Joy Womack e Pavel Savin nell’adagio dalla “Cinderella”di Rostislav Zakharov.

Joy Womack e Pavel Savin nell’adagio dalla “Cinderella”di Rostislav Zakharov.

L’incanto del realismo per uno dei balletti più amati dal pubblico di sempre.

Recentemente il pubblico romano ha potuto assistere ad una gemma del repertorio ballettistico russo: il passo a due dell’adagio dalla “Cinderella” (Cenerentola), nella storica versione firmata da Rostislav Zakharov. La performance si è svolta nel corso di un elegante gala di danza organizzato da Bilet Italia, che ha riunito all’Auditorium della Conciliazione gli amanti del balletto.

La coreografia di Zakharov, creata originariamente per il Bolshoi nel 1945 porta con sé il peso e il fascino di una delle storie più amate dal pubblico. Zakharov è il maestro del "Drambalet" (dramma-balletto), un genere di balletto emerso negli anni ‘30 e caratterizzato da narrazioni teatrali intense. La sua Cinderella non è solo una successione di passi tecnici, ma un’opera dove la recitazione e l’espressività mimica sono intrecciate indissolubilmente alla danza. Laddove le versioni europee puntano talvolta sulla spettacolarità scenografica del virtuosismo tecnico puro, Zakharov esige un realismo emotivo che rende l’incontro tra Cenerentola e il Principe un momento di profonda umanità.La storia di Cenerentola incanta il pubblico di ogni età recando il potere di un archetipo immortale: il riscatto di un’anima pura che emerge dalle ceneri per trovare, nell’incontro magico con il Principe, il riconoscimento della propria dignità e bellezza.L’interpretazione del passo a due è stata affidata a due danzatori che uniscono tecnica impeccabile e carisma scenico. Joy Womack, principal dancer internazionale, è stata la prima donna americana a diplomarsi all'Accademia del Bolshoi e ad essere stata ammessa nel corpo di ballo della prestigiosa compagnia russa.  Pavel Savin, principal dancer del teatro nazionale croato, è un danzatore che fonde la potenza atletica con la nobiltà del portamento tipica della scuola classica maschile. La sua capacità di sostenere e valorizzare la partner ha permesso a questo adagio di fluttuare con magica naturalezza.In questo frammento di opera, la Cenerentola di Zakharov si è rivelata in tutta la sua bellezza filologica, ricordando al pubblico romano che il balletto non è solo estetica, ma un linguaggio universale capace di narrare l’anima.

Paola Sarto
Foto di Massimo Danza


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