Antonio Losito si è raccontato ad LF MAGAZINE in un'ampia intervista, in occasione dell'uscita del suo intenso corto "Pappo e Bucco" che vede protagonisti due grandi del nostro panorama teatrale: Massimo Dapporto e Augusto Zucchi.
Antonio Losito è un sensibile e talentuoso regista... Lui non soffre di protagonismo, non è lì ad autocelebrarsi... il suo talento lo mette a disposizione dei fruitori finali, fedeli spettatori di progetti di qualità e risonanza.
Ne è prova l'ultimo lavoro che il regista ha realizzato recentemente, un cortometraggio che in pochi minuti racconta TANTISSIMO! "Pappo e Bucco", il corto in questione, che vede la prestigiosa presenza di due mostri sacri del nostro teatro e cinema: Massimo Dapporto e Augusto Zucchi.
E' la storia di due anziani "in pensione", due ex clown, Aldo ed Elia (Massimo Dapporto e Augusto Zucchi), ritiratisi a vita privata, in un desolato e solitario casale di campagna. E' una storia di amicizia, di affetto, di amore, di generosità ...
Confesso che durante la visione ho pianto dalla commozione. I due protagonisti sanno rendere tutta l'intensità e la drammaticità di certe 'corde' legate alla vita umana.
La regia è davvero delicata, poetica e toccante. Come un dipinto, si raccontano sofferenza e malattia, amicizia e fedeltà.
Prodotta da Gemini Movie e distribuita da Siberia Distribution, l’ultima fatica del regista Losito, – ex assistente di Mimmo Calopresti ed Enzo Garinei, suo insegnante presso l’Accademia d’arte drammatica Ribalte – affronta la malattia e l’eutanasia, rifiutando tanto facili giudizi morali quanto polemici riferimenti all’attualità.
Tra l'altro il corto ha fatto incetta di premi sia in Italia che all’estero. Negli Stati Uniti, infatti, all’ FM LGBT Film Festival ha ricevuto il premio Best Narrative Short (unico film italiano finalista); ben tre riconoscimenti ha vinto, invece, all’Heart International Italian Film Festival: Miglior Regia, Miglior attore (Ex Aequo Dapporto e Zucchi) e Miglior Cinematografia. Infine, al Metricamente Corto International Film Festival ha ritirato il premio Miglior Attore (Ex Aequo Dapporto e Zucchi).
Antonio benvenuto su LF MAGAZINE! Come nasce il corto Pappo e Bucco?
"Grazie mille! È un onore essere quì su LF MAGAZINE.
Il corto “Pappo e Bucco” nasce dalla mia voglia di raccontare una storia con protagonista un clown, una figura che mi ha sempre appassionato. Quando ho iniziato a scrivere questa storia, volevo raccontare la storia di un clown che viveva in solitudine. Ma poi mentre scrivevo, l’altro protagonista è venuto fuori per caso… mi son detto “e se fossero due i clown?”. E mentre scrivevo, la storia è venuta da sé e con essa anche tutti i suoi sentimenti: l’amore, la poesia, la malattia, la tenerezza."
Pappo e Bucco, due caratteri complementari, o due facce della stessa medaglia?
"Direi entrambe le cose. Pappo e Bucco, ovvero Elia ed Aldo, hanno due caratteri diversi. Il primo è preciso, oculato e protettivo. Mentre Aldo è più giocherellone e ha spirito di avventura. Nonostante queste differenze, loro due sono molto simili in tante cose: ridono delle stesse cose, preferiscono la vita tranquilla e dopo tanti anni di lavoro all’interno del circo come coppia comica, hanno deciso di ritirarsi in solitudine facendo i contadini."
I clown, da sempre racchiudono una sorta di malinconia, sembra quasi una logica conseguenza questo racconto... Personalmente mi sono commossa tanto sul finale!
"Si, chi meglio della figura di un clown poteva rappresentare questa storia… una storia con tante sfaccettature. Dietro quel trucco così vistoso e così buffo, si nasconde sempre una persona con delle sofferenze interiori che solo una risata riesce a far dimenticare."
Nei Paesi di tutto il Mondo, Italia compresa, l'eutanasia solleva numerose discussioni tra chi è a favore di tale pratica e chi, invece, è contrario. Lei cosa pensa a riguardo?
"Io penso che ognuno debba avere la libertà di decidere come meglio crede. Penso che se una persona è in stato avanzato di malattia, e i medici comunicano che non ci sono speranze, debba avere il diritto di scegliere se porre fine alle proprie sofferenze.
I casi di Eluana Englaro e di dj Fabo hanno fatto porre delle domande agli italiani. In questo periodo nel nostro paese, si sta dibattendo molto su questo tema. Io spero che presto venga approvata una legge in cui ogni cittadino possa avere il diritto di morire dignitosamente."
Il corto ha anche ricevuto un Premio alla 78^ Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia.
"Sì, è stata veramente una grandissima emozione. Il film è stato il più votato e il più visto su Rai Cinema, all'interno del Social World Film Festival, e abbiamo quindi ricevuto il premio “Città del Cortometraggio” proprio alla Mostra del Cinema di Venezia. Essere lì tra i grandi del cinema, è stato un grande onore.
“Pappo e Bucco” in pochissimo tempo ha già vinto oltre 25 premi in festival nazionali ed internazionali, posso ritenermi molto soddisfatto."
Ci parli dei protagonisti, Massimo Dapporto e Augusto Zucchi... bravissimi! Come li ha scelti?
"Quando ho scritto questa storia mi si è posto subito il grande problema “e ora? Da chi faccio interpretare questi personaggi?”.
Ho inviato la sceneggiatura immediatamente ad Augusto Zucchi che già conoscevo e con cui avevo già avuto modo di lavorare. Mi ha subito chiamato e accettato il progetto. Per l'altro ruolo ero in crisi. Non sapevo veramente a chi affidare il personaggio più delicato.
Una sera vado a teatro a vedere lo spettacolo “Un borghese piccolo piccolo” e mi emoziona subito l'interpretazione intensa di Massimo Dapporto. Tra me e me dissi “magari potessi avere lui...”. Non mi persi d’animo e riuscii ad avere la sua e-mail. Gli ho mandato la sceneggiatura e la mattina successiva ho ricevuto una telefonata “sono Massimo Dapporto”. Mi ha fatto tantissimi complimenti per la sceneggiatura e mi ha detto subito di Si. Quando gli ho detto che l’altro protagonista era Augusto Zucchi mi ha detto un doppio SI, perché con Augusto avevano fatto assieme l’accademia Silvio D’Amico e si conoscevano da anni.
Per me è stato un grande onore avere il supporto di questi due grandissimi attori e hanno reso prezioso il mio corto con la loro straordinaria interpretazione."
Quali sono le difficoltà di produrre e distribuire film nella sua esperienza di attore e regista?
"Le difficoltà maggiori nella produzione di un film sono reperire i fondi necessari per partire con le riprese e tutta la parte burocratica iniziale.
Invece la scelta degli attori e delle location sono le cose più belle a mio modesto parere.
I cortometraggi sono difficili da distribuire in quanto non ci sono molte alternative ai festival.
Spero che in Italia si possano vedere cortometraggi al cinema, prima della proiezione di un lungometraggio.
Piuttosto che avere 30 minuti di pubblicità prima di un film, non sarebbe male avere 15 minuti di pubblicità e un cortometraggio. Ogni cortometraggio è una storia che arricchisce lo spettatore."
Lei ha già un buon 'bagaglio' professionale alle spalle: assistente di regia di Mimmo Calopresti (oltre che di Pietro Garinei e Francesco Anzalone), attore di cinema e teatro e autore e regista di due opere teatrali e tre cortometraggi... ce ne parla?
"Quando ho iniziato questa professione, ho frequentato l’accademia “Ribalte” di Enzo Garinei, che forma attori per il teatro e per il cinema. Vengo dal teatro e questo ha solo che arricchito il mio bagaglio professionale. Dopo l’accademia, Enzo Garinei mi chiede di fargli da assistente e rimango ad aiutarlo nella scuola e nei vari spettacoli dove lui lavorava come regista e attore.
Questo mi ha aiutato molto e non smetterò mai di ringraziarlo, perché mi ha fatto capire quanto lavoro c’è dietro uno spettacolo. Ho scritto cose mie e ho portato in scena diversi miei spettacoli teatrali. Ma la passione più grande per me è sempre stata quella del cinema. Fin da bambino passavo le mie giornate a vedere film di tutti i generi. Era una magia per me. Quando sono riuscito a vedere un set cinematografico, ho subito pensato che quello era il mio mondo. Ho aiutato il mio insegnante Francesco Anzalone in qualche progetto e poi ho avuto l'onore di aiutare Calopresti nella preparazione del suo film “L’ Abbuffata”. Ho iniziato a realizzare i miei primi cortometraggi che più che altro erano esperimenti. È dal 2013 che con “A questo punto…” e dopo con “Il sarto dei tedeschi” sono riuscito ad affermarmi come regista e ad avere belle soddisfazioni con tanti premi e riconoscimenti vari."
Progetti futuri?
"Sto preparando un altro cortometraggio. E poi sto lavorando per riuscire a trasformare “Pappo e Bucco” in un lungometraggio. La via è difficile ma non impossibile. Nel lungometraggio potrei sviluppare molto di questi due bellissimi personaggi e raccontare la storia in modo più completo."
Concludendo?
"Spero che il teatro ed il cinema possano rinascere dopo questo tristissimo periodo della pandemia. È stato il settore che ha sofferto di più, e noi lavoratori dello spettacolo, abbiamo bisogno di più aiuti e meno burocrazia, per continuare a raccontare storie e creare emozioni. Grazie di cuore a voi."


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