Dottor Giuseppe Pedullà: "La chirurgia robotica è un mezzo ma l’intervento viene sempre eseguito dall’essere umano."

Dottor Giuseppe Pedullà: "La chirurgia robotica è un mezzo ma l’intervento viene sempre eseguito dall’essere umano."

Classe ’85, romano, Giuseppe Pedullà, è, a tutti gli effetti, un vero e proprio innovatore nel mondo della chirurgia: il suo approccio mini-invasivo, soprattutto laparoscopico e robotico, si applica anche nel campo anestetico, con risultati acclarati e universalmente riconosciuti. LF lo ha incontrato per questa interessante ed approfondita intervista.

La laparoscopia e la robotica sono due approcci chirurgici innovativi utilizzati per diversi interventi addominali. La laparoscopia, anche nota come chirurgia minimamente invasiva, prevede l’utilizzo di strumenti speciali e una telecamera per eseguire interventi attraverso piccole incisioni nella pelle. Questa tecnica permette tempi di recupero più brevi, meno dolore post-operatorio e cicatrici ridotte rispetto alla chirurgia tradizionale aperta. D’altra parte, la robotica è un sistema avanzato che utilizza robot controllati dal chirurgo per eseguire interventi. Questa tecnologia offre una maggiore precisione e manovrabilità rispetto alla laparoscopia, ma richiede costi più elevati e una curva di apprendimento più lunga per i chirurghi.

La differenza principale tra chirurgia robotica e laparoscopia risiede nella capacità della chirurgia robotica di superare i limiti della visione bidimensionale e della rigidità degli strumenti. La chirurgia robotica consente un maggior numero di gradi di libertà di movimento degli strumenti, offrendo così una maggiore precisione e controllo durante l’intervento chirurgico rispetto alla laparoscopia.

La chirurgia robotica supera i limiti della laparoscopia grazie alla sua capacità di offrire un maggior controllo e precisione durante gli interventi chirurgici, grazie a una visione tridimensionale e a strumenti più flessibili.

Il Dottor Giuseppe Pedullà, che abbiamo intervistato ai microfoni di LF, si avvale di tecniche mini-invasive anche per quanto riguarda l’anestesia. La chirurgia addominale, laparoscopica e robotica, possono essere eseguite con l’anestesia senza intubazione.

Le tecniche sono ormai ampiamente testate, ma il percorso è stato lungo e non privo di difficoltà. Si è trovato il modo di sfruttare i vantaggi dell’anestesia peridurale e spinale, così come avviene nel travaglio di parto e nel parto cesareo, anche per gli interventi di chirurgia addominale minori e maggiori.

Gli anestesisti che lavorano con il Dottor Pedullà sono tra i pochi in Italia e al mondo che permettono di eseguire senza intubazione e ventilazione meccanica anche gli interventi per malattia neoplastica e diverticolare del colon, calcolosi della colecisti, ernie inguinali, ombelicali e laparoceli.

Un intervento con queste tecniche rappresenta un minor stress per l’organismo del paziente e anche a livello mentale: il soggetto operato torna alla vita di tutti i giorni in pochissimo tempo.

Queste tecniche innovative permettono al Dottor Pedullà e alla sua equipe di trattare sportivi di ogni disciplina che potranno tornare alla loro attività agonistica nel più breve tempo possibile.

Il Dottor Giuseppe Pedullà nella sua carriera ha eseguito oltre 2000 interventi chirurgici, effettuati sia con metodiche tradizionali ma soprattutto con tecniche mini-invasive laparoscopiche ed ha pubblicato numerosi studi su riviste mediche nazionali e internazionali.

Cresciuto alla scuola di uno dei più grandi innovatori della chirurgia italiana ed internazionali, il Prof. Eugenio Santoro, diventa assistente del Prof. Antonio Crucitti figlio del “chirurgo del Papa” il Prof. Francesco Crucitti.

Lo stesso Crucitti, grazie anche allo skill professionale del Dott. Giuseppe Pedullà, gli fa inaugurare l’Ambulatorio di Chirurgia Generale, Laparoscopica e MiniInvasiva presso la casa di cura Villa Betania nella Capitale, struttura accreditata del Servizio Sanitario Nazionale.

Il Dottor Giuseppe Pedullà ha vinto inoltre il “Premio Eccellenze Italiane” nel 2022 per la sua notevole attività chirurgica in giovane età, confermata anche dal suo dottorato in tecnologie avanzate in chirurgia.

 

Dottor Pedullà, lei ha realizzato grandi innovazioni nel campo laparoscopico e della robotica chirurgica ... ma cosa si intende esattamente con questi termini?

Per chirurgia laparoscopica e robotica si intende una chirurgia mini invasiva, quindi eseguita non attraverso grandi tagli come ci hanno insegnato i Maestri della chirurgia, ma attraverso delle piccole incisioni che ci servono per poter accedere alla cavità addominale con una telecamera piccolina e anche con strumenti altrettanto piccolini. Con la laparoscopia siamo noi esseri umani a muovere questi strumenti attraverso le incisioni, mentre con la chirurgia robotica, è il robot che muove gli strumenti e noi da una consolle, a nostra volta, muoviamo il robot. Questo permette di eseguire interventi con una minore invasività e quindi si evita che il corpo umano venga danneggiato con incisioni muscolari o danni debilitanti al paziente.

 

Quali interventi possono essere eseguiti ed avvantaggiarsi del robot grazie alla sua maggiore agilità nel lavorare in zone anche anatomicamente difficili?

Esatto! Il robot ha una migliore manualità rispetto all’essere umano, non soffre di tremori non intenzionali, che l’essere umano possiede, una maggiore possibilità di movimento degli strumenti chirurgici, addirittura a 360° e, inoltre, permette un maggiore ingrandimento attraverso la telecamera robotica che sicuramente è più performante di qualsiasi altra telecamera o addirittura dell’occhio umano, fino ad arrivare ad ingrandimenti di dieci volte superiori rispetto a quello dell’occhio umano!

 

Quali sono, se ci sono state, le difficoltà che ha incontrato lei in questo tipo di innovazione chirurgica?

Per quanto riguarda la chirurgia laparoscopica, ormai è ben utilizzata da tanti anni, è standardizzata anche nelle letterature scientifiche, sono ben descritti questi interventi. Ovviamente per quanto riguarda la robotica, è un mondo assolutamente nuovo, quindi c’è anche da scriverci la letteratura, le indicazioni, gli eventuali problemi, anche parlare con le società che costruiscono questi macchinari molto innovativi per poterli migliorare… Siamo nella fase in cui le società investono tanto e quindi noi diamo dei feedback per perfezionarli sempre di più. Questi miglioramenti arrivano giorno dopo giorno, perché il software del robot si riesce ad aggiornare in tempo reale, quindi le difficoltà eventuali vengono subito risolte proprio grazie a questo aggiornamento continuo dei macchinari.

 

Rispetto alla chirurgia tradizionale l’intervento dura di più ?

Può durare di più anche per il fatto che sono degli strumenti che vanno posizionati. Comunque le nuove piattaforme robotiche come quelle che uso io, non hanno più questo problema, in quanto sono molto leggere e quindi si riescono a posizionare sul letto operatorio in modo veloce. Anche questo è un elemento che sta migliorando giorno dopo giorno, non c’è più l’assodato che la chirurgia robotica sia più lunga in fatto di tempi.

 

Il maggior difetto della chirurgia robotica ?

Il maggior difetto della chirurgia robotica … eh questa è una bellissima domanda, perché qualcuno potrebbe dire che, essendo qualcosa di innovativo, ha come maggior difetto il fatto di non essere ancora stata testata in grandi numeri, però allo stesso tempo l’innovazione è proprio questa, andare avanti con la chirurgia robotica che è il futuro per tutto quello che abbiamo detto: la maggiore precisione, la migliore comodità da parte del chirurgo che si stanca molto meno, perchè il lavoro pesante lo fa il robot. Quindi, quello che potrebbe essere uno dei maggiori problemi del robot diventa in realtà una miglioria.

 

Secondo lei quanti interventi di chirurgia robotica occorre eseguire prima di avere una buona manualità dello strumento?

Rispetto alla chirurgia tradizionale e a quella laparoscopica, ne occorrono molti di meno, anche perché con la chirurgia robotica si possono avere i simulatori che sono molto performanti, sono gli stessi simulatori che usano gli aerei per volare, quindi non c’è più una necessità di una lunga curva di apprendimento come nella chirurgia tradizionale o laparoscopica. Comunque sono tutti interventi che facciamo bene in chirurgia tradizionale quindi è da sottolineare che la chirurgia robotica è un mezzo ma poi l’intervento viene eseguito dall’essere umano.

 

Se lei potesse esprimere un desiderio, cosa dovrebbe avere il laparoscopio ideale che i sistemi attuali non hanno?

Un desiderio? La facilità di utilizzarlo abbattendo i costi e la possibilità di avere più piattaforme robotiche per ogni ospedale, in modo tale da poterlo usare su larga scala e divenire la normalità e non l’eccezione.

 


1000 Caratteri rimanenti