Vladimir Luxuria: per la “Generazione Diabolika” la cosa importante era divertirsi, stare insieme e condividere un momento di felicità.

Arriva al cinema "Generazione Diabolika" il documentario sulla storia del party più famoso degli anni duemila. LF, per l'occasione, ha intervistato Vladimir Luxuria, regina di un'epoca che ha lasciato il segno!

Vladimir Luxuria

Direttrice artistica, animatrice, intellettualmente profonda, conoscitrice ed appassionata della notte romana, Vladimir Luxuria, ha iniziato tutto con la sua ben nota Muccassassina, che ideò per finanziare il circolo di cultura omosessuale Mario Mieli, con le feste più trasgressive di Roma. Frotte di giovani accorrevano a queste serate sfociate poi nel “Diabolika”, che, a prescindere se piaccia o meno, ha segnato un’epoca! Henry Pass, Emanuele Inglese, Paolo Bolognesi, Emix, Simone Lp, e Lou Bellucci, scomparso prematuramente, con una grande carriera già alle spalle, hanno aperto il mondo della House music, in maniera innovativa, facendola ballare sì, ma “narrandola”, quasi teatralmente, con le inconfondibili potenti voci, aprendo poi numerosi varchi oltre confine…Ibiza, Londra, Svizzera… La musica era importantissima, come l’alta qualità dei dj e dei produttori discografici.

E così, Lunedì sera, tra lustrini, paillettes, colori sgargianti e grande allegria, è stato presentato a stampa e pubblico di fedelissimi estimatori, il docu-film “Generazione Diabolika”, opera prima di Silvio Laccetti, che nel giro di pochi anni è diventato un vero e proprio fenomeno di costume esportato poi su scala nazionale e internazionale.

Il racconto, ancora inedito, parte dalla metà degli anni ’’90 e dal Muccassassina, dove la regina Vladimir Luxuria, scoprì il talento di Emanuele Inglese. La testimonianza di chi ha reso grande un evento che poi è divenuto un vero e proprio fenomeno di costume. Nell’’arco di tempo di una notte si ripercorrono le tappe fondamentali di questa storia, a pochi giorni dalla morte di Lou Bellucci, storico vocalist romano del Diabolika venuto a mancare il 15 Settembre 2017. A fare da cornice, le sonorità della tech-house, unite alle immagini inedite delle serate più famose dell’NRG di Ciampino ed un’attenta analisi di quella che è stata parte della società italiana, ciò che ha caratterizzato i giovani ed il popolo della notte dei primi anni duemila.

“E daje, daje, daje, e bombe, bombe, bombe”. Un mantra, un cult, un ricordo, una filosofia di vita, quella dei ragazzacci del Diabolika, che a cavallo degli anni 2000, dal tempio del NRG di Ciampino, sono arrivati a dettare legge in tutta Europa.

Un party scomodo, sopra le righe e sconvolgente per chi non era del giro… le file chilometriche, i buttafuori che sembravano supereroi, mille bottigliette d’acqua che giravano, le ragazze con i ciucci in bocca mentre ballavano, tutti bambini che si sentivano grandissimi.

Con la nascita di M2O, una radio neonata, nel giro di pochissimo tempo il “Diabolika” diventa un punto di riferimento per gli appassionati del genere, le serate cambiano forma. La radio sposa il progetto e ogni Sabato sera trasmette la diretta di party esclusivi. Quì, come già accennato, prestano la propria voce i vocalist Henry Pass e Lou Bellucci con la loro inconfondibile impronta.

Il successo è tale che il modello, dopo aver fatto il giro d’Italia, viene immediatamente esportato in tutta Europa.

Il sano bisogno di trasgressione incarnato dal Diabolika, però, coincide, verso la fine degli anni del Duemila e Dieci anche con la piaga sociale del consumo di droghe che dilaga sempre di più. Nell’ottica collettiva, le discoteche diventano il luogo simbolo della perdizione e dell’illegalità.

Così, all’apice del successo, inizia man mano il declino del Diabolika e di tutte le altre realtà neonate che pian piano si stavano diffondendo sempre di più. Ma quando il 15 Settembre del 2017 la notizia della morte di Lou Bellucci sconvolge il mondo della musica house, qualcosa cambia. E il 23 Settembre prende vita uno dei più grandi tributi allo storico vocalist del Diabolika e a tutto ciò che questo locale ha rappresentato, rendendo necessaria un’indagine sociale e culturale su un’epoca di cui si conosce ancora troppo poco.

Presenti, nell’affollata e partecipe sala del Barberini, il regista Silvio Laccetti, i produttori Giuseppe Lorenzo e Gianmarco Capri, i produttori associati Andrea Pirri e Andrea Scarcella, il cast formato da Henry Pass, Vladimir Luxuria, Emanuele Inglese, Paolo Bolognesi, Emix, Simone Lp, Sara Bellucci sorella di Lou Bellucci e tanti altri. Al termine della proiezione si è svolto l’After Show ufficiale presso il Contemporary Cluster dal titolo “Salotto Generazione DK”, iniziativa riservata solo ad invitati e a coloro che erano in possesso del biglietto per la proiezione.

Una serata, quella del Barberini, che personalmente ho trovato piacevole e spensierata! A colpirmi maggiormente è stato il vedere decine e decine di giovani levare le mani al cielo, ballare e, soprattutto, cantare e ripetere i famosi mantra dell’epoca con cui si aprivano quelle serate…. Si è creata un’atmosfera davvero travolgente!

LF ha avuto l’occasione di poter intervistare Vladimir Luxuria per raccontarci un pochino di questo docu-film…

Parlaci un pochino di questa “Generazione Diabolika”….che generazione era?

E’ stata una generazione molto giovane. Adesso mi fa anche un po’ tenerezza rivedere tanti di loro che sono cresciuti, compresa io ovviamente… Un grande evento, musicale, di spettacolo, di commistione di generi, di convivenza, che ha segnato la notte romana con serate veramente piene, frequentatissime, che poi sono state esportate anche fuori Roma, prima al Cocoricò di Riccione e poi all’estero. Un vero e proprio brand con magliette, cappellini…ormai Diabolika era diventata una tendenza, ovviamente unita ad un’ottima proposta a livello di costumi, di scenografia e, soprattutto, di qualità musicale.”

Erano inoltre i party più trasgressivi dell’epoca…

“Sì, erano i party in cui non importava molto la tua sessualità. La cosa importante era volersi divertire, voler stare insieme e condividere un momento di felicità, di goduria, di luxuria (sorride n.d.r.).”

Secondo te quale è oggi la vera trasgressione?

“Essere sè stessi.”

Il Gay Pride che si è tenuto di recente a Roma ha ancora ragione di esistere?

“Il Gay Pride ha motivo di esistere perchè abbiamo ancora tanti motivi per lottare… E’ cambiato, nel frattempo, il Gay Pride, una volta era molto più “trasgressivo”, oggi invece ho notato che è diventato veramente la festa della città, d’altronde Sabato abbiamo sfilato in 700mila, con bambini, persone di ogni tipo, i nostri colleghi di lavoro, i nostri amici, i parenti, quindi è diventata veramente una festa della città, la città dell’arcobaleno.”

Che messaggio vorresti trasmettesse al pubblico questo docufilm?

“Questo è un film sincero che parla delle luci di questo party, ma anche, ad un certo punto, dei lati oscuri, dei problemi che erano sorti da un punto di vista economico, tra i soci, il problema delle droghe… Trovo che sia un docufilm che non è solo un elogio, una celebrazione, ma che parla, da un punto di vista neorealistico, di un fenomeno che è stato importante a Roma e non solo.”

Concludendo?

“Vorrei aggiungere che la notte a Roma è magica, e deve rimanere magica…Ora è arrivata l’estate, il giorno fa caldo, di notte si vive!”

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