Giulia Di Quilio ... in arte Vesper Julie.

Giulia Di Quilio ... in arte Vesper Julie.

LF ha intervistato la diva italiana del Burlesque in occasione dello spettacolo teatrale "Un passato senza veli" in scena fino a questa sera sul palco del OFF OFF ... Da non perdere!!!
 
Sul palco del Teatro Off Off di Roma, è arrivata Giulia Di Quilio nello spettacolo Un passato senza veli. Le grandi dive del Burlesque, con lei sul palco la band formata da Mauro Scardini al pianoforte, Vincenzo Meloccaro al sax e clarinetto, Alessio Renzopaoli alla batteria e Stefano Napoli al contrabbasso.

Lo spettacolo, nasce dal libro della stessa Giulia Di Quilio Eros e burlesque, edito da Gremese nel 2016.

Nota star della scena burlesque italiana e attrice di fiction e opere audiovisive, con “Un passato senza veli”, Giulia, rievoca un universo colorato e sensuale, sfuggente e affascinante, fatto di lustrini, piume, ventagli, lunghi guanti da sfilare lentamente, ma anche di censure, scandali, dimenticanze e grandi rinascite che costellano la storia dell’arte del burlesque. Una serie di ritratti mobili di Dive sexy, imprevedibili, fuori dal comune, in bilico tra immedesimazione e ironico distacco, memoria polverosa e ricordo vivo, gioco di seduzione e storia del costume.

Dalle due acerrime rivali Faith Bacon e Sally Rand - destini speculari di un’unica medaglia - al geniale opportunismo della leggendaria Gipsy Rose Lee, passando per la versione “senza veli” di Marylin, creata dall’ineffabile Dixie Evans e da un’irrinunciabile omaggio alla “Rossa” per antonomasia: Rita Hayworth.

Durante lo studio preliminare su fonti prevalentemente americane (purtroppo le pubblicazioni italiane sul tema erano poche e generiche), l’autrice si è imbattuta in personaggi straordinari e, più approfondiva la ricerca, più queste figure parlavano e s’imponevano alla sua attenzione, collocandosi idealmente “al centro della scena”. Continuando a studiarle e a raccontarle, Giulia si è immedesimata completamente in loro, ritrovando, tra le pieghe di quelle vite, le sue stesse difficoltà, gli stessi patimenti e gli stessi dubbi. 

Il passato non le è mai sembrato così contemporaneo. Da qui, immediata, la voglia di portare in scena in forma di monologo, alcuni degli “incontri” in cui si è imbattuta, tentando – grazie alla sua doppia esperienza di attrice e di performer burlesque - una sintesi tra i due linguaggi.

Sola in scena per 80 minuti, Giulia racconta e rivive le storie di donne coraggiose, imprevedibili e, soprattutto, femministe ante-litteram: alcune di loro, con i soldi guadagnati in scena, riuscivano a mantenere più di un marito (che, puntualmente, veniva lasciato all'immancabile richiesta di "smettere di spogliarsi" per amor suo). Vere Dive marchiate con lo stigma di "stripper" in un mondo in cui la femmina, era perlopiù, casalinga, al massimo maestra o segretaria... Esistenze fuori dagli schemi che, con il proprio mestiere, riuscivano a raccontare dall’interno la femminilità, svelando a molti un immaginario profondo e potente, riscoperto e reinventato, nei primi anni 2000, dal movimento del "New Burlesque", assunto a modello di emancipazione e di libera ricerca espressiva.

Attrice e modella abruzzese, Giulia Di Quilio, si trasferisce a Roma non ancora maggiorenne, per seguire i corsi di recitazione presso il laboratorio teatrale 'Ribalte' di Enzo Garinei e per muovere i primi passi nel mondo dello spettacolo.

Debutta davanti alla macchina da presa con Giuseppe Tornatore ne “La Sconosciuta” nel 2006. La sua versatilità di interprete la porta ad abbracciare diverse forme di spettacolo: dal teatro di prosa al musical, passando per il burlesque fino ad arrivare alla soap.
Ragione e Sentimento, razionalità e istinto, avvenenza e fascino, convivono nel suo stile attoriale e nel suo aspetto fisico, antico e contemporaneo al tempo stesso.
Ha partecipato al film premio Oscar “La Grande Bellezza” di Paolo Sorrentino, ha interpretato il personaggio del PM Clara Fiorito nella soap “Un posto al Sole” ed è stata coprotagonista del film “Non è vero ma ci credo“.

Ribalte importanti anche per l’attività burlesque: dal prestigioso “Australian Burlesque Festival”, al palcoscenico del Salone Margherita di Roma, oltre ai grandi eventi legati a marchi come Yoox, Mazda E Bacardi.

 
Giulia Di Quilio in arte Vesper Julie... In che modo hai scelto il tuo nome d'arte?
 
"E' ispirato alla Bond Girl VESPER LYND la femme fatale di Casinò Royale 007 ... l'unica donna che James Bond abbia mai amato....
L'ho scelto durante il training nell'accademia di Lady Burlesque, programma televisivo andato in onda su Sky Uno nel 2011."
 
 
Come hai iniziato con gli spettacoli di Burlesque?
 
"In un periodo in cui non lavoravo come attrice...e mi deprimevo a casa... Era il 2010 e a Sanremo era appena arrivata Dita Von Teese...me ne sono subito innamorata...e ho detto "quest'arte fa per me"!"
 

 

Raccontaci di questo spettacolo "Un passato senza veli" in scena il 2 ed il 3 Febbraio al Teatro OFF OFF di Roma....
 

"Nel 2016 ho scritto un libro dal titolo Eros e Burlesque, per la Gremese editore. Durante lo studio preliminare su fonti prevalentemente americane, perché purtroppo le pubblicazioni italiane sul tema erano poche, mi sono imbattuta in personaggi straordinari. E più approfondivo la ricerca, più queste figure mi parlavano e si imponevano alla mia attenzione, collocandosi idealmente “al centro della scena”. Continuando a studiarle e a raccontarle sulla pagina, mi immedesimavo completamente in loro, ritrovando, tra le pieghe di quelle vite, le mie stesse difficoltà, gli stessi sogni, insomma: il passato non mi era mai sembrato così contemporaneo. Da qui, immediata, la voglia di portare in scena, in forma di monologo, alcuni degli “incontri” in cui mi ero imbattuta, tentando, grazie alla mia doppia esperienza di attrice e di performer burlesque, una sintesi tra i due linguaggi. In scena quindi mi diverto ad interpretare alcuni tra i nomi più grandi del burlesque del passato: Gipsy Rose Lee, Dixie Evans, Lily St. Cyr, Bettie Page e infine Sally Rand e Faith Bacon."

Come è cambiata la percezione del pubblico nei confronti degli show di burlesque?

"Il pubblico spesso è composto per la maggior parte dalle donne, sono loro infatti che lo apprezzano di più: i costumi, i tacchi...la femminilità... e soprattutto, la consapevolezza e la libertà delle performer di spogliarsi in pubblico crea empatia e libera a sua volta il corpo delle donne che lo guardano."

 
Quali sono, secondo te, se ce ne sono, i pregiudizi che vengono comunemente legati al Burlesque?

 

"...quando dico che faccio "burlesque" c'è ancora chi si fa una certa risatina sotto i baffi...ma anche quando ho fatto il mio calendario c'è stato chi mi ha chiesto "che ne pensa tuo marito?" ...è assurdo che l'erotismo venga deriso quando invece è qualcosa di molto "alto", che rivela la nostra essenza...la nostra profondità.... Forse qui si è rimasti alla commedia sexy all'italiana...un pò farsesca e buffonesca...allora immediatamente si associa a quell'idea di eros...ma invece l'erotismo del burlesque è fatto di femminilità, di raffinatezza...mi scoccia doverlo sottolineare...ma insomma c'è una differenza...non nel corpo..perchè il corpo va sempre bene nudo, ma nel modo di comunicarlo...non a caso quelle commedie nascevano da un occhio maschile...il burlesque invece è tutto fatto dalle donne e per le donne..."


 
Quali sono le tre caratteristiche che non devono mancare ad una performer di Burlesque?
 
"L'ironia!!!Prendersi sul serio è letale...."
 
 
A cosa è dovuto secondo te questo successo del Burlesque?
 
"Perchè dà la possibilità a noi donne di far uscire fuori la nostra sensualità, l' amore per il nostro corpo...che ha sempre qualcosa da raccontare... e che in un mondo spesso misogino, siamo costrette a nascondere, per essere prese sul serio...E' una forma di spettacolo fatto dalle donne per le donne e questa è la sua forza...non voler compiacere nessuno, piacere solo a se stesse...."
 
 
Esiste un genere musicale particolare per il Burlesque? E per la danza, vi è uno stile specifico o quest’arte si rifà ad altri stili di ballo? 
 
"Il burlesque è un'arte performativa unica, per questo me ne sono innamorata, è una performance che unisce il teatro alla danza, o meglio, la teatralità del gesto, unito al movimento, che però, ATTENZIONE, non è quello della ballerina di danza classica, che conta gli "otto", ma è una performance "sporca", wild come direbbero gli americani...più della pulizia del gesto, conta l'espressività, il carattere della performer che lo interpreta... quindi si può dire che il burlesque è PERSONALITA'...
La musicas è quasi sempre retrò...big band orchestra degli anni 40...."
 
 
Nelle tue performance che spazio riservi all'ironia?
 
"Senza non riuscirei nemmeno a salire sul palco....resto un'insicura di base....quindi ho bisogno di sdrammatizzare e di non prendermi troppo sul serio..."
 
 
A chi si rivolgono i tuoi corsi? Chi sono le donne che vi prendono parte e cosa cercano?
 
"Alle donne di tutte le età e di tutte le taglie.... sono spesso professioniste che non riescono a far emergere la propria femminilità nella vita quotidiana...
Spesso ricoprono ruoli importanti all'interno di aziende o ai vertici della scala sociale, e quindi sono costrette a comportarsi come "uomini" per essere prese sul serio in una società patriarcale... la sfida è riappropiarsi della propria femminilità, che è sempre unica e appartiene a ognuna."
 
 
Hai un aneddoto della tua carriera da raccontarci?
 
"Sì, il mio primo spettacolo di burlesque: avevo millantato grande esperienza ma in realtà non l'avevo mai fatto, nemmeno mai studiato ancora, ma sono partita in quarta....alla fine il proprietario del locale mi ha detto "Era la prima volta vero? Hai guardato a terra tutto il tempo...!"
 
 
Hai lavorato con Sorrentino... che esperienza è stata?
 
"Una delle più belle della mia carriera!

Quando ho girato La Grande Bellezza, la mia scena si svolgeva in una festa caotica, ed eravamo sulla terrazza di un lussuoso appartamento al Colosseo. Erano le 5 del mattino, quindi, per non disturbare, e per via delle varie ordinanze notturne, eravamo senza musica e tutto era svolto sottovoce, bisbigliato, e teatralizzato. Il risultato era davvero, davvero, surreale: vedere un “trenino” di gente che sembrava scatenata, nel silenzio più totale: quando si dice: “una scena da film”!"


Progetti futuri?
 
"Per il momento seguire la tourneè teatrale dello spettacolo che mi porterà in giro in Italia nei prossimi due mesi.... Poi continuare con il mio podcast "È il sesso bellezza!" presente su tutte le piattaforme podcast quali Audible, Apple podcast, Spotify e Google podcast."
 
 
Concludendo? 
 
"Venite a vedermi in teatro...ne vedrete delle belle!!!"
 
 

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