Tramite un determinato monitoraggio attento, il consulente verifica la concreta attitudine del genitore nel riconoscere e riuscire validare i bisogni evolutivi ed emotivi del minore senza proiettarvi le proprie tensioni, le ansie persecutorie o le aspettative connesse al contenzioso legale in corso.
La metodologia di osservazione all'interno della Consulenza Tecnica d'Ufficio (C. T. U.) costituisce lo strumento clinico ed empirico basilare tramite il quale il perito prende in esame la qualità delle interazioni e la dinamica relazionale fra genitori e figli, avvalendosi di varie sedute videoregistrate o in diretta, in cui vengono proposti dei compiti strutturati, come dei giochi cooperativi, delle attività di disegno congiunto o degli spazi di libero dialogo, per poter analizzare in maniera approfondito la comunicazione verbale e non verbale, la sintonizzazione emotiva, la prossemica e la reale capacità dell'adulto di porsi come base sicura e punto di riferimento affettivo stabile.
Tramite determinato monitoraggio attento, il consulente verifica la concreta attitudine del genitore nel riconoscere e riuscire validare i bisogni evolutivi ed emotivi del minore senza proiettarvi le proprie tensioni, le ansie persecutorie o le aspettative connesse al contenzioso legale in corso, valutando contestualmente la flessibilità relazionale, la tolleranza alla frustrazione e il rispetto effettivo per la figura dell'altro genitore.
Inoltre, determinate osservazioni non vengono mai considerate come se fossero degli elementi isolati o assoluti, ma inserite in un processo metodologico rigoroso che le integra costantemente con i colloqui clinici individuali, i test psicodiagnostici somministrati agli adulti, l'analisi della documentazione d'archivio e l'ascolto protetto del minore stesso, offrendo in questo modo all'autorità giudiziaria un quadro complesso, articolato e altamente oggettivo delle risorse relazionali e delle eventuali aree di fragilità presenti all'interno del nucleo familiare.


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