LF ha incontrato una delle sorelle Banchetti, Elisabetta, per raccontarci la lunga storia di Banchetti Sport, che da Campo Marzio si è trasferito a Via del Leone 23, in pieno centro di Roma, conservando sempre intatte la tradizione e l'eccellenza, che fanno di questo negozio un punto di riferimento importante per gli amanti dello sport e dell'abbigliamento casual di qualità.
Proseguono le mie interviste alle eccellenze romane della Capitale grazie all'associazione Negozi Storici di Eccellenza di Roma che mi ha dato questa bella opportunità.
Oggi è la volta di un negozio situato nel centro storico a due passi dal Parlamento, dall'Ordine dei Giornalisti del Lazio e molte altre importanti attività: Banchetti Sport in Via del Leone 23.
Entrando in questo negozio storico, ho respirato un'aria familiare e serena. Sarà dovuto anche un pochino al fatto che il mio papà, da ragazzo, assiduo frequentatore delle piste da sci, si riforniva nell'allora punto vendita di Campo Marzio, di tutta l'attrezzatura sportiva, o anche perchè, io stessa da amante dello sport, ho subito percepito un clima gioviale, allegro, sorridente ed ospitale.
Ad accogliermi, Elisabetta Banchetti (che assieme alla sorella Francesca gestisce questa attività), con l'assistente Monica ed una terza collaboratrice. Mi piace sottolineare inoltre, il fatto che la quarta generazione Banchetti sia esclusivamente tutta al femminile, e questo mi appare un bel punto di forza in un mondo che, tutto sommato, lotta ancora per la parità dei diritti, soprattutto in campo professionale.
E' stata una vera narrazione, quella che mi ha concesso Elisabetta, di ricordi nostalgici, piacevolissimi, di tradizioni sartoriali, qualità e competenza.
Banchetti iniziò l'attività esattamente nel 1918 come armeria, con Galliano Banchetti, padre di Vittorio, aggiungendo poi la pesca sportiva. Man mano ampliò il numero dei prodotti offerti, cominciando a vendere anche abbigliamento sportivo, quindi i primi sci, poi le divise e i palloni da calcio, e via dicendo. Il negozio diventa un punto d'aggregazione per appassionati sportivi: il fratello di Vittorio, Tonino, si inventò il Trofeo Banchetti di pesca sportiva, e fondò un team che fu campione d'Italia per tre anni consecutivi a partire dal 1954 e, nel '57, campione d'Europa. Intanto un altro fratello, Nando, aprì la "pista Banchetti" al Terminillo, una sponsorizzazione ante litteram per l'ente del turismo locale. Il rapporto terminò ma la pista ha ormai per tutti quel nome.
Quando Galliano aprì il nuovo negozio di Campo Marzio nel 1961, affidò a Vittorio, appena ventunenne, e al fratello Tonino la gestione.
In poco tempo Banchetti Sport divenne protagonista delle fiere sport fashion come il Pitti Uomo, a Monaco, Salisburgo e Parigi.
Come già accennato, ora sono le due figlie Elisabetta e Francesca ad aver preso in mano le redini del negozio in Via del Leone 23.
Sin dagli esordi, Banchetti Sport, ha guadagnato una posizione privilegiata nel cuore di tutti coloro che amano la praticità nel vestire senza rinunciare all'eleganza, al confort e alla qualità. I clienti di Banchetti Sport sono sempre sicuri di trovare una vasta scelta di marchi storici e contemporanei, per il tempo libero, la montagna e il mare. Un'attenta ricerca di mercato rende Banchetti Sport un negozio unico nel suo genere.
Elisabetta, ci racconti un pochino la storia di questa realtà di eccellenza della capitale ….
Banchetti rappresenta ben quattro generazioni familiari: papà Vittorio, che non c'è più, nostra mamma Paola che, nonostante i suoi 85 anni è ancora baldanzosa e viene anche ad aiutarci. Francesca ed io che rappresentiamo la quarta generazione. E’ nata come armeria nel 1918, prima il bisnonno e poi il nonno, principalmente, che da Firenze si trasferirono a Roma - noi siamo di origine fiorentina appunto -. Esattamente sorse come armeria sartoriale addirittura, perché all’epoca il sarto, vestiva tutta la nobiltà romana che andava a caccia con abiti realizzati su misura. Dopo qualche anno subentrarono altre due passioni della famiglia Banchetti, la pesca subacquea e le gare di sci nautico, quindi si iniziò ad entrare nel mondo dello sport vero e proprio, fino ad arrivare allo sci da discesa… Sono stati dei veri pionieri, con il famoso pantalone di elastan, tessuto che mio nonno andava a prendere in Francia e che poi il sarto cuciva su misura. All'epoca, molti sciavano, c'erano gare di sci, trofei... Lo sci divenne la realtà di Banchetti Sport, perché la caccia iniziava a diventare più ristretta, lo sci nautico non era per tutti, mentre lo sci da discesa, invece, cominciò ad avere un’evoluzione enorme dagli anni '70. Si organizzavano anche pullman che portavano le persone a sciare al Terminillo, una perla all’epoca. Ancora oggi abbiamo una pista lì che si chiama la Banchetti, dove venivano fatte le gare di sci.
Negli anni '80 è subentrata la moda sportiva, e c’è stato un ulteriore cambiamento, con l'avvento dei cosiddetti brand dello sport, di moda non solo per lo sport ma per la quotidianità, come Barbour che dalla caccia, negli anni '80, divenne un’icona ed è tornato ad esserlo nel 2025, salti generazionali di brand che si ripetono in continuazione, o Husky che era da cavallo, ma si usava anche per la città. Come amava dire il mio papà “noi vestivamo il week-end”.
C’è stata sempre una maggiore evoluzione di queste firme, e noi siamo sempre stati grandi ricercatori di brand, anticipando l’evoluzione del successo, a volte ci siamo arrivati anche troppo presto, alle volte uscivano ufficialmente dopo tre anni. Fino ad arrivare al Covid, quando l’abbigliamento comodo purtroppo è diventato un elemento utilizzato quotidianamente. Fino a poco tempo fa, tutti andavano in giro in tuta da ginnastica… ci stiamo riprendendo ora!
Qual è il vostro punto di forza?
Continuiamo con i nostri brand storici, cerchiamo di proporre molto Made in Italy, come Capalbio che produce tutto in Italia, o manifattura Ceccarelli, o Brooksfield... Dove troviamo il Made in Italy, lo prendiamo. Qualitativamente è migliore ed anche se il costo è maggiore, sicuramente c’è qualità, e questo è sempre stato il nostro punto di forza. I nostri clienti sono generazionali, avevamo il nonno, il papà ed il nipote, e di questo siamo contenti, perché anche il diciottenne, per sentito dire in famiglia, viene da noi e questo ci rende felici.
Dopo la scomparsa di vostro padre Vittorio avete svuotato la sua casa da una miriade di oggetti d’epoca dedicati allo sport, praticamente un mondo.
Mio padre, da conservatore seriale, ha mantenuto tutto negli anni, – perché non amava fare vendite promozionali e i grandi saldi – all’epoca, il magazzino era l’oro del commerciante. Ha conservato gelosamente una serie enorme di attrezzi, abiti da calcio, da sci, racchette antichissime, mazze da golf, che ora stiamo tirando fuori per questa vendita vintage d’archivio. Sono pezzi antichissimi che addirittura se si va a fare una ricerca tramite l’intelligenza artificiale, non si trovano nemmeno. Li abbiamo solo noi. La tuta di Adriano Panatta è la cosa più “giovane” che abbiamo trovato. Poi maglie da calcio rarissime come la maglia del primo scudetto del Napoli vinto da Maradona. Un’icona! Oppure delle maglie della Lazio “scambiate” che sono diventate un vessillo per i laziali. Ne abbiamo tante, perché papà era romanista e non voleva venderle. Maglia sbagliata perché è stata realizzata dalla Kappa, quando si passò dalla lana al cotone, e risultò di un celeste troppo chiaro, che quell’anno portò fortuna alla squadra, perché passò dalla serie B alla serie A. L’anno successivo, giocarono tutto il campionato con queste maglie… ma ormai non si trovano più. Io ne ho parecchie. Poi abbiamo maglie della Juventus di Platini, addirittura una maglia di Pelè, pantaloni di Gigi Rizzi, di Ellesse, tute di Colmar ecc. Anche in vetrina abbiamo una tuta di le Coq Sportif dei Mondiali del 1982 con scritto Campioni del Mondo, quando l’Italia vinse i Mondiali. Le stiamo vendendo moltissimo. Tengo a sottolinearlo che qui si può trovare un vintage di vari prezzi, da quello più raro e, come tale, con un alto valore, ad un vintage per tutti.
Da qui sono passati tutti…
Ho tanti ricordi, qui vengono principalmente politici, data la posizione, giornalisti, attori, parecchi.
Entrando, si nota una meravigliosa ceramica posta sul lato destro del negozio, ce ne parla?
E’ una ceramica realizzata nel ’58, per il negozio di Campo Marzio che era solo armeria, difatti rappresenta Diana, la dea della caccia, con attorno degli animali. C’è una diatriba in merito all’attribuzione della ceramica. Ha un valore molto importante, chiamammo le Belle Arti per spostarla, in quanto è realizzata a formelle, come si faceva un tempo. La hanno tutta staccata e ricomposta su una intelaiatura, attaccata e restaurata. E’ un capolavoro. La hanno attribuita a tantissimi artisti ma non possiamo dire con certezza di chi sia, tra i nomi, ne spicca uno molto famoso, nel qual caso, sarebbe di un valore inestimabile.
E poi ho notato anche le insegne originarie del precedente negozio.
Sì, sono le scritte delle vetrine del negozio realizzate in parte con oro, infatti si legge Caccia e Pesca. Poi, vari oggetti che abbiamo portato qui, come gli sci con scritto Banchetti Sport, che realizzava mio nonno a mano.
Oggi, tutti o quasi, siamo presenti sui Social, ma qui si apprezza un “Facebook” molto particolare: un volume cartaceo rilegato in pelle, su cui ci sono moltissime dediche e disegni…
Gli stranieri in particolare, sono letteralmente impazziti da questa idea, perché vi scrivono e si divertono. Uno lo abbiamo terminato e ne abbiamo iniziato un altro… ci sono dediche dal Qatar, da Londra, da Pechino, da Barcellona, da Washington, da Berlino ... anche disegni di bambini, tra cui un disegno di un cavallo realizzato da Roberto di Jullo che disegna solo cavalli, tra cui, molti in occasione del Palio di Siena, lui è un bravissimo artista oltre che ottimo cliente. Ogni volta che viene fa un disegno…
Com’è cambiato il mercato dopo la pandemia?
C’è stato un cambiamento enorme! I due anni dopo il Covid sono stati terribili, nessuno voleva più vestirsi. Erano tutti abituati a stare comodi, in tuta, pure in giro si vedevano sempre persone con tuta e scarpe da ginnastica! Poi pian piano hanno ricominciato ad abbigliarsi meglio, però è rimasta di fondo un po’ quella tendenza. E ha portato, anche persone grandi, ad acquistare online, cosa di cui, noi, stiamo risentendo molto. Amazon vinceva su tutto e molti si sono abituati - anche chi non era sui Social - a comprare online, e questo ci ha arrecato un danno tremendo. Ora si stanno rendendo conto che alcune cose vanno toccate con mano, non puoi comprare una maglia senza sentirla. Noi abbiamo lo shopping online ma non va molto, perchè è una remissione, ma siamo attivi su Instagram e Facebook.
Personalmente ho ricevuto un Premio alla Carriera, Aquila D’Oro per Maestri del Commercio, da parte della Camera di Commercio e sono stata premiata insieme a tanti altri, c’erano aquile di diamanti, d’oro e d’argento.
La vostra clientela cosa preferisce più la praticità o le tendenze moda?
La qualità, questa è la cosa che ricercano maggiormente. E si fidano di quello che noi gli diamo. Certo, la persona di passaggio entra e magari chiede il brand del momento, mentre il cliente si lascia consigliare, trasmettiamo anche fiducia agli stranieri che si lasciano, anch’essi, consigliare. E’ vietato dare fregature qui dentro!
Ultimamente va molto anche la lista regalo, così ognuno fa un bonifico o passa, e la persona destinataria può scegliere quello che preferisce.
Concludendo?
Un grande in bocca al lupo a noi!!! Il Giubileo e le guerre hanno massacrato tutto. Ogni cosa è difficile, ma resistiamo. Noi che siamo ancora attività a gestione familiare, fatichiamo non poco!


Sottoscrivi
Report
Miei commenti