È solo attraverso il lavoro che riesci ad acquisire padronanza di quello che stai facendo e di te come attore.
Sostiene che sia l'entusiasmo il suo tratto distintivo Stefano Gianino. Nato sotto il segno zodiacale dell'Ariete, nel suo sangue scorre sangue siciliano. In TV ultimamente lo abbiamo ammirato in Makari 3 e in Vanina. A livello internazionale lo possiamo vedere nella seconda stagione di TheWhite Lotus. E ora sta per farci sognare sul Grande Schermo nel ruolo di co-protagonista nel noir Buio come il cuore.
Stefano, leggendo la tua biografia, non ho potuto non notare che sei nato sotto il segno dell'Ariete. Quanto ti trovi nel tuo segno?
Per quello che so sulle caratteristiche del mio segno posso dire di si. Difatti sono una persona determinata, fortemente passionale e molto fisica. Inoltre amo mettermi in gioco e intraprendere nuove sfide. L’entusiasmo è sicuramente una componente che mi contraddistingue.
La tenacia e il coraggio, sovente vanno pure a braccetto con la forza d'animo ma anche con la sensibilità. Per quale motivo invece una persona forte e coraggiosa è vista come insensibile?
Dal mio punto di vista, una persona forte e coraggiosa non è insensibile. Diciamo che forse può assumere degli atteggiamenti che possono farla sembrare tale, ma la sensibilità appartiene all’uomo come il cuore che lo tiene in vita. Sicuramente ci vuole coraggio a mostrare la propria sensibilità, soprattutto per l’uomo, vuoi per un retaggio culturale distorto, improntato sul machismo, in parte dettato dalle dinamiche della società in cui viviamo, vuoi per la nostra componente animale, in cui interviene la dinamica preda/predatore, se si mostrano le proprie ferite o debolezze si può facilmente essere identificati come prede. Tuttavia ciò dovrebbe appartenere solo agli animali, per l'appunto. È vero che la vita è una giungla, e ti mette a dura prova, ma fin quando la si pensa in questo modo nulla può cambiare.
La sensibilità e la fragilità sono la stessa cosa oppure no?
Non sono uno psicologo, ma sento di rispondere che non sono la stessa cosa. In ogni caso sono sicuramente collegate.
E la determinazione e la testardaggine?
Sono due cose ben diverse. Tuttavia entrambe vertono al raggiungimento di un obiettivo, forse una in un’ottica costruttiva e l’altra invece in una distruttiva.
Tu hai studiato moltissimo per la tua professione. Ad oggi, quanto pensi che sia importante nella vita, per farcela, lo studio?
In questo mestiere non si finisce mai di studiare e ci si può sempre perfezionare . Diciamo che è la base da cui partire. Tuttavia se parliamo di Cinema la pratica sul set è un’altra cosa come, del resto, per il Teatro lo è il palcoscenico. È solo attraverso il lavoro che riesci ad acquisire padronanza di quello che stai facendo e di te come attore. Sul set impari a relazionarti con la troupe con il regista e con i colleghi attori. Impari “come stare” davanti alla macchina da presa affinché l’immagine risulti sullo schermo in un determinato modo. In poche parole ti rendi conto di come funziona questa grande macchina che è il Cinema, nonché a essere in ascolto con tutti ma allo stesso tempo ad isolarti da ciò che succede dietro e che può essere distraente.
Ora sei co-protagonista di un'importante pellicola cinematografica. Ce ne vuoi parlare? Puoi svelarci qualcosa di più?
Siamo in trepidante attesa dell’uscita in sala, il film si intitola Buio come il cuore ed è diretto da Marco De Luca ed è stato promosso dalla Film Commission Calabria.
Si tratta di una pellicola di genere noir e ricca di colpi di scena. Posso per ora dirvi che interpreto Fabio, fotografo di scena e amante della protagonista.
Oggigiorno vanno fortissimo le piattaforme streaming e in molti sussurrano che al cinema non si vada più. Eppure il Cinema va avanti ancora. Che idea ti sei fatto di questa situazione?
Dalle ultime statistiche sembra che la situazione stia rientrando, nel senso che nell’ultimo anno c’è stata una maggiore affluenza rispetto all’anno precedente. Sicuramente ci vorrà un po' affinché si ripristini la situazione pre-covid. Io sono fortemente speranzoso, anche perché vedere i film al cinema è ancora un’esperienza ben diversa rispetto al divano di casa. E poi i popcorn non hanno lo stesso sapore!
A tuo avviso ha perso davvero la sua aurea magica?
No, quando esco dalla sala ho sempre quella sensazione di aver fatto un’esperienza non comune e di aver condiviso con altre centinaia di persone quel momento che è quel film.
Se potessi far tornare in vita un divo o una diva del passato chi sceglieresti per lavorarci fianco a fianco e perché?
Marlon Brando e Marilyn Monroe perché avrebbero sicuramente tanto da raccontarmi.
Credit: Andrés Hernandéz e Fabio Lovino


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