LF ha incontrato la nota attrice e conduttrice del programma di Rai3, "Le parole per dirlo", giunto alla sua seconda edizione, che ha raccontato le sue esperienze lavorative, i successi, i sogni e le 'cadute' superate con grande forza di volontà e determinazione.
Resilienza. Una parola usata e, forse, anche abusata, da due anni a questa parte... Resistere, superare le difficoltà, tutte le limitazioni del periodo che ognuno di noi sta vivendo, certo non è cosa di poco conto. Ma ci sono resilienze, dovute a battaglie interiori, ben più dure e necessarie... Quelle del confronto con sè stessi, animati da una grande forza di volontà, di coraggio, tenacia ... E' questo ciò che ha spinto il personaggio che ho incontrato oggi per voi, Noemi Gherrero, per riuscire a 'scalare' una vetta alta e faticosa ed uscirne vincente.
La nota attrice (anche fotografa), è un volto noto della Tv. Difatti, su Rai 3, conduce, con la collaborazione dei linguisti Valeria Della Valle e Giuseppe Patota, "Le parole per dirlo", giunto alla sua seconda edizione, in onda ogni Domenica dalle 10.20 alle 11.10. Già, la parola, quella 'rispettosa', garbata, ricercata... corretta e fluente... la padronanza della propria lingua... oggi, ahimè, cosa piuttosto rara, rende la protagonista di questa chiacchierata, particolarmente piacevole e davvero interessante. Del resto, come diceva a chiare lettere Nanni Moretti "Le parole sono importanti!"... e proprio dal medesimo intento è nato il settimanale di Rai3.
L’approdo alla conduzione per Noemi Gherrero, è arrivato nel tempo, perchè lei ha avuto la pazienza di capire che il suo 'momento' sarebbe arrivato ... senza andare alla spasmodica ricerca del successo per forza! Ha preso in mano le redini di questo appassionante viaggio nella lingua italiana che ha il merito di raccontare il nostro modo di parlare nei suoi aspetti più vitali. Il programma è seguito da un vasto pubblico e il buon riscontro ha dato modo a Noemi Gherrero di farsi spazio nel mondo della conduzione. Il suo essere così eclettica, la spinge a cimentarsi sempre in nuove sfide.
Laureata in Relazioni Internazionali e Diplomatiche all’Università L’Orientale di Napoli, non ha mai smesso di pensare che la propria formazione accademica potesse incidere notevolmente sull’approccio alla dimensione artistica. Appassionata di simbolismo, psicologia e antropologia culturale, ha portato avanti contestualmente iniziative artistiche sperimentali che hanno avuto sempre un certo riflesso sulla socialità e sui percorsi più classici legati al mondo del teatro, dell’audiovisivo e della televisione.
Prima del programma TV, infatti, abbiamo visto Noemi Gherrero in alcuni ruoli in fiction di successo come "I bastardi di Pizzofalcone". Ha anche recitato nel film "Falchi", diretto da Toni D’Angelo, apprezzato figlio d’arte. Nel premiatissimo noir italiano, la giovane attrice interpreta il ruolo di una ragazza bionda. Inoltre, è stata anche attrice in documentari televisivi come “Il giorno del Giudizio”, in onda su LA9. Fino ad arrivare alla realizzazione di una serie di fotografie realizzate durante il primo lockdown del 2020, che sta portando in giro per l'Italia in location di prestigio!
Cosa dire di più di Noemi Gherrero!?! Preferisco sia lei a raccontarsi...
Le “Parole per dirlo” è giunto alla sua seconda edizione … Che esperienza stai vivendo con questa trasmissione?
“Un’esperienza super positiva! Questo è un programma nato con me lo scorso anno, quindi un palinsesto nuovo, costruito lentamente, nei dettagli. In questa seconda stagione abbiamo cercato di consolidarlo ulteriormente e stiamo crescendo anche in termini di ascolto. E’ un programma che non essendo particolarmente pubblicizzato, ovviamente soffre un pochino, si fà quasi un vero e proprio passa parola, facendolo conoscere attraverso gli strumenti che ciascuno di noi utilizza, i social e le interviste ... parecchi addetti ai lavori stanno cominciando a notarlo, arrivano sempre più segnalazioni positive e sempre più persone sono contente di quello che stiamo facendo… Penso che il nostro programma possa davvero essere definito un servizio pubblico.”
In un periodo in cui regnano cattivo gusto e linguaggio poco garbato, quali sono, secondo te, le parole giuste per porsi al nostro prossimo?
“Intanto imparare ed ampliare il proprio vocabolario, sicuramente permette di utilizzare le parole più giuste ed opportune. Molto spesso si sbaglia per poca conoscenza, proprio perché si ignora ... D’altro canto c’è da dire che la comunicazione non si avvale solo delle parole, ma anche di cinesica, gestualità, quindi le buone regole di comunicazione sono quelle che, attraverso l’educazione, dovrebbero essere insegnate a tutti, sin dall’infanzia… Di contro ci sono anche persone poco istruite che però riescono a comunicare in maniera efficace e garbata, perché credo che questa sia anche una predisposizione del singolo ... e poi la capacità di stare nelle cose, di empatizzare con le persone, di non avere paura del proprio punto di vista. Noi cerchiamo sempre - indipendentemente dall’uso della lingua, della grammatica e dell’etimologia - di dire tutto e cercare di raccontare le cose in un certo modo.”
Quanto hanno influito i Social, secondo te, su questa decadenza linguistica?
“Sicuramente hanno influenzato e vengono influenzati… io credo che sia un circolo che può essere virtuoso quanto vizioso! Il Social, come strumento di effetto ed impatto, non permette di approfondire contenuti e scrivere in un certo modo, e questo lo notiamo soprattutto nei giovanissimi ... si è persa un po’ la capacità di scrittura, di sintesi e discorsiva rispetto all’argomentare… poi occorrerebbe capire quanto la società voglia tutto questo e il Social non sia più un riflesso, uno specchio di quello che è oggi… è molto difficile riuscire a fare un’analisi e imputare colpe, cause, conseguenze sull’uno o l’altro caso … vediamo come funzionano i video di Tik- Tok che durano 10 secondi e ci rendiamo conto che sono slogan, non certo messaggi.”
Il tuo percorso lavorativo era quello che sognavi sin da piccola?
“In generale sì… mi sono sempre sentita portatrice di messaggi. A me è sempre piaciuto stare nelle cose che sentivo giuste, difatti anche l’occasione in Rai è arrivata, perché sono riuscita ad avere pazienza, ad aspettare, a non prendere altre cose tanto per fare soldi o sfruttare l’attimo di visibilità. Ho sognato mille mestieri, devo essere sincera, da Presidente della Repubblica, ad archeologa, poi mi sono laureata in Relazioni internazionali diplomatiche, volevo fare giornalismo… In fondo queste cose hanno tutte un comune denominatore: l’arrivare alle persone, essere una che sta sul palco e non dietro le quinte.”
Dicevamo che sei laureata in Relazioni Internazionali e diplomatiche e sei anche appassionata di simbolismi, psicologia e antropologia… sei la testimonianza che intelligenza, cervello e bellezza sono un ottimo connubio.
“Speriamo di non essere l’unica!!! (ride n.d.r.) A parte scherzi, ce ne sono tantissime straordinariamente migliori di me. Diciamo che io cerco di abbattere lo stereotipo che se sei una ragazza carina, per forza di cose devi passare come oca deficiente e viceversa! Noi diciamo che sono cose passate, ma in realtà, nell’immaginario collettivo di tutti i giorni, non lo sono, perché una ragazza giovane che sta fuori determinati ambienti è sempre soggetta a giudizi … queste sono cose che capitano a tutti… Fortunatamente non sono stata molto toccata da questo, ma scommetterei che alcuni hanno immaginato chissà cosa quando sono approdata in Rai …”
Da ragazza hai sofferto di disturbi alimentari… come sei riuscita a venirne fuori e cosa consiglieresti alle tante ragazze afflitte oggi da questo problema?
“Questo è un argomento molto difficile, perché ognuno poi ha la propria storia personale… E' un problema che non è mai legato solo al corpo ed alla propria immagine... nasce da una serie di insicurezze, momenti di depressione, aspettative degli altri non corrisposte… io ne sono uscita semplicemente perché, ad un certo punto, mi sono detta “o la và o la spacca” ... quando mi sono resa conto che ero quasi in fin di vita, - ero arrivata a pesare 38 chili… ma ci sono anche casi molto più gravi del mio - è come se ci fosse stata una piccola luce che mi ha fatto rinvenire … è stata una lunga battaglia, con tanti alti e bassi ... ne sono uscita dopo un paio di anni, da un punto di vista fisico, per quello mentale, invece, ho dovuto fare tanta psicoterapia che, ancora oggi, continuo fare, perché quando vieni segnato da certe cose, devi farlo… Subito dopo ho perso anche mio padre… Un’adoloescenza molto segnata la mia…! Per esperienza personale, posso dire che io non ascoltavo nessuno, se non scatta qualcosa dentro di noi… non si riesce.”
Tu sei stata protagonista di varie fiction tv, cinema e teatro, ma sei stata anche davanti alla macchina fotografica durante il lockdown…
“Sì. Io ho fatto questo lavoro bellissimo con mia sorella, molto estemporaneo, nato proprio durante il primo lockdown del Marzo 2020. Ne son venute fuori 21 fotografie che stiamo portando in mostra in tutta Italia anche in sedi prestigiose… a Napoli, a Firenze e spero di venire presto a Roma… Ho una data bloccata a Civitavecchia, a causa delle restrizioni derivanti dalla pandemia… Ho sempre fatto molta ricerca personale, indipendentemente dal fatto che ho sempre ambìto al cinema, la mia prima passione, il mio primo amore, cercando di rendermi autonoma, perché il primo problema è quello! Quindi mi sono attivata con un crowdfunding per la mostra, sto chiedendo dei finanziamenti per fare il mio primo corto, ho uno spettacolo a teatro che punto di riuscire a piazzare nella prossima stagione… insomma non mi fermo mai… In questa mostra si racconta il mio vissuto durante il primo lockdown, e un po’ di previsioni di quello che sarebbe accaduto… il distacco, la paura, la solitudine….”
Progetti futuri?
“Continuerò con questa mostra, poi voglio affrontare qualcosa di nuovo… ci sono in cantiere varie cose, tra le quali, il consolidamento in televisione, perché mi sono resa conto, sebbene non fosse la strada che avevo immaginato per me, che è una cosa che mi piace, che mi dà la possibilità di stare a contatto con gli altri e quindi speriamo bene.”
Concludendo?
“Vorrei aggiungere una cosa: in questo periodo sentivo di riprendere a fare volontariato, perché sono stata abbastanza segnata da un’esperienza personale con una persona che ho cercato di aiutare ... ho ripreso a fare una cosa a cui tenevo da tempo, e che mi riempie molto… il sociale è per me importante, spero di riuscire anche ad individuare qualche idea per poter organizzare qualcosa attorno a questo tema… non solo aiutare personalmente… Questo è un periodo molto fertile, mentalmente parlando… speriamo di riuscire – come si dice a Napoli – di accucchiare qualcosa, di portare a compimento qualcosa.”


Sottoscrivi
Report
Miei commenti