Per il futuro ho tanti altri progetti che avvierò a breve, spero solo che la mia vita mi basti per poterli terminare.
E' una brava e accorta illustratrice, specializzata in manga, Iolanda Camaldo, che ci ha raccontato in questa intervista come è nato il suo amore per il disegno e di com'è oggi la sua vita di artista e di mamma.
Iolanda, illustratrice, ma prima di tutto moglie e mamma, come riesci a conciliare tutti questi impegni in un periodo come quello che stiamo vivendo oggigiorno?
"Abbastanza frenetica ma gestibile, ci sono giorni a cui devo dare la priorità alle mie responsabilità e mettere in pausa il lavoro. Fortunatamente, con la Tora Edizioni, non ho problemi di scadenze e posso gestire le consegne a mio piacimento, ovviamente con criterio."
La passione per il disegno quando e come è nata?
"Da quando ne ho ricordo, avrò ancora qualche disegno conservato da qualche parte di quando avevo 3 anni. Ho sempre adorato avere animali, ne ho avuti un bel po’ di tutti i tipi, al principio erano loro la mia fonte d’ispirazione, poi sono approdati film d’animazione Disney, anime e anche i film (sopratutto di Steven Spielberg)."
Hai citato il tuo primo manga, realizzato all'età di soli 11 anni, ce ne vuoi parlare?
"Il mio primo manga era tutta “un’ accozzaglia” di anime che seguivo all’epoca su Jtv ("Dragon Ball" in primis, "Saint Seiya", "Ransie la strega"…) ma c’era anche un po’ di "Pokémon". In sintesi, raccontava di cinque ragazzine che, per trarle in salvo, furono spedite in un'epoca passata e riportate nel presente dopo svariati anni, per poter salvare il mondo da una fine imminente. Per metà dee e metà aliene, le ragazzine custodivano in sé delle statuine, che una volta raggruppate avrebbero risvegliato un’ entità idilliaca e dai poteri incommensurabili e poter così salvare il loro mondo. Magari chissà, un giorno potrei prendere in considerazione di riprendere questo progetto, ma per il momento no."
Quali e chi sono i tuoi massimi modelli ispiratori e qual è il tuo fumetto/manga preferito in assoluto?
"Risulterò forse banale ma, "Akira Toriyama" è il mio autore preferito in assoluto, adoro la sua ironia e chiaramente i suoi lavori. Dopo di lui c’è la "Naoko Takeuchi", autrice di "Sailor Moon."
Credi che l'anime sia una conseguenza – per altro molto gradita dai giovanissimi e non solo – normale a cui è destinato un manga e/o un fumetto, come per dire una sorta di step successivo o meglio di un'”evoluzione” del prodotto stesso?
"Non sempre l’anime ha reso giustizia al manga da cui è tratto. Io personalmente preferisco il manga, dove posso percepire in assoluto l’autenticità da parte del suo autore."
Parlaci pure a ruota libera della tecnica che utilizzi/prediligi e di come realizzi una tavola...
"Questo progetto a cui sto lavorando attualmente, l’ho iniziato 4 anni fa in tradizionale, poi però arrivò un periodo che non potevo permettermi manco un quaderno, non avendo alcuna intenzione di fermarmi, imparai ad usare il programma al pc e proseguire, grazie anche all’aiuto che mi è stato dato da San Ivan Varano, che mi ha insegnato ad essere meno inceppata con il programma. Passando del tutto in digitale, ormai avvio tutto dallo stesso programma (mangastudio5) iniziando a suddividere la tavola in vignette, posizionamento ballon, sketch brutti (fatti da manichini) poi sketch abbordabile e infine si passa all’inchiostrazione, applicazione di retini e il lettering."
Restando legati alla domanda precedente, come si svolge il processo di produzione di un manga sotto commissione? Sei coinvolta anche nella fase della sceneggiatura?
"Una volta finito un capitolo, invio tutto al mio Art Director della Tora (Alessandro Mazzetti) che, nell'evenienza, mi dà delle correzioni sulle tavole. Una volta finito e corretto tutto il volume (4 capitoli nel mio caso), si passa all’addetto stampa. E sì, in questo progetto è tutta farina del mio sacco."
Tutti noi sappiamo che c'è una forte differenza dal punto di vista prettamente grafico tra un manga e un fumetto, vuoi parlarcene?
"I manga, non solo si differenziano da un fumetto, per quanto riguarda la lettura, da destra a sinistra, ma anche a livello espressivo, dal taglio di una vignetta o da come si percepisca una qualsiasi atmosfera in essa tempestandola di lucette o di cuori (nel caso si volesse far intendere al lettore che il personaggio è invaghito di qualcuno) così via dicendo. Il fumetto, invece, è più predisposto a quello che c’è scritto che al disegno stesso."
Quali credi che siano i requisiti fondamentali per saper svolgere al meglio questo lavoro?
"Sicuramente non intraprendere questo lavoro con l’intenzione di fare i big money standosene seduti, perché è utopia, a meno che non siate Eiichiro Oda, oltre la passione nel disegno e volersi esprimere in esso, ci vuole perseveranza, studiare, voler sempre migliorare, molta molta pazienza, accettare critiche costruttive che comunque aiutano a migliorarsi."
E che cosa dice la tua bambina del fatto che la sua mamma fa questo lavoro?
"La mia signorina ovviamente è orgogliosa della sua mamma, anche lei è appassionata di manga."
Sappiamo anche che è in uscita un tuo nuovissimo manga, vuoi parlarcene, senza però – ovviamente – rivelarci troppo al riguardo?
"Per fortuna l’intervista è scritta, perché se avessi dovuto parlare quì, avrei iniziato a incrickarmi (ride ndr). Questo progetto nacque per sfogo, dopo 13 anni di stop dal disegno, iniziai a fare gli sketch, su un quaderno a quadrettoni di scuola che mia figlia non usava più, senza avere la benché minima idea di dove arrivassi con la storia. Disegnando disegnando, la trama prendeva forma, e riuscì a sketchare quasi l’intera saga. Le vicende narrano di Romeo, 16 anni, ragazzo intelligente, studioso, che ha già le idee ben chiare per un suo avvenire, un giorno costretto a traslocare con la sua famiglia in un’altra città, i suoi piani da studente modello vacillarono, grazie a Filippo, suo compagno di classe che, apparentemente, sembrasse cavalcare la stessa onda di Romeo e invece si scopre capo di una gang di malfattori. Romeo, farà la conoscenza di altri membri della gang di Filippo: Lorenzo che è un ragazzo transgender, Paride che è un piccolo pazzo furioso e anche un po’ pervertito, Fulvio, che è il più taciturno ma al tempo stesso quello più schizzato e Ingeborg, del quale il nostro Romeo si prende una cotta ma, la tirapiedi di Filippo ha solo gli occhi per il suo capo."
E prima di salutarci, la Iolanda di ieri, di oggi e di domani, da dove sei partita, dove sei arrivata oggi e dove ti vedi per il futuro?
"Fare manga è sempre stato il sogno della mia vita, in passato ho abbandonato questo sogno per colpa di gente che non guardava aldilà del proprio naso e per i quali questo lavoro in Italia sarebbe stato utopia. A breve uscirà il mio manga e, niente, sono già felice così. Per il futuro ho tanti altri progetti che avvierò a breve, spero solo che la mia vita mi basti per poterli terminare.
Grazie mille per l’ intervista, mi sono divertita molto (risata ndr)!"


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