Yuliya Volpe: la ribalta delle donne nel mondo dei tattoo!

The Other Side Of The Ink, la prima convention di tatuaggi al mondo dedicata alle tatuatrici donne si è "accesa" allo Sheraton di Roma tra spettacoli, premi e poesia.

Colori sgargianti, tratti sottili, fantasie floreali, la rielaborazione di vecchi stili rivisitati in chiave moderna grazie all’inserimento della profondità. Questi sono solo alcuni degli elementi che hanno determinato la ribalta delle donne nel mondo dei tatuaggi, fenomeno che oggi è arrivato ad assumere una rilevanza globale.
Due giornate che hanno consentito agli amanti del tatuaggio, oltre che ai semplici curiosi,  di  assistere o diventare loro stessi delle opere d’arte, grazie ai lavori dal vivo eseguiti dalle tatuatrici partecipanti nei circa 2.500 metri quadri messi a disposizione dallo Sheraton Hotel di Roma. Un evento unico al mondo che in sole due edizioni ha già raggiunto la sua piena affermazione grazie al valore artistico dalle tatuatrici partecipanti.
Numerosi gli spettacoli artistici che si sono susseguiti sul palco;  i Burlesque di Imi Silly Noir, gli spettacoli di pole dance con Sara Brilli, Silvia Martini e il suo Hula Hoop, il Live Painting di Madame Decadent, la sfilata Maleficent Cloth che presenta una collezione di abiti alternativi interamente in latex.
Questa terza edizione è stata accompagnata da due mostre artistiche di incredibile rilievo artistico.”These are my hands. My knees”, presentata dall’Hangar Tattoo Studio & Art Gallery. La collettiva internazionale femminile realizzata con il contributo di Izzie Klingels e Amanda Manitach di Seattle, Sarah Gregory e Conny Prantera di Londra, To/Let Bologna, Cecilia Agostini , Evelin La Rocca e Deborah Necci di Roma. “Le mie mani. Le mie ginocchia. Sarò anche pelle e ossa, ma pure sono la stessa identica donna.” Questo è il verso portante della poesia Lady Lazarus, lamento quasi esausto della poetessa Sylvia Plath, in uno dei suoi poemi di femminismo radicale più in vista. Ed è proprio tra artiste donne, illustratrici, tatuatrici e visionarie in giro per il mondo che si trova l’espressione più ricca  e molteplice della tematica donna-corpo.  La riappropriazione del corpo femminile avviene contemporaneamente a quella della tradizione, del semplice mestiere, della destrezza tecnica nelle arti.
Inoltre, Ju Tattoo & Karabà hanno presentato “The Other Side Of Surrealism”, progetto che ha messo in mostra i lavori di sette artiste, straordinarie interpreti della scena pop surrealista italiana: Valentina Campagni, Antonella Casazza, Selena Leardini, Ilaria Ila Pop Novelli, Daria Palotti, Natascia Raffio, Valentina Zummo. Quest’arte ama farsi guardare nel tempio del corpo consacrato al tattoo, compagno perfetto per le sue riflessioni disegnate, dipinte e scolpite. La visione delle opere è stata quella di un’euforia dell’immaginazione che si ritrova in ambientazioni in cui ogni cosa può accadere, in bilico tra paradisiaci universi paralleli. Sono preziosi oggetti che perdono in estensione per acquistare in profondità e raffinatezza formale, frutto di lunghe fasi di elaborazione. Prendetela come un divertente esercizio di ribaltamento del pensiero con la massima ironia possibile, per guardare il mondo da un altro punto di vista.
Nelle due giornate della The Other Side Of The Ink si sono altresì svolti i Tattoo  Contest, per cui oltre alle premiazioni dei migliori lavori eseguiti durante la convention nella categoria “Best of the Day”sono stati premiati i primi classificati delle categorie Best Traditional, Best Tribal, Best Portrait, Best Ornamental, Best Realistic, Best Avant Garde, Best Black’n’Gray, Best Japanese, Best Color, Best Back Piece.
Tra le artiste presenti ricordiamo: Yuliya Volpe, Ju Tattoo, Sasha Prosperi; Hangar Tattoo Cecilia Agostini; Lbt Tattoo, Lailia Thorsen; Old Bastard Tattoo, Andi Morutan & Shu Eza; Rose Cross, Angela Smisek; Tiga Tattoo Studio, Martina Bicocca; Studio 21, Elena Di Legge; Sweet Mamba,Marta Make; Ultimi Romantici, Giulia Bongiovanni; The Ten Bells, Viola; Primordial Pain, Claudia Ferrarini…

Oltre a questo una dimostrazione molto “particolare” di “Bondage” un insieme di pratiche basate su costrizioni fisiche realizzate con legature, corsetti, cappucci, bavagli, o più in generale sull’impedimento consenziente della libertà fisica del movimento, di vedere, di parlare, di sentire.

Partendo dal light bondage, ovvero la legatura solo delle mani e/o dei piedi, si arriva a forme di annodamento complete, in cui si impedisce ogni movimento (mummification) alla persona legata e sottomessa (in gergo sub), o addirittura ogni contatto col terreno (suspension).

Alcune forme di bondage sono apprezzate come espressione artistica in fotografia ed in pittura, soprattutto in Giappone.

1 Commento su Yuliya Volpe: la ribalta delle donne nel mondo dei tattoo!

  1. Loredana, sei un’attenta ricercatrice per i tuoi articoli. Complimenti ancora

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