Finlandia: Helsinki e Lapponia.

Finlandia: Helsinki e Lapponia.

Un'esperienza unica nel suo genere, quella vissuta ad Helsinki e a Rovaniemi ... LF ve ne racconta in questo ampio reportage.

La Finlandia è una di quelle nazioni per le quali si può ancora nutrire il sogno di un'esperienza da favola. Favola iniziata, per la sottoscritta, Sabato 17 Gennaio e conclusasi il 21 Gennaio... Una visita veloce che, però, mi ha lasciata il cuore colmo di gioia e l'animo sereno, certa di aver vissuto qualcosa di unico e irripetibile.

La Finlandia è essenzialmente incontaminata, vergine in vastissime zone del suo immenso impero lacustre, densa di foreste di sempreverdi, abitata da un popolo gentile, cordiale, spontaneo e forte. Rappresenta l'immagine viva di ricordi nostalgici legati alla società arcadica, oppure il campo di studio per chi sogna il ritorno ad una natura intatta. 

Pur avendo avuto una rapida industrializzazione, la Finlandia rimane la terra ideale per chi vuole ossigenare corpo e spirito e la sua Capitale, Helsinki, così ingenuamente bella e ammaliante, si estende lungo il porto, quasi a voler subito stringere in un abbraccio, chi giunge dal mare. Molti turisti, infatti, sono soliti fare scalo a Stoccolma e compiere la traversata dal Baltico a bordo di uno dei favolosi traghetti che fanno la spola continua fra le due nazioni. Viaggiare su queste navi significa concedersi una vacanza supplementare, fra il lusso e il comfort di un albergo galleggiante dotato di ogni comodità, dall'incredibile tavolata di specialità nordiche, alla sala da ballo, dal night club, alla piscina ed al cinema. 

Il nostro tour alla volta di Helsinki è iniziato di buon mattino con la guida locale, il simpaticissimo Matteo, originario di Ravenna, ma residente in Finlandia da 16 anni. Con il suo piacevolissimo intercalare romagnolo, ci ha raccontato di essere andato per la prima volta in Finlandia per seguire il suo idolo di Formula 1, Mika Hakkinen, e di essersi poi inserito talmente bene, da non andarsene più. Parla un fluente finlandese e ci ha saputo trasmettere con grande fervore tutto il suo amore per questa città.

Lo spettacolo di una Helsinki innevata con zero gradi di temperatura (neanche troppo freddo dato il periodo) è affascinante e suggestivo. Osservando attentamente l'architettura cittadina, non ci si meraviglia che Helsinki sia stata insignita con il diadema di regina del Baltico. La moderna metropoli si estende fra parchi immensi e laghetti, caratterizzata da un'architettura sobria ed elegante.

I monumenti architettonici classici di Helsinki sono quelli di stile Impero che sorgono attorno alla piazza del Senato: la Cattedrale, l'Università e il Parlamento. Nei decenni recenti Helsinki si è arricchita di costruzioni avveniristiche e ardite come la Finlandia House ed i grandi magazzini Stockman, risultando un contrasto piacevole che denota uno sviluppo ed una maturità progressiva di una città che è tutt'altro che addormentata.

Il palazzo del Parlamento (in finlandese Eduskuntatalo), in stile neoclassico, è la sede del Eduskunta e si trova nel centralissimo quartiere di Töölö a Helsinki. E' un imponente punto di riferimento architettonico e ospita l'organo di governo del paese. L' edificio domina Helsinki sulla collina Arcadia, rendendolo il cuore politico e geografico della capitale finlandese ed offrendo uno spettacolo maestoso.

Di fronte al Parlamento, un edificio moderno, la Biblioteca centrale "Oodi" di Helsinki, luogo di incontro vivace e per tutti. L'obiettivo originario del progetto era quello di realizzare un edificio che fungesse da spazio cittadino nel cuore del paesaggio urbano e che fosse aperto al pubblico, sicuro e gratuito per tutti. 

La posizione strategica della biblioteca "Oodi", di fronte all'edificio del Parlamento, è stata scelta di proposito per simboleggiare l'interazione tra l'amministrazione pubblica e la collettività. Tale posizione colloca la nuova biblioteca al centro del distretto culturale della città, vicino a varie istituzioni di spicco. Helsinki ha indetto un concorso di architettura per la progettazione della biblioteca, insistendo sulla sostenibilità e sull'integrazione nel contesto urbano. 

Il nome "Oodi" è stato scelto per evocare l'idea di un omaggio e un tributo alla città e ai suoi abitanti. Il termine significa "ode" e indica il ruolo della biblioteca come celebrazione della cultura, della conoscenza e della democrazia. 

La struttura dell'edificio è composta principalmente da aree pubbliche che ospitano un'ampia selezione di servizi. I visitatori possono dedicarsi a numerose attività e coltivare in modo proattivo i loro interessi. La biblioteca è una piattaforma in continua evoluzione per l'apprendimento e la crescita personale non solo dei residenti, ma anche di tutti coloro che visitano la città di Helsinki. 

La struttura architettonica divide le funzioni della biblioteca in tre livelli: un vivace piano terra, (dove ci sono numerose scacchiere ed un piccolo Auditorium), un tranquillo piano superiore e uno spazio intermedio circoscritto e multifunzionale. Il concetto progettuale ruota attorno all'interconnessione dei tre livelli. La piazza antistante l'edificio si estende all'interno, oltre la facciata in vetro, collegandosi agli spazi comuni del piano terra.  Il terzo piano mantiene l'atmosfera tradizionale di una biblioteca e presenta una terrazza che si affaccia sul paesaggio urbano. 

Tra questi due livelli si trova il secondo piano, lo spazio più intimo, realizzato all'interno di una massa lignea curva, che è stata allungata verticalmente, creando collegamenti con il livello superiore e quello inferiore. Quì si possono stampare manifesti, magliette, cucire, lavorare al Pc, fare videogiochi, incidere pezzi musicali (ci sono due sale di incisione), fare show cooking... Una struttura davvero all'avanguardia!

In lontananza e sulla sinistra rispetto alla biblioteca abbiamo apprezzato Casa Finlandia conosciuta con il nome finlandese Finlandia-talo, moderno centro di congressi progettato da Alvar Aalto, architetto, designer e urbanista finlandese, fra i maggiori del nostro tempo, sostenitore dell'architettura organica assieme a Frank L. Wright. 

Per la prima volta nel 1961 Alvar Aalto fu incaricato dalla municipalità di Helsinki di risistemare il centro cittadino, in particolare la zona di Töölö, dove un braccio di mare si insinua nel centro della città. L'architetto disegnò una serie di edifici adibiti a scopi culturali, e ne presentò il primitivo progetto nel 1967. Di questi edifici fu realizzata soltanto la Casa Finlandia, adibita sia a sala concerti che a centro congressuale.

La Casa Finlandia è stata completata nel 1971, e il primo concerto ha avuto luogo il 2 Dicembre 1971. L'ala congressuale era stata progettata anche prima del completamento della parte principale, e fu completata nel 1975. È stata aperta appena in tempo per l'"Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa" (poi ribattezzata OSCE), durante la quale i trentadue Capi di Stato d'Europa erano Helsinki. Il trattato di Helsinki è stato firmato alla Casa Finlandia.

Il ruolo di Casa Finlandia come una sala da concerto è stato preso dal nuovo Music Centre di Helsinki, inaugurato nel 2011. La Casa Finlandia continua ad essere utilizzata per conferenze e mostre. 

Già negli anni novanta fu necessario sostituire numerosi pannelli della facciata, poiché il marmo di Carrara, originariamente utilizzato, non resisteva in modo duraturo al clima di Helsinki. Dopo ulteriori decenni di esposizione agli agenti atmosferici si rese necessaria una ristrutturazione completa. Tra il 2022 e la fine del 2023 la facciata è stata ricostruita con marmo di Lasa della varietà Lasa Bianco Nuvolato, proveniente dall'Alto Adige. La scelta si basava sui risultati di progetti di ricerca europei sulla durabilità delle facciate in pietra naturale e su estese prove tecniche del materiale. In totale sono stati installati circa 6.800 metri quadrati di marmo. La direzione architettonica del progetto è stata affidata all'architetto finlandese Teemu Tuomi (Arkkitehdit NRT Oy). Il 4 gennaio 2025 l’edificio principale rinnovato è stato ufficialmente riaperto.

La Piazza del Senato, conosciuta in finlandese come Senaatintori, è il perfetto crocevia della città. Qui, infatti, convergono alcuni degli edifici più importanti della capitale finlandese, come la Cattedrale luterana, la Casa Sederholm, il più antico edificio in pietra della città, la Biblioteca Nazionale e l’Ufficio del Primo Ministro. È anche molto vicina al terminal crociere e alla stazione ferroviaria, dunque si trova in una posizione ottimale.

Inoltre, al centro della piazza vi è una scultura dello zar Alessandro II di Russia, che nel XIX secolo contribuì notevolmente allo sviluppo di queste terre. 

Se invece volete visitare Helsinki a Natale, sappiate che la Piazza del Senato ospita uno dei più bei mercatini dell'Avvento d'Europa. In questa zona vengono infatti organizzati piccoli cori, incontri con Babbo Natale e molte altre attività natalizie.

Situata nella parte alta della Piazza del Senato, la Cattedrale luterana è una delle attrazioni più iconiche di Helsinki. Le sue bellissime cupole si stagliano sullo skyline della città e la sua facciata bianca e immacolata è davvero impressionante.

Il tempio si trova proprio in cima a una scalinata che offre una vista affascinante. Costruito in stile neoclassico tra il 1830 e il 1852, in onore del Granduca di Finlandia, è completamente gratuito.

A meno di 10 minuti a piedi dalla Cattedrale di Helsinki e dalla Piazza del Senato si trova il Vanha Kauppahalli, il vecchio mercato della capitale finlandese. Questo spazio coperto, un tempo all’aperto, ospita numerose bancarelle di cibo gourmet, sia da mangiare che da portare via.

Pesce affumicato, liquori fatti in casa, cioccolatini, carne di renna, paté di orso, dolci fatti in casa… Vi aspetta un autentico viaggio gastronomico attraverso i prodotti più tipici della cucina finlandese.

Non lontano dal porto principale si trova la Cattedrale della Dormizione di Maria, la principale chiesa ortodossa della Finlandia, nota come Cattedrale di Uspenski. Il santuario affascina i visitatori con la sua facciata in mattoni rossi e le sue tredici torri: sapevate che rappresentano Cristo e i suoi dodici apostoli?

A differenza della cattedrale luterana, il cui interno è piuttosto sobrio, la chiesa ortodossa colpisce per le sue decorazioni interne. Affreschi dorati, un altare minuziosamente decorato, un lampadario imponente e molti altri dettagli affascinano non appena si mette piede in questo luogo di culto. L’ingresso alla Cattedrale ortodossa di Uspenski è completamente gratuito.

Essendo situata su un’altura, come la Cattedrale luterana, l’area intorno alla chiesa può essere considerata uno dei migliori punti panoramici di Helsinki. Momento foto!

Proseguiamo nel centro della capitale finlandese alla scoperta un altro dei suoi templi più iconici, la Chiesa di Pietra o Temppeliaukio. L’edificio è piuttosto recente, essendo stato inaugurato nel 1969, ma la sua curiosa architettura è davvero accattivante. È letteralmente scavata in una grande roccia e riceve luce naturale attraverso una cupola di vetro. Un perfetto esempio di arte moderna da vedere a Helsinki!

Il biglietto d’ingresso a questo monumento è di 5 Euro.

Huvilakatu è una delle strade più colorate da visitare a Helsinki e, ovviamente, una delle più fotografate. Che la si percorra in una soleggiata giornata estiva o in una cupa serata invernale, i suoi edifici abbagliano in qualsiasi momento dell’anno. È una zona residenziale, ma davvero pittoresca.

Huvilakatu si trova nella parte meridionale della città, ma è raggiungibile in soli 15 minuti con i mezzi pubblici.

Patrimonio dell’umanità dell’UNESCO, la Fortezza di Suomenlinna si trova sull’isola di Ios Mustasaar, raggiungibile in traghetto. La fortezza, la cui costruzione iniziò nel 1748, fu eretta nel tentativo di difendere la costa finlandese dall’espansionismo russo. Cannoni, bastioni, caserme, vecchi cantieri navali sono distribuiti in quest’area, considerata uno dei luoghi più turistici da vedere a Helsinki.

Il Parco Sibelius insieme a Suomenlinna, è uno dei più lontani dal centro della città tra quelli citati fin quì, ma merita una visita. Questo polmone verde si trova nel quartiere di Töölö e, come attrazione turistica, è noto soprattutto per la scultura che rende omaggio al compositore finlandese Jean Sibelius, creata da Eila Hiltunen nel 1967. È un insieme scultoreo di oltre 600 tubi d'acciaio che si intrecciano in una forma ondulata, evocando la musica e la creatività di Sibelius. Con un'altezza di 8.5 metri, la scultura ricorda un organo gigante o i rami di un albero attorcigliati dal vento. Ma in realtà sembra che l'artista finlandese abbia voluto rappresentare una foresta di betulle, considerato come albero nazionale della finlandia. La scelta del materiale, l'acciaio inossidabile, è un dettaglio significativo, poiché rappresenta durevolezza e resistenza, qualità che vengono attribuite alla musica di Sibelius. Questo monumento emette un leggero suono musicale ogni volta che il vento ne attraversa la struttura… Curioso, vero? 

La verità è che il disegno astratto del Monumento a Sibelius, all'epoca suscitò così tanto dibattito che si decise di completarlo con una scultura raffigurante il volto dell'onorato compositore. Certo, la verità è che la sua posizione è un po’ strana, su un lato della foresta di tubi d’acciaio.

Tuttavia, questo parco offre molto di più: bei sentieri che si affacciano sul mare (noi lo abbiamo ammirato ghiacciato), la betulla bianca piantata per il 60º compleanno di Mauno Koivisto. Inoltre è presente un altro monumento, Ilmatar ja sotka, composto da Aarre Altonen e rappresenta una scena tratta dal Kalevala, celebre poema epico finlandese.

Chi era Sibelius?

Come abbiamo commentato, Jean Sibelius è uno dei compositori più importanti del paese ed è noto per le sue sinfonie e poemi sinfonici ispirati alla natura finlandese. La sua musica riflette l'identità e lo spirito del popolo finlandese. È l'autore della musica dell'inno di Finlandia e divenne uno dei simboli culturali del paese.

Come curiosità, vi diciamo che esiste un modello del monumento in formato più piccolo nella piazza della sede delle Nazioni Unite a New York. Allo stesso modo, quando visitate il ​​monumento, troverete un angolo in riva al mare che costituisce la casa di legno rossa dove si trova il Kahvila Café, che vale la pena vedere, perché vi porta in un paesaggio tipico di campagna e natura, ma quasi in pieno centro.

Lo Stadio Olimpico, è situato nel distretto di Taka-Töölö, a circa 2 chilometri dal centro cittadino. Fu uno dei grandi progetti sportivi legati al Razionalismo del nord-Europa e oggi continua a essere un importante caso-studio di architettura, proponendosi come importante esempio di riqualificazione di un impianto sportivo del primo Novecento, con soluzioni che possono essere spunto e confronto per altri progetti. Il progetto fu sviluppato a partire da un bando del 1933 e i lavori furono ultimati nel 1938, con l’obiettivo di ospitare le Olimpiadi del 1940, poi rimandate a causa dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale. I Giochi arrivarono a Helsinki nel 1952, quando lo stadio toccò l’affluenza record di 70mila persone – mentre oggi può garantire una capienza di poco superiore ai 32mila posti. Il disegno dell’impianto era stato firmato dagli architetti locali Yrjö Lindegren e Toivo Jäntti, e fu anche celebrato dalla celebre rivista Architectural Digest come uno dei migliori progetti sportivi dell’epoca. All'esterno si può ammirare la statua di Paavo Nurmi, l'atleta finlandese vincitore di nove titoli olimpici: 3 nel 1920, 5 nel 1924, 1 nel 1928.

Un discorso a parte merita la Sauna che in Finlandia viene vissuta come un rito irrinunciabile e rappresenta anche un forte elemento di socialità.

Non è facile spiegare il significato e il ruolo che la sauna ha per il popolo finlandese. È essenziale come può esserlo per noi non finlandesi il bagno, ma a differenza, ad esempio, della doccia, non ha certo uno scopo puramente funzionale. Spazzate via ogni immagine legata alle SPA nostrane o di qualunque altro luogo esse siano, ogni sentore di lusso e di esclusività. La sauna, al contrario, ha molto a che vedere con l’inclinazione al minimalismo dei finlandesi, con lo stretto legame che hanno con la natura, con la loro invidiabile capacità di cercare e trovare il benessere e la felicità in poche semplici cose. In Finlandia ci sono almeno 3,3 milioni di saune e gli abitanti della Finlandia sono 5,6 milioni. Saune casalinghe e pubbliche, a legna o elettriche, moderne e antichissime, cittadine, disperse nei boschi, fluttuanti. Nessun viaggio in Finlandia è completo senza l’esperienza della sauna. Non possiamo sapere se la sauna sia nata in Finlandia, ma di certo nessun altro Paese ne ha fatto un elemento distintivo della propria identità nazionale: la sauna finlandese è stata addirittura riconosciuta dall’UNESCO come parte del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità nel 2020. La parola sauna è l’unico termine finlandese utilizzato in quasi ogni altra lingua. Noi italiani lo pronunciamo correttamente, quindi non occorre alcuno sforzo per farsi capire. L’origine della sauna in Finlandia risale almeno a 2000 anni fa, forse anche a prima: ai tempi, le saune erano buchi scavati nel terreno, riscaldati col fuoco e coperti da pelle di animali. Già dal dopoguerra tutti i contadini, anche i più poveri, avevano la propria sauna di famiglia (al posto di un vero e proprio bagno), un edificio separato che spesso veniva costruito prima della casa stessa. Un bellissimo ritratto della Finlandia rurale degli anni ’80, che trasmette pienamente l’importanza della sauna, emerge dal recente romanzo “Il testamento” di Nina Wähä; anche gli stravaganti protagonisti dei racconti del più noto scrittore finlandese, Arto Paasilinna, non mancano di frequentarla. Questo perché la sauna è un rituale di purificazione, quasi spirituale, svolge una funzione pratica di pulizia con conseguenti benefici sul benessere psicofisico, ma è anche, o forse soprattutto, un luogo di incontro e di socialità. Non solo ogni famiglia prende decisioni all’interno della sauna: lo fanno anche i manager e i politici. Urho Kekkonen, amato presidente della Finlandia dal 1956 al 1982, sfruttò la sauna per incontri con i leader sovietici, contribuendo a mantenere buone relazioni tra Finlandia e URSS durante la Guerra Fredda. Molte aziende hanno saune aziendali, dove colleghi e dirigenti possono discutere questioni importanti in un contesto informale: senza vestiti, titoli o gerarchie, in un ambiente rilassato, il dialogo scorre più fluido. 

Prima di prendere parte a questo sacro rito collettivo, è bene memorizzare qualche semplice regola. Uno dei dubbi più frequenti è se si debba restare nudi. Dipende: di base sì, in sauna si sta senza vestiti; tutti insieme se si è in famiglia, in stanze separate per uomini e donne se la sauna è pubblica. Questo è del tutto normale per i finlandesi, che non hanno alcun problema con la nudità: nessuno farà caso a voi, neppure se preferirete coprirvi con un asciugamano o indossare un costume (molte saune pubbliche oggi sono miste ed è comune indossarlo). In ogni caso, portate un asciugamano o un panno sul quale sedervi. Per quanto riguarda le controindicazioni, non ve ne sono, in assenza di particolari patologie. Tuttavia non bisognai mai forzare il proprio corpo, soprattutto se non si è abituati; dieci minuti sono sufficienti. E non dimenticate di bere. La temperatura all’interno della sauna varia tra gli 80 e i 90 gradi; più in alto vi sedete, più sarà caldo.

C’è poi la variabile del vapore: quando qualcuno getta acqua sulle pietre incandescenti poste sopra alla stufa, verrete pervasi da una vampata di calore (löyly). Per questo è buona usanza consultarsi con i presenti prima di prendere questa iniziativa. Löyly è un termine importante, che non significa solo vapore: è l’anima della sauna, un elemento essenziale che ne determina la qualità, e che per questo va dosato sapientemente. Qualcuno potrebbe poi passarvi dei rametti di betulla: servono a “frustarsi” dolcemente sulla pelle per stimolare la circolazione e rilassare i muscoli, rilasciando al contempo profumati olii essenziali. Infine, anche se è vero che la sauna è luogo di socialità, evitate un chiacchiericcio rumoroso che rovinerebbe l’atmosfera.

 

La sera presso la stazione centrale di Helsinki, ci attende il Santa Claus Express, treno notturno che ci ha condotti fino a Rovaniemi nella magica terra di Lapponia.

Arriviamo sul posto al mattino verso le 7,20 dove uno shuttle ci ha condotti fino al Vaattunki Wilderness Resort vicinissimo al Circolo Polare Artico, un luogo da sogno, circondato da un bosco innevato che lo rende veramente magico... mi è sembrato di vivere in una fiaba, ma in fondo tutto il soggiorno in Lapponia lo è stato.

Dopo una lauta ed ottima colazione, siamo andati a provare il nostro equipaggiamento artico: tutone, scarponi, guanti e calzettoni tarati per una temperatura di -35! E vi garantisco che indossandole ci si sente davvero protetti e circondati di calore. Tuttavia anche in Lapponia vi erano temperature tra i -9 ed i -15. Tutto molto sopportabile, perlomeno per la sottoscritta!

Non potevamo non iniziare con la visita al Villaggio di Babbo Natale! Il Villaggio è la città natale ufficiale di Babbo Natale. Babbo Natale ha fatto della Lapponia, nel nord della Finlandia, la sua casa da secoli e il Circolo Polare Artico gli sta a cuore proprio perché molti segreti del Natale affondano le loro radici in questo luogo magico. Il Villaggio di Babbo Natale è una destinazione adatta per le famiglie, con tantissime cose da vedere e da fare per tutte le età. A otto chilometri a nord del centro città, nel Villaggio di Babbo Natale, il Circolo Polare Artico è visibile grazie ad una linea chiaramente segnalata. Il Villaggio di Babbo Natale in Lapponia è un luogo famosissimo in cui attraversare il Circolo Polare Artico (che ho immortalato con varie foto): qui la linea è segnata e si può anche ottenere un certificato che conferma l’impresa. Il Circolo Polare Artico è un cerchio di latitudine che corre a 66°33′45.9″ a nord dell’Equatore. Segna la latitudine più meridionale dove il sole può rimanere continuamente sotto o sopra l’orizzonte per 24 ore; questi fenomeni sono conosciuti come il sole di mezzanotte in Estate e la notte Polare “Kaamos” in Inverno.

Al centro del vivace Villaggio di Babbo Natale c’è una piccola ed unica casa-capanna, il Roosevelt Cottage, situato accanto all’Ufficio Postale principale di Babbo Natale, è l’edificio più antico del Villaggio. Fu costruito nel 1950 per celebrare la visita della Signora Eleanor Roosevelt al Circolo Polare Artico. Oggi la capanna ospita un negozio di souvenir con prodotti originali in corno di renna della Lapponia.

La storia inizia nel periodo successivo alla Seconda Guerra Mondiale. Rovaniemi ha sofferto molto durante la guerra. Nell’Ottobre del 1944, la popolazione civile di Rovaniemi fu evacuata, la città fu quasi rasa al suolo dall’esercito tedesco in ritirata. Oltre il 90% degli edifici furono distrutti e la città e la regione circostante furono disseminate di mine mentre i tedeschi fuggivano. La ricostruzione postbellica di Rovaniemi fu un compito molto lento e difficile, poiché nella Finlandia settentrionale mancavano sia i materiali da costruzione che un’alimentazione adeguata per la sua popolazione durante l’ultima metà degli anni Quaranta. Pertanto, Rovaniemi e la grande Lapponia, furono tra i primi destinatari, nella Finlandia del dopoguerra, degli aiuti forniti dall’Amministrazione per il soccorso e la riabilitazione delle Nazioni Unite (UNRRA), il predecessore dell’attuale UNICEF.

La First Lady Eleanor Roosevelt, vedova di Franklin D. Roosevelt, presidente degli Stati Uniti dal 1933 al 1945, era ampiamente conosciuta come “l’anima” dell’UNRRA. La Signora Roosevelt, un’attivista di fama mondiale, famosa per il suo umanitarismo, decise di visitare Rovaniemi nell’Estate del 1950, per poter monitorare in prima persona i progressi della ricostruzione postbellica. La First Lady espresse anche il desiderio di attraversare il Circolo Polare Artico mentre visitava la capitale della Lapponia Finlandese. La notizia della sua imminente visita al Circolo Polare Artico giunse a Rovaniemi solo due settimane prima del suo arrivo. Uuno Hannula, governatore della Lapponia, accettò la sfida di soddisfare il desiderio della Signora Roosevelt, che non era una cosa da poco, poiché all’epoca, dove la strada nazionale attraversava la linea geofisica del Circolo Polare Artico, non esisteva altro che natura selvaggia. Quando mancavano solo un paio di settimane alla sua visita, i capi di Rovaniemi si incontrarono al leggendario Hotel Pohjanhovi e decisero di costruire una capanna al Circolo Polare Artico per la cerimonia di benvenuto della Signora Roosevelt. Il sindaco di Rovaniemi, Lauri Kaijalainen, aiutò il governatore Hannula a coordinare la costruzione trovando un terreno adatto per una capanna al confine con l’autostrada 4 in direzione nord. Il terreno è stato donato da Eemeli Karinen. Il terreno per la casina era in realtà situato a poco più di 100 metri a sud dell’esatta posizione geofisica del Circolo Polare Artico, poiché l’esatta posizione della linea nel 1950 era paludosa e inadatta a qualsiasi tipo di costruzione. 

La casetta del Circolo Polare Artico doveva essere costruita e completata in meno di due settimane. Senza tempo da perdere, è stata progettata in una sola notte dall’architetto locale Ferdinand Salokangas, che ha poi passato il testimone all’esperta squadra di costruzione di Jarl Sundquist. I tronchi per la costruzione furono estratti direttamente dal fiume Ounasjoki solo otto giorni prima dell’arrivo dell’ospite d’onore. Secondo le istruzioni, il numero di tronchi necessari era “sufficiente per costruire una casa in grado di ospitare un autobus carico di persone”.

Sotto la guida del capomastro Yrjö Kamunen, abili carpentieri si sono affrettati a costruire la capanna, lavorando lunghe giornate e doppi turni. Durante gli ultimi giorni di costruzione, le persone lavorarono 24 ore su 24, ultimando la cabina miracolosamente in una sola settimana, con le porte installate giusto in tempo per l’atterraggio dell’aereo della Signora Roosevelt a Rovaniemi. Oltre a portare la speranza per un domani migliore alla popolazione della Lapponia che viveva nella scarsità del dopoguerra, la visita della Signora Roosevelt è stata anche di fondamentale importanza per il turismo locale. Il Roosevelt Cottage ha segnato il primo tentativo di attirare un numero crescente di visitatori che si fermassero al Circolo Polare Artico, si godessero una tazza di caffè, acquistassero souvenir e inviassero a casa una cartolina con lo speciale timbro Postale del Circolo Polare Artico. Oggi, questa costruzione unica nel suo genere, simboleggia non solo la cooperazione tra America e Finlandia, ma anche l’idea che quando diverse nazioni si sostengono a vicenda, sopratutto in tempi difficili, può emergere qualcosa di bello e storico come il Villaggio di Babbo Natale, riunendo anno dopo anno milioni di turisti e follower dei suoi media da tutto il mondo con il suo fiabesco spirito natalizio. La capanna inizialmente era aperta solo in Estate e raccoglieva ogni anno migliaia di nomi nel libro dei visitatori. I nomi contenuti nei registri dei visitatori includono non solo turisti comuni, ma tantissimi personaggi illustri tra cui il Presidente degli Stati Uniti Lyndon B. Johnson, il Segretario Generale dell’Unione Sovietica Leonid Brezhnev, il Presidente Jugoslavo Josip Broz Tito, il Principe ereditario di Svezia Carl Gustav, lo Scià dell’Iran Mohammad Reza Pahlavi, il Presidente Senegalese Léopold Sédar Senghor e il Primo Ministro Israeliano Golda Meir.

A pranzo siamo stati in un bel ristorante tipico all'interno del villaggio, il Piparina, con ruscelli all'interno e piccoli abeti in cui abbiamo degustato cibi tipici.

Il giorno seguente ci siamo dedicati al contatto con la natura... passeggiate tra i boschi innevati in cui l'unico rumore percepito è quello del calpestio della neve sotto ai piedi, una sensazione particolare, di grande serenità e pace totale. 

Nel pomeriggio, poco distante dal resort, abbiamo vissuto l'esperienza del giro in slitta trainate dalle renne per circa un chilometro, attraverso un paesaggio di neve fresca e incontaminata. Abbiamo scoperto le antiche tradizioni dell’allevamento delle renne e come questi affascinanti animali vengono curati durante i rigidi mesi invernali. Dopo il giro, ci siamo rilassti in una tipica capanna di legno dove ci aspettavano bevande calde e biscotti fatti in casa. È il momento perfetto per riscaldarsi e ascoltare storie e leggende sulla vita in fattoria e sulla cultura locale. La Lapponia, infatti, è la casa dell’unico popolo indigeno d’Europa, i Sami.

Per me è uno dei posti più belli al Mondo, un luogo dove respirare a pieni polmoni aria di libertà e tranquillità. 

Si stima che ad oggi i Sami siano circa 75.000, di cui circa 9.000 in Finlandia, oltre 40.000 in Norvegia, 15.000 – 20.000 in Svezia e 2.000 in Russia. Sebbene i Sami siano distribuiti all’interno dei confini nazionali di ogni paese, essi si considerano appartenenti ad una terra conosciuta come Sápmi o Sámiland, hanno una bandiera Sami, 3 parlamenti Sami (Svezia, Finlandia e Norvegia) e la loro giornata nazionale che si celebra il 6 Febbraio.

I villaggi Sami in Lapponia hanno ancora una cultura viva, autentica e particolarmente diversificata. La Lapponia finlandese settentrionale è l’unica area che ospita tre diverse etnie Sami, ovvero i Sami di Inari, i Sami Skolt e i Sami delle Montagne. Qui inoltre si parlano tre lingue Sami differenti: il Sami di Inari, il Sami Skolt e il Sami del Nord. In tutta l’area si utilizzano cinque diversi tipi di costumi nazionali Sami, ovvero Vuotso, Inari, Utsjoki, Enontekiö e Skolt. L’abito tradizionale veniva inizialmente utilizzato come abbigliamento quotidiano, ma ora è indossato principalmente in occasioni speciali. Anche la musica Sami è degna di nota, soprattutto per il tradizionale yoik o luohti dei Sami del Nord. Altre forme tradizionali di musica Sami includono il livđe degli Inari Sami e il leuʹdd dei Sami Skolt. Ad Inari inoltre sono stati trovati i resti di insediamenti risalenti ad oltre 8.000 anni fa.

E per concludere una giornata indimenticabile... la abbiamo cercata, agognata, attesa... ed è arrivata, in tutto il suo splendore ed unicità... L'Aurora Boreale!!! E' stato davvero un dono del Cielo poterla ammirare proprio l'ultima sera del nostro soggiorno Làppone! Un'emozione unica e meravigliosa di cui non si trovano neppure le parole adatte per descriverla... le varie App locali ci aggiornavano sui possibili orari e zone di avvistamento... così, con 2 ore di ritardo ci è apparsa più fulgida che mai... e non è una cosa scontata vederla... anche perchè i giorni della nostra permanenza sono stati per la gran parte nuvolosi e con nebbia... 

 

L'Aurora boreale, questa Aurora in particolare, non si verificava da 20 anni! Ma vi siete mai chiesti come si forma l’aurora boreale? 

L’Aurora polare, che viene definita aurora boreale o australe a seconda dell’emisfero in cui si verifica, è un fenomeno naturale generato dall’interazione di due elementi: il vento solare e il campo magnetico terrestre. 

Tutto nasce dal Sole dove, a causa delle enormi energie in gioco sulla sua superficie, alcuni flussi di particelle possono staccarsi dalla corona solare, andando alla deriva. Questi flussi sono composti prevalentemente da particelle cariche, ovvero elettroni e protoni, e viaggiano all’interno del sistema solare dove prendono il nome di venti solari. 

Generalmente un vento solare, se indirizzato verso di noi, impiega dai 2 ai 9 giorni a raggiungere la Terra, ed è potenzialmente molto pericoloso per la vita sul nostro pianeta. La penetrazione di particelle ad alta energia nelle cellule del nostro corpo avrebbe infatti un effetto simile alle radiazioni nucleari, con gravi ripercussioni sulla nostra salute. Ma per fortuna la Terra ha una “protezione 100” contro i venti solari, un vero e proprio scudo rappresentato dal campo magnetico terrestre, che dà origine alla cosiddetta magnetosfera. Questo campo magnetico ha due poli, il polo Nord e il polo Sud, magnetici per l’appunto, che non coincidono però con il polo Nord geografico e il polo Sud geografico, attenzione. Lo dovete immaginare come due grandi lobi che circondano il nostro pianeta, con le linee di forza che rientrano, in direzione sub-verticale, in prossimità dei poli Nord e Sud. 

Quando le particelle cariche del vento solare si scontrano con questo scudo, iniziano a scivolare lungo il bordo esterno della magnetosfera in direzione dei poli. Ma, dal momento che il campo magnetico terrestre rientra in prossimità dei suoi poli, al Polo Nord e al Polo Sud questa protezione è più debole, e permette alle particelle solari di entrare a contatto con l’atmosfera. Ed è qui, tra i 100 e i 500 km di quota, che nasce l’aurora. 

Le particelle cariche che penetrano la magnetosfera, eccitano gli atomi di gas presenti nella ionosfera che in seguito, diseccitandosi, emettono della luce di varie lunghezze d'onda. Il colore dell’aurora dipende infatti principalmente dal tipo di gas che viene sollecitato: l'ossigeno atomico, presente negli strati più alti, è responsabile del colore rosso, mentre l'ossigeno molecolare, presente più in basso, del colore verde che vediamo più facilmente. L'azoto, colpito più raramente, genera infine un colore che va dal blu al violaceo.

La visibilità dell’aurora boreale, quella del nostro emisfero, varia in base a diversi fattori, come l’intensità del vento solare o la limpidezza del cielo, e si può ammirare più facilmente nei periodi che vanno tra Settembre e Ottobre e tra Gennaio, Febbraio e Marzo, quando l'orientazione della Terra nei confronti del Sole massimizza la probabilità di interazione del vento solare con la nostra magnetosfera. Un viaggio al Circolo Polare Artico rimane sempre la soluzione migliore, ma pensate che nel corso della storia ci sono state tempeste solari così forti da rendere visibile l’aurora boreale anche alle nostre latitudini. È quello che è successo ad esempio nella notte tra il 17 e il 18 Novembre 1848, quando il fenomeno fu talmente intenso ed esteso da essere visibile anche dall'Osservatorio Astronomico di Capodimonte, a Napoli.

Devo ammettere che quest'ultima esperienza è stata una delle più belle della mia vita (e vi auguro possa esserlo anche per voi!). Una gita fantastica in Lapponia finlandese tra alberi ricoperti di neve ed un cielo tanto scuro quanto bello.

L'ultimo giorno in Lapponia, ha visto il nostro rientro a Roma, non senza prima una sosta a Rovaniemi città. Rovaniemi (in sami settentrionale Roavenjarga) è il capoluogo della provincia della Lapponia. Ha una popolazione di 64.535 abitanti. Nel 2025 ha ricevuto il riconoscimento di "Città Creativa UNESCO per la architettura". Nella guerra lappone, durante la seconda guerra mondiale, circa il 90% degli edifici cittadini fu distrutto dalle truppe tedesche. La ricostruzione di Rovaniemi iniziò nel 1946. Molti edifici pubblici e privati della città furono progettati dall' architetto Alvar Aalto, come ad esempio il Centro Amministrativo e Culturale, che comprende il municipio, il teatro cittadino e la biblioteca provinciale. Tra i maggiori contribuenti si ricordano l'UNRRA (amministrazione delle Nazioni Unite per l'assistenza e la riabilitazione), gli Stati Uniti e la Svezia. 

La cucina finlandese, per ragioni climatiche e ambientali è sicuramente molto poco variegata e di certo non è tra le più conosciute nel mondo.

C’è da dire però, che gran parte degli alimenti consumati in Finlandia sono salutari e a km 0. Sulle tavole dei finlandesi non mancano mai: carne, pesce, latticini, patate e frutti di bosco. Ma quali sono i piatti tipici finlandesi che dovete assolutamente conoscere?

La carne di Renna o di Alce è sicuramente uno degli alimenti più consumati in Finlandia. Oltre ad avere un buon sapore e a prestarsi a diverse ricette, questa carne pare sia tra le più salutari in assoluto, in quanto povera di grassi e ricca di nutrienti.

I finlandesi amano cucinarla in svariati modi: nelle zuppe, come primo piatto; stufata e accompagnata con mirtilli rossi e purè di patate, per un secondo gustoso o ancora, per un piatto più raffinato, in forma di carpaccio.

Il salmone grigliato, marinato, affumicato, cotto al forno con le patate o in zuppa, il salmone è il re indiscusso delle tavole finlandesi.

Un alimento salutare e versatile, che si deve assolutamente assaggiare... io ho provato anche il Salmerino, pesce della stessa famiglia, davvero particolare e squisito.

Uno dei comfort food a cui i finlandesi non rinuncerebbero mai è sicuramente la zuppa. Questo piatto, che può essere realizzato con tanti e diversi ingredienti, è una deliziosa coccola nelle lunghe e rigide giornate invernali. Se ne trovano davvero per tutti i gusti: da quelle a base di pesce a quelle a base di carne di renna; dalle zuppe di funghi, cremose e saporite, alle più delicate vellutate di verdure.

Non fatevi spaventare dal nome! La karjalanpiirakka è uno dei piatti tipici della colazione finlandese. Si tratta di una torta salata a base di farina di segale, farcita con un porridge di riso e patate.

Per accompagnare i pasti finlandesi, non c’è niente di meglio del pane di segale. Questo impasto, tipico della tradizione nordica, si adatta davvero a ogni sapore e viene prodotto in molte varianti.

Tra i piatti tipici della cucina finlandese c’è senza dubbio il Kalakukko: un impasto di pane azzimo a base di farina di segale, ripieno con pesce e carne. Spesso viene venduto nei mercati come street food.

La mustikkapiirakka è un dolce tipico finlandese, consumato soprattutto d’estate, a base di panna acida e frutti di bosco, tra i quali non possono mancare i mirtilli rossi, tipici di questa zona.

Se amate la liquirizia e vi trovate in Finlandia, dovete assolutamente provare la liquirizia salata finlandese, conosciuta come salmiakki. Un sapore decisamente inaspettato e particolare, che merita almeno un assaggio.

Se la salmiakki non dovesse incontrare i vostri gusti, potrete comunque provare la liquirizia classica, molto diffusa in Finlandia, in ogni forma e varietà.

Il nostro viaggio si è concluso il 21 Gennaio scorso, da parte mia con una sensazione molto particolare, perchè di ritorno in Italia ho percepito una sensazione che chiamerei Mal del nord ... quella nostalgia di luoghi che mi hanno donato tanta pace interiore, serenità e voglia di tornare! 

Ringrazio la mia compagna d'avventure, Milena Squillaci, sempre sorprendemente propositiva ed entusiasticamente lieta per tutte le cose che andavamo ad intraprendere e l'accompagnatore dall'Italia, Pierluigi La Banca, sempre preciso ed attento ad ogni nostra esigenza!

Foto: Marlene Loredana Filoni

 

 

 

 

 

 

 

 


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