L’ audizione protetta della presunta vittima minorenne.

L’ audizione protetta della presunta vittima minorenne.

L’articolo 12 della Convenzione sui Diritti dell’Infanzia (ONU, 1989) evidenzia il diritto del minore di esprimere in maniera libera la propria opinione e di poter essere ascoltato in tutti gli atti che lo coinvolgono e che, quindi, lo riguardano.


La legge n. 172/2012 stabilisce delle misure per la tutela delle vittime vulnerabili, ovvero dei minori e delle persone con disabilità.

L’audizione protetta è un punto di incontro tra il diritto e la psicologia e l’obiettivo basilare è il preservare la salute psicologica del minore, riducendo l’ansia e lo stress della presunta vittima, garantendo la sua libertà di esposizione.

L’audizione protetta di un minore presunta vittima è uno strumento molto importante per poter garantire la tutela dei diritti della presunta vittima ed assicurare l’acquisizione di una prova valida in ambito penale.
Inoltre, è fondamentale il supporto emotivo per ridurre notevolmente il rischio di subire un nuovo stress emotivo e quindi di una traumatizzazione secondaria (o revittimizzazione) all’interno del Tribunale, durante il processo.

L’articolo 350 bis c. p. p. consente che l’audizione protetta del minore avvenga alla presenza di un esperto specializzato e con l’utilizzo di strumenti di videoregistrazione, che hanno l’obiettivo di non dover effettuare delle ripetizioni in aula.
Gli esperti nominati, per svolgere l’audizione protetta, sono psicologi forensi che sono iscritti negli albi dei Tribunali e delle Procure di appartenenza.
All’interno dell’audizione, le modalità dell’intervista avvengono mediante un racconto libero o delle domande neutre, evitando suggestione e fornendo delle spiegazioni esaustive e semplici di ciò che si effettuerà, e soprattutto in un clima di fiducia.

L’ambiente in cui avviene deve essere una stanza silenziosa, con un arredamento adeguato all’età del minore.


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