sfacciatamente ricca poi, come a volte capita, il papà si è ammalato, ed i soldi non sono bastati per salvargli la vita, e così si è trovato a fare i conti con un forte dolore ma anche con la povertà. Tuttavia non ha mai abbandonato la passione per la canzone, motore che lo ha portato avanti fino a giungere al successo. La fede, la parola data attraverso una stretta di mano, il senso della famiglia, la fedeltà coniugale, tutti valori che oggi, sgretolandosi, stanno mandando a fondo la nostra società, sono di casa nell’animo di questo artista.

Incisivo anche l’intervento dell’Onorevole Pier Ernesto Irmici, che, dopo una breve introduzione, ha colto l’occasione per rivolgere una domanda a Gianni Mauro:

La trama del libro è così incisiva da far quasi vedere le immagini. Non sarà questo un primo passo verso un film?

“In realtà lo è”– ha spiegato Gianni – “perchè quando Bruno mi raccontava la sua vita, mi sembrava di viverla da attore e da spettatore… i ricordi di una città meravigliosa come Salerno e gli aneddoti della sua vita, sembravano quelli di una sceneggiatura, è come se avessi conosciuto la storia prima che nascesse, penetrando al suo interno, come in un film, in prima persona. Ho scritto e allo stesso tempo ho vissuto la sua nascita, la sua crescita, la sua carriera, gli incontri più importanti della sua vita come quelli con Mario Lanza, Sergio Bruni, Michele Galdieri, Totò, Peppino De Filippo, Alberto Sordi, Mimmo Modugno. Potrei continuare ancora per molto… Difficilmente riuscirò a rivivere qualcosa di così intenso e meraviglioso”.

A seguire l’intervento di Bruno Venturini alternato a quello di Pippo Baudo hanno creato un vero e proprio spettacolo. Una verve ironica, le battute del Pippo nazionale nei riguardi del tenore, sempre con occhio benevolo e grande stima, hanno reso questo, uno degli incontri più divertenti a cui abbiamo assistito. Ne è risultata una presentazione mai sterile nè banale…Una chiacchierata tra vecchi amici in ricordo di bei tempi e di legami indissolubili.

“Un grande cantante e allo stesso tempo un mio grande amico” – ha esordito Baudo – “ho avuto l’onore di conoscerlo a Napoli, nel 1960 quando ero ancora alle prime armi. Lui, nonostante la giovane età, era già affermato nel mondo della canzone. Venturini è realmente uno dei pochi personaggi a poter vantare di aver girato il mondo in lungo e in largo; ovunque si è esibito, ha portato la sua voce e le canzoni del repertorio napoletano che interpreta in maniera eccezionale con voce appassionata, con un trasporto veramente affettuoso nei confronti della terra dei grandi autori che hanno animato la storia musicale di Napoli. Oggi celebriamo con la partecipazione di tanti amici la storia della sua vita:  il titolo del libro è molto bello e attinente ‘Una voce che ha emozionato il mondo’ e in effetti ha emozionato e continuerà a farlo, perché Bruno non si fermerà qui: ha dalla sua parte la sua possente voce e la sua storia, che trasmette a suo figlio Salvatore, bravissimo interprete che ha già fatto un disco e canta proprio bene. Il cognome ‘Venturini’ probabilmente camminerà chissà per quanto tra le sette note, tra le righe del pentagramma, ed io auguro con tutto il cuore ad entrambi buona fortuna”.

Molti gli amici intervenuti a questo incontro: la giornalista Maria Concetta Mattei del Tg2, Bruno Mobrici, storico conduttore di Speciale Tg1, il mago Silvan, Katia Noventa, Luciana Frazzetto, Raffaele De Bartolomeis, la giornalista Loredana Filoni, per citarne qualcuno; l’iniziativa è rientrata nel bouquet di quelle promosse dal Gruppo Parlamentare di Forza Italia e ha visto l’intervento telefonico dell’On. Mariastella Gelmini, assente giustificata poichè fuori regione.
L’Onorevole Gelmini durante il collegamento in viva voce ha espresso giudizi lusinghieri sulla lunga carriera di Bruno Venturini, esaltando la vera essenza della canzone napoletana e la sua importanza per le nostre radici.

Un ringraziamento particolare va a Gianni Mauro che oltre ad essere divenuto uno stimatissimo autore, ha dalla sua, una grande umanità che, condensata al suo stile, riesce a creare sempre incontri che lasciano dentro tracce indelebili.

 

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