Valentina Ghetti: “La voglia di comunicare attraverso l’ ”altro” è un’esigenza che ho sentito scorrere nelle vene da piccolissima”.

L'attrice, nata a Forlì, si racconta vivacemente in occasione della messa in scena, al Teatro Cometa Off di Roma, de "La strategia del colibrì", da Lunedì 6 Maggio a Mercoledì 8 Maggio.

Volto sottille, regolare, sguardo vivace, nata a Forlì, l’attrice Valentina Ghetti, è il personaggio che oggi LF ha incontrato per voi.
Valentina, che si è piacevolmente raccontata, ha ricordato come, piuttosto presto, abbia lasciato la sua città d’origine (dopo il diploma Classico linguistico e il Diploma triennale all’accademia di Musical al MCA) per trasferirsi a Roma dove si è laureata alla facoltà di Lettere e Filosofia con Indirizzo Dams all’Università Roma Tre.
Ha frequentato le migliori scuole di recitazione dove ha conosciuto e studiato con grandi maestri dell’arte performativa tra i quali: Francesca De Sapio, Ennio Coltorti, Sergio Sivori, Jenny Tamburi, Bernard Hiller, Massimiliano Bruno, Giancarlo Sepe, Daniele Monterosi e molti altri. Ha inoltre studiato doppiaggio con Roberto Chevalier e lavora anche come doppiatrice.
Valentina ha debuttato in diverse Fiction Rai (Gente di Mare2, Rex, Crimini Bianchi, Provaci ancora Prof 4, Mancate verità), importanti campagne pubblicitarie (Vodafone, Canone Rai, Original Marines, Tim, Suzuky, ecc) dirette dai più noti registi italiani, partecipato a diversi cortometraggi, alcuni di essi premiati e approdata al cinema poi. Inizialmente con piccole apparizioni come ne “Il figlio più piccolo” di Pupi Avati, poi con ruoli sempre più importanti.
Nel 2016 arriva finalista alla trasmissione “Eccezionale Veramente” aggiudicandosi il favore di pubblico come attrice comica del duo Ghetti e Baldieri e, successivamente parteciperà al programma “Colorado” su Italia 1.
Nel 2017 interpreta la temutissima professoressa Bonelli, nel film “Classe Z” diretto da Guido Chiesa e distribuito da Medusa. Grande amore di Valentina è il teatro: lavora a commedie e drammi, coltivando il talento e la passione per interpretare personaggi molto diversi tra loro, recitando in palcoscenici importanti e alternando con l’attività in teatri off e sperimentali. Tra le opere di maggiore rilievo: “Le Dissolute assolte, ovvero le donne del don Giovanni”, “La Gabbia di carne”, entrambi di Luca Gaeta, “Darkness” di Roberto d’Alessandro. Ha interpretato lo spettacolo “Resilio, la resilienza dentro il volo di una farfalla” promosso dalla BeautifulAbc e dal policlinico Gemelli di Roma come omaggio alle donne che hanno vinto e combattuto il tumore al seno.
Ma noi abbiamo incontrato Valentina per l’imminente impegno al teatro “Cometa Off”, da Lunedì 6 Maggio a Mercoledì 8 Maggio, alle ore 21.00, che la vedrà impegnata, assieme a Barbara Mazzoni e Livio Beshir, diretti da Massimiliano Vado, con “La strategia del colibrì”.

Due donne, l’una l’opposto dell’altra. Paola assistente del sindaco della città, Cloé organizzatrice di eventi. Ideologie politiche diverse, caratteri e sensibilità incompatibili, vite private agli antipodi, eppure costrette ad affrontare una situazione che le metterà alla prova con la propria reciproca umanità. Un politico misterioso detto “Il Presidente” le convoca nello stesso ufficio in piena notte per organizzare i dettagli di un convegno che dovrebbe cambiare le sorti dell’umanità. I più importanti capi di stato parteciperanno ad un summit internazionale che coinvolgerà inoltre le figure religiose e scientifiche più note al mondo. Un incontro per dialogare sulla pace.

Ha inizio un rapporto conflittuale e intenso: si odieranno, si metteranno in discussione, si compatiranno, avranno devastanti crisi isteriche, si rinnegheranno, si riconosceranno, si consoleranno a vicenda in un alternarsi continuo tra il pubblico e il privato.

Come sono finite in quel luogo? E perché proprio loro due? E chi è questo misterioso “Presidente?” E se durante l’organizzazione di uno dei più decisivi incontri mondiali dovessero venire casualmente alla luce documenti privati in cui sono spiegati inconfessabili segreti di stato? Liste proibite e ricerche scientifiche nascoste? E se in gioco ci fosse addirittura la presentazione di una coppia di misteriose creature, provenienti addirittura dall’antico continente scomparso di Lemuria? Chi è questa entità definita per brevità semplicemente “L’essere”?

In divertito parallelo con le due donne scorre la frustratissima presenza di Barack Obama, abbattuto dalla distruzione sistematica che Trump sta compiendo verso il suo operato, coinvolto in un infaticabile incoraggiamento a sua moglie Michelle, affinché si candidi con i democratici, forse unico vero ma ambiguo artefice della situazione che vede le due sventurate Paola e Cloé chiuse come criceti in una gabbia a misurarsi con qualcosa di infinitamente più grande di loro.

Una favola moderna che risponde alla distanza della politica dei poteri occulti, dei meccanismi tradizionali con la forte e calda umanità di due persone comuni, nelle quali tutti possiamo riconoscerci e attraverso le quali fronteggiare il corrosivo senso d’impotenza che ci pervade di fronte alla durezza e alla apparente mancanza di risposte dell’epoca attuale.

Scritto dalla sapiente penna drammaturga di Roberta Calandra, “La Strategia Del Colibrì” è un testo delicato e dalle radici umane profonde che ha convinto Massimiliano Vado a firmare la regia per la sua messa in scena. La fiducia nell’essere umano nonostante le sue diversità è la bussola che conduce lo spettatore per una strada sotterranea che giunge fino alla consapevolezza di una nuova determinazione. E questa pace per cui si lotta, si ride, si fantastica, si impazzisce, ci si arrovella, risulta infine l’unico vero scopo di unione e di incontro tra tutti.

Valentina Ghetti e Barbara Mazzoni sulla scena mettono in gioco una dirompente energia trascinatrice che cattura lo spettatore, che si identificherà a più riprese e in tutte le loro scalate e discese emotive. A fare da collante tra le due, un inedito Livio Beshir nei panni di un sorprendente Barack Obama.

Piacevolmente si scopre che i disegni del mondo appartenenti al testo, e in questo caso a “La Strategia del Colibrì”, oltre che ai suoi personaggi, sono la proiezione di un mondo migliore, sono le parallele sintetiche di un pensiero maturato per anni, la slavina sentimentale partorita dalla montagna di studi, una complicazione infinita creata per sentirsi meno leggeri ma per riempire un pezzo di sé.

Ma lasciamo parlare la “spumeggiante” Valentina:

Valentina raccontaci di questo pezzo teatrale “La strategia del colibrì”.
“La strategia del Colibrì di Roberta Calandra è una pièce dai moltissimi livelli di lettura: come una scatola cinese affronta molteplici tematiche, attraverso una sagace ironia drammatica, svelandole ai più attenti: è uno spettacolo sulla pace nel mondo, è uno spettacolo sulla menzogna del “dover essere” ed “essere” veramente, è uno spettacolo sulle psicosi delle donne, un gioco allo svelamento, una fitta rete di fili, che sono le costrizioni della vita quotidiana e, ovviamente, “La strategia del colibrì” è uno spettacolo sull’amore.”
Chi sono i tuoi “compagni di viaggio” in questa piece?
“Sono salpati con me, da porto sicuro, tanti personaggi che hanno reso speciale questo viaggio dell’ anima: il Capitano di vascello è Roberta Calandra, autrice profonda e impegnata, divertente e generosa. Non si lascia spostare dalle folate di vento improvvise e resta stabile al timone. Al suo fianco, il Capitano di Fregata Massimiliano Vado: regista davvero geniale che ha saputo trasformare il testo per renderlo ancora più efficace e possiede il dono di dirigere gli attori con autorevolezza ma grande rispetto e tante risate. Poi Barbara Mazzoni e Livio Beshir, insieme a me, ammiragli, due persone uniche, piene di spiritualità e passione. Infine non posso non menzionare il nostro Luogotenente Renato, che ci ha regalato momenti di risate e affetto come solo un cucciolo di cane può regalare.”
La Pace nel mondo, visti gli accadimenti contemporanei, è più utopia?
“La Pace del mondo è una meravigliosa utopia per tanti motivi: in primo luogo, il cosmo maschera attraverso il Caos un equilibrio perfetto (che però non riusciamo a scorgere) per cui, a volte, guerre e distruzioni sono legate all’evoluzione stessa. In secondo luogo, per natura, l’uomo è portato a comandare e, una volta raggiunti gli obiettivi, a volere sempre di più. Infine, la pace nel mondo è un’utopia, poichè non esistono più società matrifocali e il femminino sacro è stato distrutto.”
E tu Valentina, quando ti sei accorta di voler intraprendere la strada della recitazione?
“… non lo ricordo nemmeno…la voglia di comunicare attraverso l’ ”altro” è un’esigenza che ho sentito scorrere nelle vene da piccolissima… credo che fosse già dentro me dal momento in cui nacqui. La mia anima ha scelto così!”
Hai preso parte a vari film e fiction a quale sei rimasta profondamente legata?
“Per quanto riguarda le fiction, son state solo l’inizio del mio percorso artistico  a Roma… poi il cinema e tanto teatro… resto legata a quasi tutti i personaggi che ho la possibilità di costruire con cura, ed alcuni di essi mi hanno letteralmente cambiato la vita, come donna Rosalba delle “Le Dissolute assolte ovvero le donne del don Giovanni”, di Luca Gaeta.”
E’ vero che nel film “Classe Zeta” indossavi le tue scarpe?
“Si…hahhh…ma come lo sapete??? In alcuni set accade che il reparto di costumi ti chieda di portare le scarpe personali (nel teatro è spesso una convenzione usare le proprie) e, nel caso di “Classe Z”, piacquero molto! Adoro le scarpe, come tutte le donne…ne possiedo sicuramente più di cento paia anche se, negli ultimi anni, son sempre meno addicted  dell’apparire.”
Hai un aneddoto da raccontarci della tua carriera?
“….per restare legata alla Strategia del Colibrì… a Gennaio io e Barbara Mazzoni avremmo dovuto recitare in un’importate spettacolo al Politeama di Napoli, poi per impreviste (e nefaste) ragioni produttive, lo spettacolo saltò a 3 giorni dal debutto… fu un colpo duro per noi, l’ennesimo dolore che spesso chi fa questo mestiere conosce bene. Io e Barbara avevamo legato moltissimo in quei mesi di prova e la sensazione fu quella di una grande perdita… poi però Barbara mi ha proposto questo spettacolo e le sono immensamente grata perché, è come se avessimo ribaltato insieme le difficoltà trasformandole in opportunità…proprio come nella Strategia del Colibrì!”
Ti sei ispirata a qualcuno nel tuo modo di recitare?
“Sono un’attrice particolare: piuttosto che guardare migliaia di film, preferisco leggere libri di psicologia, piuttosto che osservare gli altri preferisco scavare dentro di me: è così che cerco i personaggi, non solo dal mio vissuto ma da quel vuoto universale dove tutto è e dal quale posso attingere in maniera Creativa. Non emulativa.”
Progetti futuri?

“Come in ogni Primavera che si rispetti…anche quest’anno ho seminato  …vedremo come andrà il raccolto… (a dir la verità, quest’ anno, ho anche seminato veramente le sementi del giardino)…vediamo se natura mi assiste!”

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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