Lo scorso Gennaio, in occasione del mio viaggio in Finlandia, ad Helsinki, esattamente nel Parco Sibelius, ho notato un banchetto con delle signore che distribuivano volantini ed altri che praticavano una sorta di meditazione: gli esercizi della Falun Dafa. Questa meditazione di gruppo davanti a grandi striscioni, hanno attirato la mia attenzione, tanto che ho appreso della persecuzione della Falun Dafa in Cina ed ho firmato, come moltissime altre persone, una petizione per chiederne la fine.
Approfondendo l'argomento, ho appreso di persecuzioni subite e dell'estensione della persecuzione da parte del Partito Comunista Cinese perfino in Finlandia.
La Falun Dafa, conosciuta anche come Falun Gong, è una pratica spirituale entrata a far parte della vita di milioni di persone in tutto il mondo. Radicata nella tradizione buddista, è caratterizzata da due componenti principali: il miglioramento personale, attraverso lo studio degli insegnamenti, e i delicati esercizi associati alla meditazione.
Il sistema di credenze della Falun Dafa offre la possibilità di crescere spiritualmente attraverso una pratica disciplinata. I suoi insegnamenti incoraggiano gli studenti a lasciar andare gli attaccamenti malsani e ad allineare la propria vita alle qualità sottostanti dell'universo: Verità, Compassione e Tolleranza.
Spesso chi inizia a praticare la Falun Dafa sperimenta il cambiamento della propria vita. Molti provano notevoli benefici per la salute, nonché una ritrovata energia, chiarezza mentale e sollievo dallo stress. Ancora più importante, che nella Falun Dafa molte persone abbiano trovato un percorso spirituale profondamente gratificante.
La Falun Dafa è stata originariamente insegnata in Cina dal sig. Li Hongzhi, l'insegnante della pratica (o "maestro", secondo la tradizione asiatica). Ora è praticata in più di 80 Paesi e gli insegnamenti del signor Li sono stati tradotti in più di 50 lingue.
Gli insegnamenti principali della Falun Dafa contenuti nel libro Zhuan Falun, vengono diffusi gratuitamente e sono accessibili a tutti.
Verso la fine degli anni '90, centinaia di milioni di persone praticavano la Falun Dafa.
Jiang Zemin, l'ex capo del Partito Comunista Cinese (CCP), percepì la crescente popolarità della disciplina spirituale come una minaccia all'ideologia atea del PCC e il 20 Luglio 1999 emanò un ordine per vietarne la pratica.
Da allora è stato accertato che migliaia di praticanti sono morti a causa della persecuzione, e molti altri sono stati imprigionati, torturati e persino uccisi per il prelievo degli organi.
Nei tre anni precedenti l'inizio ufficiale della persecuzione, i praticanti furono sottoposti a una repressione governativa sempre più intensa. Già nel 1996 i libri del Falun Gong furono vietati. Tra il 1998 ed il 1999, la polizia interruppe le sessioni di esercizi di gruppo nei parchi. Gli attacchi propagandistici contro la Falun Dafa sui media statali aumentarono.
In seguito a una serie di eventi, verificatisi nell'Aprile 1999, in cui la polizia arrestò e picchiò ingiustamente alcuni praticanti a Tianjin, circa 10.000 seguaci del Falun Gong si riunirono a Pechino per presentare una petizione pacifica all'ufficio di appello del Consiglio di Stato il 25 Aprile 1999, chiedendo il rilascio dei praticanti arrestati, la revoca del divieto sui libri del Falun Gong e la fine delle persecuzioni governative contro la pratica. Sebbene l'incontro fosse eccezionalmente pacifico, e l'allora Primo Ministro Zhu Rongji, avesse incontrato i praticanti e accettato di onorare le loro richieste, l'oppressione ufficiale accelerò subito dopo questo evento.
Il 10 Giugno 1999, il Presidente Jiang Zemin istituì l'ufficio 610, un'agenzia di Polizia nazionale con autorità speciale su tutte le forze dell'ordine locali, i governi e i tribunali, per guidare la persecuzione del Falun Gong. Il 20 Luglio 1999, la polizia effettuò arresti a tappeto dei coordinatori dei luoghi di pratica del Falun Gong. Il 22 Luglio fu lanciata una campagna mediatica a tutto campo contro il Falun Gong e la pratica fu dichiarata ufficialmente vietata. Da allora, la persecuzione è continuata ininterrottamente, nonostante non esista alcuna legge che stabilisca il divieto o consenta la persecuzione.
La libertà religiosa è un diritto fondamentale dell'uomo, riguarda la sfera della libertà di ognuno di noi, appartiene all'essere umano per sua stessa natura e pertanto è inalienabile; è proprio questo intimo legame che la rende una delle colonne portanti dello sviluppo della personalità umana.
Impunità e silenzio sono una costante e in 36 paesi del mondo i persecutori non vengono mai puniti per il loro crimini. A questo vogliamo aggiungere il silenzio della comunità internazionale nei confronti di regimi ritenuti per l’Occidente strategicamente importanti, come la Cina e l’India, che nonostante le violazioni della libertà religiosa e dei diritti umani non subiscono sanzioni internazionali. La stessa cosa vale per paesi come Corea del Nord, Afghanistan, Nigeria e Pakistan.


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