WONDER WOMAN IL MITO a Milano.

WONDER WOMAN IL MITO a Milano.

Ideata nel 1941 dallo psicologo Moulton Marston, compie 80 anni.

Le sale espositive di Palazzo Morando ospitano una mostra dedicata a uno dei personaggi più iconici di sempre, Wonder Woman, assolvendo così alla missione di luogo di confronto sui temi legati ai fenomeni di costume. Si tratta del primo progetto museale nonché della prima mostra in Italia interamente dedicata all’eroina femminile dell’universo DC Comics, personaggio tra i più amati dell’immaginario americano di tutti i tempi.

Ideata per l’editoria nel 1941 dallo psicologo americano William Moulton Marston, con le prime illustrazioni di Harry G. Peter, Wonder Woman è diventata negli anni Settanta l’omonima serie televisiva statunitense, con protagonista un’intramontabile Lynda Carter, per conquistare infine il grande schermo con i film Wonder Woman (2017) e Wonder Woman 1984 (2020), entrambi interpretati da Gal Gadot e distribuiti in Italia da Warner Bros. Pictures.

Quest’anno, tra l’alto, Wonder Woman compie 80 anni, e la mostra milanese si propone come omaggio alla sua figura, originalissimo modello della cultura pop americana, che ha incarnato l’ideale eroico della donna-guerriero, la più grande icona femminile dell’universo DC che ha debuttato nelle pagine di All Star Comics #8 come Diana, giovane membro di una tribù di donne chiamate Amazzoni, originaria di Paradise Island, un’isola nascosta situata nel mezzo di un vasto oceano. Wonder Woman è divenuta indiscusso simbolo di verità, giustizia e uguaglianza, attraversando e superando confini geografici e decenni di storia.

“Bella come Afrodite, saggia come Atena, più veloce di Hermes e più forte di Ercole”, ma anche tenace come Atlante, potente come Zeus, audace come Achille: Wonder Woman incarna le migliori abilità fisiche e morali che la mitologia greco-romana ci continua a insegnare. La mostra ha aperto al pubblico il 17 Novembre 2021 e proseguirà fino al 20 Marzo 2022.

Le sale dell’edificio sono piene zeppe di materiali e tavole, un elemento tutt’altro che scontato per una tematica tanto monotematica e puntuale. La riuscita dell’impresa è in buona parte debitrice alla grandissima passione della curatrice, Alessia Marchi, la quale ha selezionato pezzi che sono in grado di esplorare completamente le sfaccettature di Wonder Woman, proponendo un lavoro d'archivio degno di alti crismi storiografici. 

Non solo si può visionare la copertina del debutto dell’eroina, non solo vengono esibiti i bozzetti preparatori, ma è addirittura presente una minuscola parentesi nella quale viene approfondita la biografia che ha inventato l'amazzone, William Moulton Marston, nonché delle influenze femminili che in quei tempi partecipavano alla scena del movimento per l’emancipazione femminile, ovvero le suffragette. Wonder Woman viene quindi analizzata a fondo, così da evidenziare sotto forma riflessa la storia stessa della società che l’ha inchiostrata.

I fan, quindi, non solo dovrebbero fare un salto a Palazzo Morando, ma dovrebbero prendere seriamente in considerazione l’acquisto del catalogo della mostra, il quale è per sua stessa natura un almanacco d’eccellenza per tutto ciò che riguarda Wonder Woman.

Foto: Nick Zonna


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