“Villetta con Ospiti”, è il nuovo film di Ivano De Matteo in sala dal 30 Gennaio.

Dopo “La Vita Possibile” (2016), il regista romano Ivano De Matteo torna con una commedia noir che si svolge in una cittadina del nord Italia e vede protagonisti Marco Giallini accanto a Michela Cescon.

Uscirà nelle sale il 30 Gennaio prossimo, distribuito da Academy Two, prodotto da Marco Poccioni e Marco Valsania, “Villetta con ospiti”, il nuovo film di Ivano De Matteo, che firma la sceneggiatura insieme a Valentina Ferlan.

Ivano De Matteo è uno dei registi più talentuosi ed importanti, non solo del panorama nazionale, ma europeo, considerando che i suoi film vengono spesso apprezzati anche in Francia (clamoroso il caso de “La Bella Gente”, uscito prima Oltralpe e poi in Italia). Per raccontarvi con un titolo De Matteo, “Gli Equilibristi”, il suo capolavoro, uno spaccato neorealista sull’ Italia di oggi, con uno straordinario Valerio Mastandrea (David di Donatello per la miglior interpretazione).

Con questo “Villetta con ospiti” il regista romano, anzi trasteverino, prosegue il suo viaggio lucido ed impietoso nei meandri, nelle falle, nelle contraddizioni della borghesia. Protagonista Marco Giallini, accanto a Michela Cescon, Massimiliano Gallo, Erica Blanc, Cristina Flutur, Monica Billiani, Tiberiu Dobrica e con le partecipazioni di Bebo Storti e Vinicio Marchioni nel ruolo di un sacerdote di paese.

Nella ricca cittadina del nord, in cui è ambientata la storia, dietro l’apparenza si nasconde il lato oscuro di tutti: ricchi borghesi, professionisti, rappresentanti della legge, della Chiesa.

Il film parte con un tono quasi da commedia per trasformarsi man mano in un thriller, un noir, in cui esplode la meschinità della coppia formata da Michela Cescon e Marco Giallini, del poliziotto Massimiliano Gallo, del prete Vinicio Marchioni, del medico Bebo Storti. L’unica vera vittima di un maldestro gesto di legittima difesa, è, naturalmente, l’anello più debole della società: uno straniero.

De Matteo, già regista de “Gli equilibristi” e “I nostri ragazzi”, spiega: “Per quanto riguarda la mamma, è un ladro in casa, per il padre, non lo è, il dottore sa qualcosa, il prete sa che forse arriva un’ambulanza, perché uno ha detto che arriverà un dottore. Insomma, ognuno di loro è legato ad un filo, più che rosso, nero, che li lega tutti quanti. Non è un film sulle armi, chiaramente è sulla difesa e sulle armi anche, ma volevamo raccontare un po’ sempre l’essere umano. Spero che qualcuno si salvi nella nostra società, però noi partiamo con l’assunto che l’essere umano non è così buono, perlomeno è una persona debole”.

La bravissima Cristina Flutur interpreta una donna che in questo quadro di perbenismo che nasconde crudeltà, stona con la sua innocenza. La storia in cui viene suo malgrado coinvolta, sembra uscita da uno dei tanti episodi di cronaca dei nostri giorni.

“Non prendiamo mai dalla cronaca, ma in realtà dalla cronaca appozziamo sempre. Non è un fatto di cronaca ma sono i fatti di cronaca: i fatti di cronaca dove, spero mai, ma forse a volte, possiamo capitarci anche noi buoni, noi comuni mortali” – ha ribadito De Matteo – “Quella del film, è una classe sociale così complessa che si affaccia e si intreccia ad altre fasce sociali, che non ha caratteristiche nette, così eterogenee e ambigue, visto che “Villetta con ospiti” lo avevamo pensato con Valentina Ferlan come due atti unici di un’opera teatrale: esterno giorno, interno notte. La scelta degli interpreti, come in tutti i miei film, viene fatta a grandi linee già nella fase di scrittura. Dopo aver chiuso il cast ho cominciato a lavorare con gli attori raccontando loro la psicologia dei personaggi, il loro passato, le loro paure, i difetti e, eventualmente, i loro pregi. Poi siamo passati alle prove recitate e lì, insieme, si è cominciato a definire il “carattere”. Nel film sono presenti anche attori rumeni. In questo caso ho voluto usare attori di quella nazionalità, che avrebbero dovuto imparare l’italiano mantenendo però un marcato accento e recitare in parte nella loro lingua, per dare ancora più verità e forza alle scene. L’ambiente che respirano i personaggi doveva essere quello di una società ricca che in Italia si rappresenta facilmente proprio su questo territorio. Ma la storia, nei suoi significati più profondi, sarebbe potuta accadere ovunque”.

Marco Giallini ha così commentato a chi gli ha chiesto quale vizio capitale predomini in questi tempi: “Oggi si sta molto meglio di prima. Sono tutti più colti e quindi è tutto più difficile: non capiamo più niente. Tutti sanno tutto e tutti rompono i coglioni. Questo è quello che che mi da più fastidio, è un vizio capitale che mi sono inventato io! Personalmente mi sono proprio tolto dai social. Tutti parlano quando invece dovrebbero stare zitti. Ecco: questa merda è un vizio capitale.”

“Il film di Ivano De Matteo è una vera tragedia contemporanea. Ormai faccio solo teatro politico e civile. Ultimamente mi sono anche picchiato con dei fascisti, che fa sempre piacere!” – ha dichiarato Bebo Storti – “Ogni secondo che ho girato stavo bene, perché ho capito che stavo facendo qualcosa di bello. Oggi il più grande vizio capitale è l’ignoranza. L’ignoranza e l’analfabetismo funzionale, la capacità di riassumere tutto in un: “negro di merda”! La battaglia è tutta nostra, di noi che abbiamo ancora l’intelletto. É talmente facile odiare. Credo invece che questo film rappresenti uno stimolo.”

“Il mio sogno da ragazzo, come credo quello di Bebo Storti, era fare cinema. E Ivano fa cinema, non sono rimasti in tanti.” – ha sottolineato Marco Giallini.

Il film rispecchia le tematiche care a De Matteo: scuotere e mettere di fronte alla dura realtà qualcosa che potrebbe capitare a tutti noi, anche se sembra solo far parte delle vite degli altri che si ascoltano al telegiornale. “Villetta con ospiti” ricorda vagamente, un noto fatto di cronaca attuale anche se non si ispira a una vicenda in particolare, ma lascia dentro, lo sgomento dei misfatti familiari ai quali la realtà ci ha abituati. Pregiudizi inestirpabili, lo straniero malvagio e ladro, i cliché, il marito con l’amante più giovane e la moglie sposata solo per convenienza, l’adolescente arrabbiata con il mondo, vengono ribaltati in un solo istante e tutti saranno sullo stesso piano.

Gli attori, tutti bravissimi, rappresentano il noir, la loro grottesca tragicità, in maniera corale, tutti sono protagonisti, nessuno “padroneggia”, recitativamente parlando, sull’altro. Mi ha convinta moltissimo Marco Giallini in questo ruolo cinico e drammatico, di chi, apparentemente, non possiede coscienza.

Ho apprezzato particolarmente, quà e là tra una scena e l’altra, il risalto che il regista ha voluto dare alla natura, mostrando scene di animali che si rincorrono, che mangiano, che si azzuffano…. lupi, scoiattoli, ricci… metafora quasi delle vicende dei personaggi. Così il lupo ucciso potrebbe condurci allo straniero che viene colpito, lo stesso temporale, a simboleggiare quello personale che accade alla Cescon… La natura benigna e matrigna insomma!

Le musiche originali, davvero azzeccatissime, più un sottofondo alle volte, sono di Francesco Cerasi.

Un film attuale, magistralmente interpretato e diretto, che fà seriamente riflettere sull’ipocrisia umana lasciandoci una dose di amaro in bocca!

Da vedere!

 

 

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