Un thriller avvincente, sorprendente e colmo di colpi di scena, quello della vicentina Roberta Melli, che ancora una volta ha dato vita ad una storia molto cinematografica che induce il lettore a divorarlo, pagina dopo pagina.
Un paesaggio marittimo, per l'esattezza un'isola della Croazia, Sansego, dove tutto si vive con maggiore lentezza, serenità. Un luogo in cui si può tranquillamente vivere un'esperienza intima e solitaria, dove la natura parla da sola attraverso panorami mozzafiato, viottoli acciottolati che si diramano verso le colline, indossando talvolta un' immagine di mistero... Questi, i luoghi in cui si svolge il nuovo thriller di Roberta Melli "Il mio nome è Cesare Lombroso", Leone Editore.
Roberta Melli, classe 1964, è nata a Vicenza dove vive e lavora. Nel 2015 vince il concorso Del Leone per libri inediti con il thriller Delitto a ritmo di maratona, e ad Aprile del 2016 sotto il titolo Senza Tregua.
Entomologa, alleva insetti per hobby: fasmidi (insetti stecco, insetti foglia, calcarata) e blatte sibilanti (grandophorina portentosa). Maratoneta, ha gareggiato tre volte alla maratona di New York, oltre ad aver partecipato alla Cortina – Dobbiaco e ad altre competizioni minori. È appassionata di free climbing, di escursioni in alta montagna e ferrate. È Ispettore Micologo iscritta all’albo Nazionale e Regionale del Friuli Venezia Giulia. Perito Grafologo in ambito Forense, ha conseguito le specializzazioni in Grafologia Aziendale e Orientamento scolastico, Grafologia Criminologica e in Grafodiagnostica Criminalistica. Attualmente si occupa di firme autentiche nell’ambito delle opere d’arte.
Ha Insegnato Chimica e Scienze al Liceo scientifico, nel tempo libero pratica free climbing, alleva insetti e si dedica alle sue vere passioni: la maratona, i boschi e la natura.
Il mio nome è Cesare Lombroso, lo definirei un romanzo del mistero nel senso più autentico della parola, è la suspence fatta libro. Incentrato su un delitto, anzi su due, che cadenzano la trama incentrandosi su parole scritte che l'assassino lascia sul primo cadavere, e da quì, da grande esperta del settore qual è Roberta, si apre un mondo sullo studio della Grafologia.
Ho scoperto cose incredibili riguardo questo ambito di cui fu precursore Cesare Lombroso, padre di questa disciplina e creatore della teoria del criminale per nascita. Anche se l'analisi della scrittura a mano e della grafia, ha origini molto antiche: anche Aristotele, a suo tempo, fu attratto dalla correlazione tra tratto grafico e caratteristiche personali del soggetto scrivente. Tuttavia, si tende spesso ad attribuire la paternità della grafologia ad un italiano, il medico Camillo Baldi.
La teoria del criminale per nascita di Lombroso si basa su un concetto molto semplice: alcune persone, secondo lui, nascono criminali e il loro comportamento è insito nelle caratteristiche anatomiche di esse. Fisicamente, quindi, il delinquente è molto differente dall’ ”uomo normale”, in quanto dotato di anomalie e atavismi, che portano ad avere un comportamento del tutto deviante.
È chiaro, quindi, come secondo Lombroso, criminali ci si nasca e non ci si diventi. Si tratta di una patologia ereditaria, che si può risolvere soltanto in un modo: con un approccio clinico terapeutico. Come spesso accade quando gli studiosi formulano alcune teorie, vi è chi ha accettato di buon grado la tesi di Lombroso e chi, invece, non lo ha fatto. Nel 1882, infatti, è stato addirittura radiato dalla Società Italiana di Antropologia ed Etnologia.
Da questo aspetto, diciamo controverso, del noto criminologo, si apre il thriller "Il mio nome è Cesare Lombroso". Il protagonista, infatti, è un discendente del noto Cesare, omonimo anche per nome di battesimo, che sente fortemente il pesante fardello di questa eredità ingombrante.
Il Cesare Lombroso, protagonista della nostra vicenda, è uno psichiatra e grafologo forense, che viene chiamato sull'isola di Sansego per indagare sull'omicidio di Antonio Picini. Sul suo corpo, l'omicida ha lasciato un biglietto scritto a mano e le autorità locali sperano che un'indagine grafologica possa trovare velocemente il colpevole.
Cesare è conosciuto sull'isola, che frequenta da anni come ospite di Gian Giorgio Delle Rive, uomo ricco e influente.
Per riuscire meglio nella risoluzione del caso, Cesare collaborerà con la sua giovane assistente, Marta Bouvier, che si dimostrerà fondamentale per la conduzione dell'indagine.
Intanto Cesare, viene anche coinvolto in un'indagine segreta parallela dall'amico Gian Giorgio, vittima egli stesso di un avvelenatore che sta tentando di ucciderlo lentamente.
Le indagini si dimostreranno complesse e inaspettatamente collegate.
Come già espresso sopra, gli ingredienti ci sono tutti, sia quelli del thriller, ovviamente, che quelli tipici della scrittura di Roberta Melli: l’ambientazione lungo le coste della Croazia, con i suoi abitanti diffidenti e un paesaggio selvaggio ed incontaminato, una donna ambiziosa e audace che non esita a cogliere l’opportunità di lavorare al fianco di un discendente di Lombroso per trovare l’assassino e personaggi suggestivi. La particolarità, però, che rende davvero interessante il romanzo è l'elemento della grafologia, considerata un aspetto importante dell’indagine. In questo modo l’autrice conduce il lettore non solo dentro la storia che racconta, ma anche all’interno di una parte della sua vita professionale, unendo la realtà alla finzione.
E' un thriller che si articola in maniera avvincente, affascinante e sorprendente, inducendoci a chiederci perché, una persona qualunque, decida di uccidere un’altra persona. Forse il motivo per questa oscura curiosità è proprio questo: i killer possono essere chiunque ed ovunque, non c’è modo di anticipare la loro natura… O forse sì?
I due protagonisti cercano di dare risposta a questa domanda attraverso le tecniche di studio comportamentale e di indagine che li aiuteranno, grazie anche ad una grande propensione intuitiva a risolvere il caso.
Ricco di tensione e dal ritmo incalzante, Il mio nome è Cesare Lombroso, scava a fondo nell’anima, facendo venire a galla le paure più profonde. Persone all’apparenza ineccepibili, vengono spogliate della loro perfezione e mostrate in tutta la loro fragilità e oscurità nascosta.
Nel romanzo, lo sviluppo degli studi scientifici sul crimine diventa una narrazione avvincente come ormai ci ha abituati da tempo Roberta Melli, che accompagna il lettore in un interessante viaggio grafologico della criminologia. Grazie ad uno stile e ad un registro linguistico appassionante e ben strutturato.
Un plot forte e coinvolgente, in grado di far immergere totalmente il lettore tra le sue pagine, dalla prima all’ultima, un thriller interessante che consiglio a tutti coloro che vogliono comprendere nei minimi dettagli gli aspetti principali della criminologia e dell'investigazione.


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