C’è un momento, entrando negli spazi di ARTE BVLG a Pietrasanta, in cui la percezione rallenta. Non è solo una mostra da guardare, ma un’esperienza da attraversare. Viaggio al centro di sé, la personale di Roberto Giansanti in corso fino all’8 marzo, invita il visitatore a sospendere il rumore esterno per seguire un percorso che parla di materia, spiritualità e introspezione.
Il titolo non è una dichiarazione di intenti astratta, ma una vera e propria mappa emotiva. Le opere esposte raccontano una ricerca che negli anni si è progressivamente allontanata dalla sola dimensione naturale e organica per addentrarsi in territori più intimi e meditativi. Giansanti lavora sulla forma come se fosse un linguaggio silenzioso, capace di evocare stati interiori più che descrivere oggetti.
Al centro dell’allestimento si colloca simbolicamente l’opera VIAGGIO, una sintesi efficace dell’intero progetto espositivo. Navi, onde, movimenti continui diventano metafora dei moti della mente e dell’esistenza stessa: avanzamenti, arresti, deviazioni improvvise. La scultura non impone una lettura univoca, ma accompagna chi osserva in una dimensione sospesa, quasi contemplativa.
La mostra, sostenuta dal Presidente Enzo Stamati della Mutua BVLG e curata da Fabiola Manfredi, si inserisce con naturalezza nel contesto di Pietrasanta, città che da sempre rappresenta un crocevia internazionale per la scultura e le arti visive. Non è un caso che
Giansanti abbia scelto di vivere e lavorare qui: la relazione con il territorio, con le sue maestranze e con la storia artistica che lo attraversa, è parte integrante della sua identità.
Originario di Marino (Rm) e formatosi all’Accademia di Belle Arti di Carrara, l’artista ha costruito negli anni un percorso che lo ha portato a partecipare a simposi internazionali, realizzare opere pubbliche e confrontarsi con materiali e scale differenti. Eppure, ciò che emerge con maggiore forza in questa mostra è il lato più umano del suo lavoro: la necessità di dare forma a un dialogo interiore, di trasformare la scultura in uno spazio di ascolto.
Seguo da anni il suo lavoro, ed in alcune occasioni ho avuto anche il piacere e l’onore di coinvolgerlo in alcune iniziative tra cui, nel 2013, la rassegna internazionale In Viaggio con Calvino. La mostra in corso mi è sembrato un ottimo pretesto per fare “due chiacchere” e constatare come il suo vissuto emerga con chiarezza dalle parole dell’artista, raccolte nella conversazione che segue. Un racconto diretto, fatto di incontri, aneddoti e riflessioni sincere sul mondo dell’arte, sulle sue luci e sulle sue ombre.
Com’è, per un giovane artista, vivere a Pietrasanta? Intendo sul piano artistico, ovviamente.
Beh… diciamo che ormai “il giovane” è un po’ passato, però la sensazione di vivere qui, nel posto che ho scelto, è sempre contrastante. Per chi non la conosce, Pietrasanta può sembrare un piccolo paese toscano, ma in realtà è un punto magico per chi ama, e soprattutto per chi fa, arte. Qui ci sono alcune tra le fonderie e i laboratori di marmo più importanti al mondo — ed è proprio questo che attira una quantità incredibile di grandi maestri e non solo. Ed è anche questo che crea quella sensazione un po’ strana. Capita di uscire, andare al bar, e ritrovarti seduto accanto a un artista pazzesco. Mi è successo diverse volte: Botero, Mitoraj, Vangi… oppure artisti contemporanei come Theimer, Viale, Larraz. Tutti sempre molto disponibili a fare due chiacchiere.
La presenza di artisti, anche di fama internazionale, immagino che inneschi la frequentazione di numerose altre professionalità.
Esattamente. Ci sono tutti quelli che ruotano intorno al loro mondo: galleristi, curatori, architetti, critici… ma soprattutto loro, gli artigiani. Le vere e proprie maestranze, quelli che poi fanno la scultura, che conoscono i segreti tecnici dell’opera. Sono quelli che vivono accanto all’artista durante la creazione, che percepiscono gli stati d’animo, le emozioni - e ti giuro - di emozioni ce ne sono tantissime. Io sono uno molto curioso, mi affascina vedere come nasce un’opera, come si realizza. Secondo me la conoscenza tecnica è fondamentale, sia per progettare che per eseguire una scultura. Parlare con altri artisti, o anche semplicemente con chi lavora insieme a loro, mi emoziona davvero. Mi fa stare bene, mi fa sentire fortunato a fare quello che faccio.
C’è qualche episodio che puoi raccontare per darci un’idea di queste emozioni?
Ti faccio un esempio: l’estate scorsa c’era qui a Pietrasanta il maestro Julio Larraz, un pittore sudamericano della scuderia della galleria Contini. Mi chiama un giorno e mi chiede se gli do una mano per un quadro di grandi dimensioni… lui senza dipingere non ce la fa proprio! Ovviamente vado. Vedere di persona come si muoveva sulla tela, con quella forza e decisione… è stata un’emozione incredibile. Vedere come si è approcciato alla tela e come con forza e decisione pennellava è stata un’emozione forte…per non parlare di quando mi raccontava di aver conosciuto Salvator Dalì… ho ancora la pelle d’oca! Con il M° Larraz è stata un’esperienza breve ma davvero intensa ed emozionante. Però, anche qui a Pietrasanta, nella zona dei Due Laghi dove ho lo studio, che condivido con altri artisti, il confronto è praticamente quotidiano. Parlare, scambiarsi idee, vedere le cose dal punto di vista degli altri e darsi una mano a vicenda è una cosa super costruttiva, ed è una di quelle esperienze che ti fanno crescere ogni giorno.
Prima affermavi che non solo gli artisti sono in grado di regalare emozioni.
Assolutamente. Qualche mese fa, con Giovanni, un incassatore, abbiamo parlato per due ore di come aveva imballato delle sculture di ceramica da mandare in America. Sentirlo raccontare con orgoglio di tutte le pulegge, le carrucole e le corde fatte su misura per trasportare le opere… fantastico!
Dai tuoi racconti sembrerebbe un mondo ideale. Immagino ci sia anche il rovescio della medaglia.
Tutto questo splendore, questo fervore artistico, porta anche delle difficoltà enormi nel cercare di esporre, farsi conoscere, emergere. Chi conosce bene il mondo dell’arte lo sa: un artista ha bisogno di tante figure attorno e purtroppo spesso è il business a dettare le regole. Qui, un artista, anche se bravo, deve confrontarsi con i grandi maestri e con chiunque arrivi in paese. E i galleristi, diciamolo, spesso guardano più al guadagno che alla bellezza delle opere.
Il talento però, anche se faticosamente, prima o poi emerge. La tua storia ne è un esempio.
Effettivamente qualche soddisfazione me la sto togliendo. La mostra in corso presso Arte BVLG, che è stata lo spunto per questa chiacchierata, e poi il periodo d’oro, direi dal 2014 al 2017: l’inaugurazione del Musico con l’Arpa al Bosco di Gianni a Greve in Chianti, M.A.N. – Melodia Arte Natura all’Orto Botanico di Lucca, Suoni dalla Terra (premio al Maestro Michael Guttman) durante XI Pietrasanta in Concerto al Chiostro di Sant’Agostino… e infine Sophia, l’opera pubblica dedicata a Cristina Biagi e a tutte le donne vittime di femminicidio, in Piazza Aranci a Massa. Commissionata dalla famiglia Biagi — Alessio, il fratello di Cristina, è un caro amico. Un’opera che mi ha dato tantissime emozioni, ma che, sinceramente, avrei preferito non dover fare. Poi purtroppo è arrivato il covid è si è bloccato tutto...le mostre programmate sono state rimandate altre annullate. Però da qualche anno le cose si stanno rimovendo e quindi guardiamo al futuro con più ottimismo.
E poi c’è la tua esperienza di docente. Un ruolo fondamentale per la formazione dei futuri artisti e professionisti delle arti applicate.
Questa credo sia la domanda più complicata, e infatti ti rispondo di nuovo in modo un po’ contrastante. Io ho scelto di venire allo Stagio Stagi: una scuola che esiste dal 1842, nata come Istituto di Belle Arti e oggi Liceo Artistico. Parliamo di quasi duecento anni di storia. È una scuola che ha visto nascere maestranze e artisti che hanno portato il nome di Pietrasanta in giro per il mondo, tanto da farla chiamare la Piccola Atene. Per farti capire quanto fosse legata al territorio la scuola aveva un laboratorio di marmo con macchinari industriali e una fonderia artistica che ci permetteva di realizzare sculture in bronzo. Roba enorme, davvero. Oggi, quando giro per le varie fonderie o i vari laboratori, incontro ex studenti, alcuni stanno diventando artisti, altri hanno scelto la strada dell’artigianato. E secondo me, per un insegnante, questa è una grandissima soddisfazione. Vuol dire che, in qualche modo, qualcosa di tuo gli è rimasto. Poi però, come ti dicevo, c’è anche il rovescio della medaglia. Senza fare troppa polemica, purtroppo le politiche degli ultimi vent’anni stanno pian piano distruggendo le scuole artistiche. Pensa solo alla riduzione delle ore delle materie d’indirizzo. Non ultimo il PNRR ha portato tanti finanziamenti per le nuove tecnologie, che per carità è anche giusto, ma una volta finiti quei fondi una scuola pubblica non può permettersi licenze di programmi di modellazione 3D o i materiali necessari per fare della didattica e lavorare davvero. Ecco, detta sinceramente: io per la scuola pubblica, così com’è adesso, non vedo proprio un futuro bellissimo.
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Da docente, condivido pienamente le preoccupazioni del M° Giansanti in merito al futuro della scuola e, aggiungo io, non solo quella pubblica.
Tirando le somme rispetto a quanto dibattuto, tra racconto personale e riflessione sul sistema dell’arte, emerge il ritratto di un artista profondamente radicato nel proprio territorio ma mai chiuso in esso. La mostra ad ARTE BVLG restituisce tutta la complessità di un percorso fatto di incontri, studio, trasmissione del sapere e inevitabili contraddizioni. In questo equilibrio fragile tra creazione, insegnamento e realtà del mercato, Giansanti continua a cercare — e a farci cercare — un senso più profondo nel gesto artistico. Un
esercizio di consapevolezza che, oggi più che mai, appare necessario.
Informazioni sulla mostra
Viaggio al centro di sé è visitabile presso ARTE BVLG, Pietrasanta, dal 17 Gennaio all’8 Marzo 2026. Orari: Martedì–Domenica, 16.00–20.00.
Per seguire e contattare il M° Roberto Giansanti:
www.robertogiansanti.it
Facebook: roberto giansanti scultore
Instagram: roberrto_giansanti_scultore
Foto delle opere e della mostra a cura di:
- FPS Photography
- Federico Neri
Didascalie foto: da sinistra verso destra
Sentiero del Sole
2024
bronzo lucido
20 X 14 x 40
Viaggio (installazione)
2019
bronzo patinato
160 x 280 x 290
Volto di donna
2025
ceramica raku, legno e bronzo
215 x 50 x 80
Il monaco
2025
ceramica raku, legno e ferro
123 x 46 x 20
Sorgente
2025
bronzo patinato e legno
77 x 30 x 10
Sussurra
2025
ceramica raku e ferro
190 x 50 x 20
Viandante
2017
resina policroma e bambù
110 diametro
Sophia
2016
bronzo bianco e acciaio
190 x 50 x 40
Aria invisibile
2025
bronzo patinato e ferro
158 x 20 x 70
Verso il tramonto
2024
bronzo patinato e osso
40 x 20 x 73


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