Vladimir Torin: “Il Festival ‘La Roma Russa’ unisce le persone appassionate della cultura russa. Questa è la nostra forza!”

Si svolgerà a Roma, l'8 Novembre prossimo, nel prestigioso Palazzo Poli, la terza edizione de "La Roma Russa", festival dedicato alla cultura russa, alla musica, alla letteratura ed all'arte in genere, ideato da Vladimir Torin, Presidente della commissione organizzatrice, scrittore e giornalista che LF ha intervistato per l'occasione.

Vladimir Torin, Ideatore e Presidente del Festival internazionale culturale «La Roma Russa»

Pensando alla cultura russa, la prima parola che mi viene in mente è tradizione, nel senso di fedeltà ai valori tradizionali e alla nozione di famiglia. In Russia la tradizione è importantissima, perché c’è un forte senso di appartenenza etnica e il rispetto dei costumi del proprio popolo è davvero un elemento fondamentale da cui non si può prescindere. E ancora, storia. Il popolo russo vanta un ricco bagaglio storico e culturale, erede di un immenso patrimonio letterario, talvolta poco conosciuto.

La Russia, per la sua configurazione e dislocazione geografica, è da sempre stata il territorio di incontro e confronto tra culture di origine asiatica e culture occidentali. E’ dal mischiarsi di esse con gli elementi della cultura locale che nasce quella che noi oggi conosciamo come la Cultura Russa, una cultura che, dopo il periodo sovietico, sta riscoprendo le proprie radici.
Così il folklore non è più solo spettacolo, ma anche un modo per ritrovare le proprie identità culturali nel ballo o nelle usanze dei popoli; da questa ricerca, comunque, accanto alle diversità, emergono moltissimi fattori comuni che rivelano come la Russia sia il punto di incontro tra Oriente ed Occidente.

Ed è proprio con questo spirito di “fusione” e tradizione artistica che è nato il Festival “La Roma Russa”, giunto quest’anno alla sua terza edizione. Nel leggendario Palazzo Poli a Fontana di Trevi, l’8 Novembre prossimo, si terrà questo prestigiososo evento culturale proprio con l’intento di promuove la cultura russa all’estero.
Persone creative e pubbliche che non sono indifferenti alla cultura russa verranno, come già lo scorso anno, da diversi paesi europei. Sono stati annunciati i laureati del premio “La Roma Russa” in cinque nomination. L’autore dell’idea di questo festival, nonchè Presidente della commissione organizzatrice, è Vladimir Torin, anche scrittore, segretario per gli affari internazionali CIUS (Comunità Internazionale di unioni degli scrittori).
“La Roma Russa” è sostenuto dall’ Ambasciata Russa in Italia, dall’Unione libraria della Russia, CIUS (Comunità Internazionale di unioni degli scrittori), dal Conservatorio statale intitolato a P.Tchaikovsky, dall’Istituto Italiano di Cultura a Mosca, dall’Agenzia di stampa ufficiale russa, dall’Azienda radio- televisiva “Russia” (VGTRK), dalla Gazzetta russa, dalle Associazioni culturali dell’Italia e dell’Europa.
Il Festival è stato pensato in maniera da diventare un evento annuale: una nuova art-piattaforma moderna, che promuove la cultura e la letteratura russa all’estero. Ed è grazie a questo concetto che l’8 Novembre prossimo, in Sala Dante di Palazzo Poli, si terrà la tradizionale cerimonia di chiusura e premiazione di personaggi eminenti del mondo della cultura, la cui creatività glorifica la cultura russa all’estero.

Ma preferisco sia il Presidente Vladimir Torin a parlarcene….

Innanzitutto è un piacere per LF averla nostro “ospite”….. Lei, se non erro, è stato l’ideatore del Festival “La Roma Russa”. Come è nato questo importante appuntamento?

“Oggi, l’interesse per l’arte russa è riconosciuta come componente fondamentale dell’arte mondiale. Molte persone in Europa e nel mondo sono appassionate della cultura russa, le dedicano i loro studi e si impegnano nella sua divulgazione. La cultura russa rappresenta un punto d’incontro rispettato e riconosciuto per l’intellighenzia (red.: Ambito o gruppo di intellettuali ideologicamente impegnati, che costituiscono la mente direttiva e organizzativa di un partito, di un ambiente, di un movimento) mondiale, per gli artisti, contribuisce alla costruzione di un dialogo nel campo dell’umanismo internazionale. Con un gruppo di compagni di idee abbiamo deciso di riunire figure le cui attività e il cui lavoro fossero finalizzati alla divulgazione della cultura russa all’estero. Lo svolgimento del Festival Culturale Internazionale “La Roma Russa” consente di trovare un punto di convergenza in più, di sviluppare uno scambio culturale tra Russia ed Europa, tra i popoli.”

Quasi 200 anni fa, a Roma, la principessa Zinaida Volkonskaya ha condotto i primi “Saloni russi”. Essi univano i grandi scrittori e artisti dell’epoca… È un pochino con lo stesso intento che è stato creato il Festival?

“In effetti, la principessa Zinaida Volkonskaja organizzò le prime serate letterarie e musicali russe a Palazzo Poli. Occasioni a cui partecipavano brillanti esponenti dell’intellighenzia russa ed europea, artisti, scrittori, musicisti di quell’epoca, per esempio P. Vjazemskij, V. Žukovskij, N. Jazykov, I. Turgenev, K. Brjullov, A. Ivanov, Stendal, Walter Scott, J. F. C.

Il nostro Festival è già riuscito ad affermarsi come una piattaforma culturale ricercata che introduce un pubblico esigente, come quello italiano, al patrimonio letterario, artistico e musicale russo. E, naturalmente, è particolarmente importante che questo forum su larga scala riunisca tutti gli intenditori della cultura russa, che danno un contributo significativo alla sua promozione all’estero.”

L’evento si svolgerà come di consueto, a Palazzo Poli?

“Esatto, il Festival culturale internazionale “La Roma Russa” avrà luogo presso il leggendario Palazzo Poli. Quest’anno, l’8 Novembre, riuniremo di nuovo figure appassionate della cultura russa in un luogo unico, la Sala Dante. Siamo supportati dall’Istituto Centrale per la Grafica, che ha sede in questo palazzo. Nessun ente russo era riuscito ad organizzare un evento in questa location simbolica prima di noi.”

Cosa prevede il cartellone di quest’anno?

“Lo scorso anno personaggi del mondo dell’arte e della cultura, legati alla cultura russa, sono venuti al Festival da diversi angoli d’Europa. Tra i vincitori, in sei categorie, del premio “La Roma Russa”, ci sono stati: la fondatrice del Centro, Marina Cvetaeva di Friburgo, Elisabeth Chauré, solista di balletto e regista teatrale, Andris Liepa, musicista e il direttore d’orchestra Sergej Krylov, l’architetto Sergej Čoban, la slavista Silvia Burini, la scrittrice Guzel’ Jachina. La statuetta del premio per i vincitori del Festival è stata realizzata appositamente dal famoso scultore e artista russo Aleksandr Rukavišnikov. Quest’anno, come da tradizione, si terrà una cerimonia in cui verranno premiati i vincitori del Festival per la promozione della cultura russa all’estero in vari settori di attività culturale. Al momento, il comitato organizzatore, su proposta del consiglio degli esperti, ha approvato una short list di nomination al premio del Festival “La Roma Russa-2019”.

Nella categoria “musica” ci sono artisti di talento come le cantanti liriche Svetlana Kas’jan e Julija Ležneva, il contrabbassista Andrej e il pianista Michail Ivanov (“I fratelli Ivanov”), il violinista Michail Bezverchnij, la pianista Julija Čaplina, lo straordinario direttore d’orchestra Michail Kac.

Nella categoria “letteratura” hanno ricevuto la nomination gli scrittori Aleksej Varlamov, Leonid Juzefovič, Vladimir Ronin (autore di importanti studi scientifici sull’emigrazione russa), la giornalista Margherita Belgiojoso, l’autore e redattore della rivista Lettres russes Iren Sokologorski, l’organizzatrice dei Saloni del libro russo a Parigi, Inna Merkulova, l’autore del libro “Arte informale russa dal disgelo ai giorni nostri” Igor’ Sokologorskij.

Nella categoria “arti visive” i candidati sono: la direttrice dei Musei Vaticani Barbara Jatta, la direttrice della Galleria Tret’jakov Zel’fira Tregulova, l’artista Griša Bruskin, il consigliere per l’arte russa della Tate Modern Gallery di Londra Natal’ja Sidlina.

Nella categoria “arte teatrale” hanno ricevuto la nomination Apeksha Bhattacharya, ballerina e prima donna indiana a promuovere il balletto russo in India, le attrici Čulpan Chamatova e Ksenia Rappoport, il produttore Daniele Cipriani, una delle figure più influenti nel mondo del balletto, il solista principale del corpo di ballo del Teatro Bol’šoj, Jacopo Tissi, il regista teatrale Lev Donin e il Direttore artistico della Royal Opera House di Mascate (Oman), Umberto Fanni.

Per la categoria “attività di traduzione” sono candidati il traduttore di Puškin in inglese Julian Lowenfeld, Milan Dvořák (che ha tradotto in ceco molte canzoni e poesie di Vysockij, Okudžava, Galič, Matveeva), Alessandro Niero, i cui interessi principali sono collegati alla poesia russa della seconda metà del 20° secolo, Jean-Claude Schneider, che ha pubblicato la raccolta delle opere di Mandelštam in francese.

Inoltre, come negli anni precedenti, ci sarà un premio speciale, ma per ora non posso rivelare tutte le sorprese…

E, naturalmente, sorprenderemo e delizieremo il grande pubblico con un incontro con l’arte genuina e con spettacoli davvero interessanti.”

Lei, oltre ad essere il Presidente della Commissione Organizzativa del Festival, ha rafforzato la fratellanza giornalistica, essendo il creatore dell’associazione giornalistica russa “Mediasoyuz” (Unione di mass-media)…ce ne parla?

“Sì, sono stato corrispondente di guerra e ho attraversato tutti i punti caldi del territorio dell’ex Unione Sovietica. E ora sono scrittore e segretario per gli affari internazionali dell’Unione degli scrittori russi. Nel 2001, sono stato uno dei fondatori dell’Associazione pubblica per i lavoratori dei media “Mediasoyuz”. La nostra organizzazione ha riunito lavoratori di tutti i tipi di media nel paese. Mediasoyuz ha agito come una piattaforma universale per lo scambio di esperienze e opinioni all’interno della società giornalistica su molte questioni professionalmente e socialmente significative. Conferenze e seminari, progetti educativi e concorsi professionali hanno aiutato i colleghi a raggiungere nuove vette nella professione giornalistica.”

Come viene accolto questo Festival a Roma?

“Il Festival è molto apprezzato ed ha ricevuto recensioni più che positive da rappresentanti di varie strutture e organizzazioni pubbliche russe ed europee. L’organizzazione del Festival è stata supportata dall’Assessorato alla Crescita Culturale di Roma Capitale, e i principali media italiani lo hanno descritto come un forum nuovo e moderno che diffonde la cultura e la letteratura russa all’estero. Inoltre, lo scorso anno, il Festival “La Roma Russa” è stato inserito nel calendario ufficiale dell’Anno della cultura russa in Italia-2018 (“Stagioni russe”).”

Mi sembra di capire che si sia raggiunta una bella intesa tra cultura russa e cultura italiana…

“I ponti culturali tra Russia e Italia hanno portato i loro risultati al mondo sotto forma di straordinari capolavori di musica, letteratura e arte. Dalla patria dell’opera e del bel canto molti compositori e interpreti russi hanno tratto ispirazione, tra questi Glinka, Čajkovskij, Stravinskij e Šaljapin. Nell’accogliente, fertile e sempre bella Italia, dove storia e modernità si intrecciano indissolubilmente, vissero e lavorarono grandi scrittori russi come Dostoevskij, Gorkij, Gogol’, Turgenev, Bunin. Oggi, come molti secoli fa, questo paese riempie l’anima e offre ispirazione ai poeti e agli scrittori moderni. In generale, la cultura aiuta a portare avanti il dialogo tra diversi paesi e nazioni, a sviluppare amicizie. Quindi, ad esempio, la geografia degli ambasciatori del nostro Festival sta crescendo. Oltre ai paesi europei, tra cui Italia, Francia, Inghilterra, Germania, Belgio, Repubblica ceca, il nostro progetto include figure culturali provenienti da India, Stati Uniti e Australia. Un grande flusso è la proposta di cooperazione di vari paesi. Le proposte di collaborazione da diversi paesi sono moltissime.”

Roma ha lasciato un segno visibile nelle opere di eccellenti poeti russi di epoche diverse: sia dell’epoca d’oro che dell’epoca d’argento e del periodo post-rivoluzionario. Ma lei, oggi, come percepisce la città che, comunque, sta vivendo grandi disagi?

“Sono innamorato dell’Italia, ho viaggiato molto in giro per il paese e sono stato più volte nella grande e meravigliosa Roma. La Città Eterna ha sempre attratto l’intellighenzia creativa russa. E se la cultura può vivere senza politica, ebbene la politica senza cultura non può esistere affatto. Investire risorse e tempo nella cultura è il miglior investimento nel futuro dei nostri figli, di cui abbiamo particolarmente bisogno oggi.”  

Quali sono i progetti futuri? Sicuramente altre edizioni de “La Roma Russa”?

“Il nostro Festival sta già attirando un’ampia attenzione del pubblico russo e italiano, occupa ormai un posto di tutto rispetto nello spazio culturale europeo. Il nostro obiettivo principale è quello di tenere il Festival ogni anno, creando lo stesso spazio ideologico e spirituale, alla scoperta sempre di nuovi nomi.”

Concludendo?

“Il nostro festival unisce le persone innamorate della cultura russa. E questa è la nostra forza. Il progetto ha ottenuto riconoscimenti nel corso degli anni e si è allargato a persone che hanno la stessa visione. Sempre più persone in tutto il mondo vogliono lavorare con noi. Mi piace davvero che così tante persone che parlano lingue diverse e vivono non solo in paesi diversi, ma anche in continenti diversi, trovino rapidamente una lingua comune e siano appassionati a un’idea. L’idea di umanità e bellezza. La bellezza salverà il mondo, ha detto una volta lo scrittore russo Dostoevskij.”

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