Alessandro Fiacco: lo chef della tradizione e del cibo inteso come Arte.

Alessandro Fiacco: lo chef della tradizione e del cibo inteso come Arte.

Alessandro Fiacco, chef da 22 anni nella cucina del noto Singer Palace Hotel di Roma, ci racconta il suo percorso, gli esordi e l'amore per la cucina ereditato dalla nonna.

Quando si parla di cucina, buona cucina, quella delle tradizioni antiche, ma anche quella delle fusioni con piatti moderni, non posso certo tirarmi indietro dalla voglia di realizzare una delle mie interviste! Eh già, perchè da sempre, quello che è uno dei piaceri della vita, caratterizza la mia esistenza... e così mi piace informarmi, andare alla ricerca di chi di questa Arte, ha fatto la sua professione.

Oggi ho incontrato per voi un giovane chef di grande esperienza che questo amore lo sente dentro di sè, sin da piccolo, da quando la nonna lo faceva salire su uno sgabellino per assaggiare i manicaretti preparati... da lì in poi è stato un susseguirsi di impegno, studio ed aggiornamenti per rendere tutto al meglio.

Sto parlando di Alessandro Fiacco. Nato a Pofi in Ciociaria, è diventato, da un bel po' di tempo, executive chef del Singer Palace Hotel, struttura a 5 stelle nel cuore della Capitale. L'impegno, la dedizione, lo studio, ma anche la curiosità, l'arte, l'artigianalità e la sperimentazione, sono stati fondamentali per lui che comunque non dimenticando le sue origini, mette sempre un po' di Ciociaria nelle sue creazioni.

 

Alessandro, benvenuto su LF MAGAZINE! Intanto raccontaci un pochino il tuo bel percorso da chef - passione che nasce molto presto nella tua vita, e quali sono state le tue figure di riferimento?

Le mie figure di riferimemto sono state e sono tutt'ora sicuramente i proprietari dell' hotel in cui lavoro, perché sono 22 anni che lavoro con loro.

 

Sei, appunto, chef in un importante albergo della capitale... che esperienza è questa per te?

Questa é l'esperienza sicuramente più importante che ho fatto e che mi ha insegnato molto.

 

Quali dovrebbero essere le virtù di un bravo chef?

Le virtù di un bravo chef sono passione per la cucina e per gli ingredienti, capacità di leadership e gestione del team, eccellente capacità organizzativa e resistenza fisica e mentale.

 

Quanto è importante in cucina, un lavoro di squadra?

Il lavoro di squadra in cucina é la cosa più importante.

 

Due piatti che non toglieresti mai dal tuo menù?

Sicuramente carbonara e amatriciana non li toglierei mai dal mio menù!

 

Come ti definiresti, più un artista o un artigiano della cucina?

Sicuramente mi definisco sia artigiano che artista in cucina.

 

Quanto conta la componente emotiva nella creazione di una tua ricetta?

La componente emotiva conta il 90 per cento per per la creazione di una ricetta.

 

A te cosa piace mangiare?

A me piace mangiare i piatti semplici, come quelli che mi preparava la mia nonna: polpette al sugo, uova al tegamino e gli spaghetti al pomodoro fresco e basilico.

 

Il tuo "cavallo di battaglia" in cucina?

I miei cavalli di battaglia sono sicuramente i piatti della tradizione romana: carbonara, amatriciana e cacio e pepe.

 

Progetti futuri?

Sinceramente non ho progetti futuri per ora perché mi trovo benissimo dove sono e penso più al presente

 

Concludendo?

Concludendo, ricordatevi sempre di cucinare A SENTIMENTO!


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