LF ha incontrato il giovane couturier nel suo atelier di Genzano, nel cuore dei Castelli romani.
La moda, abiti da sogno che con i loro morbidi tessuti 'svolazzano' ad ogni piè sospinto, i colori, le sfilate, l'entusiasmano per tutte noi donne. Capi che fanno sognare, riportandoci, talvolta, a climi retrò davvero piacevoli e di tempi gloriosi.
Stile, eleganza, ricercatezza, fattura pregevole... questo ho trovato, entrando nell'atelier del giovane, quanto capace couturier Flavio Filippi. Un atelier ai Castelli romani, a Genzano, per la precisione in Via Chatillon 19.
Varcata quella soglia ho scoperto un mondo, e che mondo!!! Ad iniziare dai ricercati marmi sui pavimenti del salone espositivo e del bagno, per poi ammirare manichini fasciati da abiti dalle tonalità cromatiche 'calde', seducenti, affascinanti. Un lungo abito rosso con un lieve strascico ha notevolmente attirato la mia attenzione, ma, a pensarci bene, tutto è degno di nota e straordinariamente bello. E si respirava già il clima delle imminenti festività.
Flavio Filippi, aveva nel sangue la propensione al "cucito" sin da piccolo, tramandatagli, quasi per caso, dalla nonna che cuciva. Così lui, bambino curioso qual era, chiedendo e pretendendo spiegazioni, ha compreso che da quel cerchio con cui la nonna ricamava, sarebbe iniziato tutto. Ed eccolo a frequentare, oltre al liceo classico, l'Accademia di Belle Arti a Roma e diventare designer di gioielli. Certo, forgiare pietre preziose incastonate regala grandi soddisfazioni, ma a Flavio, in qualche modo, tutto questo andava stretto, sentiva che il suo estro doveva esplicarsi nel soddisfare le esigenze delle donne in maniera più totale. Quindi, cosa di meglio che realizzare capi di raffinata ricercatezza ed eleganza fuori dal comune!?!
Dopo varie esperienze presso show rooms di abiti da sposa e cerimonia, Flavio decide di fare il grande salto: mettersi in proprio per dar sfogo a tutta la sua voglia di qualità e bellezza. Da quì il suo Atelier ai Castelli Romani.
Sono stata accolta con grande simpatia e, soprattutto cordialità e garbo, da questo sensibile couturier, che mi ha concesso una doppia intervista, sia per LF MAGAZINE che per "La Tv di Rosso Marlene".
Flavio Filippi ha raccontato gli esordi e le difficoltà, in periodi di pandemia, ma soprattutto la soddisfazione e l'entusiasmo nel poter creare abiti che ci rendono sicuramente bellissime!
Ogni abito di Flavio ci farà sentire delle autentiche protagoniste, regine della scena! Provare per credere!
Flavio, quando è nato questo atelier e quando hai capito che volevi fare moda?
"L'inaugurazione ufficiale è stata fatta il 14 Marzo 2021, quindi piuttosto di recente... Solo che, purtroppo, subito dopo, causa pandemia, l'Italia è stata dichiarata zona rossa ed è stato tutto vano. E' stata realizzata una nuova inaugurazione l'11 Luglio scorso, dopo Altaroma International Couture, dove ho presentato anche la mia nuova collezione "Roxanne", un doppio evento quindi.
La mia passione per la moda nasce nel tempo... affondando le radici nella mia infanzia, quando vedevo mia nonna cucire. Probabilmente me la ha tramandata lei involontariamente... Come i ricami... Avevo trovato il cerchio da ricamo di mia nonna e, da bambino curioso, le chiesi a cosa servisse... Da lì è iniziata anche la passione per i ricami. Poi, dopo gli studi classici - un altro mio grande interesse è l'Egittologia - ho frequentato l'Accademia di Belle Arti a Via di Ripetta a Roma, per diventare designer di gioielli, - i gioelli che vedi esposti, sono disegnati e realizzati da me in prima persona. - Successivamente ho lavorato per un anno in una gioielleria a Frascati, ma ben presto ho capito che questa cosa non mi dava piena soddisfazione, perchè un gioiello è bello, ma vedere un abito messo sul manichino, per me, è come se prendesse vita. Ho capito allora che forse era quella la mia strada. Quindi ho fatto uno stage di un anno presso un atelier di abiti da sposa e cerimonia a Pomezia. Da lì ho iniziato a lavorare come assistente costumista per alcuni eventi organizzati da Ambra Orfei per il gruppo Ferrari. Siamo andati a Saint-Vincent, a Borgo Ignazia, a Capri, e, dopo aver inviato vari curricula, sempre ad atelier da sposa e cerimonia, romani e non, vedendo scarsi ritorni, ho deciso di non attendere che altri mi dessero la possibilità di lavorare ma me la sono costruita da solo, mettendo su questo atelier. Anche perchè già avevo iniziato a sfilare per AltaRoma, le commissioni cominciavano ad entrare ed avevo un piccolo laboratorio. Sentivo forte la necessità di mettere su l'atelier, era una cosa imprescindibile, così ho fatto il grande passo."
Quali sono le donne che vengono nel tuo atelier?
"Le donne sono di varie tipologie. Come ho già avuto modo di dire, non ho un canone di donna preciso. Ovviamente gli abiti che realizzo sono eleganti, quindi la donna che si affida a me ricerca eleganza e raffinatezza. Molte volte, la raffinatezza d'altri tempi, perchè i miei abiti esulano un pochino dalle estetiche che vediamo sulle passerelle ... Però, io dico sempre che ogni donna è bella a suo modo. Ogni corpo è bello. Ci sono dei dettami che la moda crea... una certa estetica, che và di moda un anno, magari, ma non più l'anno successivo, è anche una questione di mercato. Il compito di un bravo stilista è vestire tutte le donne e armonizzare qualsiasi corpo, la bellezza di un abito consiste in questo, riescire a donare armonia ad ogni corpo."
Che cos'è lo stile per te?
"Lo stile per me è un'attitudine che si declina nei miei abiti, ma anche negli arredi e nel mio stile personale, che può essere eclettico ma sempre finalizzato all'eleganza. Cerco sempre di trasmettere questo messaggio, perchè eleganza non vuol dire avere per forza modi troppo delicati o troppo raffinati, significa sapersi muovere o saper vivere in ogni situazione, con un pizzico di diplomazia, anche, che non guasta mai, che ci consente di dire qualsiasi cosa senza rischiare di offendere o passare dalla parte del torto."
Ci stiamo avvicinando alle festività... che colori ci consiglieresti di indossare per il Natale ed il Capodanno?
"Per il Natale il classico rosso. Il rosso ed il nero sono sempre i colori predominanti, ma anche un blu o blu e oro per una cena di Natale abbastanza importante, anche un verde... il bianco, invece, rischia di diventare troppo 'glaciale'' secondo me."
Quando crei una nuova collezione quali sono gli elementi che tieni bene a mente?
"Ogni collezione ha una grande ricerca dietro. Viene fatto un moodboard che va ad occuparsi dei vari messaggi che io voglio trasmettere nella collezione. C'è una ricerca di immagini, di libri o di frasi che a me servono per trovare un unicum nella collezione, declinato nei vari abiti... Viene fatta un'attenta ricerca di immagini anche negli archivi storici delle varie aziende che hanno fatto la storia della moda, perchè a me serve per capire e trovare nuove ispirazioni per abiti moderni. Mi addentro nelle radici della moda, che mi permettono di mandare un messaggio ben preciso nella mia collezione, perchè ogni capo, quando sfila, è come se raccontasse una storia, narrata anche dalle acconciature e dai gioielli che le modelle indossano, e dalla musica scelta. Tutto deve aiutare lo spettatore della mia collezione a capire il messaggio e la storia che io voglio esprimere attraverso i miei abiti."
A quale periodo storico della moda ti senti più legato?
"Inizialmente ero molto più vicino al periodo Barocco. Mi piacevano molto le opulenze, anche il Rococò, quindi la ricchezza... poi, con il passare del tempo, ho cominciato un pochino a fare una sorta di labor limae, ossia a pulire e a togliere tutti gli orpelli non necessari. Mi piace molto la raffinatezza e l'eleganza dei primi '900, guardando ad esempio a Paul Poiret o a Madeleine Vionnet, ma anche alla teatralità di Christian Dior, negli anni '50, che và ad esprimere un concetto di femminilità molto forte, anche se molte volte viene definito come sdolcinato o troppo teatrale ... Secondo me, una donna conscia della forza che ha il proprio corpo, utilizzando determinati abiti, può aumentare molto il potere della seduzione, che non è solamente limitato ad una sfera più intima o prettamente da "camera da letto"... Le donne hanno un potenziale molto forte, basti pensare alle grandi regine o donne della storia... Non erano necessariamente bellissime, ma avevano una capacità di sedurre e di avere una grande consapevolezza del proprio corpo e della propria personalità, tanto da far piegare, come nel caso di Cleopatra, Giulio Cesare e Marcantonio ai propri piedi. Alcune donne dovrebbero avere maggiore consapevolezza della forza che il loro corpo racchiude, del loro essere donne... basti pensare solo che le donne creano una nuova vita, l'uomo questo non può farlo."
La moda è in continua evoluzione ma spesso si ripropone anche. Come vedi la donna tra 50 anni?
"Visto come sta andando la moda oggi, mi auguro che ci sarà un ritorno alla moda del passato ma anche allo stile del passato... che non significa vintage o polveroso, ma adattarsi alla vita frenetica che abbiamo oggi... Mi rendo conto che alcune silhouette di abiti sarebbero troppo scomode, come i corsetti ecc, però mi auguro che si ritorni all'eleganza, ad un concetto di femminilità che purtroppo si stà perdendo, per questa voglia, a tutti i costi, di una sorta di omologazione che in realtà, è deleteria. La bellezza e la forza dell'uomo si palesano proprio attraverso la diversità. Ostinarsi a portare certi abiti, solo perchè li indossa una determinata star o influencer, non andando, magari, neppure a valorizzare il proprio corpo, fà perdere fascino."
Quali tessuti preferisci utilizzare per i tuoi capi?
"I tessuti che utilizzo principalmente sono molto scivolati. Una stoffa che uso molto è il cady di seta, perchè mi permette di avere un effetto fluido sul corpo.. io non amo abiti che siano troppo strutturati o che vadano a celare il corpo... lo devvono accarezzare... si deve creare un dialogo fra il corpo della donna che lo indossa e l'abito stesso. Quindi preferisco stoffe scivolate e morbide. Alcuni abiti sono un pochino più 'rigidi', perchè richiedono una struttura più precisa, e allora utilizzo il damasco di velluto oppure il raso in seta, in modo tale che non costringano troppo il corpo. Ma in genere amo le stoffe scivolate come il satin, cady, duchesse o chiffon... il vestito deve fluttuare sulla donna."
Progetti futuri?
"Ho già in mente una nuova collezione, è già in produzione, sfilerà a Luglio ad Altaroma, e poi ci sono molti altri progetti come una nuova collezione di pret a couture, shooting ecc."
Concludendo?
"Intanto mi preme ringraziarti per questa intervista!
Poi mi farebbe piacere che lo stile che io cerco di tramandare, venga capito dalle dinamiche della moda, che ricerca uno stile che sia più giovane o comunque più sprint. Molte volte però, il mio messaggio, o meglio, la mia missione, è quella di cercare di scardinare quella dittatura sterile che la moda talvolta fà... Il mio fine ultimo è quello di far nuovamente avere consapevolezza alle donne e dir loro che sono tutte belle.
Se un abito non le veste bene, spesso è colpa dello stilista."


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