Oltre la frontiera.

Oltre la frontiera.

Qual è la prima cosa che vi viene in mente quando dico poesia? Io penso all’incanto dei bambini, ad occhi innocenti che guardano il mondo nella sua vera essenza, come Opera suprema creata da Dio. Ma penso anche a un adulto che, in una società che punta solo sul raggiungimento di traguardi materiali a discapito di tutto il resto, in silenzio, abbraccia le sue fragilità, il desiderio segreto di un ritorno all’infanzia.

Ed è questo che raccontano gli occhi e i versi di Giovanni Moschella giornalista e scrittore irpino.

 

IL CORAGGIO DI METTERSI A NUDO

Pubblicare richiede sempre coraggio: coraggio di mettersi a nudo in un mare magnum di lettori, poche volte attenti, molte volte crudelmente distratti, che potrebbero non comprendere o non aver rispetto; coraggio di donare parte della propria anima agli altri a prescindere da chi siano questi altri. E Giovanni, il coraggio lo ha avuto: con l’innocenza di un bambino dalla stazza di un gigante, ci ha aperto il suo cuore rivelandoci la parte più intima e vera di se stesso. E lo ha fatto in diverse antologie poetiche e nel suo libro “Oltre la frontiera”

Le sue poesie, con semplicità e malinconia fanciullesca, raccontano luoghi, reali e dell’anima. “Se un giorno / potessi / tornare bambino / tra i sogni e le stelle, / vorrei essere alba innocente / per non riuscire / a fuggire dal passato.” Ci parlano di un uomo e della sua solitudine disorientata e disorientante, smarrito e salvato solo dai cani molto più veri di tanti umani. “Non sai dove andare / e stai lì / con i tuoi cani... / abbandonato; come un gomitolo / da sciogliere / e non si trova il capo” 

E srotolando quel gomitolo, seguendo il filo dei suoi pensieri, dei suoi versi, come Teseo ci districhiamo nei dedali della mente per ritrovarci in ampi spazi, luoghi che il nostro autore ci indica con garbo e delicatezza, senza nascondimenti, portandoci per mano, perché Giovanni, la sua poesia, non ci lascerà mai in Nasso. E anche per questo rende palesi le sue emozioni più intime e dolorose, a costo di trasformarsi in facile bersaglio e pagina dopo pagina sentimenti e sensazioni vibrano fino al punto di entrare in risonanza con il nostro sentire.

 

POESIA E DIPINTI UN UNICO SENTIRE

È una poesia intima, che riporta in versi quelle stesse tinte che Giovanni Moschella usa nei suoi dipinti, perché lui è un artista completo, ha scelto di esserlo per non tradire la sua natura, per non seppellire i suoi talenti. Ha scelto l’arte in ogni sua sfaccettatura. Laureato in Economia e Commercio, arrivato ad un bivio ha preso la strada più difficile, che prometteva meno soldi, meno agi, ma valeva la pena percorrere, la strada della critica letteraria e del giornalismo.

Ci sussurra l’amore Giovanni “la mia voce non ti giunge / eppur io sento la tua... / Lascia che il tuo silenzio / sia il mio stesso silenzio, / perché anche così / la vita ci viene incontro!” e ancora “mi ritrovo qui, in compagnia della solitudine, rapito dalla notte, ascolto le corde della mia anima, […] infreddolita”

“il tempo vola in fretta, / ma tu / almeno... / fermati ad amarmi!”

E tira fuori le sue emozioni quasi in percorso terapeutico: vuole guardare in faccia i suoi demoni, dar loro un nome per poterli lasciare andare. “Inizia a tremare... / la mia ansia / nella fragilità / di una solitudine scavata / da lance / che trafiggono un cuore / lacerato / da assurdità violente...”

Ed è allora che giunge in soccorso l’amore più grande, quello vero che non conosce notte e chiede solo amore, e il nostro poeta lo scolpisce a lettere indaco nella sua profonda religiosità, l’unico vero spazio dove trovare un senso alla vita e al vivere, “[…] lì dove i ricordi / non conoscono confini, / dove sovente, seduti, / si recitano canti e vespri” Fino al punto che anche la poesia non ha più senso di esistere, perché la fede, l’estasi trascende finanche il verso “Ci sono momenti / che solo il silenzio può esprimere.”

 


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