La 39ª edizione del salone italiano del tessile vede le imprese italiane al (+11%) e le straniere (+36%). Spiccano Francia (+65%) e Spagna (+60%).
Un incremento del (+19%) , rispetto al 2023, nel numero di aziende presenti alla 39ª edizione di Milano unica, un totale di 5.541 tra italiane e straniere.
In scena dal 9 Luglio all'11 Luglio, sono state 3.403 le italiane (+11%) e 2.138 le straniere (+36%), con aumenti consistenti da Francia (+65%), Spagna (+60%), Germania (+47%), Gran Bretagna (+30%), Corea (+20%), Giappone (+16%) e Usa (+14%). Da segnalare per la prima volta la presenza di 22 realtà provenienti dagli Emirati Arabi Uniti.
569 gli espositori di cui 454 nazionali, +18% sempre in confronto ad un anno fa, e 115 europei, +47%. Considerando anche le aree relative a ricerca e innovazione, il numero sale a 700 (+18%).
Il neo-presidente Simone Canclini dichiara che si tratta di un successo, «A conferma della crescente attrattività della manifestazione a livello internazionale, grazie a un’offerta completa e di qualità». Questi risultati, secondo l’imprenditore, «Rappresentano un’importante iniezione di fiducia, testimoniata dall’ampio gradimento da parte dei nostri espositori, sulle prospettive dell’industria dei tessuti e degli accessori made in Italy, nonostante le difficoltà dei primi mesi dell’anno».
Durante la cerimonia inaugurale dello scorso 9 Luglio, il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, ha sottolineato il ruolo industriale e culturale svolto dall’intera filiera. A seguire, a nome del governo, il prefetto di Milano, Claudio Sgaraglia ha ricordato il lavoro in corso, in collaborazione con le rappresentanze imprenditoriali e sindacali, per la definizione di un protocollo sull’esternalizzazione delle produzioni e per la sicurezza nel settore moda.
Dopo aver visitato il vasto percorso della fiera anche la vicepresidente di Confindustria, Barbara Cimmino, ha commentato: «Milano unica continua a crescere dimostrando che l’export italiano del tessile abbigliamento costituisce, grazie al Made in Italy, una spinta importantissima per la nostra economia contribuendo in modo rilevante al pil del paese (64 miliardi nel 2023). Per sostenere questo settore industriale è necessario garantire che la dimensione europea e quella della competitività globale siano tenute insieme, riconciliando la duplice transizione con le politiche industriali ed il level playing field».
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