Intervista a Wilson Segovia Lasso a cura di Serena Tafuro.
Wilson Segovia Lasso è uno dei protagonisti del docu-film “Come siamo (dietro le quinte)” del regista Pier Paolo Segneri. Wilson è un ragazzo simpatico, con un mistero dentro di sé, quasi insondabile, ma è anche una persona in cerca d’amore e, da quello che emerge in questa mia intervista, non vede l’ora di poter trasmettere alle persone quello che si porta dentro.
Andiamo a conoscerlo meglio.
Wilson, come prima cosa ti volevo chiedere: come è stato interpretare la parte di un personaggio che fa l’aiuto regista?
“Guarda, ti dico la verità, all’inizio non avrei dovuto far parte del docu-film perché non sono un ex allievo del professor Segneri, perciò, mi ha un po’ spiazzato quando mi ha chiesto di fare questa parte. Nella figura dell’aiuto regista, rivedo molto il professore poiché rappresenta un punto di riferimento e tende ad aiutare gli altri sempre e comunque”.
Come ti sei preparato per questo ruolo?
"Quando ci siamo visti per il provino, io aiutavo Martina Fianchini - una delle protagoniste del documento-film - ad imparare il testo per la sua parte e, nel frattempo, mi cimentavo un po’ in quello che potrebbe essere un aiuto regista. Un aiuto per le persone, un supporto per quella che può essere la scena in sé e anche per le idee che il professor Segneri ci ha spiegato di voler trasmettere. Quindi, diciamo che una preparazione c’è stata, ma dal punto di vista emozionale e soltanto successivamente recitativa.”
Cosa hai imparato grazie a questo percorso?
“Ho imparato che, alla fine, tutti noi ci portiamo una qualche paura addosso e, ancor peggio, non abbiamo il coraggio di guardarci davvero dentro. E, appunto, il contesto non aiuta. Per questo motivo, il docu-film “Come siamo (dietro le quinte)” calza a pennello. In una situazione in cui fuori c’è spesso oscurità, è importante ritornare dentro noi stessi ed essere affiancati da persone che realmente credono nel nostro essere, nel nostro talento, per ritrovare quella luce che ormai da tempo si è andata a spegnendo”.
Ho potuto constatare, anche grazie alle testimonianze dei tuoi colleghi protagonisti di questo dietro le quinte, che siete davvero un’ottima squadra. Che tipo di rapporto hai con gli altri interpreti e quali emozioni ti hanno trasmesso?
“Sono rimasto stupito perché ho conosciuto veramente poche persone come loro. Sono umili ma, allo stesso tempo, sognatori. Tutti condividono il loro essere ed ognuno è diverso. Ciascuno ha la sua particolarità; chi lo spirito guerriero, chi quello riflessivo, chi quello passionale. Sono tutti aspetti che un po’ vanno a toccare il punto di vista umano e tutto ciò è racchiuso dentro questo docu-film, questo backstage. La “ciliegina sulla torta” è rappresentata dal nostro regista, cioè dal professor Segneri, poiché riesce a racchiudere insieme tutti i diversi elementi, cioè riesce a mettere insieme varie personalità all’interno di un unico progetto, anzi: di un progetto unico.”
Che cosa c’è di speciale in questo docu-film? Che cosa vuole trasmettere davvero? E, soprattutto, cosa ha trasmesso a te a livello emotivo?
"A livello emotivo, mi ha trasmesso sicurezza e fiducia nel futuro. Al momento, il presente non ci aiuta e, di conseguenza, la speranza nel futuro viene a mancare. Il fatto che il docu-film s’intitoli “Come siamo” sta ad indicare il fatto di essere prima di tutto. Noi siamo vivi per essere, non per altro. Come esseri umani abbiamo il compito di diffondere amore, che è l’unica cosa che c’è ed esiste. Molte volte è la paura di guardarci dentro che ci spaventa e ci porta fuori, se noi fuori non abbiamo quella persona che crede in noi cadiamo nell’oblio”.
Credi che possa arrivare al cuore di chi lo guarderà?
"Assolutamente sì. Questo film è stato fatto con sincerità e chi ha orecchie per ascoltare ed occhi per guardare, sicuramente capirà ed afferrerà il messaggio che si vuole trasmettere."
Cosa speri di diventare un giorno?
"Il mio sogno non lo dico per scaramanzia, però... so che voglio essere la versione migliore di me. La vita è una sola quindi perché non essere il meglio che si può essere come uomini? Non ho altre aspirazioni, ho vari strumenti che posso utilizzare e farò di tutto per poter comunicare quell’amore che purtroppo oggi, troppo spesso, viene a mancare."
(Serena Tafuro)


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