Semi Albaguri: "L' arte della scrittura mi ha insegnato che per guarire bisogna avere il coraggio di guardarsi dentro e scriverlo su un foglio. 

Semi Albaguri: "L' arte della scrittura mi ha insegnato che per guarire bisogna avere il coraggio di guardarsi dentro e scriverlo su un foglio. 

LF ha incontrato il giovane scrittore di origine sardo/marocchina per raccontarci del suo ultimo libro "Come il Mare", in cui i sentimenti, la profondità d'animo, la cura di sè ed il godere delle piccole cose della vita, lo rendono uno scritto davvero intenso e delicato.

Leggo moltissimo! E non solo per motivi lavorativi... Divoro libri sin da quando ero una ragazzina... l' amore per la lettura, mi attira, mi fa vivere esperienze straordinarie, immedesimandomi ed immergendomi totalmente in esse. Questa passione, probabilmente, ce l'ho nel DNA dato che l'ho ereditata da mia madre, che da sempre mi regalava libri, e che per me sono davvero tra le cose più preziose che posseggo.

L'autore di cui oggi vi racconto e che ho avuto il piacere di intervistare grazie all'ufficio stampa Simona Mirabello, mi ha impressionata tantissimo! Il suo modo chiaro, netto e semplice di scrivere, i sentimenti che fuoriescono come una lava vulcanica dalle pagine, l' intimismo più puro ed una squisita sensibilità piuttosto femminile, rendono "Come il Mare", l'ultimo lavoro di Semi Albaguri, - questo il suo nome - quasi un trattato psicologico in cui rispecchiarsi e confrontarsi. Personalmente ho trovato parecchie affinità con la protagonista della storia, Celeste.

Celeste è una ragazza che ama viaggiare e sognare. I suoi viaggi sono un continuo fuggire da una vita che non ha scelto, un infinito cercare sé stessa, la libertà, l’amore. Ogni chilometro percorso, ogni persona incontrata è un pezzo del suo puzzle interiore, un passo avanti verso la comprensione di ciò che desidera veramente. Un racconto che viaggia nel cuore, nella mente e nell’anima di una ragazza forte ma nello stesso tempo fragile, che ha deciso di essere la protagonista della propria storia. Sarà proprio Celeste che imprevedibilmente porterà il lettore attraverso sentieri – a volte frastagliati – verso la lettura dell’io interiore, al fine di amare l’amore in tutti i suoi aspetti. L’amore per i nonni che non ci sono più, è un dolore sordo, ma è anche la consapevolezza che i loro insegnamenti continuano a vivere dentro la dolce protagonista del libro.

Appunto, un libro che parla di noi - chiunque potrebbe essere Celeste - e che va diritto al cuore di ciascuno.

Semi Albaguri è nato a Roma nel 1999 da madre sarda e padre marocchino, una radice duplice che alimenta la sua sensibilità e la visione del mondo. Fin da bambino scopre la scrittura come luogo sicuro, un rifugio in cui elaborare ciò che vive e ciò che osserva. Parallelamente coltiva lo sport, disciplina che gli insegna costanza, resilienza e dedizione. La sua quotidianità è divisa tra lavoro mattutino come barista - momento fertile per ascoltare storie, gesti e silenzi - e la vita serale da scrittore.

Debiutta nel 2021 con Un semplice amore, a cui seguono, nel 2024, E' tempo per me e Un Amore così. Le sue pagine riflettono una poetica centrata sull'autenticità: scrivere significa accogliere la fragilità, trasformare il buio e riconsegnarlo in forma di luce. La sua voce letteraria nasce proprio da questa urgenza emotiva: raccontare per guarire, raccontare per restare veri in un mondo che spesso non ascolta. 

La sua visione artistica considera la scrittura come una forma di terapia e uno strumento di conoscenza profonda, capace di trasformare il caos interiore in consapevolezza. Semi Albaguri rappresenta una generazione che lotta per farsi spazio, che trova nell'arte un modo per resistere, esistere e brillare nonostante l'indifferenza di una società che tende ad ignorare ciò che non fa rumore.

 

Semi, benvenuto in LF MAGAZINE ... iniziamo a parlare della tua ultima uscita letteraria "Come il Mare"...

Ciao sono Semi Albaguri, sono felice di rispondere alle vostre domande sul mio quarto libro "Come il mare".

 

In questo libro ci ho letto molto intimismo, profondità e cura dei dettagli descrittivi dell'animo, soprattutto di quello femminile...

Scrivere questo libro per me è stato realmente un viaggio spirituale, ho vissuto molte esperienze meravigliose assieme a Celeste. Mi piace l'universo femminile perchè nutro per loro grande amore e rispetto, sono sempre stato convinto che se ci fosse una donna al "potere" il mondo non sarebbe così marcio. La donna non ha questa mania di grandezza, è intelligente, furba e sopratutto non ha bisogno di cercare amore fuori, le donne l'amore lo portano già dentro di loro.

 

In fondo ogni libro è una finestra su di noi... 

Il libro è una finestra su di noi, è proprio vero, dovremmo leggerci dentro. Tutti ci guardano, tutti ci giudicano, ma nessuno prende del tempo per se e osservare ciò che ha dentro. Il libro ha la capacità di poterci riflettere e riconoscere nelle parole. Quante volte sorridiamo quando leggiamo una frase che sembra appartenerci? Io quando scrivo, ho la possibilità di aprire la finestra del mio cuore per potere guardare cosa ho dentro e provare a prendere ispirazione per raccontare una storia.
Mi domando spesso perchè siamo diventati tutti così perfidi fra di noi? Perchè non siamo buoni o non ci regaliamo sorrisi senza aspettarci niente in cambio? 

 

L’amore: parola abusata, idealizzata, temuta... Eppure resta il centro invisibile intorno a cui ruotano le nostre scelte, le nostre ferite, i nostri slanci più autentici... 

Ti rispondo citando qualche frase tratta dal mio libro È TEMPO PER ME.
Amore è una delle parole più conosciute e allo stesso tempo sconosciute. È nella bocca di tutti, ma nel cuore di poche persone, è quella parola che può darti tanto e toglierti tutto. L'amore forse è la cosa più bella che c'è; una carezza, un bacio, stringere la mano di qualcuno, può manifestarsi ed essere presente in qualsiasi cosa e in qualsiasi momento.
Ho raccontato la storia di Celeste perchè è una donna che in una relazione ci aveva messo tutto l'amore che si può donare, ma purtroppo per lei non è bastato. Celeste decide così di prendere del tempo per sè affrontando dei viaggi, donando amore incondizionato alla persona più importante che abbiamo nella nostra vita, noi stessi. Amare gli altri è bello, ma amare noi stessi lo è ancora di più.

 

Prendersi cura di se stessi, invece, sembra il compito più difficile di questo mondo. Non c'è tempo, è da egoisti, o semplicemente si è troppo stanchi? Perché, secondo te, i gesti verso se stessi sono spesso dimenticati?

Il mondo desidera che l'umano non abbia stimoli, che produca a ritmi insostenibili che lo portano ad essere stanco e di conseguenza a non aver voglia di scoprire cosa ci sia dietro la propria anima, se ci svegliassimo dallo stato in cui siamo, scopriremmo molte cose. In questa quotidianità così frenetica, se ci volessimo bene come raccontiamo, dovremmo trovare il tempo per prenderci cura di noi stessi, io ad esempio, mi sveglio la mattina presto per poter avere del tempo per leggere dato che durante il giorno sono spesso a lavoro, mi ritaglio quel piccolo lasso di tempo che porta benefici alla mia vita. Prendersi cura di sè, dato che conviviamo con noi stessi tutto il giorno, è un gesto scontato che potremmo fare in qualsiasi momento e proprio per questo lo trascuriamo, lavoriamo così tanto che quando possiamo avere del tempo per noi preferiamo riposarci sul divano davanti a un film. Io ho cambiato modo di vivere, il mio benessere viene prima di tutto, è la mia priorità.

 

Leggendo alcuni passi del tuo libro, mi sono rispecchiata parecchio nella protagonista... lei si distingue dalla massa, non è omologata ad un dictat, ama le cose semplici, la natura, lo sport, il mare... il tuo rapporto con la vita e la quotidianità com'è?

Celeste è una donna diversa e rispecchia molto il mio modo di vivere, la mia quotidianità è proprio così. Non abbiamo mai frequentato discoteche e non usciamo per ubriacarci; la nostra vita si basa su cose semplici ma che portano grande benessere alla nostra anima, dedichiamo il giusto tempo al lavoro, alla famiglia, allo sport, alla nostra cultura personale, all'amore e sopratutto alla pace interiore. Io faccio una vita semplice che molti definiscono noiosa, mi sveglio la mattina presto, leggo sorseggiando un caffè, vado a lavoro e nel pomeriggio mi alleno, torno a casa cucino e parlo con il mio amore e andiamo a letto presto.
Amo spesso andare al mare con la mia ragazza per passeggiare e allontanarci dal caos della città, nel momento in cui i piedi abbracciano la sabbia e le narici sposano l'odore di salsedine, capisco che in quell'attimo sto vivendo davvero, credo che la vita vera sia proprio così, godersi il presente facendo qualcosa di bello e semplice come una passeggiata con la persona con cui si ha deciso di trascorrere la vita. 

 

Cosa ti piacerebbe che emergesse maggiormente agli occhi del lettore dal tuo libro?

Mi piacerebbe che emergesse il mio stile di scrittura, la mia semplicità, il saper far vedere e sentire la mia passione fra le righe. Desidero che i lettori si focalizzino sulla semplicità delle mie parole, infatti non utilizzo mai termini complicati. Mi piacerebbe che leggendo questo libro il lettore si accorgesse della mia crescita letteraria, di come si sia evoluta la mia scrittura e di come io sia maturato come ragazzo. Voglio che come Celeste tutti si rendano conto dell'importanza del prendersi cura di se, riflettere, godersi il presente, rallentare e provare a gioire di tutte le cose belle che ci capitano. Io ad esempio, mi emoziono ancora quando guardo l'arcobaleno o sento un bambino ridere di gusto. Ecco vorrei che da questo libro emergesse la bellezza delle piccole e semplici cose. 

 

La scrittura è più un rifugio od uno sfogo per te?

La scrittura per me è entrambe le cose, ma la considero una necessità espressiva. Utilizzo questa forma d'arte perchè la considero lo strumento più bello per la terapia personale. Ne ho parlato anche nel mio libro È tempo per me e l'ho utilizzata in prima persona quando ho affrontato un brutto periodo. Scrivere aiuta a tirare fuori tutto ciò che portiamo dentro, ricordi o emozioni, sia belli che brutti. Grazie alla scrittura riusciamo ad accettare e metabolizzare ogni cosa che ci capita nella vita. Quando sono giù di morale, la scrittura, assieme alla musica, sono il mio rifugio, riesco a isolarmi dal mondo ed essere in pace con me stesso. 

 

Sei di origine marocchina da parte di padre e sarda da parte di madre, cosa spicca in te di entrambe queste culture?

Beh, diciamo che entrambi sono due caratteri forti, ho sempre pensato in realtà che, nonostante le differenze di cultura, siano molto simili fra loro. Sono testardi, orgogliosi, buoni, grandi lavoratori e simpatici. Io credo che da loro ho ereditato solo le qualità migliori che mi hanno reso il ragazzo che sono oggi, sinceramente guardando il mio passato sono orgoglioso di me e sopratutto delle mie origini, e poi diciamolo, quanti ragazzi conoscete che si chiamano Semi?

 

Progetti futuri?

Il mio progetto futuro è sempre migliorarmi nella scrittura e poter raccontare qualcosa di bello. Ogni libro che ho scritto è stato per me sempre un' evoluzione, sia come scrittore che come ragazzo, imparo sempre a osservare e ascoltare ogni cosa che si trova accanto a me. Proverò sempre a scrivere i miei stati d'animo che vivo in quel periodo. Il mio progetto futuro è continuare a scrivere sempre con amore, l'arte della scrittura mi ha insegnato che per guarire bisogna avere il coraggio di guardarsi dentro e scriverlo su un foglio. 

 

Concludendo?

Ormai sappiamo tutti che il mondo è marcio, tanto vale fare qualcosa di bello che ci reca benessere. Consiglio a tutti di pensare a qualsiasi cosa vi faccia stare bene e svolgerla sempre, solo così possiamo avere un rifugio in cui scappare da questo mondo pazzo, tramite le passioni impariamo a conoscere l'amore.

 


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