Mi piace il fatto di avere una creatività in continuo movimento e di avere ancora molto da dire.
Ama la sua città, Brescia, la Leonessa d'Italia, lo scrittore, sceneggiatore e regista, perlopiù teatrale, Davide Cortesi, che ci propone ora per Rossini Editore “Chi ha ucciso Anthony Hosbourne?”, un giallo decisamente avvincente da regalarci per serate indimenticabili in compagnia di un ottimo libro.
Davide Cortesi, presentati ai nostri lettori con pregi, vizi e virtù?
"E' sempre difficile parlare dei propri pregi. Credo di essere molto determinato nel portare avanti i miei progetti e nel fare tutto il possibile per realizzarli come sono stati concepiti nella mia mente. Mi piace farmi viziare dai bei film, dalle serie TV, farmi sedurre da un artista che abbia forti emozioni da comunicare."
Abiti a Brescia, Leonessa d'Italia, che cosa ami particolarmente della tua città?
"Di Brescia mi piace molto la storia, le vie del centro, l'atmosfera di città culturalmente viva, la sua provincia, con una varietà enorme di paesaggi, così diversi uno dall'altro."
Molti sostengono che sia ancora molto provinciale, quale è la tua opinione al riguardo?
"Brescia è una città attiva, con ottimi servizi e proposte culturali interessanti; se può risultare un po' provinciale, fa parte del suo fascino. Brescia è bella così."
A livello artistico e professionale credi che offra grandi sbocchi?
"Credo di sì. Non in tutti gli ambiti, logicamente. Ogni città offre sbocchi diversi a seconda della sua storia, delle sue dimensioni, della sua capacità produttiva. Brescia offre molto, ma credo si possa fare di più per dare maggiori possibilità a chi desideri lavorare oggi in campo artistico."
E tu di sbocchi ne avresti parecchi visto che sei un abile scrittore, sceneggiatore e regista, per lo più teatrale. Possiamo dunque dire che hai l'arte nei geni?
"Non so se si tratti di geni, ma mi piace il fatto di avere una creatività in continuo movimento e di avere ancora molto da dire."
Com'è cambiato il tuo rapporto con essa con il passare del tempo?
"E' un rapporto che migliora col tempo, se è una passione sincera. E nel mio caso lo è."
A proposito, ti spaventa il suo trascorrere?
"Per niente. L'importante è usarlo bene."
Il tuo nuovo romanzo “Chi ha ucciso Anthony Hosbourne?” è ambientato negli Anni '30. Ami dunque quel periodo storico e per quale motivo?
"Mi piace il fervore artistico, ma non solo, che si respirava in molti ambiti in quel particolare periodo storico, le scoperte, le invenzioni del momento. Ma purtroppo è stato un periodo in cui fermentavano problemi di una portata devastante per il mondo intero."
Sii sincero, ti sarebbe piaciuto vivere in quegli anni?
"Come sempre, è avvincente ed entusiasmante immaginare di vivere in un periodo del passato se si ipotizza ci si fosse trovati in una condizione politica, economica e sociale favorevole. Gli anni Trenta, affascinanti da moltissimi punti di vista, presentavano però situazioni, più o meno manifeste, di una gravità estrema."
Venendo a noi, che cosa ami degli anni odierni e che cosa non sopporti?
"Degli anni odierni mi piace la capacità di comunicare in un tempo rapidissimo, quasi istantaneo, con chi si trova a enormi distanze da noi, di poter condividere materiale, informazioni e conoscenze in modo efficace. Non mi piace la morbosità che, proprio grazie a queste nuove possibilità comunicative, si genera spesso per fatti intimi di persone il cui privato viene, loro malgrado, invaso senza il minino scrupolo."
Infine un augurio per il 2022 per te, per i tuoi cari e per i tuoi lettori?
"Il mio augurio è per un anno veramente sereno e ricco di prospettive, in ogni ambito."


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