Ivana Manferdelli, un'autrice e una donna curiosa.

Ivana Manferdelli, un'autrice e una donna curiosa.

La curiosità sta all’apprendimento, cioè alla crescita intellettuale, come il cibo sta alla crescita fisica.

 

Una donna solare e che ama fare tante cose, anche se lei, come appurerete leggendo questa dettagliata intervista, ama affermare che “ora sta su un altro pianeta”. Così potremmo di certo descrivere l'autrice sia per bambini sia per adulti, Ivana Manferdelli, che si divide, e pure con una certa disinvoltura, tra tanti eventi e laboratori di improvvisazione teatrale.

 

Ivana, autrice per bambini e adulti, organizzatrice di eventi e di laboratori di improvvisazione teatrale. Insomma, di cose ne fai tante. Ne deduco che tu sia una persona molto curiosa...

Non credo di fare tante cose. In realtà ne facevo di più quando lavoravo e dovevo necessariamente incastrarle in fessure di tempo e di energia. Ora sono su un altro pianeta. Pianeta è la parola giusta, perché evoca astronauti che passeggiano al rallentatore. Come loro, io mi muovo in un tempo diluito. Il rendimento passa in second’ordine, la quantità è compensata dalla qualità: adesso assaporo  il “mentre” anziché gioire del “già fatto”. 

Piuttosto succede che una cosa tira l’altra:  scrivo storie per bambini, una storia tira una narrazione, la quale  tira una interpretazione ed ecco perché un laboratorio di improvvisazione teatrale. Nell’improvvisazione si sperimenta, se la curiosità spinge a sperimentare, allora sì, sono curiosa.

 

Quanto la curiosità è importante nella vita in linea generale per crescere?

E’ per curiosità che il bambino avvicina il dito alla candela accesa e così facendo impara a stare lontano dal fuoco.

La curiosità sta all’apprendimento, cioè alla crescita intellettuale, come il cibo sta alla crescita fisica.

Ciò vale per il bambino e per l’adulto che, tra l’altro, ha meno bisogno di crescere fisicamente.

 

Molti  confondono la curiosità con il pettegolezzo, come mai secondo te?

Li confondono perché si somigliano, il pettegolezzo è figlio della curiosità, un figlio ingenuo, irresponsabile, può fare dei danni. Noi attribuiamo al pettegolezzo un valore negativo e alla curiosità un valore neutro o positivo. E se fosse un pregiudizio?

Mi viene in mente una cosa buffa: durante gli incontri tra amiche una ha una tendenza radicata al gossip. A volte esagera e suscita irritazione e fastidio. Tuttavia siamo tutte d’accordo nel riconoscerle un intuito fine, una sensibilità speciale per gli indizi e un forte impegno nel reperire  fonti e dati da elaborare e incrociare.

Preso atto che il pettegolezzo è più forte di lei, non ci resta che riderci su. E magari tirare in ballo la cosa quando ci va di spettegolare.

 

Credi che la Tecnologia e, in particolare, i Social siano i grandi colpevoli?

Personalmente provo più fastidio per i Social che per i pettegolezzi. I due messi insieme, cioè i pettegolezzi sui Social, beh, non ci voglio neanche pensare...

 

Sei spaventata dal fatto che oggigiorno anche bambini abbastanza piccoli vivano praticamente attaccati a telefonini e tablet?

Spaventata no, preferisco pensare ai bambini piccoli che stanno attaccati al tablet per imitare i grandi - a partire dai genitori - e per integrarsi nella società che hanno davanti. Messa così la cosa è abbastanza  naturale.

E se i bambini si addormentano sereni accarezzando il liscio e freddo tablet anziché il morbido e caldo peluche, pazienza.

 

Molti sostengono che i ragazzi, adolescenti in primis, non leggano. Eppure in biblioteca si notano parecchi che chiedono libri in prestito. Secondo te come sta la questione?

Non so se una volta i ragazzi leggevano di più, è probabile. D’altra parte perché stupirsi? La lettura intesa come attività ricreativa oggi gareggia con una concorrenza spietata di proposte per il nostro tempo, che sia libero o no.

 

C'è anche chi sostiene che agli adolescenti bastino le Stories sui vari Social per viaggiare con la fantasia. Essa (la fantasia, ndr) si è ridotta dunque a questo?

Cosa sono le Stories sui Social? Se sono letture ben vengano, ciascuno ha il diritto di  preferire un certo genere di lettura.

 

Che cosa significa per te fantasticare?

Sognare, immaginare, creare, costruire, rilassarsi, macinare idee, trasferirsi in altri luoghi, filtrare la realtà, trasformare, trasformarsi, inventare.

 

E rimanere un poco bambini? 

Quasi la stessa cosa, Bambino e fantasia sono complementari, vanno a braccetto, amici inseparabili. Riscoprire il bambino che è in noi equivale a dare il benvenuto alla fantasia. Parlo della fantasia “alla Rodari”, quell’erba spontanea che basta cercarla, è dovunque,  basta seguirla e si arriva al di là di limiti e recinti. Non è un allucinogeno e non ha effetti collaterali.

 


1000 Caratteri rimanenti