Gerolamo Alchieri

Intervista a Gerolamo Alchieri un attore e artista nostrano molto poliedrico.

La mia formazione è prettamente teatrale e mi è difficile pensare a un altro modo di approcciare questo lavoro.

Ama cantare e recitare, ma soprattutto è un bravissimo doppiatore, Gerolamo Alchieri, classe 1954, attivissimo da molti anni nel panorama dello spettacolo italiano. Il suo percorso comincia -  e continua tutt'ora – come attore teatrale, ma poi per lui si aprono anche le strade del Cinema e del doppiaggio. Lo abbiamo visto in alcuni film e di recente nella serie TV I Medici, mentre come doppiatore ha collaborato con moltissimi volti del Cinema d'oltre oceano e non solo! Ma tutti noi non possiamo che ricordarlo anche nell'amatissima serie Looney Tunes, dove ha prestato la voce alla mitica “puzzola innamorata” Pepe Le Pew. Vediamo che cosa ci ha raccontato in questa splendida chiacchierata a cuore aperto per noi di LF Magazine...

Gerolamo, attore e doppiatore, quando è nata la passione per questo mondo e a che età ha sentito che questo sarebbe diventato il suo lavoro?

"Quando avevo dieci anni vedevo Rita Pavone che il Sabato sera era contornata da uno stuolo di ragazzi che ballavano il twist e facevano i cori. Si chiamavano i Collettoni e le Collettine (c’erano anche, ancora sconosciuti, Renato Zero e Loredana Bertè tra loro…) Ecco, io volevo essere un Collettone di Rita Pavone!

Poi i gusti sono un po’ cambiati (per fortuna…) e da ragazzo  strimpellavo la chitarra cantando tutto De Andrè, Gaber, Battisti ecc. e sognavo di diventare cantante. Qualcuno mi ha ascoltato e mi ha consigliato di studiare dizione per correggere la cadenza genovese. Così ho fatto un provino per frequentare il seminario teatrale del Teatro Stabile di Genova, mi hanno preso… Ed eccomi qua!"

 

Al cinema tutti noi la ricordiamo per due ruoli in particolare: il cruento Cima in Cemento Armato (2007) a fianco del compianto Giorgio Faletti, e più recentemente Maso nella fortunata e seguitissima serie TV I Medici. Ci vuole parlare di questi due ruoli magari deliziandoci con qualche aneddoto relativo al periodo delle riprese?

"Marco Martani da piccolo mi aveva visto a teatro e per il ruolo di Cima, si è ricordato di me e mi ha rintracciato. Purtroppo il ruolo è stato un po’ tagliato nel corso delle riprese ma rimane pur sempre un bel personaggio. Per il mio ruolo ne 'I Medici' erano previste poche pose, ma l’emozione di lavorare a fianco di Dustin Hoffman non era rinunciabile! Come tutti i divi americani Mr. Hoffman era molto alla mano e simpatico. Pensa che ha chiesto a tutti gli attori di firmare una cassa che usava come sgabello di fortuna tra un ciack e l’altro, per cui Dustin Hoffman ha un mio autografo, mentre io non ho il suo, perchè mi vergognavo a chiederglielo!"

 

Come doppiatore invece molti di noi, soprattutto i più giovani che sono cresciuti tra gli Anni '80 e '90 a “pane e Looney Toones”, non possono non citare la sua voce sulla famosissima “puzzola innamorata” Pepé Le Pew, col suo esilarante e indimenticabile accento francese. Cosa ci vuole raccontare invece di questo personaggio e del periodo in cui gli ha prestato la voce nella versione italiana?

"Pepe è il personaggio che più amo doppiare. Canta, è simpatico, stupido, ironico, le sceneggiature sono esilaranti. Non a caso è stato il primo cartone a vincere un Oscar negli Anni Quaranta. Peccato che ultimamente lo si veda molto di rado…."

 

Quali pensa che debbano essere le doti chiamiamole “indispensabili” per un giovane che intende intraprendere la professione di attore/doppiatore?

"Prima di tutto fare una scuola di recitazione, anche se non si ha intenzione di fare Teatro e/o Cinema. E poi armarsi di tanta, ma proprio tanta, pazienza!"

 

Se non sbaglio lei una volta mi ha anche parlato di come funziona – diciamo – la vita all'interno di una sala di doppiaggio, dove una delle cose fondamentali per un giovane aspirante doppiatore è quella di assistere a moltissime sedute di doppiaggio. Ci vuole dire qualcosa di più approfondito al riguardo?

"Funzionava così un tempo…. Ormai le sale sono interdette agli estranei, per via del pericolo pirateria. Poi con il COVID è già tanto se ci entriamo noi doppiatori! Non so davvero come si può ovviare a questa situazione…"

 

Oltre allo studio e al duro impegno che un giovane d'oggi deve necessariamente affrontare per approdare al mondo dello spettacolo, specialmente del Cinema, in che maniera si può notare e quanta importanza può avere, il possesso o meno, del tanto caldeggiato “talento naturale”?

"Il talento naturale di sicuro esiste, ma è merce assai rara. Non siamo tutti Totò! Meglio studiare e prepararsi. Poi se c’è anche il talento, tanto meglio, ma non si può fare affidamento solo su quello. Anche perché molte volte uno crede o gli fanno credere di avere un talento, ma alla prova dei fatti magari si scopre che non lo ha. Lo studio è una buona rete di sicurezza."

 

Lei da cosa capisce, vista la sua grandissima esperienza, se un giovane è realmente promettente e/o talentuoso oppure no?

"A teatro mi riesce facile: basta vedere come uno entra in scena, come “sta” sul palcoscenico e ancora prima che apra bocca si può indovinare se il soggetto è portato o meno. Al leggio mi accorgo che uno ha ancora tanta strada da fare se si mette subito a provare affidandosi alla bella voce e a “sfiatamenti” di maniera. Se uno prima di tutto ascolta e guarda con attenzione, se segue il respiro dell’attore sullo schermo, se cerca l’emozione giusta negli occhi dell’interprete, allora c’è qualche speranza."

 

Quali sono i personaggi che lei ha interpretato o doppiato in tutta la sua carriera ai quali si sente maggiormente legato?

"Prima di tutti, come ho già detto, Pepe le Pew! E tra i cartoni sono molto affezionato a Pico de Paperis e al pinguino Kowalscky.  Poi più che personaggi ci sono attori che è stato bello doppiare, come Peter Stormare, Pete Postlethwaite, Bill Camp, Tony Shalhoub, Pete Mullan, Billy Bob Thorton... Non sono nomi altisonanti, ma sono mirabili attori, e doppiare un attore bravo è molto più facile."

 

Ci vuole raccontare qualche cosa di più anche sulla sua carriera teatrale?

"Uh… è una storia lunga! Sono arrivato al doppiaggio a 40 anni, dopo più di 20 passati in tourneè sia in estate che in inverno. Dopo una breve esperienza al Teatro Stabile di Genova, con le regie di Luca Ronconi e Marco Sciaccaluga, sono approdato a Roma dove sono stato un socio fondante della 'Cooperativa Attori e Tecnici' con cui sono stato 11 anni. Tra tutti i nostri spettacoli quello che ha avuto più successo è stato 'Rumori Fuori Scena' di cui ho fatto più di 2000 repliche! Poi ci sono state tante altre esperienze, tra le quali voglio ricordare 'A Chorus Line' dove, oltre ad aver curato la traduzione, interpretavo Zach: non cantavo, ma ballavo! Uno spettacolo a cui sono particolarmente affezionato, sempre tradotto da me, è 'Con Le Pietre In Tasca' con la regia di Francesca Draghetti. Da 17 anni poi lavoro ogni estate al Globe Theatre di Roma, dove ho rappresentato 'La Dodicesima Notte', 'Le Allegre Comari Di Windsor', 'Processo a Darwin' e 'Sogno Di Una Notte Di Mezza Estate', che va in scena da 15 anni consecutivi, tutti con la regia di Riccardo Cavallo."

 

Ecco, a proposito di Teatro, in moltissimi dicono che sia un'ottima palestra anche per gli/le aspiranti doppiatori/doppiatrici, lei che cosa ne pensa?

"Secondo me è fondamentale! La mia formazione è prettamente teatrale e mi è difficile pensare a un altro modo di approcciare questo lavoro. Ma conosco molti stimati e bravi colleghi che hanno cominciato magari da piccoli col doppiaggio e non hanno fatto altro. Non esiste una ricetta per tutti. Ma insisto, imparare a recitare prima di avvicinarsi a un microfono sarebbe una buona idea…"

 

E prima di salutarci, il Gerolamo di ieri, di oggi e di domani, come si vede rispetto ai suoi inizi, come si vede ora e come e dove si vede nel futuro più imminente?

"Credo si debba imparare a permettere alla vita di sorprenderci. Sicuramente molti miei sogni non si sono realizzati, ma inaspettatamente si sono aperte strade e prospettive non previste. Il doppiaggio ad esempio è una di quelle. Non era in programma, come non era in programma che io facessi anche il direttore di doppiaggio, che invece trovo molto interessante. Al momento sono piuttosto soddisfatto. Posso scegliere cosa fare e cosa rifiutare, ed è un gran lusso!  E ho tempo per pensare ad altri progetti. Al momento accarezzo l’idea di un concerto per voce e band rock con un mio amico musicista… Sogno ancora di cantare, insomma! Magari sono progetti che non andranno mai in porto, ma è comunque interessante il processo. Come si dice, non è la meta che è importante, ma la strada che percorri per raggiungerla…"

 

Foto da sinistra a destra: " A Chorus Line", varie, Gerolamo Alchieri e Dustin Hoffman, in basso da sinistra: Gerolamo e la sua passione per il canto ed il teatro nel ruolo di Bottom in "Sogno Di Una Notte Di Mezza Estate", Gerolamo sul set di "Cemento Armato"


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