Durante l’infanzia per i bambini tutto è una scoperta.
Simpatica, paziente e volenterosa, così di certo può essere descritta l'autrice per ragazzi Michela Salizzato. Di recente ci ha fatto divertire e, nel contempo, sognare con Totò e Greta Investigatori - Il mistero della scatola rubata (Blitos Edizioni) dove ha unito la sua grande passione per la scrittura con quella di lettrice per i libri gialli.
Michela, presentati ai nostri lettori con pregi, vizi e virtù...
Mi chiamo Michela Salizzato, ho 53 anni e negli ultimi anni mi sono dedicata alla scrittura, in particolare di racconti per bambini e ragazzi. È una passione che nasce dal mio amore per la lettura. Sono sempre stata un’accanita lettrice e negli anni ho maturato il desiderio di scrivere qualcosa per puro divertimento personale.
Credo che tra i miei pregi ci siano il fatto che sono una persona sensibile e volonterosa. Mi piace imparare cose nuove e non mi fermo di fronte alle difficoltà.
Il mio vizio principale, se così lo volete chiamare, è la montagna, che adoro. Non ho altri vizi particolari, forse un debole per il pane e per tutti i prodotti correlati. Il profumo di pane fresco non ha rivali! Tra le professioni che volevo fare da piccola, infatti c’era la panettiera! La mia virtù è la pazienza.
Come ti sei avvicinata alla scrittura, diventando una scrittrice per ragazzi?
Ho provato molte volte a scrivere, ma dopo alcune pagine mi fermavo, perché non ritenevo abbastanza buono quello che scrivevo. Poi un giorno, mi trovavo in montagna e faceva molto freddo, ho iniziato a scrivere un racconto per passare il tempo. Ho scritto di un vulcano e di draghi per darmi una sensazione di calore. Ho finito il racconto per mia nipote, che all’epoca aveva circa sei anni, e qualche persona l’ha letto, incoraggiandomi a provare a pubblicarlo. Poi devo averci preso gusto perché ora sono al decimo libro! Anzi, undicesimo a breve!
Tu sei insegnante, credi che i bambini di oggi siano curiosi anche nei confronti della lettura?
Io non sono un’insegnante, di professione faccio l’assistente di direzione. Conosco però molte insegnanti che a volte mi invitano a parlare dei miei libri in classe. I bambini ai quali sono rivolti i miei libri hanno dai 7 ai 12 anni e sono molto curiosi non solo nei confronti della lettura ma di tutti ciò che li circonda. Questo li porta anche ad avere molta fantasia e a volte sono proprio loro la mia fonte di ispirazione.
Perché poi, una volta cresciuti, si tende a perdere questo interesse?
Durante l’infanzia per i bambini tutto è una scoperta. Crescendo, da una parte predominano altri interessi (il lavoro o lo studio, la vita privata, gli amici) dall’altro siamo sommersi da stimoli alternativi che ci dirottano dalla lettura. Se una persona non ha maturato in precedenza un interesse per la lettura è difficile averlo dopo.
A tuo giudizio, come è possibile mantenere vivo dentro di noi il fanciullino di pascoliana memoria?
A mio parere è molto facile. La natura ci può aiutare. Nessuno può restare indifferente di fronte a un bel tramonto, un paesaggio di montagna o mare, un prato fiorito, un bel panorama.
Poi ci sono i profumi, prima ho accennato al profumo del pane, ma anche di un dolce fatto in casa, di una cioccolata calda, che evocano quelle sensazioni di fanciullezza. E poi ci sono le favole e i racconti per bambini, ma che possono essere letti anche dagli
adulti, riportandoci a quella leggerezza del fanciullino pascoliano.
Tuttavia c'è anche chi tende a farlo vibrare un po' troppo e non crescere mai. Come si può mantenere un giusto e sano equilibrio tra le due parti?
Maturare con gli anni è frutto del bagaglio di esperienze che ciascuno di noi fa. Ma significa anche voler assumersi delle responsabilità e forse non tutti sono pronti a farlo. Ognuno adotta delle difese per affrontare ciò che lo spaventa. Secondo me si
deve sempre partire dalle piccole cose, fare dei piccoli passi per poi rendersi autonomi come “adulti veri”.
La scuola e la famiglia, quale ruolo concreto possono avere all'interno della vita di un bambino e di un ragazzo?
Scuola e famiglia sono fondamentali sia nella formazione che nell’educazione. E devono compensarsi. Soprattutto per la fascia di età che riguarda i miei libri ho la possibilità di osservarli crescere. A quell’età sono delle spugne e assorbono tutto ciò che li circonda. Scuola e famiglia devono dare il giusto esempio, non si può pretendere che un bambino si comporti bene se non lo facciamo anche noi.
Racconto un aneddoto che mi è successo la settimana scorsa. L’ufficio postale del mio paese è temporaneamente chiuso per lavori di ristrutturazione e il nostro riferimento ora sono le Poste del paese vicino. Ovviamente c’è più gente e si aspetta di più. Quando sono stata la scorsa settimana per spedire un pacco, nella fila dietro a me c’era una signora anziana con un nipotino che avrà avuto al massimo sette anni. La nonna gli ha detto che era dispiaciuta perché non aveva portato con sé il telefonino con il quale lui avrebbe potuto giocare. A mio parere sarebbe stato più utile portare per il bambino un libretto o un giornalino. Sono queste le occasioni che gli adulti devono sfruttare.


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