LF ha incontrato la pronipote del noto fondatore delle fettuccine "alla Alfredo", Chiara Cuomo, nel rinomato ristorante sito in Piazza Augusto Imperatore 30 a Roma, per raccontarci la loro storia familiare, ricca di tradizioni e di Amore.
Una giornata frenetica che ha nell'aria quel sentore di Natale, i profumi, le luci che donano beltà alla capitale, i regali, gli addobbi... di corsa arrivo in quello che definirei il Tempio delle Fettuccine e della buona cucina in genere: Il Vero Alfredo. Già il nome evoca cose che hanno il sapore di antiche tradizioni, di piatti creati per e con amore, che nel corso dei decenni hanno saputo mantenere quel cuore tanto caro ad Alfredo Di Lelio.
Appena entrata nel locale sono stata pervasa da un calore (non intendo quello temperato) che mi ha fatta sentire a casa, accolta con grandissima disponibilità e gentilezza dalle discendenti di Alfredo, Chiara Cuomo e la mamma Ines (quest'ultima, nipote di Alfredo).
Il ristorante mi ha catapultata a tempi davvero nostalgici, di fasti e serate uniche... Da Alfredo è passato il mondo: dagli attori Hollywoodiani, a Capi di Stato e personalità del mondo dello spettacolo. Foto di Liz Taylor, Robert Mitchum, Kirk Douglas, Silvester Stallone, Gino Cervi, Renato Raschel, ma anche i fratelli Kennedy, Ronald Reagan, fino a giungere ai giorni nostri... Stallone, Shakira, Muccino, Virzì, Cotroneo, Verdone, De Sica.
Per l'occasione, ho realizzato una godibilissima intervista grazie a Chiara Cuomo ed alla sua mamma, scoprendo l'autentico motivo della creazione delle Fettuccine alla Alfredo, ricetta antica scaturita da un grande gesto d'amore. Ho ascoltato aneddoti divertenti, scoperto altri piatti molto richiesti ed assaporato le famose Fettuccine! Che dire? A parole non è semplice descrivere quel sapore unico, particolare, sublime, preceduto ad arte da una mantecatura sopraffina. Ed ho avuto l'onore - a dire il vero ho provato una certa commozione - di pasteggiare con le posate d'oro donate ad Alfredo nel 1927 da due divi americani del cinema muto, Mary Pickford e Douglas Fairbanks! Un privilegio concesso a pochi!
Un'esperienza sensoriale di gran gusto, un vero e proprio viaggio emozionale di cui sono grata a Chiara Cuomo ed alla Signora Ines, oltre a tutto il personale di sala.
Lascio la parola ad Ines e a Chiara...
Alfredo rappresenta la storia della ristorazione anche grazie all'invenzione delle note Fettuccine …
Ines: La storia è piuttosto lunga… Mio nonno, nel 1908, fondò un piccolo ristorante in una piazza che neppure esiste più, poco distante dalla Galleria Alberto Sordi, si chiamava Piazza Rosa. A quel tempo non c’erano gallerie era tutta una piazza. Sempre nel 1908, mia nonna Ines, di cui porto il nome, partorì nella stanzetta sovrastante la trattoria … dato che partorì in casa, come quasi tutte le donne all’epoca, era molto prostrata, debilitata, e mio nonno, davvero preoccupato, perché era innamoratissimo di mia nonna, inventò per lei un piatto nutriente, a base di fettuccine all’uovo, fatte con il semolino, che le rendeva più leggere condite con abbondante burro e parmigiano freschissimi... Ovviamente, "le bionde", come amava definirle Alfredo, non stuzzicarono solo mia nonna, che si riprese in pieno e gli suggerì di metterle nel menù della trattoria, ma divennero il suo cavallo di battaglia che lo resero famoso nel mondo. Questa tradizione è rimasta immutata fino ad oggi. Poi, nel 1914, la Piazza subì dei lavori e vi costruirono la allora Galleria Colonna (l'odierna Galleria Alberto Sordi), e quindi la sede, anche grazie all'appoggio dei preti Portoghesi, da Via della Scrofa, passò a Piazza Augusto Imperatore 30. Mio nonno lavorò e rimase a Via della Scrofa fino al 1943, anni difficilissimi, in cui non poteva più soddisfare l’intera clientela – lui girava personalmente le fettuccine a tutti – così pensò di cedere l’attività ai suoi fidati camerieri, tre, per la precisione, nel 1948, anno in cui aprì questo ristorante a Piazza Augusto Imperatore. La licenza, però, gli venne concessa solo nel 1950, Anno Santo, e potè aprire… ormai con il ristorante di Via la Scrofa non abbiamo più nulla a che vedere, è gestito dai nipoti di quei famosi camerieri a cui mio nonno cedette l’attività.
Alfredo raggiunse la popolarità mondiale anche grazie a due divi americani del cinema muto... Ci racconta la storia delle posate in oro legata a questi due personaggi?
Chiara: Alfredo diventò famoso nel mondo, soprattutto in America, grazie a due attori americani del cinema muto Mary Pickford e Douglas Fairbanks che nel 1927 erano in luna di miele a Roma. Per varie sere andarono a cena da Alfredo, che ogni volta cucinava loro un piatto diverso… mi piace sottolineare che mio nonno era proprio un personaggio, sembrava quasi un attore per sembianze, ogni sera faceva loro una vera e propria scenetta per mantecare le fettuccine! A fine soggiorno, i due attori, per ringraziarlo, gli regalarono un cucchiaio ed una forchetta d’oro con la scritta "To Alfredo the King of the nudles" … l’imperatore delle fettuccine. Da lì ebbe inizio la sua grande fama in America: attori e presidenti volevano venire qua a mangiare con le posate d’oro, tutta Hollywood! Questo il motivo della fama di Alfredo, in un certo senso, siamo più conosciuti in America che in Italia… (Rivolgendosi a me) Oggi per l'occasione la farò mangiare con le posate d’oro!
Questo, appunto, è un locale storico in cui sono passati innumerevoli personaggi, come attestano anche le numerosissime foto appese… ha un ricordo particolare di qualcuno di loro?
Ines: Beh non è semplice… ne sono passati talmente tanti tra Presidenti americani, Reali di Spagna, Farah Diba, attori, doppiatori, da James Stewart a Burt Lancaster, John Wayne, fino agli attuali come i registi Muccino e Virzì, Cotroneo, perfino Shakira è stata da noi di recente…
Ha un aneddoto da raccontarci?
Ines: Sì, ne ho uno che mi fa sempre tanto ridere che riguarda l’attrice Liz Taylor: lei era una habituè qui, ogni volta che veniva era accompagnata dal marito del momento, - dato che ne ha avuti svariati - appena vedeva la foto con il marito precedente, diceva a mio padre “No Alfredo” e copriva l’immagine di quel marito. Allora mio padre le disse: “Dato che ogni volta mi copre le foto, facciamone una da soli, lei ed io… così risolviamo!”. Infatti noi abbiamo esposta solo quella con mio padre.
A parte le note fettuccine, la Vostra è una cucina del territorio a km zero.
Ines: Sì, è una cucina italiana con tanti altri piatti. Grazie a mia figlia Chiara che mi sta accanto, abbiamo rinnovato il menù, ma sempre in modo moderato, al passo con i tempi. Non è una nouvelle cousine e tantomeno una cucina in voga in questo periodo di chef conosciuti alternativi… E' una buona cucina, con variazioni che possono appetire il cliente.
In che modo l’innovazione si riesce a coniugare con la tradizione?
Ines: Grazie ad un bravo chef! E noi abbiamo la fortuna di averne uno italiano, legato molto alla tradizione ma, al tempo stesso, innovativo… Ad esempio, noi abbiamo un pollo con i peperoni che tutti immaginano come piatto classico mentre è stato trasformato in una sorta di rollè con dentro i peperoni ed una salsa molto buona e guarnizioni che lo rendono veramente squisito. Poi abbiamo tanti piatti normali come la Tagliata, la Fiorentina, un pesce buonissimo fatto in svariati modi, piatti romani come l’Amatriciana, la Gricia, un po’ di tutto... Ora, con l’avvicinarsi delle feste, abbiamo anche il Caviale, i Tortellini in brodo… ogni 5/6 mesi cambiamo il menù per cercare di non abituare il cliente alle stesse cose ma incuriosirlo.
E se dovesse utilizzare una definizione per la vostra cucina?
Ines: Una cucina italiana al passo con i tempi.
Quanto conta la sala di un ristorante rispetto alla cucina?
Ines: La sala deve andare sempre all’unisono con la cucina, una cosa molto difficile, perché in cucina c’è un modo di lavorare abbastanza stressante... stare in cucina non è facile, mentre in sala è altresì stressante, perché si devono controllare i tavoli, seguire il cliente, fare attenzione a tanti particolari, ma ci deve essere una sinergia … Direi, quindi, che contano entrambi, sono fondamentali, ma conta anche il direttore di sala e noi ne abbiamo uno molto bravo che costituisce questa sinergia tra cucina e sala.
Secondo lei chi è stato il più grande Maestro della cucina Italiana?
Ines: Non è semplice rispondere, ce ne sono talmente tanti… preferisco non sbilanciarmi.
Cosa proporrete per le prossime festività?
Chiara: Abbiamo introdotto, come diceva mia madre, caviale, tortellini in brodo, carciofi, filetti con carciofi, straccetti con carciofo, carciofo alla romana, classici come la fettuccina alla Alfredo arricchita con tartufo bianco o nero, o, addirittura con una foglia d’oro che è commestibile e impreziosisce un po’ il piatto, fino ad arrivare alla polenta quando farà un po’ più freddo. Ma la grande novità è il nostro panettone artigianale, fatto con un packaging particolare a marchio Alfredo, di vari gusti. Il nostro menù è stagionale, per ora abbiamo ancora i funghi porcini ai quali poi subentreranno i carciofi.
Progetti futuri?
Chiara: A parte che siamo sempre aperti sul franchising e quindi lavoriamo sull’espansione all’estero, già da tempo per gli Stati Uniti, ne abbiamo uno in Messico, a Cozumel, un'isola messicana del Mar dei Caraibi, all’interno dell' InterContinental President Resort, aperto negli anni ‘90, e in più, una Casa di produzione sta sviluppando un Docufilm sulla storia di Alfredo, realizzando un teaser di cui nel 2026 verranno realizzate le riprese che racconteranno la storia di Alfredo Di Lelio, della sua famiglia, dell’invenzione delle Fettuccine alla Alfredo! Finalmente nel mondo ne conosceranno la autentica origine, perché in molti credono che sia un prodotto americano o che addirittura Alfredo non esista …
Concludendo?
Chiara: Noi portiamo sempre avanti con orgoglio la nostra tradizione! Ultimamente la gestione è al femminile, senza baffi quindi, cerchiamo di mantenere viva questa tradizione, rispettando sempre il binomio tradizione/innovazione, quindi il nostro punto di forza sono le nostre origini, cercando sempre di tenerci al passo con i tempi, - che è un po’ quello che richiede il mercato - la modernità, ma il moto è sempre l’amore per la nostra storia, è il cuore, come le fettuccine sono nate da un gesto d’amore, così noi portiamo avanti tutto con il cuore!
Note di Redazione: Si ringrazia vivamente l'Associazione Negozi Storici di Eccellenza di Roma che lancia l'iniziativa "Dietro le Vetrine", offrendo a giornalisti e blogger, l'opportunità esclusiva di visitare e raccontare 28 storiche attività romane. I partecipanti possono realizzare interviste con i proprietari, scoprire storie familiari e aneddoti inediti, documentando l'eccellenza e la tradizione imprenditoriale della Capitale.
Li ringrazio, ancora una volta, per questa opprtunità!
Marlene Loredana Filoni
Marlene Loredana Filoni


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