Valter Aliano: “Il mio hobby? La scrittura.”

LF ha incontrato il Giurista e scrittore che ha pubblicato due libri di narrativa molto particolari...un impegno che per Aliano è un irrinunciabile 'passatempo'.

La storia di Valter Aliano è particolare, singolare. Soprattutto è curiosa la nostra conoscenza… Roma, si sa, è una grandissima città. Alle volte le persone non si accorgono neppure di chi abita loro a fianco. I quartieri sono grandi paesi, la città invece, resta incollata ad un anonimato talvolta devastante. Magari ci si incrocia per anni senza conoscere i nomi di coloro che andiamo a sfiorare. E’ stato proprio il caso di Valter Aliano e della sottoscritta…Anni ed anni a prendere il caffè nei medesimi luoghi, o a fare la spesa nello stesso supermercato…come estranei, perfetti sconosciuti. Poi un’amica comune ti propone di intervistare uno scrittore che pensi di ignorare chi sia, lo vedi e ti è chiaro che invece lo incrociavi per strada sin da epoche piuttosto remote.

Valter Aliano, insegnante, laureato in legge, ad un certo punto della sua vita capisce che quella che, già da piccolo, era una passione irrinunciabile, sarebbe diventata il suo hobby, la sua professione del cuore: la scrittura.

Sin da piccolo Aliano, buttava giù, su pezzetti di carta, pensieri, idee, talvolta ingarbugliati…E poi era patito per i gialli di Agatha Christie e di Sir Arthur Conan Doyle, passando anche da Shakespeare e dai Poemi di Omero. Una vasta cultura ed una sofisticata padronanza della lingua italiana, hanno condotto Valter a scrivere due romanzi “Il mio est. Dalla Polonia con dolore” che racchiude molto di autobiografico e l’ultimo, “Il voto”.

Nel primo, “Il mio est. Dalla Polonia con dolore”, il protagonista, attratto continuamente dai viaggi all’estero, in seguito ad un soggiorno in Polonia, ancora Stato satellite del Blocco sovietico, se ne innamora perdutamente, tanto da deviare i suoi programmi post-laurea verso l’insegnamento, indirizzo avulso dal suo titolo di studi in legge, esercitandolo proprio in quel Paese. Vengono narrate situazioni particolari e stati d’animo nell’impatto del giovane viaggiatore con la realtà di uno Stato per molti versi originale.

Ne “Il voto”, a Sundaspina si è in pieno clima elettorale: due politici messicani, Ramòn Consalvo e Guillermo De Santander, si stanno battendo per il governatorato dell’isola, e sono pronti a tutto pur di conquistarsi, data l’assoluta parità registrata dalle urne, l’unico voto che può fare la differenza. L’ignaro e corteggiatissimo elettore in grado di decretare il vincitore è uno straniero giunto da lontano, un giovane inesperto della vita che ha abbandonato la sua modesta esistenza nella cittadina di Helsington per trasferirsi nella esotica Sundaspina, e lì godere appieno, finalmente, di una felicità spensierata e del caldo clima tropicale. Da cittadino qualunque, Alvin si ritrova a ricoprire un ruolo fondamentale: è lui il granello di sabbia in grado di spostare l’ago della bilancia, e il grigiore della sua esistenza si colora di tinte forti, colori violenti, catapultandolo in una dimensione irreale…

Certo, non vi sveleremo di più…altrimenti perderete la curiosità di leggerli!

Valter com’è nata la tua vena di scrittore?

“In realtà, sono un novello scrittore, ho pubblicato due piccoli romanzi, il primo, autobiografico, dal titolo “Il mio est. Dalla Polonia con dolore”, il secondo, un romanzo di narrativa, “Il voto”, che non ha nulla a che fare con le elezioni appena terminate, bensì è scaturito quando avevo 20 anni, per proporne il soggetto come sceneggiatura. Mi informai presso un famoso sceneggiatore del tempo, di cui preferisco non fare il nome, poi scomparso, che mi incoraggiò a renderlo più vero. Anche se non è sfociato in film ho sfruttato questa cosa e dopo 30 anni ne ho fatto un libro. Ho inviato le copie per farlo partecipare a quattro diversi premi letterari con la speranza che possa interessare. E’ un romanzo un tantino surreale che credo potrà fare presa sui lettori, rispetto al primo, che è più strettamente autobiografico.”

I temi del primo libro quali sono?

“Tratta di uno studente, anch’esso, che compie, per la prima volta nella sua vita, un viaggio nei paesi dell’est dell’allora crollato regime totalitario dei paesi così detti di oltrecortina. Un viaggio per affrancarsi un po’ dal tedio quotidiano e dallo stress degli esami universitari. In questo viaggio gli capiterà di innamorarsi di una ragazza polacca e da quì partono una serie di vicissitudini che lo porteranno a reiterati ritorni in patria dalla Polonia, dove andrà a vivere sempre di più. Quindi gli capita di vivere lì e vengono documentati anche i retroscena di un regime in evoluzione, dal totalitarismo alla democrazia, vissuta da lui ma…il finale non lo rivelo, altrimenti si perde il gusto di leggerlo!”

Quindi tu hai vissuto in Polonia?

“Ho insegnato inglese ed italiano in Polonia, sia nei licei che all’università, a Lublino, città che dista 150 km dalla frontiera con l’Ucraina.”

Quali sono i concorsi ai quali hai inviato questi libri?

“Il Premio Casentino di Arezzo, due a Como, Premio d’Europa in versi, ed un altro, il Premio Giuseppe Dessì, in Sardegna.”

Come ti defininiresti come scrittore?

“A dire il vero ho messo nero su bianco i miei pensieri…non seguo una corrente letteraria, sono un romanziere e non un poeta. Qualsiasi idea che dovessi ancora partorire, la metterei sempre dal lato prosaico.”

Tu quali autori prediligi invece?

“Da bambino leggevo molti gialli, ero un patito di Agatha Christie e Sir Arthur Conan Doyle e la mia passione sviscerata era per la letteratura gialla, però non disdegnavo Shakespeare o i poemi di Omero, come sollazzo avevo i gialli però.”

Secondo te che momento sta vivendo la letteratura e la lettura nel nostro paese?

“Al momento, con l’introduzione dei computer, non credo che la gente legga molto il cartaceo e neppure scrive più tanto…Ormai quelle che un tempo si scrivevano come lettere d’amore, ora si fanno attraverso gli sms, le e-mail, WhatsApp, bisognerebbe indagare tra le persone che sono rimaste tradizionaliste e vedere quanti non si servono ancora di computer per leggere e per scrivere, soprattutto.”

Tu sei laureato in Legge quando ti sei accorto di voler anche scrivere?

“Scrivo da quando ero ragazzino…magari erano cose un po’ strampalate, ma le buttavo subito giù appena mi venivano in mente…quindi è rimasta questa verve letteraria, e penso che mi accompagnerà per tutta la vita il desiderio di scrivere!”

Come dire…la carriera giuridica non ti basta?

“No, assolutamente. Tant’è vero che ho deciso tardi di intraprendere il filone giuridico, prima facevo l’insegnante e varie altre cose. Ad un certo punto mi sono messo a studiare legge, a laurearmi, cosa che ora cerco di sfruttare al meglio.”

Progetti futuri?

“Fare qualche altro libro. Restare ancorato nella mia passione. Il mio hobby principale è soltanto questo…Alle persone che mi chiedono, “quale hobby hai?”…rispondo: “scrivo”. Questo coltivo!”

Già c’è qualche idea quindi?

“Per il momento solo degli schizzi mentali. Se vedrò che questo secondo volumetto avrà un po’ di presa nella gente, senz’altro scriverò subito qualche altra cosa.”

Concludendo?

“Esorterei il gentile pubbico a leggerlo.”

 

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