Vittoria Citerni Di Siena: “Mi reputo fortunata. Da subito, ho capito quale sarebbe stata la mia strada!”

LF ha incontrato questa giovanissima regista in occasione della messa in scena di "La sorpresa" al Teatro L'Aura di Roma.

Vittoria Citerni Di Siena è una giovanissima regista, classe 1992, che sin da piccola, un po’ come tutti i bambini, sognava di “diventare tante cose”: la veterinaria prima, e con la passione per i cavalli, anche la voglia di aprire un maneggio tutto suo. Poi, come sempre accade, si cresce, si cambia, e con il mutamento anche gli indirizzi professionali si diversificano…Intorno ai 12-13 anni, infatti, è nata in Vittoria, in maniera dominante, la passione per il teatro e per il cinema. Vittoria ricorda sempre quando, in seconda media, per il suo compleanno, si fece regalare dalla mamma due biglietti per un week-end a Londra per vedere il Musical “Il fantasma dell’Opera” di Andrew Lloyd Webber! Da lì in poi non ha più smesso. Un amore talmente smodato da averla già condotta a quattro cortometraggi, ad un mediometraggio, ad un documentario, a cinque spettacoli teatrali, a due film come aiuto regia ed anche uno, come assistente alla regia con i fratelli Taviani! Decisamente in gamba la ragazza, che “spicca” nei suoi giovanissimi panni, e crede molto nei valori e nell’amore!

Noi le auguriamo ancora un lunghissimo e florido percorso! Le premesse…ci sono tutte!

Ci parli un po’ del suo iter artistico.

“Il mio iter artistico è iniziato quando ancora frequentavo il liceo classico, con la compagnia teatrale il Quadriportico, a Roma. Da quel momento, ho continuato a coltivare questa fortissima passione e mi sono avvicinata al mondo del cinema e dei cortometraggi. Il mio primo corto, secondo me uno dei miei lavori più belli, l’ho diretto a diciotto anni. Ho sempre lavorato, sin da giovanissima. Ho una laurea triennale in cinema alla RUFA-Rome University of Fine Arts di Roma, ho fatto un ERASMUS in Spagna, a Madrid, in cui mi sono occupata di televisione. Inoltre, ho vissuto a Londra, dove ho lavorato molto in teatro. Tutte esperienze meravigliose che hanno contribuito a rendermi quella che sono oggi. Al momento, ho diretto quattro cortometraggi, un mediometraggio, un documentario, cinque spettacoli teatrali, due film come aiuto regia ed ora sono impegnata anche come assistente alla regia nel nuovo film dei fratelli Taviani.

Bè un grande traguardo…questo!

“Si, un “piccolo” “grande” sogno che si avvera. Lavorare con due mostri sacri del cinema italiano è semplicemente un onore. E’ un set molto grande ed è un’opportunità unica.

Lei è giovanissima, classe 1992, ed ha già al suo attivo un nutrito curriculum!

“Si, è vero, come ho già avuto modo di raccontare. Mi reputo fortunata. Da subito, ho capito quale sarebbe stata la mia strada e, sopratutto, la mia passione. Non sono “arrivata”, non lo sarò mai. Questo è un lavoro in cui bisogna sempre dotarsi di una buona dose di umiltà ed essere capaci di lavorare in squadra, che è fondamentale, nel cinema e nel teatro.

Cosa si prova a stare “dall’altra parte della barricata”?

“E’ emozionante, una sensazione indescrivibile. Non c’è nulla di più bello che prendere un’idea, su carta, e dargli vita, dargli corpo, con il lavoro degli attori. E’ totalmente diverso dallo stare in scena. Hai un’idea, gli dai vita. Cosa c’è di più bello?

Lei lavora moltissimo all’estero, soprattutto a Londra. Trova ci siano più sbocchi professionali all’estero? Che si venga apprezzati maggiormente?

“Lo so che è banale e scontato, però purtroppo si. C’è maggior preparazione, più metodo, più possibilità. In realtà, è un’arma a doppio taglio, poiché essendo il livello di eccellenza così alto, è più difficile emergere se non si è davvero “bravi”. Come ho detto, c’è meritocrazia, ci sono possibilità ed il metodo di lavoro è molto diverso da qui. Se si è in grado di fare questo lavoro, lì si ha sicuramente l’opportunità di essere messi alla prova e far vedere quanto si vale.”

E poi anche aiuto regia con Francesco Spagnolo per “L’altra faccia del destino”….(Spagnolo è stato anche intervistato da LF)

“Si, abbiamo girato in Calabria, tra Febbraio e Marzo dell’anno scorso. E’ stato un set non facile, ma alla fine siamo riusciti a portare a casa il risultato.

Ci parli un po’ di questa commedia che sta andando in scena a Roma, al teatro L’Aura…

“E’ la classica commedia degli equivoci, in cui è presente un triangolo amoroso: lui, lei e l’amante. In pratica, Dario si reca alla casa al mare con Gloria, la sua amante, per trascorrere un weekend all’insegna della passione. Inaspettatamente, arriva anche la moglie di Dario, Elena. Non vi svelo di più, vi assicuro che ci sarà da ridere!

Sogni nel cassetto?

“Affermarmi come regista cinematografica, oltre a crescere a livello teatrale.

Che ruolo hanno i sentimenti nella sua vita?

“Fondamentale! E’ un abbraccio dentro al quale ci sembra di essere a casa. E’ uno stringersi con tutta la vita che si ha, ricambiando con tutto il tempo che si possiede. E’ condividere, è sostenersi, è esserci nei momenti belli, come nei momenti brutti. Amare è stare bene con qualcuno e sentirsi meglio di quando si è soli.”

Progetti futuri?

“Tanti, tantissimi, forse troppi. Il 29 e 30 Ottobre saremo a Caserta al Piccolo Cts con “Piccoli Crimini Coniugali”. Dal 6 al 12 Febbraio curerò la regia di “Giro di Vite” al Teatro Trastevere e, ai primi di aprile, “Harry, Sally ed Io” al Teatro L’Aura. Inoltre, sono tra i capo organizzatori del Festival Internazionale di cortometraggi “Tulipani di Seta Nera”, che si terrà 28-29-30 Aprile a Roma, un festival che ha raggiunto ormai la decima edizione. Ah, dimenticavo: a Novembre girerò anche un cortometraggio, “PLASMA”, sempre di Luigi Passarelli, già vincitore di numerosi premi. Sto, inoltre, lavorando alla mia opera prima.

Ha un aneddoto della sua carriera da raccontarci?

“Nulla di particolare… forse il fatto di essere sempre la più piccola sugli ambienti di lavoro… ahahhah!”

Concludendo?

“Spero che il mio percorso continui a gonfie vele, come è successo sino ad ora. Non è una questione di fama o soldi, questo lavoro lo si fa perché è passione, perché lo si ha dentro, è una necessita, un bisogno, una vocazione. Che sia un lavoro, è una conseguenza.

"La Sorpresa" Vittoria Citerni di Siena, Giulia Linari, Michela Maridati e Alessandro Giova

“La Sorpresa”: Vittoria Citerni di Siena, Giulia Linari, Michela Maridati e Alessandro Giova

Scrivi un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*