Al Teatro Manzoni di Roma è andato in scena il piacevolissimo atto unico con protagonisti Marianna e Marco Morandi per la regia di Pino Quartullo. Uno spaccato di ricordi di infanzia fino all'età adulta di una famiglia "fuori dal comune".
Abbiamo accettato l'invito ad entrare a Casa Morandi! E con enorme piacere siamo stati coinvolti in un atto unico colmo di ricordi amalgamati di una certa intimità, allegria, leggerezza ed una piacevole ironia.
Il testo di questo viaggio attraverso le memorie familiari dei Morandi è firmato dagli stessi interpreti e protagonisti, Marco e Marianna insieme a Pino Quartullo ed Elisabetta Tulli. Lavoro che è riuscito loro, particolarmente bene!
Marianna e Marco sono fratelli, figli d’arte e protagonisti di un’infanzia vissuta sotto i riflettori, tra canzoni, set cinematografici e vita da copertina. Quando si ritrovano a svuotare l’appartamento della Tata Marta – storica figura di casa Morandi, scomparsa dopo cinquant’anni di servizio e affetto – i ricordi riemergono tra scatoloni, vecchi giocattoli e la sorprendente ricostruzione che ha fatto la donna della loro cameretta.
Inizia così un viaggio tra passato e presente, fatto di memoria, risate e piccoli dolori. Tra incursioni telefoniche di mamma, papà e figli, e l’arrivo inaspettato di un traslocatore melomane, Marcello Sindici, invaghito di Marianna, fino a scoprire poi che è stato un eccellente ballerino che accompagnava la Carrà nei suoi spettacoli.
Marianna e Marco si raccontano con ironia, leggerezza e un tocco di malinconia.
Benvenuti a casa Morandi è una commedia brillante e autentica, in cui musica, affetto e quotidianità si intrecciano con naturalezza. Un atto unico pieno di umanità, in cui i due protagonisti si mettono a nudo, rivelando la loro storia familiare con disarmante sincerità.
Il risultato è una commedia romantica, intimista, delicata e divertente che alterna il passato ai dubbi del presente, con le incursioni telefoniche di papà Gianni “sempre troppo pignolo”, mamma Laura “alquanto eccentrica” e il figlio di Marco con le sue “richieste”.
Diretto da Pino Quartullo, lo spettacolo diverte, commuove e invita a riconoscersi in quel caos affettuoso che è ogni famiglia.
Per i fratelli Morandi è anche un modo per raccontare cosa significhi essere figli d’arte. Vedere da vicino la crescita artistica e l’immenso successo del padre, non è sempre facile per la propria crescita artistica e professionale. Ci si sente messi sempre alla prova, giudicati, con il peso di dover continuamente dimostrare di "essere capaci". In definitiva, non è poi tanto agevole avere un papà così "ingombrante". Inevitabilmente si viene ispirati, ma con l’obiettivo di far emergere unicamente la propria individualità. Marianna e Marco però, si dichiarano consapevoli della fortuna nel portare quel cognome, ma raccontano la stranezza di una vita che per tanti motivi non può essere stata vissuta da gente comune.
Marco e Marianna mi sono piaciuti moltissimo perché, anche sul palcoscenico, confermano la loro ricerca di una normalità impossibile quando hai genitori come Gianni Morandi e Laura Efrikian. La narrazione non è esclusivamente nostalgica, ma manifesta quel desiderio di spingersi verso un futuro di cui non bisogna avere paura. Un po’ figli e un po’ genitori, sempre fratelli: i due protagonisti alternano i ruoli nella quotidianità, confrontandosi con differenze generazionali e coinvolgendo il pubblico.
C’è molta complicità in questo spettacolo. Il talento prettamente musicale di Marco e quello teatrale di Marianna si intersecano in uno spettacolo riuscitissimo, dove entrambi si esprimono alla perfezione, sia nel canto che nella recitazione. Non si cerca a tutti i costi il messaggio filosofico impegnato, eppure la morale arriva, proprio per la costruzione narrativa semplice e diretta. Bravissimi ad esibirsi e a fare entrare in un clima familiare anche il pubblico. Commovente il ricordo della loro tata Marta, diventata poi tata dei figli; bellissimo il sincero rapporto fraterno tra i due, che spinge un’energia positiva verso chi li ascolta.
A mio avviso, la chicca di questo spettacolo è Marcello Sindici, il divertente e coinvolgente operaio addetto allo sgombero: il suo personaggio comico accelera il ritmo e sorprende la platea.
Siamo usciti dalla sala ancora con il sorriso sul volto e nel cuore.
Ringrazio, inoltre, Marianna e Marco per la gentilissima accoglienza in camerino. Posseggono un garbo ed una delicatezza fuori dal comune!


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