Valentina Mattarozzi: “La Musica è la mia Vita, la mia Vita è Musica!”

LF ha incontrato per voi la poliedrica artista bolognese durante la preparazione del suo nuovo CD e della tourneè teatrale con ben due differenti spettacoli.

Sguardo intenso, lunghi capelli rossi, volto allegro…la guardi e vieni travolto da una grande serenità. Valentina Mattarozzi è un’artista a tutto tondo. Lei non solo canta, ma danza, recita, compone, suona…Passioni, le sue, per cui ha iniziato a cimentarsi e studiare sin da piccolissima. Voce graffiante, profonda, ama contornare i suoi brani di un ampio utilizzo di strumenti, e questo rende tutto molto armonico ed orecchiabile. Tutti i suoi pezzi sono abbinati a dei videoclip, veri e propri film, molto belli davvero, uno scrigno di piccole storie di tutti i giorni…particolari, romantici, spiritosi, veri! Valentina sa trasporre nella realtà tutto il suo amore per la musica…perchè in fondo quest’arte è uno dei viaggi della vita…e per lei la vita è musica!

Chi è Valentina Mattarozzi?

“Ciao Loredana, ciao a tutti! Mi chiamo Valentina, sono nata a Bologna, una città che amo visceralmente, come se fosse essa stessa la mia culla. Sono fortunata, perchè fin da piccola la musica è stata la protagonista della mia vita, prima con l’ascolto, poi con la danza, il pianoforte e per ultimo, ma più importante di tutti, il canto.”

Artisticamente quando hai esordito?

“Come cantante ho iniziato con lo studio della lirica a 17 anni, a 18 entrai al conservatorio Frescobaldi di Ferrara, ma come ballerina iniziai molto prima a “calcare i teatri”. Già dall’età di 6 anni con i saggi della mia insegnante di danza posso dire di avere calcato teatri importanti! Il primo teatro pensate un po’ fu il Comunale di Bologna, l’anno successivo quello che oggi è chiamato l’EuropAuditorium. Mica male come inizio!”

Come definisci il tuo stile musicale?

“Ebbi il mio primo vero colpo di fulmine musicale con il jazz, ma sono un essere curioso ed estroverso, in realtà ho esplorato anche il pop, il rock, la fusion, il soul e per ultimo, ma forse il più importante per la mia formazione, il blues. Quindi il mio stile musicale credo che sia un polpettone di tutti gli stili che ho sopra elencato.”

Quando inizi a comporre un brano hai già ben delineato un “quadro” generale o viene tutto di getto?

“Dipende: delle volte ho chiaro un giro armonico che mi da delle emozioni particolari, altre volte dalla melodia, ma mi è capitato anche di scrivere prima il testo poi la musica o di pensarli assieme. Non ho un metodo. Difficilmente mi pongo un tema prima di scrivere. Cerco di capire che cosa mi suggerisce la canzone stessa, sai hanno un’anima tutta loro (rido).”

Il tuo brano “Dalila” a chi è dedicato?

“Dalila è dedicato ad uno degli affetti più importanti della mia vita, una bimba, che ho cresciuto per alcuni anni, che è diventata una ragazza bellissima e speciale. Del resto era speciale anche da bambina.”

 

I tuoi brani sono sempre corredati da videoclip. Come mai?

“Amo il cinema. A 16 anni pensai che la mia strada fosse di diventare regista, ma successivamente capii che avrei dovuto trasferirmi a Roma per impalmare il mio sogno. E’ stato più forte l’affetto verso mia madre, che avrei lasciato da sola a Bologna, della voglia di raggiungere il mio aquilone. Alla fine non mi è andata così male! Cantare è un altro modo di esprimersi e mi è facile come parlare. Poi quando ho iniziato a portare al pubblico i miei brani ho avuto la viscerale voglia di fare anche dei piccoli film quali sono i videoclip, così ho potuto, in piccola parte, raggiungere il mio sogno iniziale.”

Nel Gennaio del 2016 hai collaborato con la band dei Charly Moon per il brano “Se questo è un uomo” dedicato a Primo Levi…

“In realtà ci abbiamo lavorato dal 2015 e poi siamo usciti con il brano nel Gennaio 2016 per il giorno della memoria. E’ stata una bellissima collaborazione, sia dal punto di vista umano che professionale. E’ stata la prima volta che mi hanno commissionato un testo. Il brano era già uscito  in lingua inglese, avevano tradotto la poesia di Primo Levi e poi musicata. Dopo qualche anno hanno pensato di scrivere il testo in italiano, ma non potevano più usare le parole di Primo Levi, perchè la metrica inglese non ci azzecca proprio nulla con quella italiana. Quando Giuliano Legotta  (uno dei due fratelli fondatori dei Charly Moon) me lo ha proposto, avevo davvero una gran paura di scrivere qualcosa di stupido o di retorico, dato l’argomento. Credo che la semplicità ripaga sempre. Ho immaginato di leggere per la prima volta il libro “Se questo è un uomo”. Pensandomi in questo quadro ho visualizzato immagini analoghe, delle guerre di oggi. Alla fine tra la musica che mi trascinava, che credo sia davvero bella (sono bravissimi i ragazzi!), e le immagini che mi apparivano nella mente, il testo l’ho scritto praticamente di getto. I ragazzi poi sono stati fantastici mi hanno accolta tutti a braccia aperte e ci siamo divertiti anche a realizzare il videoclip.”

Con chi ti piacerebbe cantare?

“Beh è bello fare le collaborazioni, ma se devo dirla tutta il mio sogno è duettare con la mia cantante preferita, Diane Schuur. Con Freddy Mercury o Enzo Jannacci ormai è impossibile (altri miei grandi amori musicali) ormai cantano con gli angeli.”

Progetti futuri?

“Sto scrivendo sia canzoni per il prossimo album, con audiolibri (sono uscite le biografie di Ella Fitzgerald e Billie Holiday, tramite la Area51 Publishing, a breve quella di Louis Armstrong e non  solo), inoltre sono in giro con lo spettacolo teatrale scritto da me su Billie Holiday, “Io sono Billie” e con un altro spettacolo molto articolato sulla storia del Burlesque “Burlesque je t’aime”, oltre ai  concerti nei jazz club.”

Concludendo?

“Vi posso lasciare con una mia massima a significare che l’armonia è l’elemento principale della mia vita e auguro a tutti voi di potervi sentire in armonia con voi stessi: La Musica è la mia Vita, la mia Vita è Musica!”

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