La scrittura è e sarà sempre una valvola di sfogo e questo può generare anche delle belle opere, ma sono casi rari e bisogna trovarli
E' un autentico vulcano la scrittrice, poetessa ed editrice Stefania Convalle che ha sempre da pensare a qualche bel nuovo progetto editoriale. Di questo e di molto altro ancora ci ha parlato in questa nuova intervista a cuore aperto.
Stefania, il 2021 è ormai praticamente finito, un bilancio sia a livello privato che professionale?
"È stato un anno molto intenso, sia dal punto di vista professionale, sia da quello privato. Per quanto riguarda il lavoro, Edizioni Convalle va a gonfie vele e ha assorbito quasi tutto il tempo, ma di questo sono felice perché il cammino che stiamo facendo è rigoglioso. Nella sfera del mio privato, è stato un anno di riflessioni ad ampio spettro per quanto riguarda soprattutto la comprensione della vita, cercando di trovare quel giusto equilibrio tra il lavoro e la vita privata, mettendo a fuoco un concetto molto importante: il rispetto per me stessa."
Durante i vari lockdown si dice che si siano venduti più libri, è davvero così? Inoltre in molti, chi non si era mai avvicinato, prima di allora, alla scrittura, ha iniziato a scrivere libri e a tenere diari. La scrittura è ancora oggi un'autentica valvola di sfogo?
"Edizioni Convalle è in crescita e non so dirti se i vari lockdown siano stati un bene o un male per le vendite. Riflettendoci un istante, credo che la crescita sia dovuta alla nostra determinazione e alla nostra dedizione al lavoro, al di là delle conseguenze della pandemia.
Vero è che in tanti hanno scritto diari in proposito, ma ho scelto di non addentrarmi in questo ambito perché ritengo che poco abbia a che fare con la letteratura. Mi riferisco a diari riferiti a come ognuno ha vissuto il periodo storico in essere.
La scrittura è e sarà sempre una valvola di sfogo e questo può generare anche delle belle opere, ma sono casi rari e bisogna trovarli."
Ti è capitato di cogliere qualche nuovo talento leggendo per caso dei testi sul Web?
"Purtroppo il mio tempo è davvero limitato e navigo poco. Quindi, no, non ho mai colto talenti in questo modo."
A proposito: perché oggi molti giovani puntano al self publishing piuttosto che a un editore vero e proprio?
"Sono convinta che – e lo dico con rammarico – oggi sia un fiorire di case editrici legate al business e che pubblicare sia semplice per tutti. Più difficile trovare case editrici serie che investano nelle opere in cui credono e cerchino di portare avanti un progetto. Quello che noto è che chi si propone come autore, molto spesso non ha la pazienza di aspettare i tempi tecnici di lettura e valutazione, e quindi o ricorrono al self, oppure pagano un editore. Tutto ciò è molto triste. Anche perché, come dico sempre, è morta la selezione e la ricerca del talento: non hai notato che tutti coloro che scrivono e pubblicano anche una sola opera, si definiscono scrittori? Lo scrittore è ben altro!"
Tu che ricordi hai di quando hai mosso i primi passi in tale direzione?
"Devo andare indietro di tanti anni: infatti a Gennaio 2022 festeggio dieci anni di carriera. Ho macinato tanta esperienza. I primi passi sono stati difficili, come, del resto, lo sono stati per tutti. La ricerca di un editore, l’attesa, riuscire a capire chi potesse essere quello giusto… Ho fatto tanti errori di valutazione, ma ogni esperienza è stata un tassello per imparare a muovermi in questo mondo. Ringrazio sempre e comunque ogni editore che mi ha in passato pubblicato, perché ognuno di loro mi ha accompagnato per un tratto in questo lungo cammino tortuoso, fino ad approdare all’idea di far nascere la mia creatura: Edizioni Convalle."
Tu sei anche un'ottima scrittrice. Ti è mai capitato che qualcuno ti inviasse dei manoscritti molto simili a tuoi precedenti romanzi?
"No, non è mai arrivato niente di simile a miei precedenti romanzi, anche perché penso, senza falsa modestia, di aver acquisito negli anni un mio stile preciso e la capacità di scrivere romanzi singolari (almeno, questo è quanto mi dicono i miei lettori)."
A proposito di romanzi, hai già scritto qualcosa di nuovo? Qualche anticipazione?
"Sì, sono già all’opera su più fronti. Oltre a portare avanti tutte le mie precedenti opere, con un occhio di riguardo per l’ultimo romanzo “Il Manoscritto”, ne ho iniziato uno nuovo. Per me la scrittura è un’oasi di pace e, a malincuore, ho dovuto metterla da parte, in questi mesi, per portare a termine tutte le pubblicazioni in uscita prima della fine del 2021, ma ora sto ritagliando uno spazio per me e voglio dedicarmi a questa nuova opera che, posso anticipare, è ambientata nel Golfo dei Poeti."
Tuttavia il romanzo non è l’unico progetto in cantiere.
Mi sto dedicando anche a un’opera di miei aforismi e una nuova raccolta di racconti iniziata tanto tempo fa. Inoltre uscirà nei primi mesi del 2022 un’opera molto particolare, una novità per questa casa editrice, in collaborazione con un fotografo e il team delle mie collaboratrici che sono anche autrici: il risultato sarà un bel libro di foto professionali, ognuna accompagnata da un breve racconto e tra questi ci sarà anche qualcosa scritto da me. Insomma, c'è tantissima carne al fuoco, se poi penso che c’è anche il progetto di fare una trasposizione teatrale e anche – grande novità – un cortometraggio, “il tutto” tratto da qualche mio romanzo, devo dire che nel 2022 non avrò proprio tempo per annoiarmi!"


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