Pier Paolo Segneri: “Nel docu-film “Come siamo” racconto le ferite e le sconfitte subìte, per ritrovare, poi, fiducia in sè stessi e nel prossimo!”

Pier Paolo Segneri: “Nel docu-film “Come siamo” racconto le ferite e le sconfitte subìte, per ritrovare, poi, fiducia in sè stessi e nel prossimo!”

Lo scrittore, giornalista e poeta, ci ha raccontato la recente esperienza con i suoi giovani ex studenti, impegnati nel docu-film "Come Siamo", che lo vede vestire i panni da regista.

Sono appena terminate le riprese del docu-film “Come siamo” (dietro le quinte) ideato e diretto da Pier Paolo Segneri. Una storia che si sviluppa proprio nel ‘dietro le quinte’, appunto, di un film in preparazione, ma soprattutto, il vissuto dei protagonisti e il lavoro sul set.
I ragazzi, tutti esordienti, formano un bellissimo gruppo di ex studenti scelti dallo stesso Segneri, che ben conosce le loro potenzialità e le peculiarità di ciascuno, per come sono oggi e per come potrebbero essere domani. Il gruppo è formato da: Francesco Giarnera, Lorenzo Gauzzi, Valentina Cairoli, Wilson Segovia, Carla Ricci, Gaia Della Rossa, Martina Fianchini, Ludovica Spalvieri e Luna Barba.
L’intento del regista è quello di aprire una ‘nuova stagione’, con questo docu-film, la stagione dell’amore, come ama definirla Segneri, e, forse, una web serie a puntate.
Il film, quasi un diario di bordo, è un’esperienza di vita ben visibile, palpabile, è la sceneggiatura di un regista corsaro … è la vita stessa.
Gioioso ed appassionante, racconta di esperienze personali, sui singoli personaggi, su come siamo oggi, nella nostra esistenza di ora, adesso. Un film in cui si recita, si canta, si balla, si esprimono i talenti, le emozioni, le sconfitte e le risalite. Si parla con il cuore, con la sensibilità ancora “acerba” e quindi precaria, che per esprimersi, ha bisogno del riconoscimento da parte dell’altro, perchè non siamo isole deserte in mezzo al mare, abbiamo bisogno di amare ed essere amati, di esprimere noi stessi, superando egoismo, narcisismo e superbia, ritrovandoci attraverso l’umiltà e la generosità. Un film vero, – fatto anche di sguardi, oggi quanto mai importanti, essendo tutti noi camuffati dalle odiose mascherine – che và diritto al cuore, come del resto Pier Paolo Segneri sa fare con maestria. Questo film è una lettura di vita per tutti… soprattutto per i ventenni di oggi. E’ l’insieme di tante piccole storie individuali, volutamente incompiute, imperfette, fragili. Come tutti noi del resto!
L’amore, quello verso sè stessi e gli altri, l’autostima, l’altruismo, sono i temi portanti del film, perchè Pier Paolo Segneri, mi piace sottolinearlo, ha ideato questo docu-film proprio per i giovani, che più di ogni altro hanno patito lockdown, distanziamenti e solitudine…! Quindi in una sorta di nuova vestizione, i ragazzi hanno potuto esprimere al meglio sè stessi ed i loro sentimenti, le attitudini, i desideri… Se non è amore questo… quale altrimenti!?!
Il docu-film vanta i costumi di una grande professionista come Valentina Ciaralli. Le musiche sono di un altro ex studente di Segneri, Lorenzo Tarquini. Inoltre vi è la amichevole partecipazione dello scenografo Francesco Bronzi , già vincitore del David di Donatello, nel ruolo di se stesso. Direttore della fotografia: Luca Santoro. Scenografia di Valentina Cairoli.
Pier Paolo Segneri, nato a Frosinone il 3 Maggio 1973, scrittore e regista, autore teatrale e giornalista-pubblicista, poeta, poliedrico e versatile negli interessi, appassionato di cinema e attivista politico, si definisce un Corsaro della politica, ma è anche professore di Liceo e insegna Lettere a Roma. È sposato con la giornalista Camilla Nata. Attento da sempre ai problemi, alle attitudini e alle risorse creative degli studenti e dei ragazzi, ha iniziato la sua attività giornalistica ad appena 15 anni pubblicando il suo primo importante articolo sul quotidiano l’Avvenire e, nello stesso periodo, ha pubblicato anche sulla rivista nazionale Scout’s d’Europa. A 18 anni ha iniziato a scrivere con la cronaca di Frosinone de il Tempo. Ha poi collaborato per qualche anno con il quotidiano La Provincia, in cui aveva – addirittura – una seguitissima rubrica giornaliera dal titolo: “Lettera 22“. Da allora, non si è più fermato scrivendo, tra l’altro, su Notizie Radicali e, negli ultimi dieci anni, per diversi giornali con tiratura nazionale: L’Opinione, il quotidiano Europa, Secolo d’Italia, l’Unità on-line, oltre ad alcune riviste come Mondo Operaio, il Punto, Qui Magazine e altre. A volte anche contemporaneamente. Dal 2012 è iscritto all’Ordine dei Giornalisti del Lazio nell’Albo dei giornalisti-pubblicisti. Ha curato, realizzato e diretto quasi una decina di commedie e spettacoli teatrali, di cui è stato anche autore. I suoi testi, con la sua regia, sono andati in scena a Roma e non solo, trovando spazio e successo in vari Teatri della Capitale, tra cui: il Teatro Colosseo, il Teatro dell’Orologio, il Teatro Palladium alla Garbatella, il Teatro Tirso, il Teatro Brancaccio e molti altri.
LF ha avuto il piacere di intervistare Pier Paolo Segneri, - tra l’altro un amico - una mente acuta, brillante, piena di sentimento…
 
Pier Paolo raccontaci di questo tuo nuovo docufilm “Come siamo” di cui si sono concluse da poco le riprese…
 
“E’ la storia di un regista che sta preparando il suo primo film e, per l’occasione si presentano a fare i provini alcuni suoi studenti che ha avuto quando era professore al Liceo. Ciascuno con una motivazione…: il tema fondante dell’intero intreccio della vicenda è la fiducia, credere in sè stessi. Questi ragazzi, tutti ventenni, vogliono trovare attraverso questa opportunità, la possibilità di credere davvero in loro stessi… ad esempio, c’è il ragazzo che a a scuola non andava tanto bene e vuole dimostrare che si erano sbagliati, che lui vale e cercherà di avere un ruolo attraverso il provino… oppure quello che non crede proprio in sè stesso e un minuto prima di partecipare ai provini se ne va… o la ragazza a cui il professore consigliava sempre di fare l’attrice… un altro ex studente che vuole capire se ha del vero talento… insomma, ciascuno ha una propria motivazione. Personalmente, dopo la pandemia, ho notato in tutti, ma soprattutto nei ragazzi, un vuoto esistenziale, che è abitato dalla solitudine, ed io, con questo docu-film ho voluto rappresentare, dietro le quinte, questo stato d’animo di sfiducia, la mancanza di autostima che si è prodotta, questo vuoto culturale anche, la difficoltà di tutti di credere nelle proprie capacità… quindi il messaggio che vorrei dare è che ciascuno può credere davvero in sè stesso se trova almeno una persona capace di ricnoscergli le qualità, i meriti, le attitudini, il talento… E’ importante tutto questo! E’ un messaggio per ritornare alle relazioni umane, ai rapporti sociali. Se ritroviamo questo, riconquistiamo la fiducia persa. Purtroppo abbiamo costruito una società in cui non c’è più fiducia nè in sè stessi, nè negli altri… Come fà a crescere il tessuto sociale se si sospetta di tutto e tutti? Questo porta all’egoismo, al menefreghismo, rompe i rapporti sociali. Su questo indaga il film! Raccontare le ferite e le sconfitte subite, per ritrovare la fiducia!”
 
Come hai selezionati i giovani per il docu-film?
 
“Li ho chiamati io, uno per uno, perchè sono tutti miei ex studenti, avuti negli anni passati in varie scuole di Roma, dei quali mi ricordavo del talento. Devo dire che c’è stata, da parte di tutti, una risposta positiva! Ne avevano bisogno! Dopo aver subìto il lockdown ed il distanziamento, con questa avventura cinematografica, hanno trovato la possibilità di uscire da quella solitudine. Li ho selezionati perchè li conosco bene. Sono tutti esordienti, mie scoperte, quindi abbiamo dovuto lavorare su ciascun personaggio… siamo partiti gradualmente. Avendo ideato io la storia, ho potuto cucire addosso a ciascuno il personaggio che doveva interpreare, per renderlo più vero, più autentico, dato che andava a stimolare le corde emozionali ed emotive di ciascuno.”
 
Parlavamo appunto del Covid, durante il quale abbiamo indossato e, ahimè, ancora facciamo, le mascherine, con le quali si vede ben poco della mimica facciale… a ‘parlare’ per noi sono gli occhi ora… Tu come sei riuscito a rendere tutto questo nel docu-film?
 
“Ovviamente durante il docufilm non le indossavano, tranne che in situazioni particolari. Però, io, vivendo questo periodo da regista, ho guardato le persone per strada e in altri ambienti, nascosti dietro le mascherine, ho perciò osservato molto gli occhi … infatti la regia del docu-film è molto costruita sugli sguardi dei ragazzi, come se io cercassi, attraverso i loro occhi, di raccontare sia il mondo interiore, sia quello che riescono a trasmettere all’esterno, il linguaggio non verbale insomma, come se ogni parola d’amore passasse attraverso gli ochhi, anche nei silenzi. E’ un film d’amore, quello verso le persone che non devono cadere nell’egoismo ma riscoprire, caso mai, l’amor proprio, riuscendo altresì ad amare anche gli altri, perchè da soli non andiamo da nessuna parte.”
 
Secondo te c’è un artista che ha saputo rappresentare al meglio questi sguardi?
 
“Beh, sì… a cominciare dai grandi fotografi, ai pittori, a tanti film. Sergio Leone, ad esempio, è un regista che ha dato grande valore agli sguardi come nel suo film “Il buono, il brutto e il cattivo”. Il mio docu-film, si è ispirato un po’ alla nouvelle vague di François Truffaut, in particolare nel film “Effetto notte”, la storia di un regista che si appresta a girare un film a Nizza “Vi presento Pamela” … c’è un richiamo quindi … La speranza è che il mio docu-film riesca a suscitare un tale interesse, da farne, poi, una web serie a puntate di 10 minuti ciascuna, con gli stessi personaggi, arricchita da altri attori e con mezzi maggiori … Una sorta di “Saranno famosi” all’italiana…”
 
Oltretutto ti sei avvalso di una costumista del calibro di Valentina Ciaralli… amica comune, tra l’altro!
 
“Sì! Valentina Ciaralli è una seria professionista! Mi ha dato un notevole aiuto facendo un lavoro sui costumi, molto importante… lei ha voluto un profilo psicologico di ciascun personaggio ed ha, quindi pensato i costumi attraverso l’analisi accurata dei ruoli! E vorrei anche menzionare Francesco Bronzi, un grande scenografo che, per l’occasione, non ha svolto questa mansione ma si è prestato a interpretare sè stesso. Bronzi ha vinto anche il David di Donatello per “L’uomo delle stelle” di Tornatore, è un decano della scenografia del cinema italiano. Mentre le scenografie del mio docu-film sono di Valentina Cairoli, mia ex studentessa del Liceo Artistico di Via di Ripetta, oltre ad avere lei anche un ruolo come protagonista. Le musiche sono di un altro mio studente, un chitarrista di 29 anni, molto bravo, Lorenzo Tarquini. Direttore della fotografia è Luca Santoro… Mi piace sottolineare che tutti loro si sono dedicati a questa cosa volontariamente, a titolo di pura amicizia, perchè credono che possa venirne fuori una serie. Questo è molto bello, perchè se ci pensi, è la rappresentazione concreta del messaggio del film, assieme alla netta sensazione che credono in me!”
 
Dove e quando possiamo vedere questo docufilm?
 
“Ora è iniziata la fase di post produzione, quella del montaggio, del mixaggio ecc. Sarà pronto all’incirca a Dicembre, verso Natale. Da lì, ci sono due possibilità, o farlo girare tra i vari festival cinematografici, ma, in tal caso, deve restare inedito… oppure, mandarlo su un canale specifico del web per renderlo visibile gratuitamente a tutti, con l’auspicio che trovi larghi consensi e convinca ad investire dei soldi per farne una serie.”
 
Progetti futuri?
 
“Prima rendere al meglio questo docu-film, perchè vuole trasmettere emozioni e sentimenti, far vibrare il cuore dello spettatore per riscoprire la nostra forza interiore, a cominciare dall’umiltà, l’unica vera forza … non l’arroganza e la superbia, che sono le vere debolezze in realtà.”
 
Concludendo?
“La cosa a cui tengo di più, sono i ragazzi protagonisti… Io l’ho fatto per loro, perchè non mi piace vedere una rassegnazione diffusa tra i giovani! Il mio desiderio è quello di ridar loro lo stimolo, la fiducia e le motivazioni, perchè hanno tante qualità e pregi, e spesso, invece di essere valorizzati, vengono utilizzati per fare cose futili.
Vorrei anche aggiungere che per promuovere il film e far conoscere gli attori protagonisti, una volta a settimana, andiamo ospiti in un programma su Elle Radio, – si vede in streaming – la radio di Ezio Luzzi, che tutti ricorderanno come uno dei grandi storici giornalisti sportivi, una delle voci della nota trasissione radiofonica “Tutto il calcio minuto per minuto”… Ogni Giovedì, di volta in volta con me, vengono due diversi protagonisti, e, insieme, sveliamo sempre qualche informazione in più a proposito del film: curiosità, anèddoti, retroscena, notizie… Ogni Giovedì, quindi, su Elle Radio dalle 17.00 alle 18.00 in diretta, ma si può sentire, e rivedere, quando si vuole, perchè è in audiovisivo. Ringrazio, inoltre, Ezio Luzzi, che sta dando una grande opportunità ai ragazzi in formazione, perchè imparano una comunicazione che và a completare quella cinematografica, un’esperienza esistenziale, come amo definirla io."
 
 

 


1000 Caratteri rimanenti