LF ha incontrato i quattro ideatori di questo grande progetto itinerante, - Fabio Massimo Caruso, Stefano Donati, Arkadiusz Sedek e Giulio Guidi - in esposizione anche in Polonia presso la "Galeria Sztuki Współczesnej Oranżeria Dom Środowisk Twórczych".
"Tradurre la musicalità delle Cantiche della Divina Commedia dantesca in libere forme di arte visiva, che mostrino una relazione con la scrittura del sommo poeta e che si trasformino in pagine scritte da artisti in dialogo con Dante Alighieri": questo è l'obiettivo de Il Segno dei Canti, un'esposizione internazionale d'arte che è stata inaugurata, dopo essere stata precedentemente a Lodi, il 29 Ottobre 2021, negli spazi del prestigioso Istituto Pantheon Design & Technology di Roma.
Ideato e curato da Fabio Massimo Caruso - direttore artistico dell'esposizione - con la supervisione e il coordinamento di Stefano Donati, - docente dell'Istituto Pantheon Design & Technology di Roma e supervisore/coordinatore del progetto - e di Arkadiusz Sedek - docente presso l'Università di Kielce - questo progetto artistico nasce nel settecentesimo anniversario della morte di Dante Alighieri e coinvolge 12 artisti italiani e internazionali: dopo essere stato ospitato negli spazi della Bipielle Arte di Lodi, Il Segno dei Canti, è giunto a Roma, seconda e fondamentale tappa di un percorso che si snoderà in Italia e all'estero e che trae ispirazione dalla Divina Commedia dantesca.
L'incontro tra Fabio Massimo Caruso e Stefano Donati ha fatto il resto: i due avevano già collaborato ad eventi espositivi tenutisi al Museo delle Scuderie Aldobrandini di Frascati (Roma) e alla Biblioteca Angelica / Galleria Angelica di Roma.
Il messaggio che è al centro di questa esposizione internazionale è stato raccolto immediatamente dall'Istituto Pantheon Design & Technology di Roma, e dal suo Presidente, Giulio Guidi.
L'Istituto Pantheon ha immediatamente raccolto il messaggio de Il Segno dei Canti, progetto a cui hanno partecipato alcuni studenti dell'Istituto stesso e il docente di Fotografia Federico Scarchilli. "Il 'fantastico contagio' – come lo definisce lo stesso Caruso – si è poi diffuso a Lodi, prima sede espositiva della mostra, e infine in Polonia, grazie al coinvolgimento dell'artista e docente di fotografia Arkadiusz Sedek, che a sua volta ha coinvolto la studentessa Klaudia Luiza Wieczorek e che ha invitato a partecipare altri due docenti dell'Università polacca di Tarnów, Agnieszka Bartak-Lisikiewicz e Ewa Bujak".
Grazie a questo 'ponte di dialogo' tra l'Italia e la Polonia, la mostra è approdata alla Galeria Sztuki Współczesnej Oranżeria Dom Środowisk Twórczych, di Kielce, in Polonia.
Il Segno dei Canti si è progressivamente trasformato in una "occasione di sviluppo artistico, umano e professionale. L'aspetto multi-culturale della mostra contribuisce a rafforzare la rete sociale dei partecipanti, dando loro modo di scambiare nuove idee e creare legami. Infine, è importante sottolineare che in questa esposizione sono presenti artisti di tutte l'età: studenti, emergenti e professionisti, in un incontro di diversità, bellezza e cultura che fa dell'arte il proprio punto di forza.
Inizio a dare la parola al Professor Arkadiusz Sedek... Come è arrivata la mostra in Polonia?
“Abbiamo organizzato tutto in Polonia grazie all’aiuto di Fabio Massimo Caruso che è venuto appositamente quì. La mostra è stata allestita in un luogo molto centrale di Kielce, presso la "Galeria Sztuki Współczesnej Oranżeria Dom Środowisk Twórczych", vicino al Museo Nazionale della Polonia. E’ stata inaugurata il 2 Dicembre scorso… Credo che poi andrà anche in giro per il mondo. IL SEGNO DEI CANTI è per me un progetto che va al di là delle frontiere, grazie ai valori e alle componenti che lo contraddistinguono. L'ideazione culturale si avvale di artisti maturi e giovani di diversa nazionalità, che sono soliti lavorare con varie tecniche espressive. All'evento partecipano alcune Accademie d'Arte europee: in un tale crogiolo si è creato un mix artistico esplosivo, che presenta in modo originale le idee del grande Dante Alighieri, attuale in ogni epoca e latitudine. Ciò che è più bello in tale progetto è il senso di comunione che nasce tra creatori, istituzioni educative e culturali, che si lasciano alle spalle confini e muri".
Dottor Fabio Massimo Caruso, com’è nato questo ponte Italia-Polonia?
“Arkadiusz ed io siamo amici da tre anni. La nostra conoscenza è iniziata telefonicamente e pian piano è diventata intensa, di quelle amicizie che nascono all’improvviso e poi si cementano. Soprattutto nel periodo pandemico, ci siamo sentiti moltissimo. Poi quello che avevamo in mente ha iniziato a prendere forma. Il Segno dei Canti, è un'idea sbocciata da un personale 'libro di bordo' che raccoglie storie, incontri, sequenze, viaggi, esposizioni in un percorso artistico personale che si estende per decenni, raccontando esperienze attraversate sempre dall'emozione creativa. Proprio quest'ultima, che ha sempre contraddistinto il mio cammino, ha generato idee e proposte per l'arte. Da un'idea nata intorno al tema della 'Trascrizione', ricerca a cui mi sto dedicando da anni (ovvero la relazione tra la comunicazione culturale, la comunicazione sociale e la pittura) è nato il progetto de Il Segno dei Canti,, al quale sono stati chiamati a partecipare artisti nazionali ed internazionali. La prima tappa è stata a Lodi, in una struttura fantastica, la BPL Arte, creata dall’Architetto Piano, con accanto un Auditorium incredibile, un polo culturale di grande qualità. Dopo la pausa estiva abbiamo ripreso a Settembre, all’Istituto Pantheon di Roma."
Com’è nata l’idea e la partecipazione con Stefano Donati e Giulio Guidi, Presidente dell’istituto Pantheon?
Stefano Donati: “Nel momento in cui ho iniziato a parlare con Fabio Massimo attorno all’ipotesi di questo progetto, l’idea che è emersa era quella di rendere l’operazione non solo artistica, coinvolgendo artisti già affermati, ma, per dare un impulso anche didattico, quelli che saranno gli artisti di domani… Quindi la liaison con una sede accademica è stata la prima cosa che ci è venuta in mente… io ho anche l’onore di insegnare all’Istituto Pantheon e quindi ho pensato di coinvolgere immediatamente l’istituto stesso ed il Presidente, il dottor Guidi. La sua disponibilità è stata immediata a 360°. La celebrazione di Dante ci ha offerto la possibilità di affrontare il tema con un approccio transdisciplinare e multi-culturale. Non è stata una sorpresa, ma ci ha fatto indubbiamente piacere constatare il grande interesse da parte di istituzioni e artisti stranieri nei confronti dell'opera dantesca e di quanto il suo messaggio sia di ispirazione per la contemporaneità. Dopo la prima tappa a Lodi, abbiamo ricevuto numerose sollecitazioni ad arricchire ulteriormente con altre tappe il palinsesto già previsto. Stiamo quindi lavorando per valutarne la fattibilità, confidando quindi di continuare il nostro viaggio con Dante anche nel 2022".
Giulio Guidi: “Quando ci è stata proposta questa iniziativa abbiamo subito preso la palla al balzo! Ci sembrava una iniziativa interessante, educativa, proiettata al mondo del lavoro per gli studenti e un ponte per il futuro. Hanno partecipato alla realizzazione oltre alla progettazione. Ringrazio il Professor Donati e Fabio Massimo, perché gli studenti ricorderanno questa esperienza, sia da un punto di vista professionale che umano. Riteniamo che un' Università debba rendersi attiva sul territorio, producendo valore anche fuori dalle aule".
La Divina Commedia, per usare un gioco di parole, è molto divina, ma anche molto umana, un classico sempre moderno anche dopo 700 anni… cosa ne pensate?
Fabio Massimo Caruso: “Ha il dono di una grande contemporaneità, non c’è una pagina che non sia adattabile all’epoca che stiamo vivendo. I grandi scrittori hanno il dono della profezia, riescono a scrivere versi 500 anni prima, come fossero rapportati al futuro. Quindi credo che questo modello sia importante, perché si può prolungare anche ad altri scrittori.”
Stefano Donati: “L’interesse per Dante è dimostrato dal largo interesse che stiamo ottenendo con questa iniziativa, anche con il patrocinio dell’istituto italiano a Cracovia… Siamo partiti con Dante, che è lo scrittore italiano più conosciuto al mondo ... Il secondo è Italo Calvino, per il quale organizzeremo una ricorrenza nel 2023 in occasione del centenario e suggerirei di pensare a questa partnership anche per altri spunti.”
Giulio Guidi:” Io accolgo il suggerimento. L' ho proposto non solo al consiglio Accademico, ma anche a quello di Amministrazione, cogliendo reazioni positive. Quindi si, assolutamente, felici di partecipare con i nostri studenti … speriamo di poter portare anche fuori dal continente Europeo questo contesto. Noi siamo in relazioni molto solide con il mondo cinese, dove c’è forte sensibilità per l’arte e per queste iniziative.”
Quali sono state le difficoltà nell’allestire questa mostra e nel riunire insieme tanti artisti?
Fabio Massimo Caruso: ”C’è stato un lungo lavoro di scelte e selezioni. A Lodi, la prima cosa che ho fatto fare, è stata quella di far 'sciogliere' tutte le opere e vederle poste in terra per capire dove poterle collocare… trovando un equilibrio. E' successo un episodio alla fine dell’allestimento, quando la direttrice Negrini, che ha sempre appoggiato l’iniziativa, si è avvicintata dicendo che era un ottimo allestimento… Spesso le opere sono appiccicate nelle mostre, noi, invece, abbiamo creato una relazione spazio-opera, in questo modo è come se le opere avessero “cantato” letteralmente.”
Stefano Donati: “Devo dire che in questo momento di Covid c’erano varie incognite su come poter mostrare le opere, difficoltà oggettive, insomma eravamo “tra color che son sospesi”… Fortunatamente dietro le quinte c’è stato uno staff che ha lavorato incessantemente per portare tutto a buon fine… Un grande lavoro di squadra. Problemi legati più alla pandemia che ad altro.
Abbiamo anche una data già fissata per il prossimo anno, a Velletri, in un posto che verrà inaugurato appositamente con il nostro evento. Quindi continueremo con il nostro viaggio con Dante.”
Giulio Guidi: “Noi, come Istituto Pantheon, stiamo aprendo una nuova sede a Milano, quindi, incrociando le dita, magari la ospiteremo anche lì come tappa conclusiva.”
Sopra l'evento svoltosi in Polonia
Sopra l'evento svoltosi a Roma all'Istituto Pantheon
Da sinistra: Giulio Guidi, Arkadiusz Sedek, locandina Polonia, Fabio Massimo Caruso e, in basso, Stefano Donati


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