Il balletto in due atti, "Giselle", è stato messo in scena da Ana Sophia Scheller e Michele Satriano. La coreografia è stata ripresa da Eleonora Abbagnato e messa in scena al teatro lirico di Cagliari con la produzione di Daniele Cipriani Entertainment.
Come sempre, protagonisti assoluti sono l’Orchestra e il Coro del Teatro Lirico di Cagliari, quest’ultimo diretto da Giovanni Andreoli ed impegnato in programmi musicali di assoluta rilevanza.
In scena Giselle, balletto romantico in due atti di Adolphe Adam, creato a Parigi nel 1841 da Jules Perrot e Jean Coralli, in collaborazione con Jules Henri-Vernoy de Saint-Georges, su un libretto che Théophile Gautier scrisse fondendo uno dei suoi racconti (La Cafetière, 1831) con il romanzo Über Deutschland di Heinrich Heine.
La coreografia, da Jean Coralli e Jules Perrot, è di Eleonora Abbagnato, celebre étoile internazionale, al suo debutto, come coreografa, in un balletto di repertorio.
La produzione dello spettacolo è di Daniele Cipriani Entertainment, mentre l’allestimento è della Fondazione Teatro dell’Opera di Roma e Daniele Cipriani Entertainment.
Il balletto è ambientato nella valle del Reno, dove la protagonista Giselle è un’affascinante ragazza che s’innamora di Albert, credendo sia un contadino come lei di nome Loys. In realtà egli è il conte di Slesia, già promesso a Batilde, figlia del duca di Curlandia.
Hilarion, il guardiacaccia, anch'egli innamorato di Giselle, scopre il segreto di Loys e tenta, inutilmente, di metterla in guardia; inoltre Giselle non vuole accettare i consigli della madre Berte, che le proibisce di danzare poiché malata di cuore.
Durante una battuta di caccia Hilarion svela la vera identità di Loys; Giselle, sconvolta dal dolore, impazzisce e muore.
Nel secondo atto, il balletto si svolge di notte quando Albert e Hilarion s’incontrano davanti alla tomba di Giselle per pregare.
Allo scoccare della mezzanotte appaiono le Villi, spiriti di donzelle amanti della danza: Mirta, la regina delle Villi, chiama le sue compagne a raccolta per accogliere Giselle nel loro mondo irreale.
Le Villi scoprono Hilarion e si lanciano al suo inseguimento spingendolo a buttarsi nel lago; invece Albert, protetto dall’amore di Giselle che lo ha perdonato, lo aiuta a vincere la maledizione delle Villi, danzando con lo spirito dell’amata.
All’alba svanisce l’incantesimo e Albert si trova senza l’amata, ma è salvo.
A differenza di altri balletti, Giselle non ha subito significative modifiche per quanto concerne la coreografia nel corso del tempo, a differenza di altri balletti re-inscenati completamente.
L'ultima rappresentazione originale all'Opéra National de Paris risale al 1868 e fu solo in seguito, con l'arrivo di Marius Petipa, fratello dei Lucien Petipa e primo interprete del balletto, che Giselle venne adattata alla tradizione della scuola russa. Petipa appurò dei tagli soprattutto nelle scene mimate e nella variazione che la protagonista esegue nel primo atto.
Merito del successo del balletto al giorno d'oggi però va alla produzione dei Balletti russi di Sergej Diaghilev, nei primi decenni del XX secolo.
Ana Sophia Scheller
Nata a Buenos Aires in Argentina, all’età di 10 anni viene ammessa all’ Instituto Superior de Arte del Teatro Colon di Buenos Aires e a 13 anni riceve la borsa di studio per l’eccellenza culturale nella Danza Classica per tre anni consecutivi prima di trasferirsi a New York. Nel 2000, si iscrive come studente a tempo pieno presso la School of American Ballet (SAB), la scuola ufficiale del New York City Ballet dove ottiene il ruolo principale in Ballodella Regina e nel Brahms-Schoenberg Quartet “third movement” (Balanchine) e interpreta Aurora nel Wedding Pas de deux dalla Bella Addormentata (Martins). Nel mese di aprile del 2004 entra a far parte del corpo di ballo del New York City Ballet. Nel Dicembre 2006 viene promossa solista e nel Maggio 2012 diventa Principal dancer del New York City Ballet. All’età di 18 anni balla con Julio Bocca come principal guest nel suo tour mondiale di addio in Uruguay, Paraguay, Venezuela e Madrid in Spagna.
Michele Satriano
Danzatore di grande talento, dal gesto espressivo ricco di sfumature, si distingue per la qualità d’interprete maturo, il cui lirismo si riverbera tanto nel repertorio classico quanto nel contemporaneo. Persona affabile, di grande naturalezza e socialità, ispira un fare colloquiale semplice e ricco di umanità. La sua formazione si è svolta alla Scuola di Ballo dell'Accademia del Teatro alla Scala di Milano. Determinanti gli anni al MaggioDanza sotto la direzione di Francesco Ventriglia, impegnato in ruoli da solista e, attualmente di primo ballerino, e scelto come partner dell’étoile Sylvie Guillem in Steptext di William Forsythe. Ospite in diversi Gala e produzioni, dal 2013 entra a far parte del Corpo di Ballo dell'Opera di Roma dove attualmente si distingue come ballerino Solista danzando i ruoli principali di moltissime creazioni. Fra questi Don José nella Carmen di Amedeo Amodio, partner dell’étoile Eleonora Abbagnato. Il suo carisma in questo ruolo gli vale la nomina al Premio “Benois de la Danse” 2018 al Teatro Bolshoi di Mosca. È felicemente sposato con la ballerina Giorgia Calenda.
Paola Sarto
Foto: Massimo Danza


Sottoscrivi
Report
Miei commenti