Con questa seconda ed ultima parte, continua il racconto di LF dedicato al viaggio negli Stati Uniti e Canada.
Dopo essermi letteralmente "abbeverata" delle meraviglie della Grande Mela, certa di tornarci al più presto possibile, il mio viaggio è proseguito alla volta del Canada. Confesso che un pochino ho sofferto il distacco da New York, ma del resto, anche i sogni hanno una loro durata...
Di buon mattino siamo partiti con il nostro pullman da Manhattan, per evitare il traffico cittadino...
Dopo qualche ora di viaggio e prima di varcare il confine Canadese ci siamo fermati ai Finger Lakes.
Per molti l’esperienza turistica nello Stato di New York si limita alla visita della Grande Mela, ma noi, avendo degli itinerari in più e grazie alla nostra solerte accompagnatrice Evelyn, abbiamo potuto apprezzare la zona dei Finger Lakes.
La regione di questi laghi è famosa e amata non soltanto per i suoi parchi naturali e le sue splendide cascate, ma anche per i prodotti alimentari che si producono in questa zona. Particolarmente rinomate sono, infatti, le numerose aziende vinicole, birrerie e fattorie specializzate nella produzione di formaggi artigianali e prodotti caseari.
I Finger Lakes sono 11 laghi di diversa grandezza che hanno in comune il fatto di avere più o meno tutti la stessa forma che ricorda quella delle dita della mano. A questo proposito risale la leggenda dei nativi americani, che abitavano queste zone, secondo la quale questi laghi si formarono quando il grande spirito posò le sue mani su questa terra per benedirla, lasciando le sue impronte che poi si sono riempite di acqua.
Il loro nome deriva quindi proprio da questa loro peculiare caratteristica e la prima testimonianza scritta di questa denominazione risale al 1883, quando furono inclusi da Thomas Chamberlin in uno studio del United States Geological Survey.
Noi, in particolare, ci siamo inoltrati attraverso il Watkins Glen State Park: questo parco è famoso per le sue spettacolari cascate e le gole scolpite nel terreno dall'acqua del fiume. È un luogo molto amato per chi ama fare escursioni e godersi la natura. E' stata una vera boccata di ossigeno e benessere!
Arrivati al confine del Canada, superati tutti i controlli di dovere - a dire la verità, piuttosto fastidiosi, data la poca empatia delle persone dedite a questo compito - siamo giunti in Canada: la nostra prima tappa, le Cascate del Niagara, rese celebri dalla famosa pellicola "Niagara" del 1953, con Marilyn Monroe e Joseph Cotten.
Le Cascate del Niagara si trovano nello stato di New York, al confine tra gli Stati Uniti e il Canada, nella regione dei Grandi Laghi.
Le cascate fanno proprio da confine naturale, quindi si possono vedere sia dal lato canadese che da quello americano, con prospettive e vedute differenti. Il lato canadese, a detta di molti, è il più bello, comunque vedremo più avanti nel dettaglio cosa si vede da una parte e dall’altra.
Le città che si trovano su entrambe le sponde, americana e canadese, hanno lo stesso nome: Niagara Falls. Le due Niagara Falls sono città completamente dedite al turismo, con casinò, ristoranti, grattacieli con vista, negozi, che la fanno sembrare quasi una piccola Las Vegas.
La visita alle cascate ci ha lasciati a bocca aperta per l’impressionante spettacolo naturale. Anche se non sono altissime, restano comunque fra le più grandi al mondo (sono al quinto posto)!
Nei mesi estivi, si resta stupiti soprattutto dall’incredibile portata d’acqua che scroscia impetuosa lungo il dislivello. Non a caso “Niagara”, nell’antica lingua degli indigeni, significa “acque tonanti”. Non è difficile capire il perché di questo nome. Il rumore è davvero fragoroso e contribuisce alla maestosità di questo luogo.
Noi abbiamo fatto anche l'avventuroso giro in battello! Dopo essere stati riforniti di un impermeabile usa e getta in plastica rosso con cappuccio, eravamo pronti per l'impresa!
Difatti, durante il giro sul Maid of the Mist, lo storico battello che dal 1846 conduce i turisti fin sotto le cascate, ci si arriva ad inzupparsi d’acqua sotto lo scroscio delle cascate, ma è senza dubbio l’attività più storica e iconica.
L’intera area è, comunque, di grandissimo interesse turistico e ci sono svariati punti panoramici, emozionanti percorsi dietro e vicino alle cascate, attività e intrattenimenti di vario genere, sia d’estate che d’inverno, di giorno e di notte. Il battello non è l’unico modo per avvicinarsi alle cascate. Dal lato americano, tramite un comodo ascensore si può scendere di 53 metri ed arrivare alla grotta Cave of the Winds. Qui si cammina quasi in mezzo alle cascate, fino alla base laterale delle Bridal Veil Falls!
Scegliete un abbigliamento comodo, scarpe da ginnastica, con tessuti non troppo “preziosi”. E non preoccupatevi molto dell’acconciatura. Partecipando al giro in battello, visitando la Grotta dei venti e altre attrazioni, nonostante poncho e calzari impermeabili, questi, non basteranno a proteggervi completamente dagli spruzzi d’acqua e dalla nebbiolina di pioggia!
Se potete, indossate scarpe che asciugano in fretta o portatevi un cambio nello zaino.
I tour in battello, in elicottero e le altre esperienze che abbiamo visto sinora offrono dei punti di vista privilegiati ed eccezionali sulle Cascate, ma non sono gli unici.
Ci sono infatti torri panoramiche e altri punti speciali, gratis e a pagamento, da cui poter ammirare lo spettacolo naturale delle Cascate del Niagara.
Sul lato canadese c’è la Skylon Tower, che con i sui 158 metri di altezza è immediatamente riconoscibile nello skyline di Niagara Falls Canada. Offre una vista panoramica completa a 360°: si riesce a vedere sia le American Falls, le Bridal Veil e le Horseshoe Falls. C’è anche un ristorante girevole che compie un giro completo ogni ora, in cui, ovviamente, abbiamo cenato.
Inoltre, ogni sera, a partire dal tramonto, lo spettacolo naturale delle Cascate del Niagara viene illuminato da una lunga serie di luci a LED colorate, che rende il tutto ancora più suggestivo.
Le luci illuminano sia il lato canadese che quello americano. Sono disposte sull’Illumination Tower, sul tetto del Table Rock Center, sul bordo delle Horseshoe Falls e persino nella gola delle cascate, di fronte alle American Falls. L’effetto è davvero notevole!
Durante la bella stagione, oltre all’illuminazione a LED, la sera si ammira anche uno spettacolo pirotecnico della durata di 10 minuti circa! Meraviglioso! Io ho potuto goderne dallo Skylon, da dove si domina il panorama a 360°, come già detto sopra.
I fuochi d’artificio vengono lanciati proprio nella gola delle cascate, quindi si vedono bene da molti punti di vista, anche se la prospettiva migliore si ha dal Queen Victoria Park.
Qualche curiosità sulle cascate:
A motivo dell’erosione, le cascate arretrano di circa 30 centimetri ogni anno. In passato l’erosione era molto più rapida (quasi un metro all’anno), ma oggi la portata dell’acqua è controllata per scopi idroelettrici, rallentando questo processo.
Nel 1848 le Cascate del Niagara erano senza acqua! A motivo di un inverno particolarmente rigido, il ghiaccio a monte aveva bloccato il flusso d’acqua e le cascate eccezionalmente furono prosciugate per un’intera giornata.
Nuovamente nel 1969 le American Falls si fermarono. In questo caso ci fu l’intervento umano: per studiare l’erosione delle rocce alla base fu costruita una diga temporanea che deviava il flusso d’acqua.
Nel corso degli anni, molti hanno perso la vita sfidato le cascate con mezzi improbabili. La prima a riuscirci e sopravvivere fu una insegnante di 63 anni, Annie Edson Taylor, che si lanciò nel 1901 all’interno di una botte. Oggi è severamente vietato e illegale provarci.
L’acqua scorre a circa 2.400 metri cubi al secondo. Oltre 268.000 litri d’acqua al secondo si riversano sulle Cascate del Niagara, con una velocità di circa 40 chilometri orari.
Proprio qui alle Cascate del Niagara Nikola Tesla e George Westinghouse crearono nel 1885 la prima centrale idroelettrica al mondo. Ecco perché c’è una statua di Tesla a pochi passi dalle American Falls!
Oggi, le cascate sono in grado di generare oltre 4 milioni di kilowatt di elettricità, sufficienti a soddisfare più di un quarto del fabbisogno energetico dello Stato di New York e dell’Ontario, in Canada.
Il colore verde del Niagara è dovuto ai minerali trascinati e disciolti nell’acqua dalla straordinaria potenza del fiume.
Il Whirpool, il vortice che si forma poco più a valle delle cascate cambia direzione di rotazione in base al volume d’acqua deviato per la produzione di energia idroelettrica. Normalmente ruota in senso antiorario, ma in determinate condizioni può invertirsi e ruotare in senso orario.
Dopo questa avventura emozionante alle cascate del Niagara, il nostro tour è proseguito con la visita della città di Toronto.
Cosa dire della città più popolosa del Canada? L’ultima tappa del nostro Tour in Canada Orientale? Questa dinamica megalopoli ci ha affascinato e conquistato ben oltre le nostre aspettative.
Situata sulle rive del Lago Ontario è la capitale dell’omonima provincia canadese. Toronto è vivace e cosmopolita e una delle destinazioni turistiche più famose di tutto il Canada. Una delle città più multiculturali e multietcniche al mondo, i cui abitanti rappresentano oltre 200 diverse origini etniche.
Esplorare bene i suoi 140 quartieri o almeno una buona parte di essi è un’impresa quasi impossibile, a meno di disporre di molto tempo. Noi, avendo pochi giorni a disposizione, ci siamo accontentati di vedere le attrazioni principali della città, grazie alla nostra guida locale, un uomo molto simpatico e preparato... Nella nostra visita a Toronto abbiamo toccato tutti i punti di maggiore interesse della città. Dalla CN Tower al City Hall, dalle Toronto Island al Distillery District.
La CN Tower è il simbolo di Toronto e una delle Sette Meraviglie del Mondo Moderno. Con i suoi 553 metri di altezza è stata per molto tempo la torre più alta del mondo. La Canadian National Tower è uno dei punti panoramici più spettacolari della città. Una delle cose da vedere assolutamente quando si visita Toronto.
Nathan Phillips Square è la piazza davanti al Municipio di Toronto. Anzi ai due municipi! La nuova e la vecchia City Hall, e l’opera dell’artista Henry Moore intitolata The Archer. E’ un luogo imperdibile per ogni turista che visita questa piazza per farsi l’immancabile selfie con la gigantografia in 3d di Toronto.
D’inverno il laghetto davanti alla scritta TORONTO diventa una pista per il pattinaggio su ghiaccio. Tappa obbligatoria per raggiungere il centro commerciale Eaton Centre.
Il Distretto Finanziario è un'area commerciale centrale nel centro di Toronto, che si estende su diversi isolati tra Queen Street West, Yonge Street, Front Street e University Avenue. L'area è dominata da alti grattacieli per uffici e edifici che si stringono insieme, definendo lo skyline del centro. Il distretto iniziò come parte del piano di espansione New Town di York City del 1796 e si sviluppò in un importante centro finanziario nel corso del 20º secolo. Questa evoluzione lo rese il fulcro economico del Canada. Il distretto ospita le sedi centrali di grandi banche e società finanziarie canadesi che operano qui da generazioni. Questa concentrazione caratterizza l'aspetto delle strade e il ritmo quotidiano dell'area. Il luogo ospita una delle più grandi concentrazioni di aziende finanziarie al mondo in una sola area. Nonostante le facciate moderne degli uffici e gli edifici contemporanei, i visitatori possono ancora scoprire tracce di architettura più antica che raccontano la storia precedente del luogo.
Una curiosità: da un lato della grande piazza campeggia la scultura Tembo, Mother of Elephants realizzata da Derrick S. Hudson, che rappresenta una grande mamma elefante con i suoi cuccioli, quasi contrapposti al Toro di Wall Street di New York.
Tembo, che significa “elefante africano” in swahili, è una famiglia accattivante di tre elefanti di bronzo lanciati al MST Bronze di Toronto. La scultura incarna la forza e la lealtà di una madre che protegge i suoi piccoli, poiché la torreggiante elefante madre si erge saldamente, simboleggiando la cura e la tutela.
Con un peso di quasi 80 persone o sei auto, l'elefante madre si colloca tra i più grandi elefanti di bronzo del mondo. Le sue imponenti orecchie a forma triangolare, spesso paragonate al continente africano, la segnano come distintamente africana.
È interessante notare che, proprio come le impronte digitali sono uniche per gli esseri umani, le orecchie di un elefante non sono mai identiche. Queste differenze sono così distintive che gli scienziati le usano per identificare i singoli elefanti in natura 🐘
Vedere degli elefanti giganteschi nel bel mezzo del quartiere finanziario di Toronto crea un contrasto unico: la natura che si inserisce in un paesaggio urbano moderno.
Roundhouse Park: Meraviglioso parco pubblico a due passi della CN Tower e del Ripley’s Acquarium. Ospita il Toronto Railway Museum con un’esposizione all’aperto con molti modelli di treni storici e vecchie infrastrutture ferroviarie ben conservate.
Le Isole di Toronto sono un gruppo di 15 piccole isole sul Lago Ontario di fornte al Porto di Toronto al quale offrono riparo. Secondo me, una delle migliori gite che si possono fare in giornata da Toronto.
Si raggiungono con il Centre Island Ferry e offrono bellissimi punti panoramici sullo Skyline di Toronto, nonche la possiblità di trascorrere qualche ora all’aperto immersi nella natura.
Originariamente chimata Metro Square, David Pecaut Square è una grande piazza di Toronto situata di fronte al Metro Hall la torre di 27 piani costruita per ospitare il Comune di Toronto.
Sulla piazza si trova la Roy Thomson Hall una sala da concerto che ospita la Toronto Symphony Orchestra. Il design architettonico circolare di questo edificio è opera di due architetti canadesi.
La sala è uno dei luoghi principali utilizzati dal Toronto Film Festival ed è stata utilizzata per le riprese di alcune scene del celebre film X-Men. Dai padiglioni in vetro della piazza si può accedere alla rete Path, l’insieme di tunnel pedonali sotterranei che collega più di 70 edifici del centro di Toronto.
Con i suoi 30 km di lunghezza la Path è il più grande complesso commerciale sotterraneo del mondo e garantisce inoltre un riparo sicuro ai pedoni dalla neve e dal freddo invernale.
Storico edificio di Toronto, il Gooderham Building assomiglia al più famoso Flatiron Building di New York anche se di dimensioni più piccole. Bello e particolare contrasta con i più recenti grattacieli della città. Non mancate di passarci sulla strada per il Distillery District.
Abbiamo inoltre visitato il Mercato di San Lorenzo dato che si trova a pochi passi dal Gooderham Building. Questo vecchio edificio ospita numerosi chioschi che vendono una vasta scelta di prodotti alimentari di ogni genere. Si spazia dalle torte giganti e colorate al pesce, dalla frutta alla verdura, dalla carne ai prodotti da forno.
Molti chioschi offrono la possibilità di consumare piatti pronti sul posto o da asporto a prezzi inferiori rispetto ai ristoranti, ma di qualità migliore dei fast food. Un consiglio che applichiamo sempre ai nostri viaggi: i mercati sono una tappa obbligatoria per conoscere meglio le città ed i luoghi che si visitano!
Distillery District è un’area completamente pedonale situata a Est della città e caratterizzata da pittoreschi edifici risalenti al XIX secolo che un tempo ospitavano la distilleria più grande del mondo, per la produzione di Whiskey e altri super alcolici. Nel 1976 è stato dichiarato sito storico nazionale dall’Ontario Heritage Act.
E’ considerato il più grande e meglio preservato esempio di architettura industriale dell’epoca vittoriana del Nord America. Dopo i quartieri del centro il Distillery District è uno dei quartieri di Toronto che più ci incuriosiva e che volevamo vedere.
Qui si trova la grande scritta Love realizzata con tanti lucchetti che avevo visto in tante foto. La cosa più bella che vi consiglio di fare? Perdervi tra le sue stradine acciottolate alla scoperta di gallerie d’arte, negozietti con prodotti realizzati da designer locali, caffè, bakery e ristoranti. Io l'ho amato particolarmente, e mi ci sono addentrata, entrando in una delle tante caffetterie/bar per una appagante sosta gelato, ed ho anche fatto parecchi acquisti interessanti da portare a casa e come piccoli doni.
Se visitate la città nel periodo di Natale nel Distillery District troverete il Toronto Christmas Market.
The Cathedral Church of St. James La Cattedrale di San Giacomo è una bellissima chiesa con splendide vetrate. All’esterno c’è un grande parco con panchine dove ptersi rilassarsi.
Terminato il nostro mini tour del Canada siamo tornati alla volta degli Stati Uniti, esattamente a Philadelphia.
Non è una città come le altre, o almeno non come le altre grandi metropoli americane. Si può dire che Philadelphia sia il cuore pulsante del Nuovo Mondo: il luogo in cui, in un certo senso, sono nati gli Stati Uniti d’America. Ecco perché, se vuoi comprendere davvero questo paese, dovresti visitare almeno una volta Philadelphia.
Casa natale di Louisa May Alcott, Andy Warhol e Grace Kelly, è una città elegante e vivace, piena di cose da fare, ma soprattutto ricca di storia. Proprio nel 2015 è entrata nell’elenco dell’Unesco come patrimonio dell’umanità per il suo importante valore storico e culturale.
Per capire cosa vedere a Philly, (come la chiamano affettuosamente gli americani) cominciamo col vedere quali sono le attrazioni storiche, da cui non si può assolutamente prescindere se si visita la città per la prima volta, e andiamo poi ad approfondire gli altri aspetti che caratterizzano la più grande città della Pennsylvania.
Come dicevo, Philadelphia si distingue per essere una delle città americane più ricche di storia, in particolare riguardo al primo periodo degli Stati Uniti, quando le tredici colonie hanno dichiarato la propria indipendenza dall’Impero britannico. L’eredità di quel periodo è oggi espressa nell’ IndependenceNational Historical Park, che è stato definito “il miglio quadrato più ricco di storia di tutta l’America”.
Senza dubbio non si può venire a Philadelphia senza visitare le principali attrazioni di questo parco cittadino. Fra quelle ad ingresso gratuito e davvero immancabili c’è ad esempio il Liberty Bell Center, in cui è conservata la celebre Campana della Libertà. Ma non solo: ci sono i luoghi in cui sono state ideate, scritte e firmate la Dichiarazione d’Indipendenza e la Costituzione Americana.
Il parco storico tuttavia è solo una sezione del più ampio Historic District, la parte vecchia della città. Qui ci sono ancora strade in cui si respira un’atmosfera che rimanda ai secoli andati, come la caratteristica Elfreth's Alley, e tra gli edifici più datati emergono piccole perle, come la casa di Betsy Ross, la sarta che cucì la prima bandiera americana. Oltre al quartiere più storico, ci sono altri luoghi imperdibili in città. Partiamo ad esempio dal municipio cittadino, situato nel centro esatto di Philadelphia, il punto che William Penn progettò come fulcro della città. La Philadelphia City Hall non è un semplice palazzo comunale: è l’edificio in mattoni più alto del mondo, con la sua torre che svetta nel bel mezzo della città e la statua di Penn che si staglia in cima ad essa. Sulla torre si può anche salire e dalla cima si ha una delle più incredibili viste a 360° sullo skyline cittadino.
Ma diciamoci la verità: se visiti Philadelphia, quando torni a casa una delle domande di rito che ti fanno gli amici è “Sei salito di corsa sugli scalini di Rocky?”. Ebbene sì, ci sono film che hanno lasciato il segno e uno di questi (o meglio, più di uno, trattandosi di una saga) è quello ambientato a Philadelphia con Sylvester Stallone nei panni del pugile più famoso del cinema. Ripercorrere i passi di Rocky è anche un modo visitare una parte rilevante della città.
Ci sono poi altri luoghi che, a seconda dei gusti di ognuno, potranno affascinare. Penso ad esempio al Benjamin Franklin Bridge, che collega la città al vicino stato del New Jersey. Non solo. Sei appassionato di grattacieli? Allora devi sapere che, anche se non ci sono colossi come a Chicago o New York, Philadelphia vanta alcuni edifici davvero alti, il maggiore dei quali è il più alto in America al di fuori delle due città sopracitate.
Non c’è solo la storia da scoprire a Philadelphia. Oltre all’Historic District, infatti, la città si esprime di zona in zona con una varietà di anime. Spostandoti di quartiere in quartiere, potrai dunque lasciarti affascinare dalle innumerevoli sfaccettature che caratterizzano questa città. Già restando in pieno centro, le cose cambiano spostandoci dalla Old City verso est, nel cosiddetto Midtown Village, l’area vicina al municipio in cui l’antico incontra il moderno e l’architettura inizia a variare. Ma oltre il palazzo comunale, ancora più a ovest, le vetrate dei grattacieli riflettono il sole sul Center City West, la zona più contemporanea e all’avanguardia.
Se dalla City Hall si imbocca la bella Benjamin Franklin Parkway, si attraversa il quartiere di Logan Square, che possiamo definire come il quartiere dell’arte, ma anche della scienza, dato che qui si concentrano sia alcuni dei maggiori musei, sia i principali centri di divulgazione scientifica della Pennsylvania. Proprio in fondo all’ampio viale alberato si raggiunge il Museum of Art entrando così nel quartiere di Fairmount. Non è soltanto una zona residenziale, come si potrebe immaginare guardando la cartina della città: tra le case vi sono posti inaspettati da esplorare, come il suggestivo Eastern State Penitentiary.
Spostandoci ora a sud rispetto al centro, dove inizia il quartiere di South Philadelphia. Piena zeppa di locali, negozietti di ogni tipo e ristorantini, South Street vi farà innamorare. Questa è la strada che divide il centro dal quartiere meridionale e sebbene un tempo fosse considerata come una zona non troppo raccomandabile, oggi è un quartiere che per certi versi richiama il Greenwich Village di New York; forse più piccola ma l’atmosfera romantica e un po’ bohémien è la stessa. South Street è la strada degli artisti, dove si alternano negozietti curiosi, ma anche la zona circostante è ricca di murales che, con diversi soggetti, danno colore alle strade della città.
Per concludere tipicamente la nostra ultima sera a Philadelphia siamo andati n un tipico pub con musica country e rockeggiante, gustando i tipici Hamburger e le salads riccamente condite... una esperienza esilarante e simpatica...
La mattina seguente sempre con il "nostro" pullman siamo andati verso Lancaster, dove c'è una delle numerose comunità Amish del Paese... Esperienza questa per me, molto coinvolgente. ho adorato molto quei luoghi incontaminati, rimasti a secoli orsono, con le loro tradizioni ed una serenità e calma come pochi. Nella Dutch Country, esattamente a est di Lancaster, vivono le comunità religiose degli Amish della Pennsylvania. Conoscere questa contea è stato come fare un viaggio nel tempo di più di cent’anni: i fedeli di questa comunità non fanno uso di energia elettrica e si muovono su carri trainati da cavalli. Si tratta di un’escursione che vale davvero la pena fare per conoscere una delle comunità più particolari d’America. Dutch Country fu oggetto di una delle più importanti colonizzazioni dall’Europa Centrale dalla fine del 1600 alla fine del 1800. In particolare la zona intorno alla città di Lancaster è quella in cui si si stabilirono gli Amish negli Stati Uniti.
In origine gli Amish nacquero come una derivazione della chiesa mennonita, e devono il loro nome al vescovo Jakob Ammann che in svizzera iniziò a costruire le basi teologiche della nuova religione. Fanno parte di quella corrente del protestantesimo generalmente catalogata sotto il nome di anabattisti. Ovvero ritengono che solo un adulto cosciente possa decidere se entrare a far parte della comunità religiosa o meno.
Le regole da seguire sono elencate nell’Ordnung: una serie di precetti religiosi, morali e di comportamento che regolano la vita della comunità. Fra le più note c’è il rifiuto della modernità e di tutte le comodità a cui siamo abituati al giorno d’oggi fra cui l’elettricità, l’acqua corrente, la televisione ecc... Ci si sposta con i tipici carretti trainati da cavallo e, salvo rari casi, la maggior parte dei contenziosi viene risolta all’interno della comunità stessa. Pensate che con questo stile di vita così rigoroso gli Amish siano ormai in via d’estinzione? State sbagliando di grosso, la comunità Amish degli Stati Uniti non è mai stata così numerosa e sono in costante aumento. Questo è dovuto sostanzialmente a due fatti: il tasso di natalità elevato (7 figli in media a famiglia) e la volontà degli adolescenti di rimanere a far parte della comunità. Durante il tempo del Rumspringa (in genere fra i 14 e i 16 anni) i giovani Amish sono infatti autorizzati a lasciare la loro comunità di origine per andare a scoprire la vita mondana e tutti i piaceri ad essa legati, nonostante questo la maggior parte dei giovani (si stima quasi il 90%) sceglie di tornare e abbracciare in toto le regole di vita e religiose della comunità.
Attenti infine a come usate la vostra macchina fotografica. Gli amish infatti non amano essere fotografati e filmati in posa, visto che l’atto viene considerato come un gesto inutile di vanità contrario al dettame della Bibbia secondo il quale: «Non ti farai idolo né immagine alcuna di ciò che è lassù nel cielo né di ciò che è quaggiù sulla terra». Non si lamenteranno troppo quindi se li ritrarrete intenti nelle loro faccende quotidiane.
Se pensiamo alle molte offerte “commerciali” e un po’ “costruite” che si trovano spesso in questa regione, il punto di forza del tour Amish che abbiamo effettuato, è stato caratterizzato dll’autenticità e l’immersione genuina nella cultura Amish. Questo giro, infatti, ci ha permesso di esplorarne la vita quotidiana, visitando fattorie, case private e persino gustando pasti in un ristorante tipico Amish con vista su una verdeggiante distesa con cavalli in libertà. Personalmente ho apprezzato la rinomata limonata che preparano gli Amish, molto gustosa e dissetante.
Le esperienze vissute, includevano la possibilità di interazioni dirette con i locali, permettendo di comprendere meglio le tradizioni e la storia di questa peculiare comunità, utilizzate anche per il film Witness – Il testimone, con Harrison Ford e Kelly McGillis. Uno degli elementi distintivi quando si parla di amish sono sicuramente i caratteristi carri trainati da cavalli che rappresentano il principale mezzo di locomozione per la comunità. Non è raro quindi imbattersi in questi particolari mezzi di trasporto lungo le strade che percorriamo con la nostra macchina.
Inoltre abbiamo visitato la bella ed interessante Amish Farm and House una fattoria risalente al 1805 che si vanta di essere la prima attrazione Amish di tutti gli Stati Uniti. Con una guida locale abbiamo apprezzato gli ambienti della casa e le varie costruzioni legate all’attività agricola, camminando lungo la proprietà, inoltre, abbiamo osservato una grande quantità di animali.
Se volete farvi un’idea in prima persona come vivevano gli amish nel 1800 potete fare un tour in questo villaggio ricostruito in cui potrete visitare fra le altre cose una fattoria, una chiesa, una scuola, il negozio del fabbro, un mercato dove poter acquistare prodotti locali (con uno spazio per il pic-nic dove mangiarli all’aria aperta) e molti animali che vivono nella proprietà.
L'ultima tappa di questo meraviglioso tour ci ha condotti a Washington DC, la capitale degli Stati Uniti: in nessun luogo come questo si respira l’aria del sogno americano, testimoniato da monumenti nazionali e musei sparsi un po’ ovunque. Inoltre si tratta di una città dagli spazi molto ampi, immensi orizzonti, con edifici molto bassi (soprattutto se pensiamo all’immaginario delle grandi città americane) che rendono il cielo sempre ben visibile.
Noi abbiamo iniziato la nostra prima giornata nella capitale recandoci presso il Cimitero di Arlington. Anche se tecnicamente il cimitero di Arlington si trova al di fuori dei confini del District of Columbia, non può certo mancare tra le cose da vedere a Washington DC. Come probabilmente saprete, non si tratta di un cimitero qualunque, bensì del cimitero militare americano per eccellenza, vero e proprio simbolo del patriottismo USA.
Come saprete, il luogo comune per cui in America tutto è immenso (o per lo meno più grande) è vero, e questo cimitero militare non fa eccezione, visto che vi sono sepolti oltre 350.000 soldati americani.
Camminare fra l’infinita distesa di lapidi bianche è un’esperienza che impone un religioso silenzio, così come la visita alla tomba di Kennedy o il cambio della guardia alla tomba del Milite Ignoto. Sulla tomba di uno dei più amati presidenti americani arde una fiamma perenne, un’opera realizzata dall’architetto John Carl Warnecke, amico di Kennedy. Accanto riposa la moglie, Jaqueline Kennedy Onassis e non molto lontano il fratello Robert (la cui croce tombale fu rubata nel 1981). La tomba di Kennedy ha avuto un impatto importante sull’immaginario collettivo americano. I funerali del presidente furono infatti trasmessi in televisione e negli anni successivi alla sua morte milioni di visitatori accorsero a rendere omaggio al suo monumento funebre. Nel 1964 la tomba di Kennedy ispirò anche un francobollo che affiancava al volto di JFK l’immagine della fiamma eterna.
Vicino all’ingresso del cimitero abbiamo poi ammirato uno dei monumenti di Washington più famosi, il Marine Corps Memorial. Immortala sei soldati che piantano la bandiera americana durante la battaglia di Iwo Jima, uno scontro in cui persero la vita ben 6800 uomini. Il monumento è comunque dedicato a tutti gli americani caduti per difendere il proprio paese e fu ispirata da una celebre fotografia di Joe Rosenthal, usata come modello dall’architetto Felix de Weldon. Secondo alcuni, sulla scultura c’è una mano di troppo (13 invece di 12), una diceria che ha dato voce ad illazioni e speculazioni probabilmente senza alcun fondamento. Se volete potete verificare di persona: trovate il Marine Corps Memorial sulla Arlington Boulevard, all’altezza di Meade Street.
C’è molto altro da visitare al cimitero di Arlington, ma parlare in dettaglio di tutto richiederebbe un libro! Tappe interessanti che rievocano momenti importanti, e spesso tragici, della storia americana sono la tomba di Edward Kennedy, la Arlington House (la casa neoclassica che fu dimora del generale Lee) e i monumenti dedicati agli astronauti delle navette Challenger e Columbia, ai passeggeri del volo Pan Am 103 e alle vittime del Pentagono durante l'11 Settembre.
Chi ama quartieri vivaci e caratteristici scoprirà che Washington ne ha molti da offrire e Georgetown rappresenta probabilmente l’esempio più interessante. Distretto universitario animato dagli studenti della omonima università, con tanti negozi e ristoranti, pittoresche case colorate, vicoli in mattoncini pieni di storia, e sontuose ville ottocentesche. Il quartiere, abitato in passato da personaggi del calibro di Thomas Jefferson, John F. Kennedy, Francis Scott Key ed Elizabeth Taylor, è ricco di di abitazioni risalenti ai secoli XVIII e del XIX e forse la sua peculiarità principale è proprio quella di riuscire a far convivere anime diverse, da quella storica a quella del divertimento e della vita notturna, da quella universitaria a quella più residenziale. Prepariamoci allora per una passeggiata alla scoperta dei tanti volti di Georgetown, uno dei quartieri più affascinanti d’America.
I National Mall sono il motivo principale per visitare Washington, tant’è che per molti turisti il soggiorno in città coincide e si esaurisce con la visita dei Mall stessi. Ma di cosa si tratta? É un grande parco a pianta di croce dove si distribuiscono i monumenti, musei, memoriali e luoghi del potere più famosi di tutti gli Stati Uniti.
Una delle mete più ambite tra quelle che si possono visitare nella vasta area verde del National Mall, nel cuore della downtown di Washington: il Lincoln Memorial, famoso per essere il “palcoscenico” dal quale Martin Luther King ha pronunciato il celebre “I have a dream”. Quando pensiamo all’importanza decisiva di ciò che viene stabilito tra le mura della Casa Bianca e del Campidoglio, il nostro immaginario vola immediatamente ai film più celebri di Hollywood: tra le tante pellicole in cui appare questo monumento (Forrest Gump, Independence Day, Il pianeta delle Scimmie, Armageddon, Una notte al Museo, Nixon per citarne alcuni)...
Quello è il Lincoln Memorial, uno dei monumenti chiave della storia politica americana e non solo. L’imponente edificio neoclassico che ospita la statua di Lincoln è stato costruito in stile dorico a partire dal 1914 ed è stato inaugurato nel 1922. Le 36 colonne che circondano l’edificio sono alte dieci metri e ognuna riporta il nome degli stati che componevano gli Stati Uniti al momento della morte di Lincoln. Gli stati mancanti furono omaggiati con un’iscrizione all’esterno dell’edificio e su una targa alla base della scalinata. In prospettiva, l’obelisco del Washington Monument si specchia nelle acque della Reflecting Pool, proprio davanti al monumento del memoriale.
Quando siamo entrati nella cosiddetta “central chamber”, la nostra attenzione è stata ovviamente calamitata dall’enorme statua di Abramo Lincoln seduto su un trono. Scolpita da Daniel Chester French, la statua di marmo è alta ben 6 metri ed è poggiata su un piedistallo alto 3 e largo quasi 5 metri. Dietro la testa del presidente si può leggere un’iscrizione che riporta queste parole:
In this temple
As in the hearts of people
For whom he saved the Union
The Memory of Abraham Lincoln
Is enshrined forever.
Le due camere laterali, separate da quella centrale da due file di 4 colonne, riportano sulle pareti il testo di due discorsi del presidente: il Secondo discorso inaugurale e il discorso di Gettysburg, pronunciato per ricordare le vittime della Guerra Civile in occasione dell’inaugurazione del Cimitero di Gettysburg. Sopra a ciascuno dei due discorsi sono presenti dei dipinti murali a opera di Jules Guerin, raffiguranti alcuni momenti chiave della vita del presidente Lincoln in chiave simbolica.
Casa Bianca.
La residenza del Presidente degli Stati Uniti è forse il simbolo del potere politico più importante e riconoscibile del mondo. Insieme al Capitol Hill è una delle attrazioni di maggior importanza storica, non solo per quanto riguarda Washington D.C. ma degli Stati Uniti in generale.
L’indirizzo della Casa Bianca negli Stati Uniti è noto quasi quanto l’edificio che ospita. Stiamo parlando del 1660 Pennsylvania Avenue usato, fra le altre cose, come titolo per un noto musical di Leonard Bernstein messo in scena a Broadway. Noi, purtoppo, per motivi di sicurezza interna, la abbiamo potuta vedere soltanto dall'esterno.
Il Capitol Hill è il palazzo in cui si riuniscono i due rami del Congresso degli Stati Uniti, nello specifico la Camera dei Rappresentanti e il Senato. L’imponente edificio costruito in stile neoclassico svetta sul versante orientale del National Mall e, oltre ad essere uno dei pochi edifici governativi visitabili, offre una splendida visione d’insieme su tutta l’area circostante. Questo edificio non ha solo un ruolo legislativo ma anche simbolico dato che, dal 1981, sulla sua terrazza occidentale, ogni Presidente americano celebra il proprio Inauguration Day giurando di proteggere la Costituzione degli Stati Uniti (le cerimonie precedenti si svolgevano sul lato opposto).
Una volta all’interno del Campidoglio il tour vi porterà a visitare i seguenti edifici:
- The Crypt: la Cripta sorretta da quaranta colonne è stata completata nel 1827 e la curiosità più interessante è che la stella presente al centro del pavimento indica il punto da cui partono e sono numerate tutte le strade di Washington D.C
- The Rotunda: la Rotonda è forse la parte del Campidoglio più importante fra quelle che visiterete. Il soffitto è affrescato con un’opera dell’artista italo-americano Costantino Brumidi intitolata l’apoteosi di George Washington. In questo affresco il primo presidente americano è trasformato in una divinità che è ascesa al celo, da qui il nome apoteosi (parola derivante dal greco, la cui etimologia richiama appunto all’elevazione di un mortale allo stato divino). Lungo i muri si trovano inoltre otto nicchie che ospitano dipinti, alcuni dei quali ormai entrati nell’immaginario collettivo americano, fra cui La Dichiarazione d’Indipendenza del pittore John Trumbull.
- The National Statuary Hall: questo spazio all’interno del Campidoglio ha ospitato dal 1807 al 1857 la Camera dei Rappresentanti. Oggi funge da spazio espositivo. Particolarmente rilevante è la scultura Il Carro della Storia dell’italiano Carlo Franzoni, collocata sopra la porta in direzione della Rotonda.
Al livello inferiore del Visitor Center del Campidoglio è presente un ristorante che offre un servizio sia di colazione la mattina che di pranzo fino alle ore 16.00 dove abbiamo fatto una sosta ed io ho gustato un dessert di cioccolato bianco e frutta a forma di Capitol Hill.
Il Washington Monument è uno dei luoghi di interesse più fotografati della capitale americana, oltre che per la sua imponenza, anche per il fatto che è la costruzione più alta di tutta la città. Impossibile quindi non notare l’obelisco dedicato al padre fondatore degli Stati Uniti da qualunque punto vi troviate. Con i suoi 169 metri di altezza il Washington Monument svetta al centro della croce ideale del National Mall che ha ai suoi estremi la Casa Bianca, il Lincoln Memorial, il Capitol Hill e il Jefferson Memorial.
Il Jefferson Memorial fa parte del National Mall e più specificatamente si trova all’estremità del suo versante meridionale. Non molti sanno che venne fatto costruire in simmetria con la Casa Bianca. Se si guarda attentamente la cartina si noterà infatti che la residenza dei Presidenti Americani è perfettamente allineata al memoriale di Jefferson.
Il memoriale a Martin Luther King Jr. si trova lungo la riva occidentale del Tidal Basin, bacino artificiale realizzato alla fine del XIX secolo come parte del sistema idraulico e paesaggistico di Washington. L’area è anch'essa compresa nel National Mall, tra il Lincoln Memorial, il Jefferson Memorial e il Franklin Delano Roosevelt Memorial, con i quali il memoriale di King instaura un rapporto spaziale e visivo diretto.
La scelta del sito risponde a criteri di continuità urbanistica e simbolica. Il memoriale è allineato visivamente con il Lincoln Memorial, luogo del discorso pronunciato da King nel 1963 durante la Marcia su Washington. Dal punto di vista urbanistico, il complesso occupa un’area di quasi due ettari e si inserisce in un contesto caratterizzato da ampi spazi aperti, superfici d’acqua e assi prospettici monumentali.
L’idea di realizzare un memoriale nazionale dedicato a Martin Luther King Jr. emerse negli anni Ottanta, ma il progetto fu autorizzato ufficialmente solo nel 1996, quando il Congresso degli Stati Uniti approvò la concessione di un’area sul National Mall. Il processo di approvazione, raccolta fondi e progettazione fu lungo e articolato, anche perché si trattava di un’iniziativa senza precedenti. Il memoriale è infatti il primo monumento del National Mall dedicato a un afroamericano e uno dei pochi a commemorare una personalità che non fu presidente degli Stati Uniti.
Il memoriale fu inaugurato nel 2011, anche se alcune parti furono completate successivamente. Si tratta del primo monumento sul National Mall dedicato a un afroamericano e di uno dei pochi memoriali statunitensi dedicati a una figura storica che non abbia ricoperto la carica di presidente.
Lo Smithsonian è il più grande complesso museale al mondo e comprende numerosi musei e lo Zoo Nazionale. Dieci musei si trovano lungo il National Mall a Washington D.C., altri sei e lo Zoo Nazionale dello Smithsonian sono situati nelle vicinanze, due si trovano a New York e un altro è in fase di realizzazione.
Uno di quelli previsti dal nostro tour è stato il National Air and Space Museum. Qui ci siamo letteralmente immersi in una esposizione ricca di oggetti storici iconici, come il Wright Flyer del 1903, la tuta spaziale indossata dal primo uomo a camminare sulla Luna e altro ancora.
Lo Smithsonian Institution Building è il più vecchio edificio di proprietà dello Smithsonian Institution, ed è situato vicino al National Mall e dietro il National Museum of African Art e la Arthur M.Sackler Gallery di Washington. L'architetto James Renwick voleva che lo Smithsonian Institution Building fosse il punto focale di un paesaggio pittoresco in cui fosse visibile il Mall, e per raggiungere il suo scopo si ispirò al Denkmäler der deutschen Baukunst di Georg Moller.
L'edificio è un esempio di architettura neonormanna (che ibrida motivi tardo-romanici e del primo periodo gotico del dodicesimo secolo prendendo a modello i dettami del revival romanico e gotico del periodo), uno stile che, stando a coloro che edificarono lo Smithsonian Institution Building, rievocherebbe il cosiddetto "gotico universitario" inglese (Collegiate Gothic), e che ben rifletterebbe i concetti di conoscenza e saggezza. La facciata in arenaria rossa distingue la facciata da quella degli altri grandi edifici di Washington, che sono invece in marmo e arenaria gialla. Il complesso comprende una sezione centrale da cui si dipartono due estensioni e due ali. Il complesso comprende inoltre un totale di nove torri. Sebbene solo le più quattro più grandi siano abbastanza grandi da poter essere arredate, qualcuna di quelle più piccole, che sono a solo fine decorativo, presenta delle scale. Inizialmente Renwick avrebbe voluto che l'edificio fosse ornato da elementi scultorei floreali simili a quelli di Benjamin Latrobe presenti nel Campidoglio di Washington, ma alla fine decise di decorare il complesso con altri tipi di decori ripresi da libri di pattern. L'aspetto dell'edificio, che ricorda quello di una fortificazione, spinge molti abitanti della capitale a soprannominarlo The Castle ("il castello").
Perché mai visitare uno zoo durante un soggiorno nella capitale americana? Beh, forse non sarà fra le prime attrazioni di Washington che vengono in mente, ma lo Smithsonian’s National Zoo (conosciuto anche come National Zoological Park) è uno degli zoo più grandi del mondo, con una notevole varietà di specie, molte delle quali in via d’estinzione. Io l’ho visitato personalmente e devo dire che è stata un’esperienza molto interessante. Una curiosità: mentre camminate lungo il percorso fra le gabbie degli animali potreste notare degli orango tango che si arrampicano su dei cavi che passano sopra le vostre teste, apparentemente liberi; non vi preoccupate, è tutto perfettamente sicuro, questi animali possono spostarsi fra una zona e l’altra dello zoo senza rischi né per loro né per i visitatori.
Nel National Zoological Park non ci sono solo elefanti e asini. Qui vi è un vero e proprio Istituto Nazionale di biologia e conservazione dello zoo stesso, leoni in libertà, oranghi in volo e la famosa coppia di panda sono solo alcuni degli oltre 2.200 animali che vivono nel parco.
In seguito a un atto ufficiale del presidente Grover Cleveland nel 1889, lo zoo nazionale aprì ufficialmente al pubblico nel 1891. Fu progettato dall'architetto pioniere Frederick Law Olmsted (che progettò anche il parco del Campidoglio degli Stati Uniti) per integrarsi naturalmente nel Rock Creek Park.
Verso la metà del XX secolo, la missione dello zoo si era estesa dall'esposizione alla ricerca e alla conservazione delle specie, culminando nella fondazione del Conservation Research Center (ora Smithsonian Conservation Biology Institute) nel '20.
Nel corso dei decenni, lo zoo ha raggiunto traguardi nella conservazione, dall'allevamento di leoni dorati, una specie in via di estinzione, all'accoglienza del primo cucciolo di panda gigante sopravvissuto negli Stati Uniti. Il National Zoo è l'unico posto negli Stati Uniti dove è possibile vedere i panda giganti gratuitamente. Per avere maggiori possibilità di vederli giocare, programmate una visita al mattino: i panda sono in genere più attivi nelle prime ore del giorno.
Oggi, gli habitat ospitano animali di quasi 400 specie, circa il 25% delle quali è in via di estinzione. Ognuno degli oltre 2,000 animali dello zoo è curato da zoologi e veterinari esperti, perpetuando la sua tradizione di amata attrazione di Washington e di leader mondiale nella conservazione della fauna selvatica.
Si consiglia di dedicare 2-3 ore per visitare interamente lo Zoo Nazionale di 163 acri. Comprende 18 aree distinte da scoprire, quindi preparatevi a camminare parecchio.
I percorsi sono accessibili sia alle sedie a rotelle che ai passeggini, che possono essere noleggiati in loco.
L'ultima tappa del nostro bellissimo viaggio è stata alla Tenuta di George Washington a Mount Vernon.
Mount Vernon è la casa di campagna e ultima residenza in cui visse e morì George Washington con sua moglie Martha Dandridge Custis Washington.
Si estende lungo le rive del fiume Potomac per circa 200 ettari ed è proprietà della famiglia Washington dal 1674. George Washington la ereditò nel 1754 e iniziò la costruzione della sua grande residenza in stile palladiano nel 1758 ed è uno dei primi esempi di architettura neoclassica in America.
Dopo la morte di Washington nel 1799, la proprietà passò attraverso varie mani fino a quando, nel 1858, fu acquistata dalla Mount Vernon Ladies’ Association, che ha il merito di aver trasformato la tenuta in un museo dedicato alla vita e all’eredità di Washington.
I tre edifici principali sono la dimora principale del presidente al centro e due residenze ai lati, una per i servitori e una per le cucine. A unirli due bei colonnati simmetrici edificati nel 1778. Oltre a questi edifici, la tenuta ha una distilleria, una serra, la fattoria, le stalle, un porticciolo, le case della servitù e dei lavoratori della tenuta e bei giardini curati in ogni dettaglio. Washington, infatti, nel 1799 aveva una cinquantina di schiavi che lavoravano per lui e negli anni gli schiavi furono probabilmente centinaia.
Nella tenuta si trova anche il mausoleo con la tomba del primo presidente americano e un memoriale e cimitero degli schiavi che qui vissero e lavorarono. Infine, nella proprietà c’è un museo, un centro educativo, una sala interattiva e un’area con ristoranti che offrono piatti tipici dell’Ottocento, oltre agli immancabili negozi di souvenirs.
Con questo secondo reportage, il mio diario di viaggio degli Stati Uniti si conclude qui. E' stato il sogno che si è avverato, un itinerario che desideravo da una vita, in primis, New York. E' stato tutto grandioso (non solo per dimensioni), un cammino emozionante, coinvolgente, elettrizzante! Mi sono sentita felice ed appagata!
Ringrazio la nostra eccellente accompagnatrice Evelyn, sempre pronta ad elargire consigli ed idee, esuberante, intraprendente, simpatica... un ulteriore ringraziamento vorrei inoltrarlo anche ai miei compagni di viaggio! Ogni pezzo di questo vasto puzzle, ha contribuito a rendere il "mio viaggio della vita" perfetto!


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