Maria Cristina Gionta: "Il mio amore più grande è sempre stato il teatro."

Maria Cristina Gionta: "Il mio amore più grande è sempre stato il teatro."

LF ha incontrato la brillante attrice e regista per raccontarci i suoi percorsi artistici, le esperienze con grandi attori, le aspirazioni e la vita.
 
Una chioma bionda, corta e sbarazzina, due occhi che ti colpiscono ed una vivacità palpabile, questa è Maria Cristina Gionta, attrice e regista teatrale che ho incontrato in un rinomato caffè in zona Prati, poco prima delle repliche de "I soldi, no", andato in scena al Teatro Manzoni di Roma.
 
Originaria di Formia, Maria Cristina, sin da giovanissima, si è trasferita a Roma, forte di una preparazione già piuttosto buona, 'affamata' di conoscenza, di apprendere, imparare, carpire tutte le tecniche di recitazione, facendo anche la classica gavetta. Ha frequentato Accademie e scuole di recitazione con Enzo Garinei, Giancarlo Giannini e Patrizia De Santis, per citarne solo alcuni. La De Santis, attraverso la rinomata Tecnica Chubbuck, ha sicuramente sviluppato vividamente in Maria Cristina, l'estrema padronanza recitativa sul palco, che la rende accattivante e davvero disinvolta, per dirla chiaramente: BRAVA! Maria Cristina vive il ruolo, sottoponendolo tuttavia a tracce di vita vissuta nel proprio intimo, in base alle sue esperienze... perchè per rendere credibile un personaggio, lei non lo recita soltanto, bensì lo esplica attraverso il proprio cuore... In fondo impersonare un ruolo è prima viverlo e poi recitarlo!
 
Questa intervista mi ha davvero entusiasmata, mi sono sentita a mio agio, ho avuto momenti di scoperte interessanti, di risate, anche, e di grande sensibilità umana... una vera e propria chiacchierata 'tra amiche'... Maria Cristina Gionta è un portento di esperienze, idee e professionalità, senza ostentazione, però, - mi preme sottolinearlo - ed è questo che rende grande una brava artista.
 
 
Maria Cristina, benvenuta in LF MAGAZINE! Quali sono i tuoi percorsi artistici e come hai iniziato?
 
"Io sono di Formia, ho vissuto lì fino a 23 anni. Lì, da piccola, ho iniziato un percorso musicale, con lo studio del pianoforte. Il mio amore più grande, però, è sempre stato il teatro. A 6 anni ho fatto il primo spettacolino per i miei parenti... A 19 anni, invece, ho fatto un'esperienza bellissima in un laboratorio a Bologna e all'Odin teatret, successivamente ho frequentato dei laboratori con Roberta Carreri, e, appunto, a 23 anni mi sono trasferita a Roma. Quì ho iniziato un percorso in laboratori vari. Mi piace ricordare che, sempre a Formia, ad un certo punto, ho iniziato ad andare anche sui trampoli, avvicinandomi così al teatro da strada ... percorso di teatro e danza. Poi, una volta giunta a Roma, ho frequentato la scuola di Enzo Garinei "Ribalte", un uomo meraviglioso. Devo dire che sono stata fortunata, perchè ho subito iniziato a lavorare, facendo l'aiuto regista e l'attrice... ricordo ancora la mia prima tournèe, bellissima, "Risate Pirandelliane", un intero spettacolo su Pirandello, con tantissimi ragazzi. Ricordo le mie prime esperienze quì, quando volevo capire ed imparare tutto, studiare, impegnarmi, anche gratuitamente, la famosa gavetta... In certe giornate freddissime andavo nei teatri per vedere come provavano, mi è sempre piaciuto. Ho studiato un anno con Giancarlo Giannini, per quanto riguarda voce, poi con Melania Giglio, Marco Podda, ed ho fatto un'esperienza importante con Patrizia De Santis sulla Tecnica Chubbuck."
 
 
Cosa ti ha lasciato l'esperienza con personaggi del calibro di Garinei e Giannini?
 
"Garinei mi ha insegnato il tempo comico, il ritmo, tutto ciò che c'è in una commedia... che porto sempre con me come un grandissimo insegnamento. Mentre la Tecnica Chubbuck mi ha dato una consapevolezza maggiore di tutta la parte emotiva che si deve avere per utilizzare una credibilità, non parlo di verità, perchè un attore deve essere credibile, per arrivare alla massima credibilità devi fare un percorso tuo intimo, sempre, anche emotivo, devi capire cosa c'è nella tua vita per dare a quel personaggio qualcosa di te, toccando delle corde, anche dolorose, per far sì che possa essere il tuo respiro ma al ritmo di quello che vai ad interpretare, a vivere prima che recitare, nel cuore del meccanismo …Ogni volta che vado ad affrontare un personaggio ripercorro determinate cose della mia vita... e questo mi è servito molto."
 
Tu hai lavorato anche come regista, com'è dirigere grandi attori?
 
"La regia mi diverte, perchè nella mia testa c'è un disegno, immagino delle cose che poi, quando si realizzano, sono davvero come la nascita di un bambino dopo nove mesi di gestazione. Dirigere è bello, perchè essendo io attrice, cerco di capire il loro modo di recitare, la loro personalità, il carattere, devo cercare di instradare ogni attore nella propria 'corsia', facendolo arrivare da solo alla meta. La regia mi piace molto."
 
C'è un'attrice o attore che ti piacerebbe dirigere?
 
"Avere un'attrice come Charlize Theron, sarebbe un'emozione incredibile, ma starei davvero in silenzio per "rubare" con gli occhi... Non ci avevo mai pensato però..."
 
Hai appena terminato le repliche al Manzoni de "I soldi, no" dopo aver debuttato al Teatro Roma... com'è andata?
 
"Lo spettacolo è andato bene ... è divertente, bello, ma fà anche pensare... la situazione del denaro, del potere... La compagnia è affiatata, ci vogliamo bene e ci divertiamo, c'è una grandissima intesa...! Ovviamente è un periodo difficile, con meno pubblico, però, nonostante questo, la gente è molto contenta. Avremo anche la doppia replica a Capodanno alle 20.00 ed alle 23.00. Però mi sento un pochino triste, perchè ogni volta che termino uno spettacolo, è come se fosse un piccolo lutto per me, vivo un down... E' come se quel personaggio morisse... "
 
Progetti futuri?
 
"Per ora ci sono delle cose che faremo nel nuovo anno: il 27 Gennaio, in occasione della giornata della Memoria, con la collaborazione dell'Archivio di Stato, metteremo in scena un testo dedicato all'Olocausto, nella libreria alessandrina dell'Archivio di Stato. Una collaborazione già avviata con il Teatro Manzoni. Ho recitato poco tempo fa, alla libreria alessandrina, sulle vicende di Bellezza Orsini, una donna del medioevo processata per stregoneria, "La costruzione di una strega". Abbiamo debuttato ad Ottobre, esperienza meravigliosa. Un testo teatralizzato da Silvio Giordani, tratto dal racconto di Michele Di Sivo. Ci sarà poi uno spettacolo a Maggio, sempre al Manzoni, spero, perchè in questi ultimi due anni, certezze non se ne hanno, si deve vivere alla giornata."
 
Concludendo?
 
"La cosa fondamentale è il contatto con l'arte, solo quella potrà salvare le coscenze. I ragazzi oggi, ma soprattutto i loro genitori, devono capire che devono portare i ragazzi al cinema, al teatro, alle mostre per interrompere la dipendenza totale da internet, dai cellulari e quant'altro... io vedo, e la cosa mi fa una certa paura, degli animi dormienti, un decadimento intellettivo... spero che si ricominci in maniera profonda a vivere l'arte, tutta l'arte per intero, a leggere, vorrei questo. Io ho fatto delle esperienze con i bambini, e ritengo che a partire dai tre anni si debba indurli a frequentare i teatri..."
 
Foto di: Francesca Marino
 
 

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