… Che Dio perdona a tutti, la “ poesia” più bella e profonda di Pif.

… Che Dio perdona a tutti, la “ poesia” più bella e profonda di Pif.

Pif ha fatto ancora una volta centro! … Che Dio perdona a tutti..., il suo ultimo film, attualmente in sala, è una vera coccola per l'anima. Autentica poesia.

La trama in breve

Arturo (Pif) è un brillante agente immobiliare con una smodata passione in primis per la ricotta e in secundis per i dolci siciliani che recensisce pure per i Social, dimostrando competenza e acume. Caratteristiche, quest'ultime, che sfociano in pedanteria, volutamente goliardica per finzione sia letteraria che filmica, quando intrattiene conversazioni a riguardo con chiunque gli capiti a tiro.

La sua vita cambia quando incontra Flora (Giusy Buscemi), una bellissima e giovane pasticcera, figlia di uno dei più rinomati pasticceri di Palermo. Tra di loro scatta la passione e, poi, l'amore. A rendere la vita a due complicata è il fatto che lei sia una fervida cattolica mentre lui ha smesso da tempo di frequentare la messa e di potersi considerare tale da moltissimo tempo. Fatto sta che, per timore di perderla, fingerà di essere un cattolico modello per tre settimane. Nel farlo, però si farà prendere un po' troppo la mano...

La presenza del Papa/consigliere

A differenza del romanzo dal quale è tratto, qui troviamo la presenza del Papa, assente nell'opera letteraria. Si tratta di un chiaro e dolcissimo omaggio a Papa Francesco che Pif ha incontrato più volte e che è stato “galeotto” per l'idea del libro stesso, pubblicato da Feltrinelli e uscito nel 2018. L'artista ha parlato spesso del grande privilegio che ha avuto nel poter incontrare il Pontefice, sottolineando la sua grande umanità e il suo essere divisivo. Arturo, nella versione filmica, lo incontrerà dopo aver subito un picco glicemico a causa di  “uno spuntino a base di 35 sciù” (bignè farciti con crema di ricotta, ndr). Se lo ritroverà direttamente nel salotto di casa sua e da allora la sua vita non sarà più la stessa.

Il commento

Un Poeta, così viene da descrivere Pif, all'anagrafe Pierfrancesco Diliberto, dopo aver visto, amato e, apprezzato, fino in fondo la sua ultima opera cinematografica. Fatica no, non si può definirla, perché quando uno ci mette il cuore e l'anima a fare qualcosa, e lui, parliamoci chiaramente, ce li mette sempre, non può che essere un regalo che fa a sé stesso e alle persone che lo stimano e lo amano. In …Che Dio perdona a tutti, tratto dal suo omonimo romanzo, il regista e attore mette in luce la sua crescita professionale oltre che umana. L'ironia di base c'è sempre, come in ogni sua pellicola, così come nei lavori di stampo giornalistico e di inchiesta, ma ciò che rende particolare ...Che Dio perdona a tutti è la tenerezza che si respira fin dalle prime battute. Se da un lato Pif ci ha abituati a una sorta di dolcezza di fondo, che fa parte anche del suo carattere, ora ci ha letteralmente spalancato il suo cuore. La sua urgenza di verità qui è diretta verso il reale significato dell'essere un bravo cristiano oggi. Chi lo è davvero? Che cosa bisognerebbe fare per esserlo? E lui, che si dichiara agnostico ma, nel contempo, bigotto, per il suo desiderio di mettere sempre i puntini sulle “i” su tutto e su tutti muovendo il suo famoso ditino, come ha ironizzato lui stesso nel corso di alcune interviste televisive, è riuscito a far riflettere in maniera concreta e reale chi fino a poco prima non aveva alcun problema a definirsi fervido e sincero cristiano. Del resto, è proprio chi, per paradosso, ama lodarsi e vedersi in tale direzione, che sovente sbaglia. Sbaglia perché il suo credo è legato, il più delle volte, alla superstizione che, in realtà, non ha nulla a che fare con la Religione. Non comprende dunque l'autentico messaggio di Cristo, quello dell'uguaglianza, della condivisione e dell'accoglienza. Concetti profondi che sanno di grandezza d'animo e, soprattutto, d'Amore Profondo che può, tranquillamente, esulare dal proprio Credo ma non dal gran cuore che dovrebbe possedere ogni essere umano su questa terra.

 


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